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  1. #1
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    Predefinito Perchè dico "SI, presente" al Partito Democratico!

    Credo nel Partito Democratico, ci credo al di là del contenitore. Lo credo una necessità per questo paese.
    Vorrei innanzi tutto sottolineare alcune caratteristiche che questo partito dovrà avere nel rapportarsi con l’Europa e le istituzioni europee. Poi mi pare più utile parlare di contenuti. I contenuti dell’idea che sta sotto la volontà di formare il partito unico dei riformisti italiani.
    Le differenze tra Ds e Dl e nelle tantissimi persone, soprattutto giovani, che credono nell’Ulivo e sperano nel PD, sono minime. Sono differenze legate quasi esclusivamente a questioni di identità della prima repubblica. Identità che definirei fardelli.
    Siamo costretti, in Italia, ad una continua ricerca di nuove collocazioni e nuovi strumenti politici dalla rovinosa caduta dei partiti della prima repubblica nel 1992-1993. Ma quella caduta non è la vera causa della differenza che c’è tra l’Italia e il resto d’Europa.
    La Spagna, la Gran Bretagna, la Germania, il Portogallo negli ultimi 30 anni almeno hanno un sistema politico che è stato prima diviso in socialdemocrazia contro cristiano-democrazia (o partito conservatore) e ora divisa in modo vero tra l’evoluzione delle socialdemocrazie, i partiti liberal-socialisti che governano o hanno governato i paesi europei, e i partiti conservatori membri del PPE. Il liberalsocialismo si può dire essere l’incontro tra liberalismo progressista e socialismo riformista, per la creazione di una formazione politica che si impegni affinché aumentino in modo armonioso i diritti individuali e quelli sociali, la giustizia e la libertà. Una formazione politica giovane che sia continua tensione verso il moderno e il progresso, verso l'equità nella libertà. Questa idea, che si unisce alla concezione cattolico democratica della solidarietà sociale crea un modello da seguire e che, in parte, Ds e Dl stanno già mettendo in atto.
    Perché in Italia, ci si chiederà, c’è bisogno del PD che porti avanti questa unificazioni di progetti differenti, unificazione che all’estero è stata fatta dai partiti socialisti e socialdemocratici? Ne abbiamo bisogna per la peculiarità del nostro paese, in quanto siamo noi che abbiamo avuto:
    1. il più grande partito comunista d’Europa Occidentale, con una politica di governo locale più a destra dell’SPD che limitava una crescita di un vero partito socialdemocratico nel nostro paese e una politica estera sovietica;
    2. una Democrazia Cristiana con correnti di sinistra molto forti e radicate che in un altro paese sarebbero state in un partito socialista, se questo fosse stato minimamente grande;
    3. un Partito Socialista troppo piccolo e fino a metà anni 70 troppo poco riformista.
    Vi è quindi la necessità del Partito Democratico.
    Non si può, però, precludere a questa formazione politica una posizione europea. Che sia nel PSE o nell’ELDR poco importa. Io preferisco il PSE. L’importante è che abbia una casa in Europa perché l’impegno primo di un partito riformista è quello di europeizzare l’Italia, in senso economico, culturale ed infine in quello strettamente legato alla futura nazione in cui vivremo, appunto l’Europa. Non possiamo evitare di diventare europei, altrimenti si rischia di morire come Europa tutta, nella gara economica mondiale. Un partito che non ha collocazione europea non è spinto a trovare nuove vie al futuro più democratico e più ordinato del sistema politico europeo e quindi al futuro stesso dell’Ue. E’ necessaria una collocazione, che sia decisa in modo limpido e serio fin da subito, e la stessa Ass. per il PD dovrà secondo me sostenere ciò. Perché costruire finalmente la casa unica dei riformisti italiani ed uscire in modo totale dalla possibilità di essere in una delle famiglie riformatrici europee è come fare un appartamento senza il palazzo esterno.
    Oltre la questione dell’Europeismo sostengo che ci siano delle altre questioni,ovviamente.
    E’ nei fatti di tutti i giorni che il progetto del P. d. esiste già. I dirigenti della Margherita e dei Ds stanno in questo inizio di legislatura lavorando insieme per quelle liberalizzazioni di cui questo paese ha fondamentale bisogno. Più in generale lavorare per riformare la PA, il sistema pensionistico, il sistema scolastico, dare diritti civili, distinguere chiaramente nella prassi e nella teoria ciò che è pubblico e privato evitando figuracce e mettendo in regime di concorrenza vera ciò che si liberalizza, attuare un federalismo che ridistribuisca le risorse a chi paga le tasse in un determinato luogo e garantire maggiori competenze agli enti locali, combattere l'evasione fiscale. Di fatto questo significa cercare di portare questo paese da un sistema economico che ha alcuni aspetti oserei dire feudali ad un sistema economico veramente e chiaramente capitalista sul quale sia possibile attuare una forma moderna di welfare state. Un welfare senza uno stato veramente capitalista è un welfare che fa male. Quindi urgono le riforme liberali citate

