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  1. #1
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    Talking Santoro torna all'antico.

    E' durata poco...dopo le critiche ricevute dal csx per le puntate sulla Campania e la Calabria,dove Santoro insinuava il dubbio che Bassolino e Loiero potessero non essere un incrocio fra San Francesco e Padre Pio,e il conseguente calo degli ascolti dei telespettatori sinistrati per i quali il male è rappresentato solo ed esclusivamente da Berlusconi e dal centrodestra, il buon MiGhele, ha ritenuto di dover tornare all'antico.
    Basta Bassolino,basta Loiero..basta critiche alla signora Mastella(che poi Clemente s'incazza)..d'ora in avanti sapete di che si parla?
    Di quello sporco mafioso di Berlusconi!!!!
    Olèèèèè!!! E il popolo della sinistra torna ad appiccicarsi allo schermo
    "Noi siamo i buoni, i cattivi sono loro!".
    Chi governa la Campania?..Berlusconi!
    Chi governa la Calabria?...Berlusconi!
    Chi governa l'Italia e tutte le altre regioni?...Berlusconi!
    E quindi...mi pare giusto che si attacchi chi è al potere.
    Viva la libertà,lunga vita a Santoro,paladino della libertà!

  2. #2
    cittadino
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    Uno stralcio da una discussione tratta da qui
    http://www.spazioforum.net/forum/ind...T&f=1&t=33888&
    il forum
    http://www.spazioforum.net/forum/index.php?act=SF&f=1


    come mai in Calabria Fortugno (Vice-presidente della Regione Calabria era di sinistra no? Non era certo del centro-destra) stette per tanti anni alla dirigenza dell'ASL di Locri, a detta di tutti totalmente nelle mani della 'ndrngheta, e fu ucciso secondo le indagini dal clan Cordì di Locri su mandato di Giuseppe e Alessandro Marcianò, collaboratori del consigliere regionele Domenico Crea (Questo pure di sinistra. Oppure si vuole associarlo alla destra ?) per invidia, cioè per aver assunto una carica che avrebbe dovuto spettare a quest'ultimo.
    Puzza un pò no ?
    Perché si sarebbe dovuto fare il finimondo per questo banale motivo a fronte di enormi interessi che avrebbero potuto esserci ?
    Come mai i nomi di questi tizi sono scomparsi dagli articoli attualmente presenti su internet e sui giornali ?
    Non sono forse tutti collaboratori di Loiero ?
    Loiero che ci fa con tutti questi tizi ? Sono troppi, no ?
    Come mai si accusa Andreotti per amicizie con Lima e Loiero no ?

    Prendete per esempio il giornale "La Repubblica"
    http://www.repubblica.it/2005/j/sezi...icepresid.html
    Sulla destra noterete tutti i link sull'argomento "Fortugno"
    al secondo link troverete questo "Ma la vedova accusa il governo
    'Da Berlusconi neppure una parola'".
    Si trova anche coraggio di metterci di traverso Berlusconi e tutti i link che parlano di Crea, Cordì, ASL sono scomparsi, perché ?
    Saluti Liberali
    Giorgio

  3. #3
    cittadino
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    seguono altri stralci
    Saluti Liberali
    Giorgio

  4. #4
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    http://www.spazioforum.net/forum/index.php?act=SF&f=1

    In verità si notano in molte dichiarazioni il sospetto che la sinistra sia persino all'origine di molti eventi camorristici e che ci conviva pure bene.
    :rrsss:

    http://www.nuvolarossa.org/modules/news/ar...hp?storyid=3000

    La sinistra al governo della Regione Campania ha fallito miseramente. Una volta la sinistra italiana sosteneva con una certa virulenza che la principale responsabilità del degrado della società meridionale, ed in particolare dell'alto tasso di criminalità organizzata, dipendeva dai governi locali democristiani e dalle loro maggioranze. Secondo questa analisi, piuttosto comune ed insistente, vi era una forte collusione fra potere politico e potere criminale, tale che le possibilità di sviluppo delle Regioni del Mezzogiorno erano bloccata in partenza. La sinistra conseguentemente - e coerentemente - chiedeva ai cittadini una svolta: cacciare le amministrazioni democristiane e centriste che al Sud convivevano con mafia, camorra e ‘ndrangheta, e trovare dei volti nuovi, dando la speranza di un rinnovamento profondo per la società meridionale: si candidava quindi a guidarla con i suoi uomini.



