INDAGINE dElla società di ricerche «Pew Forum on Religion & Public Life»
Ritratto della «millennial generation»
Tolleranti, con un approccio scientifico alla spiegazione della vita, pragmatici rispetto ai modelli dello spettacolo
MILANO – I Millennials, figli dei Baby Bomer, sono la nuova generazione d’Oltreoceano. Corteggiatissimi dal marketing, sono spesso stati descritti come vittime della connettività e un po’ alieni, ma al di là di ciò che consumano che cosa cercano e in che cosa credono questi ragazzi nati dopo il 1980? Secondo l’ultimo studio a riguardo la generazione attuale, definita anche nativa digitale o Generazione Y, si contraddistingue sicuramente per un certo grado di familiarità con la comunicazione, i media e la cultura digitale. È pragmatica, per nulla isolata come spesso si è insinuato, e soprattutto è atea.
RITRATTO DI UNA GENERAZIONE - Per poter fare un ritratto attendibile di una generazione bisogna seguirla in divenire e certo per il momento i cosiddetti Millennials sono ancora troppo giovani perché si possa fornire una descrizione dettagliata dei loro valori e del loro approccio alla vita (dovremo seguirli nel tempo, quando avranno a che fare con il lavoro, con i figli, ecc). Una ricerca americana condotta da Pew Forum on Religion & Public Life prova però a regalare una prima istantanea di questa generazione che comprende i nati tra il 1980 e il 2000, paragonandola anche ai suoi predecessori, ovvero la Generazione X (nati tra il 1965 e il 1980) e i Baby Boomers (nati tra il 1946 e il 1964). Credono in Dio e nei valori spirituali? Hanno rispetto per la diversità? Subiscono il fascino di Hollywood? Ma soprattutto cosa hanno in più, in meno o semplicemente di diverso rispetto ai loro padri o ai loro cugini più grandi?
UNA GENERAZIONE TOLLERANTE - I Millennials innanzitutto sono tolleranti rispetto a questioni essenziali, come l'accettazione dell'omosessualità e in generale della diversità, molto più di chi li ha preceduti. I giovanissimi inoltre non guardano a Hollywood come a una minaccia ai valori morali e soprattutto sono molto meno religiosi di chi li ha preceduti, dimostrando però una vera e autentica cultura della solidarietà e dell’accoglienza.
I MILLENIAL E DIO - Un americano su 4 (ovvero il 25 per cento) al di sotto dei trent’anni non è affiliato ad alcuna religione e si definisce «ateo», «agnostico» o «niente di particolare». Tra i trentenni lo stesso atteggiamento caratterizza il 19 per cento della popolazione, tra i quarantenni il 15 per cento, tra i cinquantenni il 14 per cento e tra i sessantenni meno del dieci per cento. I ragazzi pregano molto meno di quanto fossero solite fare le altre generazioni alla loro stessa età. Anzi dalle statistiche è inequivocabile il fatto che nelle ultime decadi ci sia stato un progressivo, galoppante e inesorabile distacco dalla religione. La generazione emergente è convinta nel 55 per cento dei casi che l’evoluzione sia la spiegazione più convincente dell’esistenza della vita sulla Terra. Ciononostante i Millennials si dichiarano spirituali e sostengono le loro tradizioni, rifiutando al tempo stesso le griglie mentali di cui sono responsabili, secondo la loro opinione, molti credi religiosi.
Corriere della Sera




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