
Originariamente Scritto da
mustang
Con lodevole puntualità, l’ennesimo rapporto ecocatastrofista (stavolta si chiama Living planet report ed è firmato da Wwf international, Zoological Society di Londra e Global Footprint Network di Oakland) ci ri-avverte che le risorse della Terra si vanno esaurendo soprattutto per colpa dei consumi dissennati di paesi come Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna.
Trent’anni fa teneva banco il Club di Roma, che invocava la fine della crescita demografica e la riduzione delle attività industriali nei paesi del primo mondo, pena la fine delle risorse planetarie nel 2010.
Balle, ma ora i suoi epigoni spostano al 2050 il termine fatale, probabilmente con lo stesso livello di fondatezza.
Prima, c’era stata la lunga teoria dei rapporti del Worldwatch Institute, che annunciavano conseguenze nefaste se ogni famiglia cinese avesse preteso un frigorifero, mentre James Lovelock (il teorico di Gaia, la Terra come essere vivente) oggi si è convertito al nucleare e imbarazza alquanto i salotti di Cassandra.
Nel mondo dello “sviluppo sostenibile” (termine onnipervasivo che gode di una commissione dedicata presso l’Onu) possono cambiare i personaggi principali e le sigle à la page ma non l’idea di fondo: la popolazione è nemica dell’umanità.
La prima fa cose disdicevoli come riprodursi, produrre, consumare e inquinare.
Della seconda non ci viene detto molto, se non che soffre e assai di più soffrirà per tutte le attività appena elencate.
Dice Mafalda, il personaggio di Quino: “Amo l’umanità, è la gente che non sopporto”.
saluti