  2. #2
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    Sono fondamentalmente d'accordo, vorrei dire solo due integrazioni:

    - per quanto riguarda la famosa collocazione europea, l'ideale sarebbe se il PSE si aprisse anche ad altri partiti progressisti non socialisti, diventando Partito dei socialisti e democratici europei;
    - ben venga il PD, ma non può funzionare se non si riformano la legge elettorale e più in generale il sistema politico italiano... vedi la lettera di Veltroni a Repubblica l'altro giorno.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico1987 Visualizza Messaggio
    Credo nel Partito Democratico, ci credo al di là del contenitore. Lo credo una necessità per questo paese.
    Vorrei innanzi tutto sottolineare alcune caratteristiche che questo partito dovrà avere nel rapportarsi con l’Europa e le istituzioni europee. Poi mi pare più utile parlare di contenuti. I contenuti dell’idea che sta sotto la volontà di formare il partito unico dei riformisti italiani.
    Le differenze tra Ds e Dl e nelle tantissimi persone, soprattutto giovani, che credono nell’Ulivo e sperano nel PD, sono minime. Sono differenze legate quasi esclusivamente a questioni di identità della prima repubblica. Identità che definirei fardelli.
    Siamo costretti, in Italia, ad una continua ricerca di nuove collocazioni e nuovi strumenti politici dalla rovinosa caduta dei partiti della prima repubblica nel 1992-1993. Ma quella caduta non è la vera causa della differenza che c’è tra l’Italia e il resto d’Europa.
    La Spagna, la Gran Bretagna, la Germania, il Portogallo negli ultimi 30 anni almeno hanno un sistema politico che è stato prima diviso in socialdemocrazia contro cristiano-democrazia (o partito conservatore) e ora divisa in modo vero tra l’evoluzione delle socialdemocrazie, i partiti liberal-socialisti che governano o hanno governato i paesi europei, e i partiti conservatori membri del PPE. Il liberalsocialismo si può dire essere l’incontro tra liberalismo progressista e socialismo riformista, per la creazione di una formazione politica che si impegni affinché aumentino in modo armonioso i diritti individuali e quelli sociali, la giustizia e la libertà. Una formazione politica giovane che sia continua tensione verso il moderno e il progresso, verso l'equità nella libertà. Questa idea, che si unisce alla concezione cattolico democratica della solidarietà sociale crea un modello da seguire e che, in parte, Ds e Dl stanno già mettendo in atto.
    Perché in Italia, ci si chiederà, c’è bisogno del PD che porti avanti questa unificazioni di progetti differenti, unificazione che all’estero è stata fatta dai partiti socialisti e socialdemocratici? Ne abbiamo bisogna per la peculiarità del nostro paese, in quanto siamo noi che abbiamo avuto:
    1. il più grande partito comunista d’Europa Occidentale, con una politica di governo locale più a destra dell’SPD che limitava una crescita di un vero partito socialdemocratico nel nostro paese e una politica estera sovietica;
    2. una Democrazia Cristiana con correnti di sinistra molto forti e radicate che in un altro paese sarebbero state in un partito socialista, se questo fosse stato minimamente grande;
    3. un Partito Socialista troppo piccolo e fino a metà anni 70 troppo poco riformista.
    Vi è quindi la necessità del Partito Democratico.
    Non si può, però, precludere a questa formazione politica una posizione europea. Che sia nel PSE o nell’ELDR poco importa. Io preferisco il PSE. L’importante è che abbia una casa in Europa perché l’impegno primo di un partito riformista è quello di europeizzare l’Italia, in senso economico, culturale ed infine in quello strettamente legato alla futura nazione in cui vivremo, appunto l’Europa. Non possiamo evitare di diventare europei, altrimenti si rischia di morire come Europa tutta, nella gara economica mondiale. Un partito che non ha collocazione europea non è spinto a trovare nuove vie al futuro più democratico e più ordinato del sistema politico europeo e quindi al futuro stesso dell’Ue. E’ necessaria una collocazione, che sia decisa in modo limpido e serio fin da subito, e la stessa Ass. per il PD dovrà secondo me sostenere ciò. Perché costruire finalmente la casa unica dei riformisti italiani ed uscire in modo totale dalla possibilità di essere in una delle famiglie riformatrici europee è come fare un appartamento senza il palazzo esterno.
    Oltre la questione dell’Europeismo sostengo che ci siano delle altre questioni,ovviamente.
    E’ nei fatti di tutti i giorni che il progetto del P. d. esiste già. I dirigenti della Margherita e dei Ds stanno in questo inizio di legislatura lavorando insieme per quelle liberalizzazioni di cui questo paese ha fondamentale bisogno. Più in generale lavorare per riformare la PA, il sistema pensionistico, il sistema scolastico, dare diritti civili, distinguere chiaramente nella prassi e nella teoria ciò che è pubblico e privato evitando figuracce e mettendo in regime di concorrenza vera ciò che si liberalizza, attuare un federalismo che ridistribuisca le risorse a chi paga le tasse in un determinato luogo e garantire maggiori competenze agli enti locali, combattere l'evasione fiscale. Di fatto questo significa cercare di portare questo paese da un sistema economico che ha alcuni aspetti oserei dire feudali ad un sistema economico veramente e chiaramente capitalista sul quale sia possibile attuare una forma moderna di welfare state. Un welfare senza uno stato veramente capitalista è un welfare che fa male. Quindi urgono le riforme liberali citate
    Caro Enrico
    Ti pare utile parlare di contenuti? ne sono contento dato che ancora nessuno e ripeto nessuno ha mai parlato dei contenuti del PD.

