Da: http://it.news.yahoo.com/18102006/58-56/iraq-morti-10-soldati-usa.html
BAGHDAD (Reuters) - L'esercito Usa ha annunciato oggi la morte di 10 soldati Usa in diversi episodi in Iraq ieri, compresi quattro soldati uccisi quando il loro veicolo è saltato su una bomba sul ciglio della strada a ovest di Baghdad.
L'impennata nelle morti Usa in Iraq coincide con l'avvicinarsi delle elezioni di medio termine Usa, nelle quali la guerra irachena è diventata uno degli argomenti principali . La popolarità del presidente George W. Bush è stata danneggiata dal crescente malcontento legato al conflitto.
L'ex-segretario di Stato Usa James Baker, che ha preparato una bozza sulle possibili alternative all'attuale politica Usa in Iraq, ha ammonito che non esiste una "bacchetta magica" per risolvere i problemi nel paese.
Almeno 68 soldati Usa sono stati uccisi in ottobre: un andamento che, se continuerà, lo renderà il mese con il maggior numero di morti americani dal gennaio 2005. Almeno 2.777 soldati sono morti dall'invasione nel 2003.
Dopo essere scesi a 43 a luglio, il bilancio dei morti Usa è salito a 65 ad agosto e a 71 a settembre.
Circa 15.000 soldati Usa a Baghdad stanno focalizzando i loro sforzi per fermare gli squadroni della morte nella capitale e altri gruppi armati. I comandanti Usa hanno attribuito l'aumento dei decessi ad un pattugliamento più aggressivo di Baghdad, l'epicentro delle violenze settarie che uccidono 100 persone al giorno.
Ieri, quattro soldati sono morti quando il loro veicolo è saltato su una bomba ad ovest di Baghdad, ha detto l'esercito Usa in una nota. Altri tre sono morti e uno è rimasto ferito durante un'operazione nella provincia di Diyala, a nord di Baghdad.
Nella zona settentrionale della capitale, un soldato Usa è morto dopo che la sua pattuglia è stata attaccata con armi di piccolo calibro.
Nella provincia orientale di Anbar, roccaforte dei ribelli sunniti, un marine Usa è morto per le ferite riportate dopo esser finito sotto il fuoco nemico.
NESSUNA PALLOTTOLA MAGICA
Il calo nell'appoggio alla guerra è diventato il principale ostacolo per il partito repubblicano di Bush nella sua lotta per mantenere il controllo del Congresso.
Baker, che co-presiede un gruppo bipartisan nominato dal Congresso Usa per cercare alternative alla politica in Iraq, ha ammonito ieri di non aspettarsi una "pallottola magica".
"(E' una situazione) molto, molto difficile", ha detto Baker in un discorso al World Affairs Council di Houston.
morto il primo militare eschimese in Iraq, mentre la sicurezza resta fuori controllo
Da: http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=2&ida=&idt=&idart =6556
Billy Brown era un cacciatore di orsi bianchi e di balene in Alaska, un eschimese nativo, ma era anche un militare dell’esercito Statunitense. Il sergente Brown è stato messo a capo di un battaglione della Guardia Nazionale e spedito a combattere in Iraq, dove è morto ancor prima di raggiungere il fronte.
Fatalità. Aveva promesso di riportare a casa sani e salvi i suoi compagni, ma un banale incidente stradale lo ha costretto a tornare nel villaggio di Barrow a due passi dal circolo polare artico, in una bara, avvolta nella bandiera a stelle e strisce. Secondo la tradizione eschimese il suo funerale è durato un giorno intero, durante il quale chiunque lo conoscesse ha potuto esprimere i suoi sentimenti per la prematura scomparsa del sergente, davanti alla fossa scavata nel permafrost. "Ma è davvero così disperata la nostra situazione in Medio Oriente da costringere i militari a raccattare qualche centinaio di eschimesi per mandarli a combattere nel deserto?" ha domandato durante la cerimonia un suo amico.
l fondo del barile. Brown era un esperto di sopravvivenza artica, ma era stato spedito, insieme ad altri 650 nativi eschimesi ad addestrarsi per novanta giorni in una base nel Mississippi, per abituarsi alle torride temperature della Mesopotamia. A ucciderlo non è stato il caldo, bensì il carrello di un trattore che ha colpito il suo Humvee. Ma la sua vicenda dimostra, una volta di più, come l’esercito Usa in Iraq sia alle prese con una grave carenza di organico. La necessità di contenere la violenza ormai generalizzata nel Paese richiede l’invio di sempre più militari, ma le perdite tra i soldati statunitensi sono ingenti e, per rispettare gli obiettivi di reclutamento, l’esercito ha dovuto raschiare il fondo del barile: ha alzato l’età massima per arruolarsi, ha abbassato gli standard di istruzione richiesti e ha pure accettato reclute con precedenti penali.
