AN/ FINI RICORDA RAGAZZI 'SECOLO' : DISCRIMINATI COME IN SUD AFRICA
Sul libro di Pansa: cose che noi di destra conoscevamo già allora
10-11-2006 205
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Roma, 10 nov. (Apcom) - "Pregiudiziale etnica". Così il leader di An, Gianfranco Fini, definisce il trattamento riservato durante gli anni '70 e '80 ai giovani di destra. L'occasione per ricordare l'impegno giovanile e la militanza nel Movimento sociale è quella della presentazione di un libro, 'I ragazzi di via Milano 70', scritto dal direttore del Tg2 Mauro Mazza, all'epoca anche lui nella redazione del 'Secolo d'Italia' insieme ad una buona parte della classe dirigente di An.
Anni difficili, ricorda Fini, perché "quando si arrivava a negare il cibo come si fece all'autogrill 'Cantagallo' ad Almirante, si arrivava a livelli di razzismo come per i neri in Sud Africa". Un'immagine forte, quella dipinta dal leader di Alleanza nazionale, ma che serve a chiarire la sensazione che vivevano allora i giovani di destra, come "ghettizzati". Ma non tutti i ricordi sono di questo tenore, perché insieme a Mazza, Fini ricorda le gag, gli scherzi e le 'avventure' degli anni vissuti al 'Secolo'. E proprio pensando a quel periodo, al leader di An vengono in mente le partite a calcetto con i giornalisti del 'Secolo', "io ero un pessimo terzino". "Lavoravamo al giornale, si lavorava molto, si affiancava l'impegno politico - spiega - ma noi non sentivamo la fatica di andare in redazione. Quanta acqua è passata sotto i ponti, non sono passati vent'anni, ma un secolo...".
Poi il presidente di Alleanza nazionale rivendica con orgoglio: "Nella nostra incoscienza giovanile pensavamo che il tempo ci avrebbe dato ragione, devo dire che eravamo nel giusto. Oggi non si tratta di una rivincita politica, ma di un riscatto morale". Il direttore del Tg2 concede alla platea alcune schegge di memoria contenute nel libro, "dal carisma che Fini esercitava anche allora", alle "telefonate, centinaia di telefonate di Gasparri, che non ha cambiato abitudini anche oggi".
In conclusione, Fini introduce nella discussione gli argomenti presentati da Giampaolo Pansa nel suo ultimo libro, e confessa che i contenuti tanto criticati da alcuni settori della sinistra erano semplicemente noti ai giovani di destra di quegli anni. "Dopo averlo letto - spiega - ho spontaneamente pensato che si trattava di cose già conosciute. Quante volte - è l'interrogativo con cui Fini conclude il suo intervento - il 'Secolo' scriveva di quelle cose, ma non si riconoscevano come vere perché c'era una pregiudiziale nei nostri confronti?".




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