    Se non sbaglio te sei veneto? probabilmente da te culturalmente e elettoralmente non ci sono differenze tra i DS e i DL ma per esempio da me a Calenzano e in Toscana ce ne sono tante.... a partire dal consiglio comunale di qui che devono sempre rompere le bolle e allungare i tempi per ogni cosa per finire alla provincia dove Matteo Renzi ( un bamboccio) crede di essere un dittatore e una mattina sfiducia 2 assessori così a caso...... e poi il fatto che i ds sono circa 3 4 volte i DL. Per cui eviterei di fare di tutta l'erba un fascio.
    Poi mi piacerebbe sapere cosa pensano gli amici della margherita a riguardo dei diritti civili che anche te hai menzionato, mi piacerebbe sapere cosa pensano de mita e la binetti a riguardo del divorzio e dell'aborto e del testamento biologico

    hai detto bene, in europa ci sono liberal socialisti contro democratici conservatori, allora perchè il PD non può essere liberal socialista??

    poi da come parli sembra che si debba fare il PD solo per motivi elettorali e non perchè c'è una cultura comune che non c'è e non ci sarà mai.

    se io mi sento del pse e la binetti del eldr perchè uno dei due deve essere costretto a rinunciare in qualcosa in cui crede?
    Oggi Prodi ha detto chiaramente che il PD non sarà nel PSE, questo faciliterà molto la decisione dei compagni al congresso.....

    quello che dico io è che prima del congresso dovremmo sapere
    1) la collocazione europea
    2) i valori culturali del partito
    3) la presa di posizione riguardo ai temi etici
    4) come verrà scelto il leader
    5) che fine faranno le feste de l'unità

    dato che NESSUNO fin ora ha mai toccato questi punti, forse per paura di mandare a monte l'intero progetto, il PD non lo faremo mai.

    c'è bisogno di un partito riformista in italia, ma che sia riformista sempre.

    e cmq non servirebbe a niente se fosse solo DS e DL
    e soprattutto non servirebbe a niente con questa legge elettorale.