Ptsd. Militari non adeguatamente preparati o costretti a turni di servizio troppo lunghi sono più esposti ai rischi e vulnerabili, oltre che più pericolosi per la popolazione civile. Sono ormai diversi i casi di eccidi compiuti, al di fuori delle regole di ingaggio, da soldati troppo stressati o inadatti a portare armi. Questa settimana, alcuni medici militari hanno rivelato alla televisione statunitense Cbs, che è diventata “prassi comune” rispedire al fronte i militari rimpatriati con la diagnosi di Stress Post Traumatico (Ptsd).
Vedi anche:
- Anche il soldato simbolo della guerra in Iraq ora soffre di Ptsd
- Asini con il fucile
Da:http://it.news.yahoo.com/23102006/2/...-86-morti.html
(ANSA) - WASHINGTON, 23 OTT - Con i sei militari caduti in azione in Iraq ieri, le perdite americane in Iraq a ottobre sono salite ad almeno 86. Ottobre si conferma il mese piu' letale per il contingente americano . Il numero delle perdite americane complessive nella guerra ha superato le 2.790. La particolare violenza degli attacchi di questi giorni, viene spiegato dai responsabili militari americani, con la coincidenza del Ramadan.
Marine ucciso in Anbar porta a 104 i caduti Usa di ottobre
Da : http://www.peacereporter.net/default_news.php?idn=29305
I comandi Usa in Iraq hanno reso noto stamane che un Marine è stato ucciso ieri nel corso di un combattimento nella provincia occidentale di Anbar. La sua morte porta a 100 il numero dei militari Usa caduti in Iraq nel solo mese di ottobre, il più sanguinoso degli ultimi due anni.
Il mese più letale in assoluto per i militari Usa in Iraq è stato il novembre del 2004, quando ci fu l'attacco a Falluja: allora rimasero uccisi 137 soldati. Ottobre è stato un mese tragico anche per le forze di polizia, che hanno subito 300 perdite, e anche per i civili: sono infatti 961 gli iracheni rimasti vittime delle violenze di questo mese di Ramadan. In un recente incontro pubblico, il presidente Bush si è rifiutato di parlare di ritiro delle truppe, ma ha ammesso di condividere l'insoddisfazione generale per lo svolgimento della guerra. Al dipartimento di stato Usa il potenziamento delle forze di sicurezza irachene è percepito come una priorità assoluta, per questo il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld ha promesso un incremento dei fondi a loro destinati. Il governo iracheno stima di essere in grado, entro la fine del 2006, di prendere il controllo di circa metà delle province del Paese.
Ecco come si combatte in Afghanistan, nessun mistero se la violenza cresce invece di diminuire...
Fonti locali: ''Nella madrasa c'erano 140 bambini e ragazzi''
Da: http://www.peacereporter.net/default_news.php?idn=29310
Fonti locali "bene informate" citate dall'agenzia di stampa Afghan Islamic Press sostengono che nella madrasa di Chingai, bombardata all'alba di oggi da elicotteri pachistani, si trovavano non "83 sospetti militanti di al Qaeda", bensì almeno 140 giovani studenti di età compresa tra gli 8 e i 20 anni e che quindi il raid ha sicuramente provocato vittime civili innocenti. Morti civili sono stati confermati anche all'agenzia afgana Pajhwok da residenti del villaggio.
Ma c'è sempre una buona ragione per esportare la Democrazia...
Imprese britanniche triplicano i loro profitti in Iraq
Da: http://www.peacereporter.net/default_news.php?idn=29312
Le società di difesa e di sicurezza britanniche che negli ultimi tre anni hanno ottenuto appalti in Iraq hanno più che triplicato i loro profitti: solo nell'anno 2003-2004 le loro entrate sono salite da 320 milioni a 1,8 miliardi di sterline. È quanto si afferma in un rapporto dell'organizzazione "War on Want", che ha lanciato un appello alle autorità britanniche per una maggiore regolamentazione delle attività svolte da imprese private in Iraq.


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