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  1. #1
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    Question Chiarezza sulle "storie sui fascio-comunitaristi"

    Salve. E' da un po' che seguo il vostro forum, e questo è il mio primo messaggio. Chiarisco subito che non sono comunitarista nè nazionalitario, e sono spesso in disaccordo con ciò che scrivete (per quanto lo reputi interessante).

    Mi riaggancio alla discussione intitolata "Le solite storie sui fascio-comunitaristi". Ho letto diverse ricostruzioni sul "filo nero" che unirebbe i comunitaristi e i nazionalitari moderni all'estrema destra degli anni '60/'70 (non mi spingo più indietro). Tutte queste ricostruzioni sono sostanzialmente concordi, e si tratta di accuse assai gravi e documentate che meriterebbero una risposta punto per punto.

    Purtroppo, per quanto abbia cercato, non ho mai trovato delle risposte argomentate: gli autori di queste "storie sui fascio-comunitaristi" vengono solitamente accusati di "becera ortodossia" o di "contiguità al sistema", senza entrare quasi mai nel merito delle accuse da essi lanciate.

    Volevo quindi chiedere se esiste una risposta argomentata alle "storie sui fascio-comunitaristi". In particolare, qualcosa che si concentri su due punti fondamentali:
    1. correggere le eventuali distorsioni del pensiero comunitarista-nazionalitario contenute nelle "storie" che lo demonizzano
    2. ricostruire le origini storiche del movimento comunista-nazionalitario moderno, in particolare chiarendo gli eventuali legami con personaggi, movimenti e riviste dell'estrema destra
    Se un documento del genere non esiste, sarebbe forse il caso di crearlo: ne guadagnerebbe la chiarezza del confronto-scontro politico, e forse si eviterebbe la frequente accusa che vi dipinge come "potenziali infiltrati" o "corruttori di compagni inesperti".

    Saluti, gp

  2. #2
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    Mi sembra una proposta buona, anche se francamente una cosa del genere sarebbe assolutamente dispensabile se la gente si degnasse di accendere il cervello e di farla finita con le reazioni emozionali e pavloviane.
    Per quanto riguarda la mia versione: non c'è modo di accusare di essere "infiltrati fascisti" i comunisti nazionalitari vicini al pensiero di Preve (per non parlare degli animatori del Campo Antiimperialista...), dato che, al contrario di quanto si afferma, non esiste nessuna comunione di intenti con il mondo neoeurasiano (che ruota intorno a Dugin) o nazionaleuropeo (rilanciato nel dopoguerra da Thiriart). L'unica accusa un minimo fondata è che Preve ha dialogato con autori, diciamo, neo-pre-post-parafascisti, dato che - come ha lui stesso puntualizzato - tali contatti possono essere, nell'eera del necessario abbandono della classica dicotomia destra-sinistra, assolutamente proficui; è necessario porre però alcuni paletti all'azione comunista nazionalitaria, che sono i soliti: antiimperialismo radicale, antiamericanismo, democrazia sostanziale, ecc. A proposito delle critiche sulle case editrici per cui ha pubblicato, Preve osserva che gli risulterebbe difficile farsi stampare dalla Mondadori, padrina del fenomeno editoriale Fallaci che egli iscrive all'albo dei veri nemici, dei "veri fascisti", in un certo senso.

    La parola ai diretti interessati.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Guido Picelli Visualizza Messaggio
    Salve. E' da un po' che seguo il vostro forum, e questo è il mio primo messaggio. Chiarisco subito che non sono comunitarista nè nazionalitario, e sono spesso in disaccordo con ciò che scrivete (per quanto lo reputi interessante).

    Mi riaggancio alla discussione intitolata "Le solite storie sui fascio-comunitaristi". Ho letto diverse ricostruzioni sul "filo nero" che unirebbe i comunitaristi e i nazionalitari moderni all'estrema destra degli anni '60/'70 (non mi spingo più indietro). Tutte queste ricostruzioni sono sostanzialmente concordi, e si tratta di accuse assai gravi e documentate che meriterebbero una risposta punto per punto.

    Purtroppo, per quanto abbia cercato, non ho mai trovato delle risposte argomentate: gli autori di queste "storie sui fascio-comunitaristi" vengono solitamente accusati di "becera ortodossia" o di "contiguità al sistema", senza entrare quasi mai nel merito delle accuse da essi lanciate.

    Volevo quindi chiedere se esiste una risposta argomentata alle "storie sui fascio-comunitaristi". In particolare, qualcosa che si concentri su due punti fondamentali:
    1. correggere le eventuali distorsioni del pensiero comunitarista-nazionalitario contenute nelle "storie" che lo demonizzano
    2. ricostruire le origini storiche del movimento comunista-nazionalitario moderno, in particolare chiarendo gli eventuali legami con personaggi, movimenti e riviste dell'estrema destra
    Se un documento del genere non esiste, sarebbe forse il caso di crearlo: ne guadagnerebbe la chiarezza del confronto-scontro politico, e forse si eviterebbe la frequente accusa che vi dipinge come "potenziali infiltrati" o "corruttori di compagni inesperti".

