
Originariamente Scritto da
ZENA
Da
http://www.webspacefindit.com/turism...p?dove=cospaia
Cospaia si ritrovò nella felice condizione di territorio franco, terra di nessuno, ed i suoi abitanti essendo privi di leggi da rispettare, di governanti a cui ubbidire e di tasse o dazi da pagare, approfittarono al meglio di questo status. I cospaiesi erano veramente liberi ed il loro benessere economico era indubbiamente maggiore di quello delle popolazioni confinanti: tutti i loro terreni erano esenti da balzelli e la rendita che ne ricavavano era netta.
Anche una terra felice come la Repubblica di Cospaia aveva però le sue leggi…o meglio la sua legge, un’unica legge scritta dalla fortissima valenza simbolica, riportata nell’iscrizione tutt’oggi visibile sull’architrave della Chiesa della Confraternita: “Perpetua et Firma Libertas”.
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Anticamente , e non solo a Cospaia, la politica era l'arte della "contrattazione" di libertà e di franchigie. Spesso questa "contrattazione" andava a vantaggio di nobili o di oligarchi, talvolta delle popolazioni. Si possono ricordare altri esempi, come Noli in Liguria o Senarica nel Veneto, entrambe libere Repubbliche che a Genova e Venezia offrivano formale fedeltà in cambio di protezione e libertà.
Oggi, purtroppo, non usa più che un Sindaco contratti con lo Stato per garantire migliori condizioni di vita e minore oppressione fiscale ai cittadini dei quali dovrebbe - dovrebbe - curare gli interessi.
Ma se il "vostro" anarco-capitalismo ha una dimensione pragmatica e quindi un "senso" storico, cos'altro dovrebbe fare se non questo?