    Questo accadeva vent'anni fa. Ma da vent'anni la Campania è governata da Bassolino, esponente del Pci prima e dei Ds poi; e Napoli da almeno quindici anni dalla signora Jervolino che era sì democristiana, ma poi esponente della Margherita, alleata dei Ds. E oggi, in base alla riscossa malavitosa che vige nella regione, un ministro di Grazia e Giustizia, della medesima maggioranza che sostiene il presidente Bassolino e il sindaco Jervolino, vuole mandare l'esercito, per ridare sicurezza ai cittadini. Allora la domanda che si pone è: se l'analisi di una volta fosse sbagliata, oppure, più semplicemente, se la si sia addirittura scordata. Miriam Mafai, che è una analista politica dotata di notevole memoria, scrive a proposito su ""la Repubblica": "Non me ne vogliano il sindaco della città, Rosa Russo Jervolino, né il presidente della Regione, Antonio Bassolino, se dirò che in questi giorni di violenza ed ammazzamenti la loro reazione mi è parsa tardiva, insufficiente e quasi esitante. Non spetta certamente a loro prendere le necessarie misure a tutela dell'ordine pubblico a Napoli e nella Regione. Ma mi chiedo se hanno valutato in tempo la profondità del male che li aggrediva". Dovrebbe essere elementare rispondere alla domanda della Mafai: questa valutazione non c'è stata. E se non spettano alle istituzioni campane le iniziative per tutelare l'ordine pubblico, senza voler dare loro la responsabilità politica per la deriva che è stata presa - come pure la parte politica della Mafai usava fare in passato - certo un problema rimane, ossia cosa hanno fatto il sindaco e il presidente della Regione per contrastare la criminalità in Campania. Ad esempio, apprendiamo che un dossier della Confesercenti di Napoli denuncia un prelievo che costa complessivamente alle imprese 77 miliardi di euro, "di cui quasi trenta miliardi escono dalle tasche dei commercianti in quelle dei mafiosi". Ciò significherebbe che "le assicurazioni offerte dal racket in cambio di protezione sono aumentate in media del 30%, se non raddoppiate".

    Il sindaco conosceva questo dossier? E non si sentiva in dovere di prendere dei provvedimenti nei confronti dei commercianti vessati dal racket? Non poteva far sì che la polizia comunale, se non quella dello Stato, li tutelasse? Non poteva altresì far chiudere gli esercenti che comunque decidevano di alimentare le cosche rifiutando la protezione delle istituzioni? Si è mai occupato il sindaco di Napoli di questi aspetti così rilevanti? Che cosa ha fatto, insomma? Niente, sembrerebbe, perché avrebbe magari rischiato di colpire dei suoi stessi elettori.

    Ma se il problema è elettorale, forse il comune di Napoli o la Regione andrebbero commissariati, per avere un'autorità sul territorio che non si preoccupi di vincere le elezioni e prenda i provvedimenti necessari. Tale soluzione potrebbe servire più dell'esercito in Campania. Ammettiamo anche invece che davvero il sindaco non si accorgesse della realtà in cui viveva. Noi ci ricordiamo di duri colpi inflitti alle cosche in Campania dal ministero degli Interni. Quello presieduto dal ministro Pisanu, però. Dell'azione del ministero sotto Amato non abbiamo alcuna notizia. E' chiaro però che se si pensa di mandare l'esercito, significa che la situazione è sfuggita al controllo dell'autorità del ministero dell'Interno, oltre che di quella comunale e regionale. E se Amato è da poco tempo preposto ad una funzione tanto delicata, certo questo non si può dire altrettanto per il sindaco ed il presidente della Regione.