    Saluti, gp
    Intanto provo a rispondere io per quello che concerne la mia esperienza politica personale e per quello che riguarda la linea politica dei comunisti nazionalitari.
    Innanzitutto questo progetto nasce otto anni fa e non trenta o quaranta anni fa. Quindi parlare di una contiguità con certi movimenti e con certe idee di circa venti o trenta anni prima è assolutamente paradossale e ridicolo.
    L'unica cosa che accomuna Thiriart a noi è il termine comunitarismo che tra le altre cose stiamo pensando da tempo di abbandonare proprio per evitare (e non si legga in questo nulla di politicamente malizioso) in parte anche questa assonanza grammaticale che a quanto pare per chi non ha voglia di approfondire minimamente alcun nostro discorso basta e avanza per classificare e condannare come fascista il nostro progetto.
    Che ci siano tra di noi persone che vengano dalla destra radicale è un fatto assolutamente noto che i diretti interessati non hanno mai voluto nascondere. Non credo ci sia alcuno scandalo in questo, dato che credo sia del tutto naturale e legittimo per una persona avere la possibilità di cambiare le proprie opinioni politiche. E' un percorso che nella vita delle persone capita per ogni aspetto della vita, non capisco perchè per tutti sia possibile tranne per chi in passato è stato fascista. Non per voler far polemica ma alla fine della seconda guerra mondiale Togliatti stesso (tanto venerato in Rifondazione) caldeggiò e portò avanti l'amnistia peri fascisti ad ogni livello istituzionale e di potere e non pochi ex fascisti entrarono nel PCI. Se qualcuno può dimostrare il contrario lo faccia. Vogliamo fare gli esempi contrari? Parliamo di noti esponenti di Lotta Continua come Ferrara o Liguori o Guzzanti. Dove sono oggi queste persone? In quale schieramento militano? Dobbiamo dedurne che queste persone siano state sin dai tempi di Lotta Continua solamente degli infiltrati?
    Ed ora passiamo a Preve.
    Preve è uno dei nostri punti di riferimento ideologico ed è nella Redazione di Comunitarismo. Preve è un filosofo indipendente da noi come da altri e come tale ha facoltà di scrivere e frequentare altri gruppi politici senza per questo che i comunisti nazionalitari debbano per forza approvare le sue scelte. Come per altri pensatori noi comunisti nazonalitari ci riserviamo il diritto sacrosanto di scegliere ciò che politicamente ed ideologicamente troviamo concordanti con il nostro pensiero e di rigettare quello che non troviamo pertinente e condivisibile. Quindi dicendo che Preve è uno dei nostri punti di riferimento non vuol dire che noi accettiamo tout court ed acriticamente il pensiero previano e le sue scelte pratiche.
    Lo stesso vale per altri pensatori. Personalmente ad esempio sono daccordo con l'impostazione di Cervetto riguardo la teoria dell'imperialismo unitario senza per questo definirmi uno di lotta comunista.
    Per inciso io vengo e ancora mi ritengo come comunista nazionalitario come facente parte della sinistra extrasistemica e mai sono stato vicino ad ambienti della destra radicale, nè della destra moderata.
    Lo stesso discorso vale per molti altri di noi.
    Ed infine vorrei parlare di queste fantomatiche infiltrazioni. Come detto nessuno degli interessati e delle eprsone attaccate in questi giorni ha mai nascosto il suo passato di destra radicale, non è stato nascosto a me quando mi sono avvicinato a loro nè tantomeno ad altri che avevano il mio stesso iter politico all'interno della sinistra extrasistemica.
    Ora è evidente che qui si voglia volontariamente fraintendere le parole ed il loro significato, deformarlo per compiere un opera di linciaggio politico senza alcuna motivazione apparente. Noi come facenti parte del Campo Antimperialista abbiamo partecipato a manifestazioni in cui c'erano altri movimenti e progetti della sinistra extrasistemica. Nessuno si è mai lamentato, eppure non credo che il passato di alcuni di noi sia top secret per nessuno che abbia un minimo di militanza politica.
    Parallelamente riguardo l'aver preso contatti via mail con la sezione romana del PCL non poteva avere alcun intento di infiltrazione politica dato che noi non abbiamo inserito il loro sito tra i nostri link ma prima di meterlo abbiamo chiesto il permesso, fiduciosi che un sì da parte loro sarebbe venuto tramite una conoscenza reale del nostro progetto.
    Il resto non credo sia imporatente da aggiungere dato che ho già più volte risposto e commentato tutto questo su indymedia e sul forum della sezione romana del PCL che proprio oggi è stato reso inaccessibile dai webmaster del PCL, probabilmente per epurarlo dai nostri interventi che mostravano la cialtronaggine e la superficialità di queste persone che si sono giustificate per aver messo il nostro link col fatto che noi "subdolamente" abbiamo inserito nella home page un immagine di Ernesto Guevara. Non credo sia necessario aggiungere altro.

