Tutto comincia con Di Pietro. E' proprio a lui, tipico uomo di destra classica, al quale vanno le prime simpatie della sinistra. Il suo pregio: essere antiberlusconiano!
Da lì il passo è, non breve, ma brevissimo. Se l'unico valore di riferimento è l'antiberlusconismo, allora avranno i favori della nostra sinistra tutti quelli che si cimenteranno in tale sport. Tra l'altro, essendo il presidente del consiglio un personaggio sempre al centro delle cronache, mondane e non, quale miglior strategia, per vivere di luce riflessa, che quella di fare dell'antiberlusconismo.
Ed ecco così che arriva sulla scena l'altro uomo di destra classica per antonomasia, ovvero l'onorevole Fini. Non avendo altro pregio se non quello di aver traghettato la destra del MSI ad una destra accettabile, pregio tra l'altro da dividere pesantemente sempre con Berlusconi senza il quale qualsiasi progetto non avrebbe potuto essere preso in considerazione, ecco che il nostro ha cominciato a percorrere a sua volta l'unica altra strada che gli consente ogni tanto di finire sotto i riflettori. Ed ecco lì di nuovo la nostra sinistra perennemente in cerca di leader, guardare con favore, sottolineare e considerare con occhi quasi lucidi, le parole di Fini.
Ma non è finita. Perchè poi abbiamo il caso particolarissimo di donna Veronica, moglie del Premier con già alle spalle una simpatica liaison con Veltroni del quale tutti registrarono gli apprezzamenti.
Anch'essa sale agli onori delle cronache, e alle simpatie della sinistra, sempre e solo quando interpreta l'unico ruolo che alla sinistra piace: l'antiberlusconismo. Abbiamo la crisi, la pandemia a livello 5, il terremoto a l'alluvione ma nulla importa se non l'antiberlusconismo ormai di maniera.
E così, nel considerare che ormai la destra se la canta e se la suona da sola, mi domando se sarà mai possibile che arrivi il momento nel quale a sinistra esista qualcosa di diverso dall'antiberlusconismo.




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