    Pensare di gettare tutto il peso della situazione sulle spalle dell'esercito ci sembra francamente il segno di un fallimento da cui non si vogliono trarre le necessarie conseguenze.

    Roma, 31 ottobre 2006
    Saluti Liberali
    Giorgio

  5. #5
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    http://www.spazioforum.net/forum/ind...ST&f=1&t=33888

    Se si aggiungono anche altre dichiarazioni (quelle che seguono) sembra che situazione sia persino ben peggiore di quanto un certa parte politica voglia dipingerla e a ben vedere generalmente si dice che il pesce puzza dalla testa. Che dire pure delle critiche che vengono anche dall'interno della coalizione che adesso governa il nostro paese ?
    Insomma vent'anni di sinistra a che cosa sono serviti a Napoli e alla Campania ?
    Napoli è il luogo dove la criminalità organizzata mostra arroganza verso chiunque le si opponga, ciò dà l'impressione che essa sia fortemente anche innervata dentro le maglie del potere, dove gode di protezione sufficiente per mostrare tanta superbia.
    Persino nel quotidiano i segni di inciviltà e di spregio della legge sono abituali anche presso la delinquenza comune.
    Ma se non fosse sufficiente basta ricordare le famiglie camorriste che platelamente si sono opposte alla cattura dei delinquenti di famiglia.
    C'è stata forse poca attenzione al problema ? Eppure non è stato riservato lo stesso trattamento alla Sicilia dove la mafia è stata combattuta con forza in questi anni (l'arresto di Provenzano, Riina, etc) dallo Stato.

    http://www.ansa.it/opencms/export/main/not...2023425060.html

    CDL: COLPA DI CHI HA GOVERNATO LA CITTA'
    ROMA - La presenza del presidente del Consiglio a Napoli è il segnale della volontà del governo di prendere di petto la questione criminalità che affligge la città.
    Una presenza che sarà seguita dall'arrivo del ministro dell'Interno Giuliano Amato, per presiedere il comitato per l'ordine e la sicurezza e sottoscrivere con gli enti locali il "patto per Napoli sicura"; assieme ad Amato, ci sara il viceministro dell'Interno Marco Minniti, che oggi ha anticipato le linee del piano al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Intanto il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni annuncia un piano contro la dispersione scolastica.
    Ma, mentre il governo mette in campo la propria strategia, prosegue la polemica politica che si svolge su più livelli. A cominciare dalle responsabilità per la grave situazione di Napoli, che per la Cdl va attribuita in buona parte al fatto che città, Provincia e Regione sono amministrate da anni dal centro sinistra. Che a sua volta accusa la Cdl di aver ignorato i problemi di Napoli durante i cinque anni del governo Berlusconi. Le reponsabilità degli enti locali sono ricordate, ad esempio, dal portavoce di An Andrea Ronchi, per il quale le giunte "hanno avuto enormi poteri sulla sanità e sull'ordine pubblico e non hanno fatto nulla per arginare il fenomeno di degrado sociale". Mentre Pier Ferdinando Casini, dell'Udc, chiede una parola di "autocritica" ad Antonio Bassolino, già sindaco di Napoli ed ora presidente della Regione.
    E Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di Forza Italia, attacca il "fallimento totale della gestione regionale e comunale". Lo stesso Roberto Calderoli, della Lega, ribadisce che la sua frase su Napoli "fogna da derattizzare" era in realtà un'accusa agli aministratori, giudicati responsabili della situazione. Per contro, il coordinatore della segreteria Ds Maurizio Migliavacca esalta lo sforzo comune del governo nazionale e degli enti locali, per "colmare il vuoto di cinque anni di governo del centro destra".

