Giuliano Amato, in un'intervista a Polizia Moderna, dichiara di "aver accettato con sofferenza" la decisione del Parlamento sull'indulto - "un provvedimento del genere crea problemi a chi fa il nostro lavoro" - e sottolinea che "queste scarcerazioni di delinquenti creano sfiducia nei cittadini":
http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...07/amato.shtml
Eppure, Giuliano Amato non soltanto ha accettato, ma è stato compartecipe - con sofferenza, naturaliter - della decisione delle Camere in relazione allo sciagurato provvedimento scarcera-delinquenti (il quale, tra l'altro, "ha creato tanti problemi a chi fa il nostro lavoro"), avendo, il nostro attuale ministro degli Interni, votato a favore del condono penale quel caldo giorno di fine luglio, in veste di deputato dell'Ulivo:
http://www.antoniodipietro.com/2006/07/
Dimentico della responsabilità presasi appena tre mesi fa nello "scarcerare delinquenti e creare sfiducia nella cittadinanza", dimentico di aver contribuito a "crearsi problemi" da solo e dimentico nondimeno del senso del ridicolo nel momento in cui manifesta dolorosa contrarietà rispetto ad una sua stessa scelta del recentissimo passato, Amato conclude lamentandosi, in maniera generale, dell'assenza di certezza della pena in Italia e ravvisa, quindi, la necessità di un intervento correttivo in tal senso.
Agli altri, rammenta l'assenza di effettività delle sanzioni, le migliaia di delinquenti scarcerati, la sfiducia della cittadinanza onesta nelle istituzioni: ché lui, tanto, mica c'entra niente.




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