(ASCA) - Roma, 7 nov - Anche i ''fiori d'arancio'' o meglio le spese per il matrimonio dovrebbero essere detratte dalla dichiarazione dei redditi. La proposta dal nome un po' snob in lingua inglese di ''Start-up'' che piu' prosaicamente potrebbe dirsi ''partiamo bene'', fa parte del pacchetto di emendamenti presentati oggi dall'Udc con una conferenza stampa a cui hanno partecipato il leader Pier Ferdinando Casini, il segretario Lorenzo Cesa e il capogruppo a Montecitorio Luca Volonte'. La detrazione e' prevista per un massimo di 5.000 euro e riferita alle ''spese sostenute in occasione della celebrazione del matrimonio'' . Non e' specificato nell'emendamento se il matrimonio sia uno e uno solo o se possa riguardare anche le seconde o terze nozze. Se quelle con rito religioso (quali confessioni oltre quella cattolica?) o anche per rito civile. ''Questa misura - e' stato spiegato - potrebbe inoltre far emergere l'imposta Iva sulle transazioni intervenute''.
Bah ...




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