    Spero di essere stato chiaro.

    A luta continua

  4. #4
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    Caro Guido Picelli,
    benvenuto nel nostro forum! Sarebbe gradita una presentazione (seppur minima), con cui ci dici qualcosa di te, perché sei qui, etc.

    Di te posso immaginare che sia un ammiratore degli Arditi del Popolo parmensi, visto il nome che hai scelto per nickname e per l'avatar ad esso collegato...

    Ho studiato per un esame gli scontri tra le squadre di Balbo e gli Arditi di Picelli a Parma, nei primi Anni Venti del Novecento... Eroica la sua partenza dall'URSS per andare a combattere in Spagna...

    Ora, per venire a noi, spero di poterti rispondere quanto prima a tutti i quesiti che m'hai posto, ma vorrei sapere se hai mai letto il sito e la nostra Rivista, oltre a questo Forum, perché abbiamo risposto più e più volte ai tuoi quesiti, per alcuni versi plausibili, per altri no...

    Fammi sapere, così sarò lieto di disquisire circa i tuoi e i nostri interessi...

    Saluti Comunisti Nazionalitari

  5. #5
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    Il gruppo di Comunitarismo non ha nulla a che fare con l'estrema destra!
    I comunitaristi hanno rotto definitivamente i loro rapporti,anni or sono, con un documento ben preciso e dettagliato,con il quale facevano un'analisi completa sia sul fascismo storico, sia sul neofascismo giungendo a posizioni che li vedono in netta opposizione con tali fenomeni ed entrando così a pieno titolo nella cosiddetta "sinistra rivoluzionaria".
    Invito i compagni comunisti nazionalitari/comunitaristi a pubblicare tale documento così che si possa mettere a tacere tutti quei servi di questo governo fantoccio,che strumentalizzano la vostra storia politica per attaccare le forze del 30 settembre, che tanto ha dato fastidio ai rifondaroli e apparati collegati.

    A pugno chiuso!

  6. #6
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    Outis mi chiede una breve presentazione: ho sempre militato in gruppi della sinistra extraparlamentare e extrapartitica (con alcune brevi parentesi in gruppi filopartitici). Come ho scritto, non sono comunitarista nè nazionalitario: sono capitato qui incuriosito dalle discussioni con alcuni compagni, abbastanza simili alle "storie sui fascio-comunitaristi".

    Ho letto un buon numero di articoli di Preve, e credo di parlare con cognizione di causa quando dico che sono molto spesso in disaccordo con le sue (e quindi in generale le vostre) analisi e opinioni. Non sono abbonato alla rivista "Comunitarismo", ho letto principalmente il materiale reperibile su internet. Lo reputo tuttavia interessante come fonte documentale e spunto di riflessione, gli stessi motivi per cui trovo interessante e leggo anche questo vostro forum. Chiarite queste differenze, il motivo della mia visita è quello che ho spiegato nel precedente messaggio: vorrei capire se il movimento comunitarista-nazionalitario ha una risposta argomentata, che entri nel merito delle accuse che gli vengono mosse con frequenza dalla cosiddetta "ortodossia", o da compagni comunisti e anarchici affetti da "riflessi pavloviani".

    La mia richiesta nasce dal dubbio che, effettivamente, delle reazioni automatiche ed emotive potrebbero distorcere la vostra storia e le vostre reali idee e intenzioni politiche, e questo non fa politicamente bene a nessuno (specie nella situazione odierna). L'unico modo che mi viene in mente per cercare di superare questa situazione è la chiarezza, ovvero uno scritto documentato e puntuale che vada oltre il botta-e-risposta in stile forum o indymedia.

    Vi ringrazio quindi per le risposte che mi avete dato finora, ma non era questo ciò che chiedevo. Come giustamente fa notare Outis, avevo già trovato risposte simili in discussioni precedenti di questo forum.

    Per essere ancora più chiaro, ciò che mi aspetterei in questa situazione è un documento che risponda alle accuse contenute in articoli come "Quando il fascismo si colora di rosso".

    Faccio alcuni esempi: è corretta la ricostruzione del vostro pensiero? E' corretta la genealogia dei gruppi di estrema destra che porta fino al movimento comunitarista-nazionalitario odierno? E' corretta la discendenza della rivista "Comunitarismo" da "Rosso è nero"? Se ci sono degli errori, dove sono? Se invece i dati sono sostanzialmente corretti, qual'è l'errore politico di chi non vuole avere rapporti con voi? Una risposta argomentata dovrebbe entrare nel merito e affrontare chiaramente tutti questi punti.

