I vescovi del Nicaragua: “l’omosessualità continui a essere considerata un reato”
Il Nicaragua è l’unico paese democratico dell’America Latina la cui legislazione punisce le relazioni omosessuali tra adulti consenzienti. L’articolo 204, primo comma, del Codice penale stabilisce che «Commette reato di sodomia chiunque induca, promuova, propagandi o pratichi in modo vergognoso atti sessuali con persone dello stesso sesso. Verrà punito con la reclusione da 1 a 3 anni di prigione». (Artículo 204 de Código Penal “Comete delito de sodomía el que induzca, promueva, propagandice o practique en forma escandalosa el concúbito entre personas del mismo sexo. Sufrirá de 1 a 3 años de prisión”). Quest’articolo, introdotto da una riforma del 1992, nel 1994 fu ritenuto costituzionale dalla Corte costituzionale del paese, alla quale avevano fatto ricorso vari gruppi. Amnesty International riferisce sul proprio sito, che nessuno sarebbe stato processato in applicazione dell’art. 204 del codice penale nicaraguese, ma che esiste la concreta possibilità che di questo crimine siano accusati non solo gay, lesbiche e bisessuali che pratichino il sesso, ma anche chiunque svolga attività di supporto in favore dei diritti delle persone LGBT o fornisca informazioni e servizi relativi alla salute sessuale; ciò a causa dell’ambigua formulazione della norma. […] Ora, in vista delle elezioni presidenziali che si sono tenuto ieri, 5 novembre 2006, la Conferenza Episcopale Nicaraguese in una lettera inviata ai deputati dell’Assemblea Nazionale il 25 marzo scorso, ha chiesto che nel nuovo Codice Penale che si sta scrivendo: «si mantenga l’articolo 204 vigente che si riferisce alla sodomia. […] Abbiamo constatato una campagna internazionale diretta a dare legittimazione alle relazioni omosessuali, incluso la legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Per questa ragione, è indispensabile che Voi proteggiate la famiglia composta da padre, madre e figli, nucleo fondamentale della società nicaraguese ».




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