o mamma, questo è post.-modernismo
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o mamma, questo è post.-modernismo
Vette inenarrabili di poesia. In questi brevi versi l'autrice sublima in un esteriormente banale AA-BB la catarsi dell'esistenza umana e del vuoto ectoplasmico dell'anima ("sparito" è un chiaro richiamo ai fantasmi).
Notevole anche la licenza poetica ("te'") che piega la realtà nella visione posto-ortografica dell'autrice. La suprema metafora del bignè con cui si chiude l'ultimo verso catalizza poi nella rutilante eplosione finale tutto il citato sublimato dell'esistenza che si apre a nuova gioia nel connubio allegorico-metaforico della pasta ripiena.
Esegesi...:D :D
scrivi i testi di nonsolomoda? :lol
http://www.nonsolomoda.mediaset.it/indexfla.shtml
in sul far della sera
la tu' minca (:D) e' una chimera
vado dritta verso cena
con nell'intimo tanta pena
dimmi orsu' in gran segreto
vuoi mica metterla sotto aceto?
:-01#44
nanthuzzo?:-00w09d
non s'è fatta viva oggi lauretta
da raccontare non aveva alcuna marchetta
ha deciso che stasera proprio non esce
rimane in casa a guastare il suo pesce
se la mattina vi sembra un pò stanca
è perchè la sera prima ha aperto troppo l'anca
in questa opera crepuscolare e sognatrice emerge l'anima utopica dell'autrice, tesa a trascendeze che appoggiate alle metapercezioni dell'ambiente esterno rinviano eziandio alla citata utopica intimità. L'autrice si cimenta dunque in un AA-BB-CC dal ritmo incalzante e pregno inoltre di slanci internazionalistici, come conferma l'utlizzo del noto stilema sardo "minca".
Ricorre inoltre il tema della catarsi e della pena, già altrove trovato nell'opera dell'artista: si noti poi l'elegante metafora della "cena" ricca di spunti oltremodo vangelici. La schioppettante chiosa è un bonario richiamo alla tradizione locale che trasfigura l'attività contadina di conservazione decontestualizzandola e calandola in un suo contesto altro, che, velato dal "segreto" che permea l'esistenza su questo mondo, dispiega il suo siginificato solo alla recondita vista della nostra autrice.
Espressione della scuola di rimatori originatasi dall'opera di lauraf, questi versi rappresentano però una sciapa parvenza di imitazione, e falliscono nel raggiungere i picchi di emozione e poeticità che l'autrice cui il salentino si ispira aveva faticosamente raggiunto. Forzate le allegorie di anca e pesce, il salentino può aspirare forse ad un posto di rilievo nell'ambito della poesia popolare, un futuro trilussa alle cimmm di repe.