    Un'ultima nota prima di concludere. Leggo spesso che considerate "inqusitorie" e "da questurini" le ricerche e le accuse verso il vostro movimento. Scusate, ma credo che si tratti invece di normale dialettica politica, peraltro condotta alla luce del sole (e non con dossier segreti o chissà che altro). Io ascolto ogni giorno il TG1, non certo perchè ne condivida la linea: voglio essere informato su un punto di vista a me avverso, per avere un quadro politico più completo. Sono per questo un "inquisitore"?

    Inoltre i movimenti comunisti minimamente organizzati hanno sempre puntato all'autoconservazione, evitando provocazioni e infiltrazioni con strumenti anche molto duri (in altri tempi, si arrivava alla pubblicazione di foto, indirizzi e numeri di telefono di fascisti e poliziotti colti sul fatto). Una parte di questo meccanismo di autoconservazione si è ora rivolta, in modo "esplorativo", verso il campo antimperialista e coloro che ci orbitano attorno. Questo può non piacere, ma è la realtà oggettiva: ogni ipotesi di collaborazione o contatto con movimenti comunisti deve necessariamente confrontarsi con questo aspetto.

    L'idea del documento di risposta alle accuse di fascio-comunitarismo va in questa direzione, sta a voi valutare la sua fattibilità o opportunità.

    Saluti, gp

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Corsaro Rosso Visualizza Messaggio
    I comunitaristi hanno rotto definitivamente i loro rapporti,anni or sono, con un documento ben preciso e dettagliato,con il quale facevano un'analisi completa sia sul fascismo storico, sia sul neofascismo giungendo a posizioni che li vedono in netta opposizione con tali fenomeni ed entrando così a pieno titolo nella cosiddetta "sinistra rivoluzionaria".
    Invito i compagni comunisti nazionalitari/comunitaristi a pubblicare tale documento così che si possa mettere a tacere tutti quei servi di questo governo fantoccio,che strumentalizzano la vostra storia politica per attaccare le forze del 30 settembre, che tanto ha dato fastidio ai rifondaroli e apparati collegati.

    A pugno chiuso!
    Ho letto questo messaggio dopo aver spedito il mio precedente. Credo che questo sia un buon punto di partenza.

    Saluti, gp

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Corsaro Rosso Visualizza Messaggio
    Il gruppo di Comunitarismo non ha nulla a che fare con l'estrema destra!
    I comunitaristi hanno rotto definitivamente i loro rapporti,anni or sono, con un documento ben preciso e dettagliato,con il quale facevano un'analisi completa sia sul fascismo storico, sia sul neofascismo giungendo a posizioni che li vedono in netta opposizione con tali fenomeni ed entrando così a pieno titolo nella cosiddetta "sinistra rivoluzionaria".
    Invito i compagni comunisti nazionalitari/comunitaristi a pubblicare tale documento così che si possa mettere a tacere tutti quei servi di questo governo fantoccio,che strumentalizzano la vostra storia politica per attaccare le forze del 30 settembre, che tanto ha dato fastidio ai rifondaroli e apparati collegati.

    A pugno chiuso!
    Aspetto che lo metta pietro, perché sono impegnato a portare avanti un altro compito. Comunque grazie del sostegno!

    Saluta tutti i compagni del Campo!

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Guido Picelli Visualizza Messaggio
    Outis mi chiede una breve presentazione: ho sempre militato in gruppi della sinistra extraparlamentare e extrapartitica (con alcune brevi parentesi in gruppi filopartitici). Come ho scritto, non sono comunitarista nè nazionalitario: sono capitato qui incuriosito dalle discussioni con alcuni compagni, abbastanza simili alle "storie sui fascio-comunitaristi".
    Allora benvenuto!

    Ho letto un buon numero di articoli di Preve, e credo di parlare con cognizione di causa quando dico che sono molto spesso in disaccordo con le sue (e quindi in generale le vostre) analisi e opinioni.
    Benissimo, a noi piace la dialettica, perché ci aiuta a crescere.

    Non sono abbonato alla rivista "Comunitarismo", ho letto principalmente il materiale reperibile su internet. Lo reputo tuttavia interessante come fonte documentale e spunto di riflessione, gli stessi motivi per cui trovo interessante e leggo anche questo vostro forum.
    Benissimo. Qualora volessi leggere le Riviste, specialmente l'ultima, basta che invii richiesta a info@omunitarismo.it oppure a comunitarismo@katamail.com .
    Comunque grazie per l'interesse che dimostri, è un punto a tuo favore, visto che molti giudicano senza conoscere...

    Chiarite queste differenze, il motivo della mia visita è quello che ho spiegato nel precedente messaggio: vorrei capire se il movimento comunitarista-nazionalitario ha una risposta argomentata, che entri nel merito delle accuse che gli vengono mosse con frequenza dalla cosiddetta "ortodossia", o da compagni comunisti e anarchici affetti da "riflessi pavloviani".
    Ve bene, va bene, i compagni più anziani risponderanno, anche se ti avverto da subito che sono ben poche le analisi da fare, visto che la maggior parte delle cose dette e scritte non corrispondono minimamente alla realtà dei fatti.