    Ma il punto di maggiore polemica resta quello sull'eventuale uso dell'esercito ed in generale di leggi e strumenti di emergenza, che Prodi ha respinto (almeno "per ora"). Mentre il pugno di ferro è evocato da alcuni settori della Cdl. Il più esplicito è il leghista Mauro Borghezio, che cita l'esempio del 'prefetto di ferro' Cesare Mori e il film 'La battaglia di Algeri' per sostenere che a Napoli, definita "la nostra Algeria", ci vorrebbe un "generale Mossu" (l'uomo che represse con la forza, ma non definitivamente, la rivolta antifrancese).

    Per un uso più deciso della forza è anche An: il portavoce Ronchi si dice "attonito" per il fatto che Prodi ha respinto l'uso dell'esercito sostenendo che quella di Napoli non sarebbe un'emergenza, mentre Alfredo Mantovano e Mario Landolfi accusano il presidente del consiglio di fare della "sociologia" invece di dare "risposte concrete".

    Nell'Unione, invece, tutti sono d'accordo con Prodi. A cominciare dal ministro della Giustizia Clemente Mastella, che pure nei giorni scorsi aveva evocato l'esercito; mentre quello della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, del Prc, rovescia la proposta e sostiene che sarebbe meglio inviare a Napoli degli obiettori di coscienza, giudicati più adatti dei militari a "ricostruire la società civile". Dove la maggioranza non è del tutto compatta è nel giudizio sugli effetti dell'indulto; mentre Prodi e Mastella sottolineano che, statistiche alla mano, la criminalità in Italia non è aumentata dopo l'atto di clemenza, Antonio Di Pietro (in questo concorde con Lega ed An) sostiene che invece l'indulto è responsabile, almeno per aver alimentato un "senso di impunità" nella malavita.
    Saluti Liberali
    Giorgio

  6. #6
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    http://www.spazioforum.net/forum/ind...ST&f=1&t=33888

