Riportiamo passaggi di una recensione fatta da R. Guénon in merito a un libro il cui tema era l’interpretazione delle Centurie di Nostradamus. Speriamo che tali ragguagli, con le opportune trasposizioni del caso, possano servire anche ai giorni nostri per coloro che, affascinati dalle proprie suggestioni, si cimentano ancora in simili trastulli interpretativi.
«[…]D’altra parte, quello che sempre ci colpisce, nelle interpretazioni di questo genere, è l’importanza sproporzionata che viene attribuita a fatti e personaggi contemporanei che, da qui a qualche secolo, sembreranno del tutto insignificanti; e non possiamo evitare di chiederci se, visti a una certa distanza nel futuro, avrebbero potuto occupare un posto più importante di quello che avranno nella storia quando questa li valuterà con una «prospettiva» equivalente nel passato… Da un altro punto di vista, ci sono anche, nella spiegazione di certe parole, dei fraintendimenti abbastanza palesi, e quella di molte altre è piuttosto forzata, se non puramente fantastica; ma sicuramente non sarebbe utile scendere in particolari;[…]Senza dubbio, Piobb catalogherebbe tutto ciò nella categoria dei «trastulli per il pubblico», e non sapremmo dargli torto, e deve aver pensato proprio a cose di questo genere, dicendo che aveva «lasciato sognare sul conto di Nostradamus». La cosa un po’ più inquietante, forse, è che qui vediamo ricomparire il «Grande Monarca» (sempre interpretato alla lettera come necessariamente un «re di Francia», cosa che però non è affatto giustificata da certi passaggi delle Centurie, e che Piobb medesimo sembra considerare in maniera abbastanza ironica)[…]Secondo noi, l’immaginazione, per non dire la «suggestione», svolge un ruolo predominante in tutte queste storie; e, per mostrare più esattamente che cosa conviene pensarne, basterà aggiungere una semplicissima osservazione, scegliendo di preferenza come esempio, per motivi di facile comprensione, un tratto che si riferisce a un personaggio morto dopo la pubblicazione del libro: conoscendo l’atteggiamento ferocemente antitradizionale, e in particolare antiislamico, di AtartüK (atteggiamento che lo spinse addirittura a rinnegare il nome di «Mustafa» è perlomeno divertente vedere prestare a quest’ultimo l’idea di mettersi a capo di un sedicente «movimento panislamico»; uno che non sa nemmeno discernere che cosa accade nel presente è veramente qualificato per formulare delle previsioni sul futuro, con il solo aiuto di un testo oscuro e pieno di «insidie» di tutti i generi come quello del «Grande Iniziato che fu Nostradamus»?«Grande Iniziato», almeno, secondo Rochetaillée; eppure, se si crede a Piobb, ci sarebbe stato ben più di un «Grande Iniziato» in questa faccenda, ma proprio il «citato Nostradamus» non fu uno di loro. È certo che i commentatori, prima di «pubblicare i risultati delle loro ricerche», fosse pure con un’«autorizzazione occulta», farebbero bene a cominciare col mettersi d’accordo fra loro!»
(Recensione del libro P. ROCHETAILLÉE, Prophéties de Nostradamus: Clef des Centuries, son application à l’histoire de la Troisiéme République Éditions Adyar Paris, in René Guénon Recensioni,pagg 62-64)




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