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  1. #1
    Vince te ipsum
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    Predefinito Magistero e dogma dell'infallibilità

    Gentilissimi utenti di questo forum,
    è la prima volta che scrivo in questa sezione (ho incominciato qualche tempo fa a scrivere nella sezione dei sedevacantisti). Preciso, a scanso di equivoci, che sono cattolico e fedele al Santo Padre Benedetto XVI. Sono però molto critico con determinati atteggiamenti che da qualche decennio la Chiesa sta portando avanti per decisione di importanti prelati. Questo però non mette in dubbio la mia fedele obbedienza.

    Specificato ciò, vorrei aprire una discussione circa il Magistero e fugare alcuni miei dubbi.
    I tre "gradi di giudizio" della Chiesa per definire una posizione sono, a quanto ne so, la Sacra Scrittura, la tradizione dei Padri e della Chiesa ed, in ultimo, il Magistero. Quindi, se un argomento non è trattato in modo specifico dalla Bibbia, si passa a consultare la tradizione della Chiesa. In caso negativo, la Chiesa del momento deve dichiararsi in merito.
    Ho però dei dubbi circa le questioni su cui c'è infallibilità e su chi fa parte del Magistero.

    1) L'infallibilità su quali temi è prevista? Dal Catechismo si evince che si estende a tutti gli elementi di dottrina, compresa la morale. Ma la questione rimane vaga. Dopotutto anche posizioni non dottrinali, ma di semplice pastorale, si basano su elementi di fede e di dottrina. Quindi, c'è una categorizzazione più specifica per questo?

    2) Qual'è la differenza tra magistero ordinario e straordinario?

    3) Da chi è composto il Magistero? I documenti emessi dalle varie congregazioni della Santa Sede sono documenti del Magistero e quindi le stesse congregazioni, quando trattano di dottrina o morale possiedono il carisma dell'infallibilità (il particolare, logicamente, la Congregazione per la dottirna della Fede)?

    Scusate per le domande, ma la questione non sono mai riuscito ad approfondirla bene e mi affido alla Vostra preparazione in materia.

  2. #2
    Logiké Latreía
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    Un primo contributo...

    "L'ufficio di insegnare"

    888 "I vescovi, con i presbiteri, loro cooperatori, “hanno anzitutto il dovere di annunziare a tutti il Vangelo di Dio”, [Conc. Ecum. Vat. II, Presbyterorum ordinis, 4] secondo il comando del Signore [Cf Mc 16,15 ]. Essi sono “gli araldi della fede, che portano a Cristo nuovi discepoli, sono i dottori autentici” della fede apostolica, “rivestiti dell'autorità di Cristo” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 25]".

    889 "Per mantenere la Chiesa nella purezza della fede trasmessa dagli Apostoli, Cristo, che è la Verità, ha voluto rendere la sua Chiesa partecipe della propria infallibilità. Mediante il “senso soprannaturale della fede”, il Popolo di Dio “aderisce indefettibilmente alla fede”, sotto la guida del Magistero vivente della Chiesa [Cf ibid., 12; Id. , Dei Verbum, 10]".

    890 "La missione del Magistero è legata al carattere definitivo dell'Alleanza che Dio in Cristo ha stretto con il suo Popolo; deve salvaguardarlo dalle deviazioni e dai cedimenti, e garantirgli la possibilità oggettiva di professare senza errore l'autentica fede. Il compito pastorale del Magistero è quindi ordinato a vigilare affinché il Popolo di Dio rimanga nella verità che libera. Per compiere questo servizio, Cristo ha dotato i pastori del carisma d'infallibilità in materia di fede e di costumi. L'esercizio di questo carisma può avere parecchie modalità".