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/A%...morra/1425090/8

    A Napoli ha vinto la camorra
    di Giorgio Bocca
    La violenza dilaga. Il sistema criminale impera. I cittadini non si ribellano. E sembra ormai quasi scontato accettare la sconfitta dello Stato. Con dolore e pietà.
    Mi scrive un lettore napoletano che si firma Giovanni Aiello: "Napoli la grande città che dovrebbe ribellarsi alla occupazione camorrista in larga parte costituita da 'napulegni' ovvero da cittadini impigliati nel vizio delle forze delinquenziali. Napoli insomma dovrebbe ribellarsi contro se stessa e questo è francamente impensabile. I potenziali ribelli, i 'napoletani buoni' come li chiama lei, sono davvero pochissimi. Le persone non affiliate, non colluse, non direttamente complici, non economicamente dipendenti, non simpatizzanti o anche non culturalmente contaminate, si contano ormai secondo una mia personale stima nell'ordine delle decine di migliaia. A fronte invece di un esercito fatto di arroganti, insolenti, ignoranti, ipocriti, presuntuosi e sempre più spesso violenti.
    Insomma non è che non si voglia ma sono proprio troppi per combatterli. Il tessuto culturale di base è fatto da una trama simile a quella camorristica. E ci se ne accorge semplicemente entrando nei negozi, negli uffici, guidando la macchina o facendo lo slalom fra le merde di cane nelle strade più belle della città.
    A Napoli 'l'altro' è quasi sempre percepito come un intralcio, come un ostacolo alla propria presunta libertà. Tutti si odiano e ciascuno si crede vittima di tutti gli altri. Inoltre questa mentalità è assolutamente trasversale, riguarda i più umili come i più istruiti e si ripropone in tutti gli ambienti, partendo dal profondo e poi ricadendo a cascata sulla città, come una fontana o come farebbe un vulcano. È forse per questo che anche le immondezze che arredano le strade non ci fanno un grande effetto perché Napoli è una città normalmente sudicia e trasandata.
    In definitiva io credo che almeno per ora la criminalità abbia vinto. E non perché ci abbia sopraffatto, ma perché noi esprimiamo questo, siamo così. Ma le domando: perché tutti si accaniscono con la mia città? Fa schifo è vero, siamo in cima alle peggiori classifiche, ma lezioni e consigli della Milano dei berluschini e della Roma dei ladroni non ne possiamo accettare. Nessuno mi pare che in Italia abbia ormai il titolo per aprire bocca su nessun altro. Perché Napoli non è un'isola. Siamo tutti in parte corresponsabili dello stesso paese abbandonato".
    Ma questo Giovanni Aiello non sarà per caso un mio nom de plume, non sono io che ho intitolato il mio saggio 'Napoli siamo noi'? Dicono che occuparsi della tragedia urbana di Napoli sia opera impossibile. Questa impossibilità sta dietro al rifiut o di molti napoletani di accettare le critiche dei foresti. "Non so cosa sia Napoli dopo cinquemila anni che ci vivo", scrive Rea e ha ragione ma i morti e le immondezze per la strada non può non vederle anche lui. Chi si occupa di questa meravigliosa e orrida città non può separare una cosa dall'altra, non può indagare i misteri e gli accumuli della storia (a Napoli, ha scritto Benedetto Croce, dobbiamo ancora rimuovere le macerie del Duecento) e ignorare i mali assurdi del presente: la città coperta di lordure, gli assassinati per i più futili motivi, le regole del 'sistema' che continua a produrre miseria e la sordida ricchezza dei violenti. Non c'è altro da fare, si direbbe, che accettare questa fine del mondo sempre rinviata, questa anarchia sempre in qualche modo tenuta assieme dalla natura si direbbe più che dagli uomini.
    Con dolore e pietà più che con rassegnazione.
    Saluti Liberali
    Giorgio

  7. #7
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    http://www.spazioforum.net/forum/ind...ST&f=1&t=33888

    http://antibassolino.blogspot.com/
    IL RE della Monnezza
    Questo blog si propone di mostrare come Antonio Bassolino amministra il denaro della cosa pubblica e aggrava i problemi della regione Campania, invece di risolverli. Vogliamo informare i cittadini sull'attività della giunta presieduta dal nostro "RE" e di tutti gli amministratori della nostra regione, affinchè alle prossime elezioni, siano più coscienziosi. CAMPANIA LIBERA!