    La mia richiesta nasce dal dubbio che, effettivamente, delle reazioni automatiche ed emotive potrebbero distorcere la vostra storia e le vostre reali idee e intenzioni politiche, e questo non fa politicamente bene a nessuno (specie nella situazione odierna). L'unico modo che mi viene in mente per cercare di superare questa situazione è la chiarezza, ovvero uno scritto documentato e puntuale che vada oltre il botta-e-risposta in stile forum o indymedia.
    Potresti aver ragione, ma, vedi, il problema è che i chiarimenti politici vanno fatti con chi attacca in maniera politica. Non mi sembra che ci siano comunicati ufficiali di alcun gruppo contro di noi... Ad ogni modo, come t'ho detto, credo che verrai accontentato.

    Vi ringrazio quindi per le risposte che mi avete dato finora, ma non era questo ciò che chiedevo. Come giustamente fa notare Outis, avevo già trovato risposte simili in discussioni precedenti di questo forum.

    Per essere ancora più chiaro, ciò che mi aspetterei in questa situazione è un documento che risponda alle accuse contenute in articoli come "Quando il fascismo si colora di rosso".
    Mamma mia! Tra imprecisioni, inesattezze, falsità e stronzate, "articoli" come questi, firmati da sigle sconosciute, sono il tipico calderone all'interno del quale si mette tutto, senza capire niente, ma con la chiara finalità di bollare i comunitaristi come fasci dentro, rossi fuori... Risponderemo, se proprio ci tieni, ma ti basti leggere che l'ultimo numero consultato è quello del 2000 e noi siamo nel 2006!

    Faccio alcuni esempi: è corretta la ricostruzione del vostro pensiero? E' corretta la genealogia dei gruppi di estrema destra che porta fino al movimento comunitarista-nazionalitario odierno? E' corretta la discendenza della rivista "Comunitarismo" da "Rosso è nero"? Se ci sono degli errori, dove sono? Se invece i dati sono sostanzialmente corretti, qual'è l'errore politico di chi non vuole avere rapporti con voi? Una risposta argomentata dovrebbe entrare nel merito e affrontare chiaramente tutti questi punti.
    Va bene, va bene, ti risponderemo. In pillole: non è corretta la ricostruzione, perché all'interno di tutte quelle sigle solo uno o due di noi son passati, quindi non si può attaccare tutto un gruppo politico facendolo discendere da altri gruppi, se no dovremmo parlare di una miriade di gruppi di sinistra, credimi.
    Non esiste "discendenza" tra Riviste. Mi sembra un'analisi fuorviante e superficiale.

    Un'ultima nota prima di concludere. Leggo spesso che considerate "inqusitorie" e "da questurini" le ricerche e le accuse verso il vostro movimento. Scusate, ma credo che si tratti invece di normale dialettica politica, peraltro condotta alla luce del sole (e non con dossier segreti o chissà che altro). Io ascolto ogni giorno il TG1, non certo perchè ne condivida la linea: voglio essere informato su un punto di vista a me avverso, per avere un quadro politico più completo. Sono per questo un "inquisitore"?
    No, è la volontà di bollare un gruppo politico come "fascista" che ci sta sulle palle. Questo sì è un comportamento da questurino: tentare di stigmatizzare la presenza di alcuni all'interno del Progetto, per attaccare il Progetto stesso e tutte le sigle in cui il Progetto si muove... Sì, questo è un comportamento...lasciamo perdere va...

    Inoltre i movimenti comunisti minimamente organizzati hanno sempre puntato all'autoconservazione, evitando provocazioni e infiltrazioni con strumenti anche molto duri (in altri tempi, si arrivava alla pubblicazione di foto, indirizzi e numeri di telefono di fascisti e poliziotti colti sul fatto). Una parte di questo meccanismo di autoconservazione si è ora rivolta, in modo "esplorativo", verso il campo antimperialista e coloro che ci orbitano attorno. Questo può non piacere, ma è la realtà oggettiva: ogni ipotesi di collaborazione o contatto con movimenti comunisti deve necessariamente confrontarsi con questo aspetto.
    Lo sappiamo, ma nessuno di noi capisce perché si continui ad attaccare il Campo per via della nostra presenza...

    L'idea del documento di risposta alle accuse di fascio-comunitarismo va in questa direzione, sta a voi valutare la sua fattibilità o opportunità.
    Va bene, grazie dell'intervento.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Guido Picelli Visualizza Messaggio
    Salve. E' da un po' che seguo il vostro forum, e questo è il mio primo messaggio. Chiarisco subito che non sono comunitarista nè nazionalitario, e sono spesso in disaccordo con ciò che scrivete (per quanto lo reputi interessante).

