Lo stato sionista non ha remore

Avete visto come sono cauti, mielosi, liscia pelo i giornali “autorevoli” quando parlano di Israele?

Certo fanno qualche critica, una bomba su un asilo è vista con una certa riprovazione, i bombardamenti sui civili, le bombe a grappolo, le nuove armi all’uranio tirate sul Libano provocano una leggera riprovazione nei politicamente corretti, democratici antifasssisti e antirasssisti . Ma è roba da poco, sparisce subito dalle quinte pagine. Se c’è un attentato in Israele con due morti ebrei il Corriere della Sera vi racconta per tre pagine storie strazianti, dalla bisnonna nei lager tedeschi alla bontà della vittima che voleva solo la pace. A Gaza, senza acqua, senza elettricità, senza lavoro, senza speranza, lager dove gli sgherri della stella di Davide fanno il tirasegno ( vi ricordate Schindler List? Spielberg dovrebbe girare un bel film a Gaza, ma non inventato, dal vivo) e ammazzano tutti i giorni un “presunto” terrorista con contorno di passanti, donne e bambini compresi. Ma nessuno fiata, in Europa. Negli USA applaudono.





Ma l’aspetto meno vistoso e più ripugnante è politico.


In Europa basta che nasca un movimento nazionalista, un movimento che dica “la mia terra e mia e non dei migranti che la invadono”, e subito si sprecano gli aggettivi: xenofobi, razzisti. Una magistratura ben ammaestrata comincia a perseguitare i dirigenti del partito, i giornali martellano insulti e maledizioni, viene messo all’indice , additato al pubblico ludibrio, diventa impresentabile, tagliato fuori dalla politica.

E basta molto poco: basta proporre leggi che frenino i clandestini, parlino di espulsioni, limitino gli stranieri. Basta addirittura dire che la sovranità di un paese è sacra e il governo ha il dovere di fare gli interessi della nazione. Scatta la demonizzazione. E sono quasi sempre le comunità ebraiche ad essere in prima linea, a condannare, a moraleggiare, ad esigere, seguite dal codazzo plebeo dell’estrema sinistra, dalle fogne dei “centri sociali”.

La gogna della stampa prezzolata, degli “indignati speciali” della testate radical chic , la virtuosa presa di distanza dei politicanti nuovi mercanti del Tempio, colpisce immediatamente il coraggioso che voglia mettersi davvero al servizio della nazione.

Immediatamente il rabbino capo di turno minaccia l’esodo degli ebrei “minacciati” : nella Francia di Le Pen , nell’Austria di Haider ( il capo della comunità ebraica di Vienna disse che se Haider vinceva avrebbe fatto le valige: non le fece) nella Germania dei Repubblicaner o di Moelemann, “suicidato” e persino nella Svizzera di Blocher, più viole attaccato dai sionisti.

L’Austria, per aver votato Haider, fu addirittura sottoposta alle sanzioni dell’Unione: un fatto vomitevole. E qualcuno scrisse che la condanna dello storica David Irvin, sepolto in una galera di cui non parla più nessuno ( e questa è la vigliaccheria, bisogna dirlo, della “destra” ) era la conseguenza dell’autocrita dei “politici” austriaci per aver accettato Haider nella maggioranza. ( Non nel Governo: Haider era troppo cattivo, troppo “xenofobo”)

Così reagisce la sensibile coscienza degli umanoidi umanitari. In Europa.

Per se si va in Israele è diverso.

In Israele un leader è di estrema destra ( ovviamente mai fassista: è geneticamente impossibile, dicono) fin quando è all’opposizione. Poi arriva al governo. E improvvisamente diventa un nazionalista quasi moderato.

Sharon era impresentabile finchè era all’opposizione, era più a destra di qualsiasi leader politico europeo. Poi andò al Governo dopo avere deliberatamente provocato l’infame , sanguinosa “intifada”, la secondo guerra delle pietre. E diventò un moderato, anche se moderato non lo è stato mai, nemmeno un minuto. Come moderato è stato semplicemente venduto all’opinione pubblica dalla stampa orwelliana. Quando è giunta la sua ora lo si è fatto persino passare per un sant’uomo, un pilastro della pace. Forse a ragione: fra gli sionisti al peggio non c’è limite. Basta un particolare per capire Sharon: la sua vasta e splendida tenuta sorge su una terra ove un tempo c’era un villaggio palestinese.

Oggi al dopo Sharon ci pensa Avidgor Lieberman.






Chi è questo Carneade? Eccovelo.

