Gentilissimi utenti di questo forum,
è la prima volta che scrivo in questa sezione (ho incominciato qualche tempo fa a scrivere nella sezione dei sedevacantisti). Preciso, a scanso di equivoci, che sono cattolico e fedele al Santo Padre Benedetto XVI. Sono però molto critico con determinati atteggiamenti che da qualche decennio la Chiesa sta portando avanti per decisione di importanti prelati. Questo però non mette in dubbio la mia fedele obbedienza.
Specificato ciò, vorrei aprire una discussione circa il Magistero e fugare alcuni miei dubbi.
I tre "gradi di giudizio" della Chiesa per definire una posizione sono, a quanto ne so, la Sacra Scrittura, la tradizione dei Padri e della Chiesa ed, in ultimo, il Magistero. Quindi, se un argomento non è trattato in modo specifico dalla Bibbia, si passa a consultare la tradizione della Chiesa. In caso negativo, la Chiesa del momento deve dichiararsi in merito.
Ho però dei dubbi circa le questioni su cui c'è infallibilità e su chi fa parte del Magistero.
1) L'infallibilità su quali temi è prevista? Dal Catechismo si evince che si estende a tutti gli elementi di dottrina, compresa la morale. Ma la questione rimane vaga. Dopotutto anche posizioni non dottrinali, ma di semplice pastorale, si basano su elementi di fede e di dottrina. Quindi, c'è una categorizzazione più specifica per questo?
2) Qual'è la differenza tra magistero ordinario e straordinario?
3) Da chi è composto il Magistero? I documenti emessi dalle varie congregazioni della Santa Sede sono documenti del Magistero e quindi le stesse congregazioni, quando trattano di dottrina o morale possiedono il carisma dell'infallibilità (il particolare, logicamente, la Congregazione per la dottirna della Fede)?
Scusate per le domande, ma la questione non sono mai riuscito ad approfondirla bene e mi affido alla Vostra preparazione in materia.




Rispondi Citando

