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    Predefinito FINANZIARIA:tutti gli Emendamenti del PdCI



    FINANZIARIA: TUTTI GLI EMENDAMENTI DEL PDCI




    Luci ed ombre: è questa la dicotomia alla quale ci siamo più volte appellati per definire gli ambiti di operatività di questa prima finanziaria dell’Unione. Siamo consapevoli che la dissennata politica del governo Berlusconi, ha prodotto le enormi difficoltà che oggi attraversa il nostro Paese sul piano dello sviluppo economico e produttivo, unite all’aumento delle disuguaglianze sociali e al pesante stato dei conti pubblici: tutte condizioni che da sole giustificano misure di rigore. E’ partendo da questo contesto, e cioè dalla esigenza di combinare contestualmente la necessaria ricostruzione delle condizioni dello sviluppo col risanamento dei conti pubblici, secondo un criterio di equità e di redistribuzione delle risorse, teso a correggere le profonde divaricazioni e disuguaglianze che la politica economica di cinque anni di governo di centrodestra avevano prodotto, che va fatta l’attenta analisi della manovra. Tutto questo, però, non rappresenta per noi una ragione sufficiente per non dare una valutazione complessiva rispetto alla quale restano comunque delle criticità che vanno risolte nel corso del dibattito parlamentare. La finanziaria del 2007, infatti, su alcuni versanti, presenta alcune continuità con quelle del centrodestra, quali l’aumento di spese militari, i tagli a sanità ed enti locali, gli insufficienti stanziamenti per il welfare e l’ambiente.

    E’ apprezzabile la direzione impressa dal governo alle scelte in materia fiscale, caratterizzate dalla lotta all’evasione e all’elusione, dall’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie e soprattutto risulta avviato un percorso di ricostituzione della progressività del sistema, principio che abbiamo sempre evocato , anche se sarebbe necessario affermare tale progressività più in alto, attraverso l’introduzione di un’aliquota maggiorata al 47% per i redditi superiori ai 150.000 euro.

    I pensionati, dal canto loro, con l’innalzamento della no tax area, vedono soddisfatte ma solo in parte le loro richieste.

    L’insieme di queste scelte riconsegna alla politica delle entrate il ruolo fondamentale di asse portante del patto tra lo Stato e i cittadini, secondo principi di giustizia sociale, coesione e solidarietà, valori che sono alla base della partecipazione di ciascuno, secondo le differenti possibilità, allo sviluppo e al risanamento del paese.

    Anche quest’anno, la finanziaria rappresenterà per noi terreno di battaglia sul quale affermare il primato del lavoro, della solidarietà sociale, del sapere e della pace. Per questo abbiamo presentato al testo del governo circa 160 emendamenti, 40 dei quali saranno, per esigenze regolamentari, messi a votazione. Questi 40, che potremmo definire i nostri emendamenti “obiettivo”, e dei quali faremo in questa sede una veloce disamina, sono quelli suoi quali abbiamo deciso di concentrare il nostro sforzo parlamentare.




    Fisco. Sul versante fiscale apprezziamo l’inversione di rotta apportata dal governo nel correggere i limiti alla progressività del sistema contenuti nella riduzione a due delle aliquote Irpef del cosiddetto secondo modulo della riforma Tremonti, ma convinti che quello della progressività non è un astratto principio costituzionale (art. 53, co. 2) ma un’efficace strumento di redistribuzione del reddito nazionale e di compartecipazione dei cittadini alla spesa pubblica, con un emendamento, abbiamo ulteriormente rimodulato le aliquote per scaglione, prevedendo un’unica aliquota del 23% per lo scaglione di redditi fino a 28 mila euro, un’aliquota del 33% oltre i 28 mila e fino a 35 mila euro, un’aliquota del 38% oltre i 35 mila e fino a 55 mila euro, un’aliquota del 41% oltre i 55 mila e fino a 80 mila, un’aliquota del 43% oltre gli 80 mila e fino a 150 mila euro ed un’aliquota del 47% per i redditi oltre i 150 mila euro.
    La proposta è completata dalla previsione di una clausola di salvaguardia per tutti i contribuenti che dichiarano fino a 55mila euro lordi annui, che permette al contribuente di servirsi del sistema di imposizione precedente, se ritenuto più vantaggioso.

    Vi sono altre ragioni per le quali non possiamo ancora ritenerci del tutto soddisfatti della leva fiscale adottata dal governo in questa sede: radicale cambiamento significa, certo, revoca dei condoni di ogni sorta, lotta all’evasione, ripristino della progressività dell’imposta sul reddito, ma significa anche restituzione di quanto il drenaggio fiscale estorce al lavoro dipendente, tassazione di tutta la ricchezza finanziaria e patrimoniale sommersa che costituisce un enorme giacimento di risorse indebitamente sottratto alla collettività e che alimenta imprese speculative i cui risultati perversi sono sotto gli occhi di tutti. Da qui i nostri emendamenti sulla restituzione del fiscal drag, sull’aumento delle aliquote per le rendite da capitale, e delle aliquote Irap stabilite per banche, assicurazioni e gli altri enti e società finanziarie, sulla introduzione di norme di carattere antielusivo, sul ripristino della tassa di stazionamento per barche da diporto, già abolita da Berlusconi nell’ambito della legge di riforma della nautica e del turismo nautico.