    L'INDULTO DI MASTELLA
    Il problema, a questo punto, è solo di governo possibile della situazione da parte delle istituzioni. Senza l’illusione di fare miracoli. I giudici sono in una situazione addirittura paranoica. Perché - come sappiamo - l’indulto none è stato accompagnato da una amnistia, cioè da un provvedimento che oltre ad eliminare le pene estinguesse anche i reati. Perciò nei prossimi cinque anni si celebreranno processi sostanzialamente inutili, dal momento che in gran parte, se pure conclusi con la affermazione di una responsabilità penale, vedranno comunque applicare l’indulto. Dunque processi di condanna cui non seguirà l’irrogazione della pena. Lavoro inutile, che aggraverà quello di ogni giorno, e forse aumenterà la frustrazione del sistema. Allora, cosa fare oggi, di fronte al timore che il detenuto uscito possa compiere altri reati, é davvero difficile da determinare. Tuttavia è certo che una risposta in termini processuali per tutte le situazioni nelle quali si troveranno coinvolti soggetti beneficiati dall’indulto può essere utile. Non stiamo invocando condanne piu severe, ma solo esprimendo l’auspicio di processi più rapidi. Ovvio che i magistrati non possono fare legge e dunque non possono rendere più spedito ciò che è lento. C’è da augurarsi però che l’intelligenza dei dirigenti trovi nella legge qualche corsia più rapida per questo genere di situazioni. La risposta del giudice all’allarme sociale non può essere nel merito della decisione. Ma può essere, con prudenza, nel tempo del processo. Se, insomma, qualche processo deve rischiare la prescrizione, bisognerebbe fare in modo che non sia uno di quelli che vede imputato un soggetto liberato dall’indulto. La magistratura, per quanto ciò sia ingiusto, è di fatto chiamata a rispondere delle insufficienze del sistema punitivo. Essa può tentare una risposta autonoma in termini organizzativi. Sappiamo bene quanto sia difficile la situazione napoletana, nella quale, sociologismi a parte, il delitto è una svolta abbastanza automatica nella vita di tanti. E nella quale la domanda di ordine diventa spesso prevalente su ogni considerazione di giustizia. Sappiamo anche che il processo non deve in nessun caso diventare uno strumento di ordine pubblico. Tuttavia lo sgomento del cittadino di fronte allo scarcerato che delinque nuovamente è un fatto che la politica non può trascurare e che non deve produrre risposte irrazionali, tutte dentro una prospettiva provvisoria o eccezionale. I giudici ed i magistrati del pubblico ministero si trovano nella assurda condizione di fronteggiare manchevolezze che riguardano competenze che nulla hanno a che fare con la giustizia. Ma tant’é. A Napoli hanno un compito più difficile. Ma qualcuno deve cominciare. Provino, nelle loro assemblee degli uffici a suggerire, e quindi a sperimentare, forme di organizzazione che affrontino l’emergenza indulto. Provino a discutere, aiutando i capi, il miglior modo di gestire le risorse che hanno. Facciano sentire con la quotidianietà ai cittadini, che essi ci sono, che non si limitano ad attendere il buon legislatore. In democrazia i messaggi sono azione politica. Giuseppe Maria Berruti
    Saluti Liberali
    Giorgio

  8. #8
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    http://www.spazioforum.net/forum/ind...ST&f=1&t=33888

    http://antibassolino.blogspot.com/

    NOVI: RAPPORTI TRA COOP E CAMORRA SONO DOCUMENTATI

    "I rapporti tra Lega delle Cooperative e camorra campana sono documentati dalle inchieste della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli e non solo di Napoli". Lo ha dichiarato Emiddio Novi, senatore di Forza Italia e componente della Commissione Antimafia, invitando a consulare il sito internet di Palazzo Madama. "Ci sono anche - ha sottolineato Novi - deposizioni di esponenti politici che accompagnarono i vertici delle coop rosse a incontri con i vertici di un clan mafioso-camorristico come quello dei Casalesi. Purtroppo queste inchieste furono parcellizzate e insabbiate. Ma le carte sono lì, negli archivi delle procure distrettuali campane. Ci sono anche mie circostanziate interrogazioni, con nomi, date e fatti. Miei interventi in Commissione Antimafia. Basterebbe portare a conoscenza dell'opinione pubblica i dati, le collusioni e le corruzioni emerse dalla Tangentopoli campana. Per farlo basta utilizzare il sito del Senato e quindi venire a conoscenza di quanto da un decennio vado affermando e provando".