Avigdor Lieberman, leader del partito Yisraeli Beitenu, partito fondamentalista sionista, dichiaratamente razzista, che ha tra i suoi membri la quasi totalità degli ebrei che scapparono dall'Urss comunista ( di cui erano stati entusiasti sostenitori e foraggiatori) e che hanno poi ben pensato di identificarsi in questo novello Teodoro Herzl. Addirittura Lieberman, già responsabile della crisi di governo del 2001, avrà la poltrona di vice premier. ! Con l'accordo dei socialisti che quindi sono suoi sodali e complici.
Ma non è tutto. Lieberman, oltre ad essere un "falco" , come fra i sionisti di fanatici assassini non ce ne fossero già abbastanza, è anche un nemico di Teheran ed è fautore di una soluzione anche bellica alla "minaccia" della “ teocrazia” iraniana. A proposito poi di teocrazia, c'è da dire che Lieberman in questo nuovo governo che oramai è di estrema destra, con la presenza del Likud e di Kadima, avrà anche un altro notevole appoggio, cioè quello del partito religioso che con i suoi membri, rappresenta una buona fetta della maggioranza di cui Olmert gode. Ma ovviamente nessuno si sogna di dire che forse Israele non è poi una democrazia, ma sempre più una teocrazia sionista.
Per Lieberman inoltre, Olmert creerà anche un Ministero ad hoc: il Ministero degli Affari Strategici. Quali saranno mai gli obiettivi strategici di Lieberman? Massacri di bambini arabi, deportazioni di massa, e ghettizzazione dei popoli limitrofi? No assolutamente, Lieberman deve "inventarsi" qualcosa di nuovo: in effetti questo Israele lo fa già da anni!

Quel “qualcosa di nuovo” Lieberman lo ha già annunciato da tempo: si chiama deportazione.

Non è tanto nuovo per la verità: sono decenni decenni che Israele fa pulizia etnica ( ancora una volta: i sionisti di casa nostra vanno in fibrillazione quando si parla di difesa etnica: a casa nostra però, non nella loro patria ideale) i terroristi Shamir e Beghin, cacciarono con omicidi e massacri i palestinesi. Ma da noi si parlava solo ( oggi non si parla: si martella) di olocausto ebraico.

La novità sta nel fatto che con Lieberman la pulizia etnica diventa programma governo.

E già la stampa dominata dai sionisti comincia a dire che tutto sommato è una buona idea: perché lasciare che i poveri arabi che ancora sono in Israele si trovano in cattiva compagnia? Se li buttiamo a Gaza ci saranno due vantaggi: nel migliore dei casi si tolgono dai piedi, nel peggiore, per loro, crepano di fame. E tolgono alla radice il problema.

Queste, in soldoni sono le idee di Lieberman . Uno che parlasse così in Europa per risolvere la follia dei ghetti migratori finirebbe in galera. In Israele, culla della grande cultura democratica sionista in medio oriente, lo fanno vice primo ministro. E l’Europa applaude e la Svizzera, vergognosamente ancora una volta, aumenta i suoi traffici d’armi con Israele mentre prepara sanzioni all’Iran. Che non ha l’atomica mentre Israele di bombe nucleari è pieno e già spara nel mondo bombe all’uranio arricchito. Ma noi dobbiamo preoccuparci della sicurezza di Israele, poverino.

Ma non basta. Un fanatico di quel calibro dove poteva metterlo l’eroe della guerra in Libano, il primo ministro Olmert? In uno ministero tutto per lui , ove si occuperà dei rapporti con l’Iran.

Ovvero della più esplosiva controversia che oggi minaccia il mondo.

E non per colpa di Teheran ma per la folle politica di Israele e degli Usa.

Ci si può immaginare come un fanatico del calibro di Lieberman tratterà con l’Iran.


E cosa farà l’UE, cosa faranno gli eurocrati che avevano posto le sanzioni all’Austria, chiedevano la condanna del leghista Bossi, ha condannato Le Pen, pongono veti e divieti di parola ai politici nazionalisti europei, cosa faranno con Israele?

Non faranno niente. O meglio, faranno schifo come sempre.

E domani, se Lieberman e lo stato sionista attaccheranno l’Iran provocando un bagno di sangue , una spaventosa crisi economica e forse l’olocausto ( questa volta è la parola giusta) nucleare, noi cittadini d’Europa avremmo una sola soddisfazione: sapremo di chi è la colpa, anche, naturalmente, sarà rigorosamente vietato dirlo