    Mi riaggancio alla discussione intitolata "Le solite storie sui fascio-comunitaristi". Ho letto diverse ricostruzioni sul "filo nero" che unirebbe i comunitaristi e i nazionalitari moderni all'estrema destra degli anni '60/'70 (non mi spingo più indietro). Tutte queste ricostruzioni sono sostanzialmente concordi, e si tratta di accuse assai gravi e documentate che meriterebbero una risposta punto per punto.

    Purtroppo, per quanto abbia cercato, non ho mai trovato delle risposte argomentate: gli autori di queste "storie sui fascio-comunitaristi" vengono solitamente accusati di "becera ortodossia" o di "contiguità al sistema", senza entrare quasi mai nel merito delle accuse da essi lanciate.

    Volevo quindi chiedere se esiste una risposta argomentata alle "storie sui fascio-comunitaristi". In particolare, qualcosa che si concentri su due punti fondamentali:
    1. correggere le eventuali distorsioni del pensiero comunitarista-nazionalitario contenute nelle "storie" che lo demonizzano
    2. ricostruire le origini storiche del movimento comunista-nazionalitario moderno, in particolare chiarendo gli eventuali legami con personaggi, movimenti e riviste dell'estrema destra
    Se un documento del genere non esiste, sarebbe forse il caso di crearlo: ne guadagnerebbe la chiarezza del confronto-scontro politico, e forse si eviterebbe la frequente accusa che vi dipinge come "potenziali infiltrati" o "corruttori di compagni inesperti".

    Saluti, gp
    Benvenuto su questo forum!
    Per risponderti, se proprio vuoi un documento, ti metto la domanda di adesione di Socialismo e Liberazione (ovvero i comunitaristi) al Campo Antimperialista.
    Buona lettura.

    Lettera di Socialismo e Liberazione al Campo Antimperialista


    Roma 18 aprile 2003



    Cari compagni,

    vi inviamo questa nostra lettera per chiedere ufficialmente la nostra adesione al Campo.

    La decisione di fare questo passo proviene dalla constatazione politica maturata in questi anni che il Campo è l¹unica struttura che si sia dato un programma coerentemente rivoluzionario, anticapitalista ed antiimperialista, perseguito sia nella teoria che nella prassi.

    Come aggregazione di libere individualita¹ che hanno svolto un percorso politico impegnativo e che ha comportato una seria ed attenta autocritica, abbiamo partecipato alle ultime tre edizioni del Campo, condividendone impostazioni e finalità ed oggi pensiamo sia venuto il momento di chiedere un adesione ufficiale.
    Fondamentale, per noi, è la costruzione di un vasto ed articolato Fronte antimperialista internazionale che, interpretando al meglio le lotte dei popoli oppressi, sappia creare quelle condizioni necessarie per l¹abbattimento del capitalismo e la costruzione del socialismo.
    Apprezziamo particolarmente, in questo senso, l¹opera svolta in questi anni dal Campo sia sul piano teorico, con prese di posizione anche coraggiose sia attraverso l¹intervento fattivo in seno al campo comunista nel suo complesso, che hanno sicuramente incoraggiato, chi come noi ritiene centrale la tematica antimperialista.

    Le lotte di solidarietà con il popolo palestinese, con la resistenza irachena, con il popolo basco e la rivoluzione bolivariana, con gli sfruttati e gli oppressi di tutta la terra, ci trovano in piena sintonia, nel segno di un¹urgente ripresa della lotta di classe sul piano interno ed internazionale, che non può non coincidere con le lotte delle masse sfruttate e proletarie in Italia come nel resto del mondo.

    Non usiamo nasconderci dietro un dito e sappiamo benissimo che l¹ostacolo maggiore per la nostra piena e completa adesione al Campo è rappresentata dalla militanza politica in formazioni di destra radicale di alcuni di noi che è comunque terminata molti anni orsono .

    Abbiamo più volte chiarito con tutti i mezzi a nostra disposizione questo problema, che nonostante riguardi un numero limitato di due o tre persone, ha sempre rappresentato per noi un handicap di partenza.

    Siamo contenti di questa opportunità per chiarire alcuni punti, speriamo in via definitiva e senza concedere nulla a possibili confusioni .

    Molto sinteticamente, i pochi (visto che alla nostra Rivista ormai collaborano molti compagni che hanno avuto esperienze politiche di sinistra oppure nessuna esperienza politica), che hanno militato nella destra radicale, hanno dato un taglio netto al loro passato sulla base della semplice constatazione del carattere reazionario e filocapitalista di quell¹area .
    Da questo punto di partenza si è sviluppata l¹analisi della contrapposizione capitale/ lavoro come fattore discriminante tra l¹adesione a un¹ideologia ³interclassista² e capitalista come il fascismo e la scelta marxista.
    Di qui si è innestata la ricerca di un percorso che tenesse conto del fattore della lotta di classe e della validità dell¹analisi marxiana dei modi di produzione capitalistici, coniugando questo filone con la lotta internazionale dei popoli oppressi, in questo coadiuvati sicuramente dall¹apporto di molte persone incontrate durante questo cammino culturale e politico, tra i quali sicuramente dobbiamo citare Costanzo Preve, al quale siamo debitori di una visione filosofica che attualizza il pensiero comunista in modo, secondo noi, esemplare.
    In questa elaborazione pensiamo che la resistenza comunitaria popolare sia sicuramente un tassello nella variegata e tutt'ora endemica resistenza globale all'ordine imperialistico. Ma siamo altrettanto convinti che essa è destinata ad essere fenomeno localistico e controproducente se non si accompagna ad autentiche visioni sociali di liberazione internazionale e di classe.
    La guerra alla Yugoslavia e all'Iraq hanno dimostrato che, o il piano dello scontro è internazionale e contempla due campi a confronto (ovvero un campo ostile a quello imperialistico americano), o lo scontro non sussiste.
    Per dirla con Mao (pur non essendo noi "maoisti"), "la lotta di liberazione nazionale è in'ultima analisi lotta di classe".