    Sempre su questa direttrice si giustifica il nostro emendamento rivolto a coloro che in gergo tecnico si chiamano gli «incapienti», quei contribuenti che percepiscono un reddito troppo basso per godere delle misure introdotte a favore dei redditi medio-bassi, come le varie detrazioni. E’ un problema sollevato dall’Istat nella sua audizione in Parlamento che riguarda circa quattro milioni di persone con redditi inferiori a 700 euro al mese, e per le quali non sono state introdotte misure di compensazione. Tale problema può essere risolto attraverso l'imposta negativa, cioè il rimborso all’entità della riduzione di imposta non goduta.

    Nell’ottica, poi di una più incisiva lotta all'evasione fiscale, con un emendamento prevediamo l’introduzione nel nostro sistema tributario del c.d. “contrasto d’interessi”. Scopo di quest’ultimo è quello di introdurre, per una serie limitata ma significativa di fattispecie, un contrasto di interessi, cioè tra quello del contribuente e quello del prestatore di beni o servizi, volto all'emersione di quote consistenti di Iva e di Ire, relative ai soggetti obbligati a fatturazione. Si prevede un'aumento di detraibilità dell’aliquota al di sopra del livello dell'Iva proprio per innescare un circuito virtuoso stimolando una convenienza, per il contribuente, alla richiesta di rilascio della fattura. Con nostro il emendamento viene alzata la percentuale di detraibilità dall'attuale 19 al 25, per spese mediche di varia natura, spese sostenute nei confronti di esercenti arti e professioni, spese veterinarie e spese di intermediazione immobiliare.

    Enti locali. In più sedi abbiamo anche manifestato il nostro dissenso al rinnovato taglio, in finanziaria, di trasferimenti agli enti locali , attuato attraverso limiti all’indebitamento, correlato alla possibilità data loro di aumentare le addizionali Irpef e l’Ici, di introdurre tasse di scopo per finanziare le infrastrutture locali, di gestire il catasto degli immobili aggiornandone i valori, il tutto al fine di attivare un meccanismo di virtuosità finanziaria e gestionale dell’ente locale.

    Ma è lecito avanzare qualche dubbio sulla effettiva volontà e capacità degli enti locali di ridurre la spesa o di evitare gli sprechi in assenza di un radicale ridisegno dei servizi: dove possibile, essi approfitteranno della “finestra fiscale” loro attribuita, aumentando i tributi locali e vanificando così gli effetti della riforma fiscale statale con pesanti conseguenze sulla tenuta del potere d’acquisto dei cittadini e sulla qualità delle prestazioni erogate attraverso i servizi pubblici.

    I limiti all’indebitamento posto a carico degli enti locali, comportano tra l’altro conseguenze nefaste per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, (una scandalosa emergenza nazionale che riguarda l’80% delle strutture sull’intero territorio nazionale!), interventi, che in questi ultimi anni sono stati possibili solo grazie al ricorso di mutui bancari. Con un nostro emendamento abbiamo previsto di lasciare fuori dai limiti all’indebitamento gli investimenti per l’edilizia scolastica e per gli interventi di adeguamento alle norme di sicurezza.

    Sanità. Con analoga nettezza ribadiamo la nostra contrarietà alle misure di compartecipazione dei cittadini alle spese sanitarie, come i ticket, che incidono ulteriormente sul reddito dei lavoratori dipendenti. Com’è noto, la Finanziaria ha introdotto il ticket per le prestazioni erogate in regime di pronto soccorso e quello sull’assistenza specialistica ambulatoriale. Ove lo scopo della misura per i servizi di pronto soccorso fosse stato quello di incentivarne un uso responsabile da parte del cittadino, sarebbe stato senz’altro condivisibile, tuttavia è previsto che chi recandosi presso un pronto soccorso risulta avere un codice bianco (basso grado di urgenza) debba pagare 23 euro, mentre chi risulta avere un codice verde debba pagare 41 euro. La misura quindi è palesemente intesa a recuperare le spese per le prestazioni erogate (maggiori per il codice verde che oltre alla visita medica, prevede anche esami di diagnostica) e non a generare virtuosità tra gli utenti. Inoltre è stato introdotto un ticket aggiuntivo alla quota fissa pari a 10 euro a ricetta sulle prestazioni specialistiche ambulatoriali per gli assistiti non esenti.

