Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito La Repubblica di Cospaia

    La conoscevate?

    La minuscola repubblica di Cospaia, una specie di terra di nessuno, sorse accidentalmente nel 1440 sul confine fra Toscana e Stato della Chiesa in seguito a un errore di misurazione. Favorita dai facili traffici commerciali che vi si svolgevano, sopravvisse per quasi quattro secoli. Ma nel 1826, diventata ormai un covo di contrabbandieri, in seguito a un accordo tra i due stati limitrofi, fu soppressa.

    http://www.rbvex.it/chiesa.html


  2. #2
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    Predefinito

    Contrabbandieri????
    Liberoscambisti vorrai dire

  3. #3
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    Pardon, ho riportato il testo da un sito di stemmi e bandiere.

    La storia è abbastanza densa di questi episodi curiosi che giungono fino alla definitiva affermazione dello Stato moderno e all'irregimentazione della vita dei singoli e delle comunità nei suoi gangli.

  4. #4
    RenzoAudisio
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA Visualizza Messaggio
    Pardon, ho riportato il testo da un sito di stemmi e bandiere.

    La storia è abbastanza densa di questi episodi curiosi che giungono fino alla definitiva affermazione dello Stato moderno e all'irregimentazione della vita dei singoli e delle comunità nei suoi gangli.
    Cacchio 4 secoli sono mica uno scherzo, specie in quelle epoche! Hai davvero rispolverato una interessante "chicca"! Ma perchè non riporti tutto... e soprattutto il meglio?

    "La storia (vera) della “Repubblica” di Cospaia rappresenta un momento unico e originale nel panorama italiano.
    La vicenda narra di un minuscolo lembo di terra in cui gli abitanti che vi risiedevano riuscirono a conquistare la libertà non attraverso violente lotte o con sanguinose battaglie, non per cruenti colpi di stato o loschi intrighi di palazzo, ma più semplicemente a causa di una banale svista topografica.
    Tutto ebbe inizio nel lontano 1441 quando la Repubblica fiorentina e lo Stato della Chiesa decisero di stabilire definitivamente il loro confine tra i paesi di Sansepolcro e San Giustino.
    Dopo che Papa Eugenio IV (“amico” dei Medici), cedette per 14000 ducati Borgo San Sepolcro a Firenze, si poté procedere alla definizione della zona. Come linea di demarcazione venne scelto un ruscello chiamato “Rio”. Coincidenza volle che, originati dalla stessa sorgente, c’erano due fossi chiamati “Rio”. Essi si divaricavano fino a una distanza massima di circa 500 metri l’uno dall’altro.
    Certo i due stati si accorsero subito dell’errore, ma rimediarvi era troppo impegnativo e complicato (evidentemente la burocrazia non è un’invenzione dei giorni nostri…).
    E così, per quasi quattro secoli, gli abitanti del triangolo di terra incluso fra i due “Rio” vissero in un minuscolo ma libero statarello.
    I cospaiesi infatti ebbero la lungimiranza di proclamarsi subito indipendenti e tali rimasero per quasi quattro secoli. Senza leggi scritte, senza capi, senza soldati e senza imposte fecero ottimi affari sia con il Granducato di Toscana che con la Chiesa, distinguendosi soprattutto nella coltivazione del tabacco.
    Cospaia infatti, in virtù dell’autonomia di cui godeva, fu una delle prime contrade italiane (probabilmente la primissima) ad intraprendere la coltivazione, la manipolazione e lo smercio agli stati vicini del tabacco, allora chiamato “erba tornabuona”, dal nome dell’abate Nicolò Tornabuoni della vicina San Sepolcro che ne riportò il seme una volta tornato da una missione in Spagna.
    Dopo alterne vicissitudini però, il 25 maggio 1826, grazie ad una accordo stipulato tra il governo Toscano e quello Pontificio, la “piccola repubblica”, divenuta una specie di porto franco per l’esercizio del contrabbando e sicuro rifugio di malfattori di ogni risma, fu soppressa e il territorio venne quasi interamente incorporato nello Stato Pontificio (Cospaia risultò essere aggregata al Comune di San Giustino).
    Per compenso gli abitanti mantennero il privilegio di coltivare mezzo milione di piante di tabacco, prodotto dal quale avevano derivato la loro ricchezza.
    Il 25 maggio 1998, 172 anni dopo la scomparsa del minuscolo “Staterello”, simbolicamente, un gruppo di coraggiosi cospaiesi occupava il campanile e proclamava la restaurazione della vecchia repubblica. (senza venir arrestati come i serenissimi) Ancora oggi il vessillo di Cospaia (nero e bianco su striscia diagonale) viene portato in corteo durante la festa celebrativa della “Repubblica” che si tiene in giugno, assieme ad un gonfalone che reca stampato un leone rampante. "


    Alcuni LInks intriganti su Cospaia:
    http://www.appennino.info/CMDirector.aspx?id=1438

    http://www.webspacefindit.com/turism...p?dove=cospaia

    http://www.ospitalitalia.it/cultura_...i_Cospaia.html

  5. #5
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    Da http://www.webspacefindit.com/turism...p?dove=cospaia

    Cospaia si ritrovò nella felice condizione di territorio franco, terra di nessuno, ed i suoi abitanti essendo privi di leggi da rispettare, di governanti a cui ubbidire e di tasse o dazi da pagare, approfittarono al meglio di questo status. I cospaiesi erano veramente liberi ed il loro benessere economico era indubbiamente maggiore di quello delle popolazioni confinanti: tutti i loro terreni erano esenti da balzelli e la rendita che ne ricavavano era netta.
    Anche una terra felice come la Repubblica di Cospaia aveva però le sue leggi…o meglio la sua legge, un’unica legge scritta dalla fortissima valenza simbolica, riportata nell’iscrizione tutt’oggi visibile sull’architrave della Chiesa della Confraternita: “Perpetua et Firma Libertas”.