    891 “Di questa infallibilità il romano Pontefice, capo del collegio dei vescovi, fruisce in virtù del suo ufficio, quando, quale supremo pastore e dottore di tutti i fedeli, che conferma nella fede i suoi fratelli, proclama con un atto definitivo una dottrina riguardante la fede o la morale. . . L'infallibilità promessa alla Chiesa risiede pure nel corpo episcopale, quando questi esercita il supremo Magistero col successore di Pietro” soprattutto in un Concilio Ecumenico [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 25; cf Concilio Vaticano I: Denz. -Schönm. , 3074]. Quando la Chiesa, mediante il suo Magistero supremo, propone qualche cosa “da credere come rivelato da Dio” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 10] e come insegnamento di Cristo, “a tali definizioni si deve aderire con l'ossequio della fede” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 25]. Tale infallibilità abbraccia l'intero deposito della Rivelazione divina [Cf ibid]".

    892 "L'assistenza divina è inoltre data ai successori degli Apostoli, che insegnano in comunione con il successore di Pietro, e, in modo speciale, al vescovo di Roma, pastore di tutta la Chiesa, quando, pur senza arrivare ad una definizione infallibile e senza pronunciarsi in “maniera definitiva”, propongono, nell'esercizio del Magistero ordinario, un insegnamento che porta ad una migliore intelligenza della Rivelazione in materia di fede e di costumi. A questo insegnamento ordinario i fedeli devono “aderire col religioso ossequio dello spirito” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 25] che, pur distinguendosi dall'ossequio della fede, tuttavia ne è il prolungamento".

  3. #3
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    Qualcosa sull'ossequio della fede...

    "L'obbedienza della fede"

    144 "Obbedire (“ob-audire”) nella fede è sottomettersi liberamente alla Parola ascoltata, perché la sua verità è garantita da Dio, il quale è la Verità stessa. Il modello di questa obbedienza propostoci dalla Sacra Scrittura è Abramo. La Vergine Maria ne è la realizzazione più perfetta".

    "Abramo - il padre di tutti i credenti”

    145 "La Lettera agli Ebrei, nel solenne elogio della fede degli antenati, insiste particolarmente sulla fede di Abramo: “Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava” (Eb 11,8) [Cf Gen 12,1-4 ]. Per fede soggiornò come straniero e pellegrino nella Terra promessa [Cf Gen 23,4 ]. Per fede Sara ricevette la possibilità di concepire il figlio della promessa. Per fede, infine, Abramo offrì in sacrificio il suo unico figlio [Cf Eb 11,17 ]".

    146 "Abramo realizza così la definizione della fede data dalla Lettera agli Ebrei: “La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono” (Eb 11,1). “Abramo ebbe fede in Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia” (Rm 4,3) [Cf Gen 15,6 ]. Grazie a questa forte fede, [Cf Rm 4,20 ] Abramo è diventato “padre” di tutti coloro che credono (Rm 4,11; Rm 4,18) [Cf Gen 15,5 ]".

    147 "Di questa fede, l'Antico Testamento è ricco di testimonianze. La Lettera agli Ebrei fa l'elogio della fede esemplare degli antichi che “ricevettero” per essa “una buona testimonianza” (Eb 11,2; Eb 11,39). Tuttavia “Dio aveva in vista qualcosa di meglio per noi”: la grazia di credere nel suo Figlio Gesù, “autore e perfezionatore della fede” (Eb 11,40; 147 Eb 12,2)".

    "Maria - Beata colei che ha creduto”

    148 "La Vergine Maria realizza nel modo più perfetto l'obbedienza della fede. Nella fede, Maria accolse l'annunzio e la promessa a Lei portati dall'angelo Gabriele, credendo che “nulla è impossibile a Dio” (Lc 1,37), [Cf Gen 18,14 ] e dando il proprio consenso: “Sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1,38). Elisabetta la salutò così: “Beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45). Per questa fede tutte le generazioni la chiameranno beata [Cf Lc 1,48 ].

    149 "Durante tutta la sua vita, e fino all'ultima prova, [Cf Lc 2,35 ] quando Gesù, suo Figlio, morì sulla croce, la sua fede non ha mai vacillato. Maria non ha cessato di credere “nell'adempimento” della Parola di Dio. Ecco perché la Chiesa venera in Maria la più pura realizzazione della fede".