  4. #4
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    D'accordo con Enrico e Lollo (che, per amor di statistica, sono ambidue miei coetanei...)

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo87Lp Visualizza Messaggio
    - per quanto riguarda la famosa collocazione europea, l'ideale sarebbe se il PSE si aprisse anche ad altri partiti progressisti non socialisti, diventando Partito dei socialisti e democratici europei;
    Questo secondo me sarebbe più che necessario, soprattutto dopo l'ampliamento ad Est dell'UE, fatto che ha incluso nell'Unione Europea nazioni che hanno nel Centro-Sinistra partiti non Socialdemocratici ma ai quali sarebbe necessario aprire...

  6. #6
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    Mi permetto di sottolineare che c'è un'altra anomalia in Italia, il fortissimo potere di condizionamento e infiltrazione da parte del Vaticano: è impossibile fare un partito del 40% senza ex democristiani o comunque cattolici democratici (cosa che mi va benissimo, purché i contenuti siano progressisti e non talebani).

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo87Lp Visualizza Messaggio
    Mi permetto di sottolineare che c'è un'altra anomalia in Italia, il fortissimo potere di condizionamento e infiltrazione da parte del Vaticano: è impossibile fare un partito del 40% senza ex democristiani o comunque cattolici democratici (cosa che mi va benissimo, purché i contenuti siano progressisti e non talebani).
    fossi in te, più che del Vaticano mi preoccuperei per il problema "etico" che si cerca di offuscare, cioè quello dei falsi tesseramenti.
    Problema che è direttamente collegato ai - presunti - risultati delle primarie, alle liste con i nominativi, e alle norme sulla privacy che pare non siano state presentate ai votanti.
    c'è una interrogazione al senato a questo proposito.

    tra l'altro, le liste sarebbero state date a Prodi, Prodi ammette ma dice di non aver ricevuto tutti e 4,3 milioni di nominativi.
    dove sono finite le liste?
    Mastella insiste nel dire che i voti sarebbero stati al massimo meno di due milioni.
    Si dovrebbe fare un po' di chiarezza, prima di parlare di partito democratico...credo.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  8. #8
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    Se non si fa il PD non mi metto di per certo a piangere.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo87Lp Visualizza Messaggio
    Mi permetto di sottolineare che c'è un'altra anomalia in Italia, il fortissimo potere di condizionamento e infiltrazione da parte del Vaticano: è impossibile fare un partito del 40% senza ex democristiani o comunque cattolici democratici (cosa che mi va benissimo, purché i contenuti siano progressisti e non talebani).
    Non l'ho scritto xke se no sono ripetitivo.
    Purtroppo la lettera di Veltroni non l'ho ancora letta ma vado a leggerla sabato in emeroteca, poi ti so dire; in linea di massima si dovrebbe pensare a:
    -risanare l'economia e fare le riforme liberali citate
    - fare il PD
    -fare le riforme istituzionali

    Poi saremo forse un paese seminormale

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Gianlu Visualizza Messaggio

    quello che dico io è che prima del congresso dovremmo sapere
    1) la collocazione europea
    2) i valori culturali del partito
    3) la presa di posizione riguardo ai temi etici
    4) come verrà scelto il leader
    5) che fine faranno le feste de l'unità
    Io parlavo delle differenze che i Ds hanno con i Dl nell'idea di economia a livello nazionale.

    1) concordo, bisogna capire dove si finirà
    2) direi che è un aspetto parzialmente già fatto, basta leggere Salvati
    3) IL VERO PROBLEMA...ma anche i Ds sn chiusi in questo senso. Non è la margherita piu chiusa, sono i ds che usano la margherita come scudo. La base è piu progressista della dirigenza, ahimè! PACS, testamento biologico, fecondazione?
    4) primarie, chiaro mi pare. Al limite congresso.
    5) Festa dell'Ulivo che le assorbe...non mi pare questo grosso problema. Le tradizioni possono rinnovarsi. Potrebbero chiamarsi feste dell'Unità Europea e il nuovo giornale del partito Unità Europea(unità+europa)...mie speculazioni...

 

 
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