Il corteo skin trasloca all'Arcella rabbia e terrore fra i negozianti
qI commercianti: «Siamo l'ultima ruota del carro, costretti a subire
le scelte di chi governa»
Come l'inquietudine. Riceverei disagi che il centro storico
non vuole è una situazione che sta stretta a più di un commerciante
della zona. «Col tempo siamo diventati progressivamente
l'ultima ruota del carro -dice Michele Tommasi, dell'Emporio Menin - costretti solo a subire ciò che l'amministrazione
ci propina senza chiedercinulla». In questo contesto, lanotizia del corteo è la goccia chefa traboccare il vaso. «L'unicasperanza è che gli skinheads
non si incontrino con le contromanifestazioni della sinistra -
dice ancora Tommasi - perché potrebbero verificarsi disordini
seri». Un'opinione diffusa in tutta la zona. «Ormai siamo diventati
la seconda via Anelli»,dice Anna Maria Bartoli, della
farmacia Moderna. «Spero non succeda niente di male: ho un
figlio e una manifestazione di skinheads mi preoccupa non poco» spiega, concludendo che «oggi la farmacia sarà aperta,ma non escludo di abbassare la
saracinesca se la situazione dovessedegenerare».Della stessa opinione anche
Pietro Viscomi, della Blu Ottica di via Buonarroti: «Io contesto
innanzitutto il fatto che persone con queste idee abbiano una rappresentanza ufficiale e organizzino un corteo, ma ognuno deve avere la possibilità di
esprimersi come crede». Anche l'ottico è pronto ad abbassare la
serranda, perché «ormai pare che sia legale qualsiasi cosa e questo non ci fa stare per niente tranquilli». Ma in via Buonarroti
c'è anche chi va oltre recriminazioni e condanne: «Saracinesca
abbassata, auto parcheggiata dietro il salone e non
in strada. Speriamo che basti a nonfarci rompere la vetrina dai
manifestanti» pianifica la parrucchiera
Oggi pomeriggio all'Arcella sono attesi un migliaio di skinheads
Silvia Fabbi
silvia.fabbi@epolis.sm
■L'Arcella sta diventando il rifugio dei peccatori. Per tutelarelo shopping del sabato pomeriggio in centro storico e ridurre a zero il rischio che skinheads
e centri sociali arrivino allo scontro, il comitato ordine e sicurezza ha deciso ieri di spostare il corteo della Fiamma Tricolore da via Grassi in via Buonarroti.
Sono attesi mille esponenti dell'estrema destra fra cui ci saranno centinaia di skinheads che sfileranno lungo via Gucciardini e Aspetti verso
piazzale Azzurri d'Italia, per protestare contro il degrado
prodotto dall'immigrazione. Il comizio finale sarà nella stessa
piazza dove in marzo vennero “e s i l i at i ” una prima volta.
SE DAL PUNTO di vista costituzionale è stato garantito il diritto
costituzionale a manifestare pacificamente, sul piano politico
il trasloco nel quartiereNord equivale ad una vittoria dei centri
sociali.Max Gallob e compagni avevano risposto all'invasione
dei naziskin con l'annuncio di una contro manifestazione sempre a due passi da viaAnelli. Di fronte all'ipotesi di trovarsi con due galli nello stesso
pollaio il questore Alessandro Marangoni ha vietato a tuttidi sfilare in via Grassi. La Fiamma Tricolore ha accettato il nuovo percorso, mentre l'estrema
sinistra ha rinunciato alla manifestazione.
Salvaguardato il centro storico il presidente dell'Ascom Fernando
Zilio plaude alla decisione del questore e commenta
«Sono molto soddisfatto ma spero non si tratti di un caso isolato,
non posso accettare che Padova diventi la “città proibita”
ogni sabato pomeriggio. Il nostro Ufficio Studi ha condotto un sondaggio fra i commercianti relativamente a sabato scorso.
Il commercio cittadino ha registrato un calo netto del 13% con punte anche del 28 in centro».
■■ Quello di oggi pomeriggioè il secondo trasloco della
Fiamma Tricolore: già a finemarzo il comizio elettorale in
piazza Eremitani fu spostatoall'Arcella per l'opposizione
dei centri sociali. In quel casol'estrema destra rinunciò alla
manifest azione.
La sfilatadi Forza Nuova
■■ Anche 7 giorni fa ForzaNuova ha dovuto cambiare
percorso del corteo contro immigrati e degrado. I 500
non hanno potuto marciare in pieno centro.
Gallob rinuncialla protesta
■■ Dopo aver appreso che i neri non sfileranno in via
Grassi ieri il leader del Pedro Max Gallob ha firmato in
questura la revoca della richiesta di manifestazione.
M a n i fest a z i o n e inopportuna
Tutti hanno il diritto dimanifestare. Ma non in questa giornata dedicata
alla festa delle nostre forze armate. Una celebrazione
importante. Che non dovrebbe essere disturbata
per alcun motivo dalla manifestazione di Fiamma Tricolore.
Che spostino il lorocorteo. In un'altra giornata, la facciano sabato prossimo,
ma non oggi. Non mi sembra per nulla opportuno. Per
quale motivo in una giornata come questa si dovrebbe
permettere di svolgere una manifestazione di protesta
contro il governo di questa città. Considero il corteo di
Fiamma Tricolore senza giustificazione di sorta. E che
apporta un disagio ai cittadini ma anche alle stesse
forze di polizia impegnata anche nella celebrazione della
loro festa. Per Padova quella di oggi è una giornata
importante. Ricordiamoci che l'armistizio è stato firmato
qui nella nostra città, a villa Giusti. Con un peso non
indifferente nella storia italiana. Si dovrebbe fare in
modo di non rovinare questa festa nazionale.