    In questo contesto potrebbero trovare espressione anche molte istanze tese all'autodeterminazione di diverse "nazioni senza stato".
    Istanze che avrebbero un effetto dirompente anche sulle politiche coloniali degli obsoleti stati-nazione: ma in un quadro costruttivo, in una prospettiva di ridefinizione di un vasto campo antimperialista; non ovviamente nel quadro di una strategia americana per la disintegrazione dei propri possibili antagonisti sul piano capitalistico: come il regionalismo ­federalistico liberista, tanto per capirci.
    E' nostra convinzione, infatti, che il problema della liberazione sociale dai rapporti di produzione capitalistici non deve lasciare sullo sfondo, irrisolto, quello della liberazione nazionale dal dominio imperialistico.
    Quest¹ultimo, si badi bene, assume valenze differenti, ma non prive di decisive connessioni, per i paesi «non centrali» del sistema geopolitico occidentale/capitalistico, da un lato, e per quelli più direttamente dominati da quest¹ultimo (e in particolare dal paese «centrale» del sistema cioè gli Stati Uniti d¹America) dall¹altro.
    La liberazione nazionale (che ha in vista la costruzione di una nazione indipendente) è da noi concepita come passo per la liberazione sociale , e non certo come volano per un rafforzamento delle classi dominanti nazionali, per cui, in definitiva, la posizione «nazionalitaria» progressiva e libertaria si contrappone senza ambiguità ad ogni visione reazionaria o borghese della questione nazionale, e ha per scopo la costruzione di un vero internazionalismo tra popoli liberi per la costruzione del socialismo
    Da queste considerazioni abbiamo, quindi, dedotto in modo chiaro , naturale e consequenziale quello che avevamo già abbozzato anni addietro, e cioè il fatto che il fascismo sin dal suo affacciarsi sulla scena politica italiana sia stato un chiaro fenomeno nazionalista e social-imperialista, nato all¹interno delle esigenze della classe dominante italiana negli anni venti, come strumento ³emergenziale² per fare fronte alla crisi economica del primo dopuguerra ed all¹insorgenza delle classi popolari come protagoniste dopo la Rivoluzione bolscevica del 1917.
    In quest¹ottica si dispiega , infatti, in tutta la sua chiarezza, la precisa scelta ³interventista ³ di Mussolini che assume con questa scelta la responsabilita¹ di interpretare la volonta¹ della neonata borghesia imprenditoriale italiana di esercitare un ruolo nel ridisegnamento degli assetti economici e militari in Europa.
    Ci teniamo a precisare, infatti, che queste conclusioni non sono state il frutto di un ³illuminazione sulla via di Damasco² ma di un serio e meditato percorso di approfondimento ed analisi.

    In questo senso anche il fenomeno ³sansepolcrista² è da noi ritenuto chiaramente un diversivo di tipo ³populista² che è stato utilizzato lo spazio di un mattino, per irretire le masse popolari allora organizzate in un forte Partito Socialista e che già nel 1920 si rivela essere un espediente teso a reprimere il movimento operaio, in particolare attraverso le squadre finanziate ed organizzate dagli agrari con la complicita¹ del potere monarchico che troveranno la sola opposizione armata degli Arditi del Popolo al ricordo dei quali abbiamo dedicato molti articoli e recensioni.
    Il sansepolcrismo, abbandonato subito dagli onesti sindacalisti rivoluzionari, uno per tutti De Ambris --che già nel 1920 ne denunciava il carattere ³conservatore ed antiproletario²-- è la ³maschera socialistoide² che il fascismo abbandona immediatamente, per proporsi già nel 1921-1922 come Partito d¹ordine e di sicurezza per il potere borghese e la Monarchia sabauda.