  4. #4
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    L'argomento è molto ampio, le sue sono ottime domande Catocensorius.

    Un otttimo articolo è questo:

    http://www.paginecattoliche.it/modul...rticle&sid=138

    Oltre al documento del Concilio Vaticano Primo Pastor Aeternus:

    http://www.totustuus.biz/users/magistero/p9pastor.htm

    Il Magistero Infallibile del Papa da sono o con i Vescovi riuniti in un Concilio è infallibile. I campi sono la Fede e la Morale, non la pastorale.
    Un esempio è la proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione.
    Sulla terza domanda rispondo che bisogna che il documento sia approvato dal Papa con la sua autorità di Magistero per essere infallibile.
    Il Magistero Ordinario universale è infallibile ed esige l'assenso di Fede. Il Magistero Ordinario del Papa è Magistero autentico, richiede l'ossequio dell'intelletto e della volontà ma, a meno che non sia espressamente dichiarato con formule chiare e perentorie, toni inequivocabili, non è infallibile.
    Esempi di Magistero papale infallibile sono: la "Humane Vitae" e la "Pascendi". Occhio che sono i più contestati, ma sono infallibili, basti vedere i toni usati.
    Il Magistero del singolo Vescovo non è infallibile a meno che non sia Magistero Ordinario Universale.
    Ruguardo alla Tradizione e alla Sacra Scrittura non vengono consultati separatamente inoltre la Tradizione non si identifica con i Padri della Chiesa, è la Tradizione orale apostolica.
    Occhio Catocensorius, massima attenzione. L'argomento è molto scottante ed i negatori abbondano anche nelle altre sfere purtroppo e non solo.
    Spero di essere stato chiaro. Oggi va molto di moda minimizzare il Magistero e al contrario (errore opposto) considerare Magistero infallibile sono ciò che è una direttiva pastorale per interessi e motivi progressisti ed ecumenici.
    Tenga presente che il Magistero non è dato per inventare una nuova dottrina, ma per esplicitare meglio e far comprende meglio contro gli eretici quello che si è sempre creduto e che appartiene al Deposito della Fede (Tradizione e Sacra Scrittura).
    Nella Chiesa non è ammesso nessun progressismo o evoluzionismo della verità, solo una maggiore comprensione della verità.
    Ripeto, occhio ai taroccatori.

    CIAO

  5. #5
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    Sulla tradizione...

    "La Tradizione apostolica"

    75 “Cristo Signore, nel quale trova compimento tutta la Rivelazione del sommo Dio, ordinò agli Apostoli di predicare a tutti, comunicando loro i doni divini, come la fonte di ogni verità salutare e di ogni regola morale, il Vangelo che, prima promesso per mezzo dei profeti, Egli ha adempiuto e promulgato di sua bocca” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 7]".

    "La predicazione apostolica..."

    76 "La trasmissione del Vangelo, secondo il comando del Signore, è stata fatta in due modi:
    - oralmente, “dagli Apostoli, i quali nella predicazione orale, con gli esempi e le istituzioni trasmisero sia ciò che avevano ricevuto dalla bocca, dal vivere insieme e dalle opere di Cristo, sia ciò che avevano imparato per suggerimento dello Spirito Santo”;
    - per iscritto, “da quegli Apostoli e uomini della loro cerchia, i quali, sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, misero in iscritto l'annunzio della della salvezza” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 7]".

    "...continuata attraverso la successione apostolica"

    77 “Affinché il Vangelo si conservasse sempre integro e vivo nella Chiesa, gli Apostoli lasciarono come successori i vescovi, ad essi affidando il loro proprio compito di magistero” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 7]. Infatti, “la predicazione apostolica, che è espressa in modo speciale nei libri ispirati, doveva essere conservata con successione continua fino alla fine dei tempi” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 7]".