    ------------------------------------------------------------------------------
    Anticamente , e non solo a Cospaia, la politica era l'arte della "contrattazione" di libertà e di franchigie. Spesso questa "contrattazione" andava a vantaggio di nobili o di oligarchi, talvolta delle popolazioni. Si possono ricordare altri esempi, come Noli in Liguria o Senarica nel Veneto, entrambe libere Repubbliche che a Genova e Venezia offrivano formale fedeltà in cambio di protezione e libertà.

    Oggi, purtroppo, non usa più che un Sindaco contratti con lo Stato per garantire migliori condizioni di vita e minore oppressione fiscale ai cittadini dei quali dovrebbe - dovrebbe - curare gli interessi.

    Ma se il "vostro" anarco-capitalismo ha una dimensione pragmatica e quindi un "senso" storico, cos'altro dovrebbe fare se non questo?

  6. #6
    RenzoAudisio
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA Visualizza Messaggio
    Da http://www.webspacefindit.com/turism...p?dove=cospaia

    Cospaia si ritrovò nella felice condizione di territorio franco, terra di nessuno, ed i suoi abitanti essendo privi di leggi da rispettare, di governanti a cui ubbidire e di tasse o dazi da pagare, approfittarono al meglio di questo status. I cospaiesi erano veramente liberi ed il loro benessere economico era indubbiamente maggiore di quello delle popolazioni confinanti: tutti i loro terreni erano esenti da balzelli e la rendita che ne ricavavano era netta.
    Anche una terra felice come la Repubblica di Cospaia aveva però le sue leggi…o meglio la sua legge, un’unica legge scritta dalla fortissima valenza simbolica, riportata nell’iscrizione tutt’oggi visibile sull’architrave della Chiesa della Confraternita: “Perpetua et Firma Libertas”.

    ------------------------------------------------------------------------------
    Anticamente , e non solo a Cospaia, la politica era l'arte della "contrattazione" di libertà e di franchigie. Spesso questa "contrattazione" andava a vantaggio di nobili o di oligarchi, talvolta delle popolazioni. Si possono ricordare altri esempi, come Noli in Liguria o Senarica nel Veneto, entrambe libere Repubbliche che a Genova e Venezia offrivano formale fedeltà in cambio di protezione e libertà.

    Oggi, purtroppo, non usa più che un Sindaco contratti con lo Stato per garantire migliori condizioni di vita e minore oppressione fiscale ai cittadini dei quali dovrebbe - dovrebbe - curare gli interessi.

    Ma se il "vostro" anarco-capitalismo ha una dimensione pragmatica e quindi un "senso" storico, cos'altro dovrebbe fare se non questo?
    Parlo per me: non sarò un pragmatico, almeno nelle mie teorie, ma prima dell'anarco-capitalismo, a suo fondamento, dev'esserci l'Anarchia... dunque la condizione di Libertà assoluta per ogni individuo )... e la libertà non è tanto contrattabile. Poi, in condizioni generali di Libertà, l'assenza di un regime fiscale sarebbe una conseguenza per chi non lo vorrebbe.
    Inoltre osservo che questo discorso del Sindaco non c'entra nulla con il caso di Cospaia.
    Non mi è affatto chiara invece la condizione di quel che fu quel lembo di terra, cioè se si trattasse solo una zona franca oppure se fosse riconosciuta come repubblica anche dagli Stati LImitrofi. Nel primo caso vi sono ancor diverse zone esterne alle dogane, come lo era ad esempio (fino a qualche tempo fa') un paesino della Val Roya... (mi pare Saorge) ma la Storia di Cospaia è comunque molto bella ed istruttiva, anche per chi non crede che si possa vivere senza Leggi e senza Sovrastrutture.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da RenzoAudisio Visualizza Messaggio
    Parlo per me: non sarò un pragmatico, almeno nelle mie teorie, ma prima dell'anarco-capitalismo, a suo fondamento, dev'esserci l'Anarchia... dunque la condizione di Libertà assoluta per ogni individuo )... e la libertà non è tanto contrattabile. Poi, in condizioni generali di Libertà, l'assenza di un regime fiscale sarebbe una conseguenza per chi non lo vorrebbe.
    Inoltre osservo che questo discorso del Sindaco non c'entra nulla con il caso di Cospaia.
    Non mi è affatto chiara invece la condizione di quel che fu quel lembo di terra, cioè se si trattasse solo una zona franca oppure se fosse riconosciuta come repubblica anche dagli Stati LImitrofi. Nel primo caso vi sono ancor diverse zone esterne alle dogane, come lo era ad esempio (fino a qualche tempo fa') un paesino della Val Roya... (mi pare Saorge) ma la Storia di Cospaia è comunque molto bella ed istruttiva, anche per chi non crede che si possa vivere senza Leggi e senza Sovrastrutture.
    Da quanto si intuisce una terra franca (in quanto non tassabile da nessuno) auto-gestita. Probabilmente vi erano consigli, quindi sorte di "capi" locali (impensabile che non vi fosse un'organizzazione interna seppur minima), ma a quanto sembra non è stato ritrovato nessun atto pubblico negli archivi, ammesso che esistessero.

    Il discorso sul sindaco verte sul fatto che è la figura che più di tutte potrebbe avviare uno scontro istituzionale in chiave "anarco-capitalista".

 

 

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