Un Angelus in chiave catecumenale
Il Papa spiega il significato della guarigione del cieco di Gerico
In occasione della recita dell'Angelus domenicale, il Santo Padre Papa Benedetto XVI, ha commentato il brano evangelico proposto dalla Chiesa in questa 30a Domenica del Tempo Ordinario, l'episodio della guarigione del cieco di Gerico, fornendo una chiave interpretativa nuova ed originale che ha legato in modo strettissimo questi aspetti : supplica - dichiarazione di fede - guarigione - sequela gioiosa. A questi aspetti del brano evangelico, infatti, il Santo Padre ha accostato questi eventi che segnano la nascita e la crescita del cristiano fino allo stato adulto della Fede in Dio:
Kenosispersonale/riconoscimento del proprio stato di peccato - catecumenato/iniziazione cristiana - battesimo/guarigione - chiamata/missione
Quindi non solo un segno potente della forza guaritrice di Dio in senso meramente fisico, ma il miracolo come segno di cambiamento di identità (uomo vecchio - uomo nuovo) e di capacità ( da mendicante della vita a discepolo che annuncia il regno di Dio) nella prospettiva di salvezza alla quale tutto il genere umano è chiamato da Cristo mediante i suoi discepoli.
Quindi il Papa evidenzia un altro aspetto importantissimo : questo processo di iniziazione alla fede esiste nella Chiesa del tempo attuale? La risposta è SI' , perchè esistono "itinerari di iniziazione ed esperienze di catechesi che permettono di percorrere un cammino di riscoperta della Fede in modo maturo e consapevole, per assumere poi un coerente impegno di testimonianza".
Come non riconoscere in queste parole un implicito riferimento e riconoscimento all'esperienza del Cammino Neocatecumenale?
Di seguito il testo integrale dell'Angelus di ieri, Domenica 29 Ottobre 2006 XXX del Tempo Ordinario:
Cari fratelli e sorelle,
nel Vangelo di questa Domenica (Mc 10,46-52) leggiamo che, mentre il Signore passa per le vie di Gerico, un cieco di nome Bartimeo si rivolge verso di Lui gridando forte: "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!". Questa preghiera tocca il cuore di Cristo, che si ferma, lo fa chiamare e lo guarisce. Il momento decisivo è stato l’incontro personale, diretto, tra il Signore e quell’uomo sofferente. Si trovano l’uno di fronte all’altro: Dio con la sua volontà di guarire e l’uomo con il suo desiderio di essere guarito. Due libertà, due volontà convergenti: "Che vuoi che io ti faccia?", gli chiede il Signore. "Che io riabbia la vista!", risponde il cieco. "Va’, la tua fede ti ha salvato". Con queste parole si compie il miracolo. Gioia di Dio, gioia dell’uomo. E Bartimeo, venuto alla luce - narra il Vangelo - "prese a seguirlo per la strada": diventa cioè un suo discepolo e sale col Maestro a Gerusalemme, per partecipare con Lui al grande mistero della salvezza. Questo racconto, nell’essenzialità dei suoi passaggi, evoca l’itinerario del catecumeno verso il sacramento del Battesimo, che nella Chiesa antica era chiamato
anche "Illuminazione".
La fede è un cammino di illuminazione: parte dall’umiltà di riconoscersi bisognosi di salvezza e giunge all’incontro personale con Cristo, che chiama a seguirlo sulla via dell’amore. Su questo modello sono impostati nella Chiesa gli itinerari di iniziazione cristiana, che preparano ai sacramenti del Battesimo, della Confermazione (o Cresima) e dell’Eucaristia. ei luoghi di antica evangelizzazione, dove è diffuso il Battesimo dei bambini, vengono proposte ai giovani e agli adulti esperienze di catechesi e di spiritualità che permettono di percorrere un cammino di riscoperta della fede in modo maturo e consapevole, per assumere poi un coerente impegno di testimonianza. Quanto è importante il lavoro che i Pastori e i catechisti compiono in questo campo!riscoperta del valore del proprio Battesimo è alla base dell’impegno missionario di ogni cristiano, perché vediamo nel Vangelo che chi si lascia affascinare da Cristo non può fare a meno di testimoniare la gioia di seguire le sue orme. In questo mese di ottobre, particolarmente dedicato alla missione, comprendiamo ancor più che, proprio in forza del Battesimo, possediamo una connaturale vocazione missionaria.
Invochiamo l’intercessione della Vergine Maria, affinché si moltiplichino i missionari del Vangelo. Intimamente unito al Signore, possa ogni battezzato sentire di essere chiamato ad annunciare a tutti l’amore di Dio, con la testimonianza della propria vita.
A.S. - catechumenium.it





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