    BERLUSCONI: CERTI GIUDICI HANNO FATTO PRESCRIVERE PROCESSO COOP-CAMORRA
    ''Ho avuto modo di leggere gli atti di un processo in Campania durato molto tempo, 10 anni, in cui il presidente di una cooperativa ha denunciato la provenienza di certi capitali di cui erano al corrente i dirigenti del partito e si trattava di capitali di provenienza della criminalita' organizzata. Poi il processo e' stato portato avanti da una certa magistratura, affinche' arrivasse alla prescrizione. Il processo si e' concluso, quindi, con la prescrizione, ma i dati che risultano dai documenti processuali sono inoppugnabili''. Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi che ospite della trasmissione ‘Telecamere’ è tornato a denunciare i legami tra Coop rosse e sinistra. In particolare il presidente del Consiglio si sofferma su un processo in Campania che riguarda i legami tra Coop e camorra, dove ''certi magistrati'' avrebbero portato avanti le indagini per arrivare a una prescrizione. Parlando della possibile candidatura nell'Ulivo dell'ex coordinatore del pool di magistrati che si occuparono di 'Mani pulite' a Milano, Gerardo D'Ambrosio, il premier ha dichiarato: ''E’ la conferma del collateralismo di certa magistratura con Pci-Pds-Ds, cioe' con i comunisti''. ''Sono tanti i giudici candidati con loro e che teorizzano che i magistrati devono essere parte in causa con una precisa collocazione politica''. E quanto al suo sfidante di Bologna, il premier si è domandato: ''Perche' Prodi si presta ad essere la faccia, la maschera di una sinistra che comandera'?''. ''Prodi non contera' nulla nella sua coalizione, il bastone del comando lo avranno la sinistra, i Ds o addirittura la sinistra massimalista. Insomma ora usano Prodi che poi smisteranno ad altri incarichi''.
    Saluti Liberali
    Giorgio

  9. #9
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    [QUOTE=BOY74;4793863d'ora in avanti sapete di che si parla?
    Di quello sporco mafioso di Berlusconi!!!!
    Olèèèèè!!! E il popolo della sinistra torna ad appiccicarsi allo schermo
    "Noi siamo i buoni, i cattivi sono loro!".
    Chi governa la Campania?..Berlusconi!
    Chi governa la Calabria?...Berlusconi!
    Chi governa l'Italia e tutte le altre regioni?...Berlusconi!
    E quindi...mi pare giusto che si attacchi chi è al potere.
    Viva la libertà,lunga vita a Santoro,paladino della libertà![/QUOTE]

    Io l'ho trovata una trasmissione anacronistica. Specifico che ogni tanto qualcuno che racconti i fatti come sono fa bene , visto che la tv in questi lunghi anni ha praticamente censurato qualsiasi cosa sul passato non proprio candido di berlusconi.
    Detto questo , è una trasmissione inutile , non di attualità semplicemente perchè berlusconi ha vinto da tempo la sua guerra con la magistratura , riuscendo a delegittimarla per tanti milioni di italiani .
    E' riuscito da tempo a far passare l'idea che i processi contro di lui si fanno solo ed esclusivamente perchè lui è in politica e la magistratura è di sinistra , non tanto perchè magari qualcosina di poco legale ha fatto .
    Santoro arriva troppo tardi , l'opinione pubblica ormai ha una visione cristallizzata su questo argomento.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da ilgiardiniere Visualizza Messaggio
    Io l'ho trovata una trasmissione anacronistica. Specifico che ogni tanto qualcuno che racconti i fatti come sono fa bene , visto che la tv in questi lunghi anni ha praticamente censurato qualsiasi cosa sul passato non proprio candido di berlusconi.
    Detto questo , è una trasmissione inutile , non di attualità semplicemente perchè berlusconi ha vinto da tempo la sua guerra con la magistratura , riuscendo a delegittimarla per tanti milioni di italiani .
    E' riuscito da tempo a far passare l'idea che i processi contro di lui si fanno solo ed esclusivamente perchè lui è in politica e la magistratura è di sinistra , non tanto perchè magari qualcosina di poco legale ha fatto .
    Santoro arriva troppo tardi , l'opinione pubblica ormai ha una visione cristallizzata su questo argomento.
    Io non avevo fiducia nella magistratura prima che Berlusconi arrivasse in politica e non ne ho adesso .
    Certo se magari indagassero pure sul mondo delle cooperative darebbero un bel contributo a smentire certe frasi di Berlusconi,ma "gli onesti" non si toccano...
    P.S. Non ti seccare per qualche battuta sul nazionale,io quel forum non riesco proprio a prenderlo sul serio,è il vero fondoscala di POL e come tale lo tratto.

 

 
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