    Il regime fascista del Ventennio, dal canto suo, ha coerentemente espresso la sua politica capitalista attraverso il corporativismo, vero e proprio tentativo di eliminare il conflitto di classe tra capitale e lavoro a favore del primo, e la repressione di ogni tentativo di organizzare la classe operaia con le leggi liberticide e la feroce persecuzione attuata nei confronti dei comunisti.
    Sul piano internazionale, ha perseguito una politica di espansione colonialista ed imperialista necessaria ai piani di espansione del capitalismo italiano (Eritrea, Libia Albania, JugoslaviaŠ) e l¹alleanza con il nazismo che ha portato l¹Italia ad intraprendere una guerra disastrosa in piena collaborazione con l¹aberrante ideologia razzista hitleriana, in questo accentuando il nazionalismo espansionista prefascista sino al parossismo mitologico della Nazione, paravento degli interessi capitalistici della borghesia italiana.

    Dopo l¹8 settembre e lo sbandamento del Regime, la sudditanza militare del fascismo al nazismo hitleriano diventa evidente con l¹invasione e l¹occupazione tedesca del paese, e il tentativo di verniciatura ³socializzatrice² che il fascismo compie non attenua, di fatto, il carattere conservatore e filocapitalista dello stesso, ma ne esalta, al contrario, l¹opportunismo politico.
    La collaborazione con l¹occupante tedesco pone, inoltre, un¹ulteriore aggravante a carico del fascismo : quello di essersi dimostrato un regime che non ha esitato a mettere a repentaglio l¹indipendenza nazionale, rispristinata solo grazie alla lotta partigiana capace di unire la lotta per il Socialismo con quella per l¹indipendenza dall¹occupante in chiave antiimperialista.

    La storia del neofascismo comincia, infatti, proprio a Salò, con l¹intervento dei servizi angloamericani e delle strutture parallele della NATO, interessate al sorgere di un Partito, come il MSI, che fosse oggettivamente filoatlantico e filoborghese da utilizzare in funzione anticomunista, compito che ha svolto appieno sino alla sua trasformazione in Alleanza nazionale.
    Il MSI, al di là della sua contraddittoria ed ambigua propaganda giovanile, ha sempre scelto il campo dell¹imperialismo filo-USA, sin dal voto a favore dell¹ingresso nel Patto Atlantico nel 1952, e ha sempre svolto il duplice ruolo di irretire migliaia di giovani con visioni romantiche e sentimentali di un fascismo mai esistito nella realtà, e di indirizzarli in veste di ³truppa di complemento² contro partiti ed organizzazioni della sinistra.
    Il giudizio sul neofascismo nel suo complesso, e nel suo dipanarsi nei 50 anni dal dopoguerra ad oggi, non può che essere totalmente negativo : la sua funzione è stata controrivoluzionaria e oggetto delle più ignobili infiltrazioni di poteri forti e di trame pilotate da servizi segreti ed apparati della NATO .
    Oggi il neofascismo, tenta la riabilitazione come catalizzatore di estrema destra di istinti xenofobi ed antiislamici, ancora una volta incoraggiato e sostenuto da partiti della destra istituzionale allo scopo di svolgere la medesima funzione svolta negli anni Settanta , stavolta in chiave antiaraba. Ieri per la DC, oggi al servizio di AN e la Lega.
    Quel che deve preoccupare oggi, non è tanto la consistenza del fenomeno in termini aggregativi, ma il fatto che certe ³parole d¹ordine² o strategie politiche di quell¹area siano solo l¹esasperazione estremistica di pulsioni presenti in ampi strati reazionari del centrodestra .
    La lotta contro questi fenomeni deve avvenire, secondo noi, sul piano politico e culturale smascherandone il falso antimperialismo, che è assolutamente contraddittorio con le loro posizioni anti-immigrazione e antiislamiche, e un antiamericanismo parolaio che è seriamente inficiato dalla nostalgia di un ³imperialismo europeo² concorrente, in nulla anticapitalista e democratico, ma poggiante su ³comunità organiche² dal sapore evoliano e medievale .
    Deve far riflettere molto i comunisti che giovani proletari si sentano attratti da queste tesi deliranti e che le formazioni di estrema destra peschino in un bacino tradizionalmente operaio e proletario nelle grandi città.
    Su questo noi crediamo che l¹intervento degli antiimperialisti ed anticapitalisti coerenti e non irretiti dalla sinistra imperiale e borghese può fare molto, perché solo con un approccio culturale e politico credibile antiimperialista e di classe si possono strappare i proletari alle sirene dell¹estremismo di destra .

    Queste sono le nostre posizioni sull¹argomento, ed esse sono ormai ³patrimonio genetico² di tutti quelli che animano ³Socialismo e Liberazione² in una coerente e rivendicata collocazione anticapitalista, antimperialista, comunista e nazionalitaria .
    Siamo lieti con la richiesta di aderire al Campo, di aver potuto ancora una volta spiegare le nostre posizioni, sperando di aver chiarito ogni dubbio residuo, , convinti come siamo di poter dare un valido e fattivo contributo allo sviluppo delle tesi e dei programmi del Campo stesso.

    Saluti antiimperialisti ai compagni del Campo.

    SOCIALISMO E LIBERAZIONE

 

 
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