    78 "Questa trasmissione viva, compiuta nello Spirito Santo, è chiamata Tradizione, in quanto è distinta dalla Sacra Scrittura, sebbene ad essa strettamente legata. Per suo tramite “la Chiesa, nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni, tutto ciò che essa è, tutto ciò che essa crede” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 7]. “Le asserzioni dei santi Padri attestano la vivificante presenza di questa Tradizione, le cui ricchezze sono trasfuse nella pratica e nella vita della Chiesa che crede e che prega” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 7]".

    79 "In tal modo la comunicazione, che il Padre ha fatto di sé mediante il suo Verbo nello Spirito Santo, rimane presente e operante nella Chiesa: “Dio, il quale ha parlato in passato, non cessa di parlare con la Sposa del suo Figlio diletto, e lo Spirito Santo, per mezzo del quale la viva voce del Vangelo risuona nella Chiesa, e per mezzo di questa nel mondo, introduce i credenti a tutta intera la verità e fa risiedere in essi abbondantemente la Parola di Cristo” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 7]".

  6. #6
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    Esempi di Magistero papale infallibile sono: la "Humane Vitae" e la "Pascendi". Occhio che sono i più contestati, ma sono infallibili, basti vedere i toni usati.
    eugenius, ti sbagli e lo sai bene.

    la humane vitae NON è magistero infallibile. Una parte della chiesa avrebbe voluto che paolo VI e poi giovanni paolo II l'avessero dichiarata infallibile ufficialmente, ma non esiste NESSUNA dichiarazione ufficiale della chiesa cattolica in cui si stabilisce una volta per tutte che l'humane vitae è magistero infallibile.

    ci sono alcuni che VORREBBERO che fosse dichiarata magistero infallibile, ma non lo è. fattene una ragione.

    ricordo che addirittura sono stati pubblicati libri voluminosi di illustri cattedratici che "dimostravano" come l'humane vitae non potesse non essere dichiarata infallibile, ma fatto sta che la chiesa cattolica NON l'ha mai dichiarata magistero infallibile.

    e ancora si continua a dire il contrario....

  7. #7
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    devo dire che non è che facendo copia ed incolla la cosa si chiarisce.

    pensate forse che chi ha chiesto non potesse leggersi da solo il catechismo?

    se il testo del catechismo fosse così chiaro non avrebbe avuto bisogno di chiedere , no?

    "che mi spieghi questo?"
    "leggiti il libro!"

    boh.....

  8. #8
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    l´adulterio e'peccato? Boh, non c´e´ stato un procedimento infallibile
    UT UNUM SINT!

  9. #9
    Logiké Latreía
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    Citazione Originariamente Scritto da bottero Visualizza Messaggio
    devo dire che non è che facendo copia ed incolla la cosa si chiarisce.

    pensate forse che chi ha chiesto non potesse leggersi da solo il catechismo?

    se il testo del catechismo fosse così chiaro non avrebbe avuto bisogno di chiedere , no?

    "che mi spieghi questo?"
    "leggiti il libro!"

    boh.....
    Devo dire che, invece, in un discorso pubblico, che può essere letto anche non solo da Catocensorius, portare dei riferimenti iniziali può essere utile; per bottero ogni scusa appare buona per evitare che venga divulgato il pensiero autentico della Chiesa.

  10. #10
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    catholikos, se per te "infallibile", significa avere una lista bella preconfezionata da seguire per non sbagliare contento te.

    l'adulterio è peccato certo, ma il compito del pastore o del confessore è capire se QUELLO è adulterio. non dire "l'adulterio è peccato!!!".


    l'infalllibilità non è avere la ripsosta sempre pronta per tutto. è un qualcosa di un POCHINO diverso.

    rubare è peccato? certo. ma cosa c'entra l'infallibilità? Devi vedere se quell'atto particolare è rubare, anche se materialmente si configura come furto.

    rubare una mela perché muori di fame NON è rubare. lo dice san tommaso d'aquino, vero?

 

 
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