Oramai sono anni che ce la smenano... qualcuno più intelligente di me(non ci vuole molto eh!!!) darebbe il proprio personale significato ad ognuna di queste parole?![]()


Oramai sono anni che ce la smenano... qualcuno più intelligente di me(non ci vuole molto eh!!!) darebbe il proprio personale significato ad ognuna di queste parole?![]()




l'unico che lo sa bene è silvioleo


Liberista = Uno che ritiene che il mercato debba essere lasciato completamente libero di regolare ogni aspetto della realtà economica, tranne alcuni paletti minimi necessari per garantire una concorrenza leale tra le imprese.
Liberale = Uno che ritiene che il mercato debba essere lasciato in una certa misura libero di regolare ogni aspetto della realtà economica; in questo caso non può esserci anche una minima inclinazione al "dirigismo di Stato" in fasi di ciclo economico "calante"...inoltre il focus in questo caso si sposta sulle libertà individuali come un "feticcio" con cui riempirsi la bocca mentre la vera libertà che si vuole è quella dell'impresa.
Libertario = Tecnicamente è uno che vuole l'abolizione dello Stato o anche solo la sua riduzione ad una esistenza davvero minima...a seconda che si parli poi di anarco-capitalista (il libertarian americano) o di anarco-socialista (il nostro anarchico), questi può volere che lo Stato venga abolito per lasciare la piena ed indiscussa libertà della proprietà nonchè l'indiscusso dominio del mercato su ogni aspetto dell'esistenza (primo caso) oppure vuole che lo Stato venga abolito e allo stesso tempo venga abolita la proprietà privata dei mezzi di produzione affinchè la realtà economica venga regolata attraverso liberi accordi paritari tra singoli individui (secondo caso).
Comunque in realtà tutti dicono di essere questo o quest'altro, ma la realtà è che la maggior parte dei nostri politici è liberista e/o cerca di sfruttare lo Stato per creare indebite pressioni, vincoli o elargizioni di denaro pubblico a favore delle imprese che li finanziano e a danno di una larga fetta di popolazione.
Skarm
Alle europee io voto Codacons...e tu?


In modo molto sintetico e semplice, cercherò di spiegare il significato di questi termini.
Liberismo: è una teoria economica la quale esalta la bontà del liberò mercato e sostiene che lo Stato, al massimo, si deve limitare alla costruzione di infrastrutture per favorire il libero commercio e quindi la libera concorrenza. Possiamo dire che il liberismo trova le sue origini nel pensiero di Adam Smith.
Padri del liberismo del '900, sono gli esponenti della cosiddetta scuola austriaca, cioè: Carl Menger, Ludwing von Mises, Rothbard, Friedrich von Hayek. Bisogna sottolineare che von Hayek sostiene che lo Stato deve intervenire, nell'economia, solo per consentire la libera concorrenza, mentre Rothbard mira alla estremizzazione del liberismo, dove lo Stato non deve avere alcuna funzione; quest'ultimop è il cosiddetto anarco-capitalismo;
Liberale: il liberismo è una ideologia politica in base alla quale gli uomini sono titolari di diritti (individuali) fondamentali, diritti inalienabili che non possono essere violati da nessuno e per nessuna ragione, inoltre, tale teoria sostiene anche che gli uomini, davanti alla legge, sono tutti uguali. Anche chi è liberale sostiena la bontà del libero mercato rispetto alle politiche collettivistiche, tuttavia, il liberale riconosce l'importanza del ruolo sociale che lo Stato deve svolgere per riequilibrare gli svantaggi che non sono dovuti alle campacità dei singoli, ma alla sfortunana, per esempio, di nascere handicappati o di nascere in un territorio dove le occassioni di crescita sociale ed economica sono molto poche.
Libertario: tale termine è stato usato da molti filosofi e politici per definirsi, tuttavia, tali uomini provenivono da formazioni culturali diverse tra loro. Per capirci, si sono definiti libertari sia uomini che appartenevono alla tradizione del liberalismo, sia socialisti sia comunisti e anarchici.
Gli anarchici socialisti hanno iniziato ad usare questo termine per definirsi fin dal 1850, anno in cui a New York veniva pubblicato il giornale "Le Libertaire,Journail du Mouvement sociale", da parte del rivoluzionario anarcocomunista Joseph Dejacque.
Libertari di definisco anche coloro che all'inizio degli anni '70 fondarono in America il "Libertaria party", partito che esalta la completa libertà dell'individuo rispetto a qualsiasi potere politico.
Da quest'ultima concezione del libertarismo nasce il cosiddetto anarco-capitalismo, che può essere considerata come la corrente estrema del liberismo ( l'esponente più importante di tale pensiero è Rothabard).
Tali termini spesso si confondono e spesso vengono usati a sproposito senza conoscere il significato storico che hanno, tuttavia questo, forse, è dovuto al fatto che durante il loro sviluppo si sono spesso intrecciati fra loro contaminandosi ( in alcuni casi) gli uni con gli altri.
Ho cercato di essere il più seplice e sintetico possibile, tuttavia tale argomento è cosi ampio e complicato da non poter essere trattato bene in un post. Inoltre, le teorie su tale argomento sono moltissime, ed ognuna si propone come quella giusta.




I.Q. sotto il quale uno puo' decidere di votare per i radicali: 120
I.Q. sotto il quale uno puo' decidere di votare (e di solito vota) comunista: 60
-N-


ho votato rosa nel pugno e ne sono fiero capito leghisti e comunisti?