Nel suo Le Vite dei Filosofi (VI.9 ff.), Eunapio racconta la storia di Sosipatra, una bambina di Pergamo ‘dotata di bellezza e di buone maniere’. Un giorno nella casa della famiglia di Sosipatra arrivarono due vecchi misteriosi, che portarono via con sè la bambina, promettendo al padre di riconsegnarla cinque anni dopo, una volta che fosse stata educata ed iniziata ai Misteri. Passati i cinque anni, nei quali gli affari del padre di Sosipatra vanno a gonfie vele, ecco che Sosipatra e i due vecchi ritornano. Il padre rimane subito colpito dalla 'bellezza diversa’ che sua figlia ha acquisito, e dai poteri di cui da prova, tra cui l’abilita’ di citare poeti e filosofi che non aveva mai letto. Prima di andarsene, i due misteriosi mentori (Dei o Demoni che essi fossero) lasciano a Sosipatra dei mantelli, dei simboli magici e dei rotoli di papiro; quella che cinque anni prima era solo una bambina era diventata una Maestra illuminata, destinata a trascorrere molti anni in Egitto, conducendo discussioni filosofiche.

Uno dei figli avuti da Sosipatra con il marito Eustazio (filosofo e persona di buona famiglia anch'egli, benchè inferiore alla moglie per carisma e poteri) è Antonino. Antonino condusse una vita anacoretica, ma soprattutto predisse, prima di morire nel 390, la distruzione del grande tempio di Sarapis ad Alessandria, affermando che ‘qualcosa di mostruoso e senza forma’ stava per dominare cio’ che di piu’ bello c'era al mondo.


Appena un anno dopo e la profezia di Antonino si era avverata. Svariate centinaia di anni dopo, il mondo sembra sempre piu' caratterizzato da questa assenza di forma, mentre sprofonda diritto nel caos della materia...