    Il problema dell'appropriatezza delle prestazioni di pronto soccorso è certamente un problema reale: il cronico sovraffollamento dei pronto soccorsi infatti può determinare una riduzione della qualità del servizio, rendendolo incapace di far fronte alle situazioni di reale emergenza che costituiscono la funzione specifica delle strutture di soccorso. Le vere cause di questo problema non derivano però da un atteggiamento perverso del cittadino, che pertanto dovrebbe essere punito attraverso il ticket, ma dal cattivo funzionamento dell'intero sistema sanitario. Per queste ragioni con un emendamento ne abbiamo previsto l’abolizione.

    Lotta al precariato.La legge finanziaria contiene misure di lotta alla precarietà che non rispondono in maniera esaudiente all’entità ed all’urgenza del problema, sia per il settore pubblico che per quello privato.

    L’approvazione della legge n. 30 ha prodotto, come immediato effetto, e non poteva essere diversamente, la legittimazione di quella tendenza generale del padronato di flessibilizzare tutto il lavoro dipendente, sostituendo il lavoro a tempo indeterminato con il lavoro precario. Il meccanismo , attraverso una giungla di contratti atipici, ha la capacità di spezzare la forza e l’unità dei lavoratori conquistate in decenni di lotte sindacali e di affermare il principio dell’“individualismo contrattuale” per raggiungere la piena flessibilizzazione e deregolamentazione dei meccanismi di assunzione. Non abbiamo fatto mai mistero della nostra totale contrarietà alla legge n. 30 ed ai successivi decreti legislativi attuativi, tanto che anche in occasione di questa Finanziaria ne chiediamo, con un emendamento, la loro completa abolizione.

    Per quanto riguarda l’emergenza legata al precariato, siamo convinti che serva un piano di stabilizzazione che dia certezze alle centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori costretti ad immaginarsi ogni giorno un futuro. Per questo abbiamo presentato degli emendamenti, alcuni di questi già approvati dalla commissione Lavoro, che prevedono la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione, stabilizzazione, peraltro, che non comporta alcun sostanziale aggravio di spesa per lo Stato, dal momento che questi lavoratori vengono già pagati dalle singole Amministrazioni di provenienza.

    Scuola. Sulla stessa direttrice ci siamo mossi per chiedere, con alcuni emendamenti, che nel mondo della scuola si proceda alla assunzione a tempo indeterminato, di ulteriori 8.000 unità di precari del personale Ata, oltre ai 20.000 già previsti dal testo del governo, personale che per i servizi nella scuola dell’autonomia assumono una centralità che con quella copertura non è in alcun modo soddisfatta e penalizza la qualità dell’insieme dell’offerta formativa.

    Nelle intenzioni del governo, inoltre, il nuovo sistema di reclutamento del personale scolastico prevederà la ricertificazione della idoneità a svolgere la professione docente tramite un nuovo concorso ordinario. Rispetto a queste modalità di reclutamento del personale precario, abbiamo chiesto la cancellazione del comma che prevede l'abolizione delle graduatorie permanenti degli insegnanti dal 2010, cosa che priverebbe migliaia di precari, oggi inseriti in quelle graduatorie, di qualsiasi prospettiva. E’ il minimo e doveroso riconoscimento al prezioso contributo che questo personale ha garantito alla continuità del servizio scolastico, possedendo tutti i necessari requisiti culturali e professionali ai quali si aggiunge l'esperienza maturata in tanti anni di insegnamento.

    Inoltre vanno denunciati i tagli consistenti ed indiscriminati, come nella migliore tradizione del precedente governo, aggravati dal fatto che si vogliono far passare come ”Interventi per il rilancio della scuola pubblica”. Non deve trarre in inganno, ad esempio, l'irrisorietà del valore presente nell'articolo 66, comma 1, con il quale si prevede di aumentare di 0,4 il rapporto alunni/classi che potrebbe sembrare poca cosa, ma l'incremento di tale rapporto, come facilmente dimostrabile utilizzando le tabelle ufficiali del ministro della Pubblica istruzione, comporterà, a parità di allievi, il taglio di circa 14.000 cattedre, il tutto con irreparabili e pesanti conseguenze sulla organizzazione delle classi con presenza di alunni diversamente abili o stranieri, o per le piccole scuole di montagna.

    Con una norma che però ci è apparsa poco chiara si supera l’oscuro diritto-dovere di “morattiana” memoria all'obbligo scolastico fino a 16 anni. Ma se da un lato la disposizione ha il merito di avere natura precettiva e di sancire espressamente l’innalzamento dell’obbligo scolastico a sedici anni, dall’altro ne mitiga gli effetti attribuendo ad enti di formazione regionali la possibilità di essere luogo in cui si assolve all’obbligo di istruzione. Se ciò accadesse verrebbe vanificato un principio chiaro e preciso contenuto nel programma dell’Unione: è la scuola (in un biennio unitario della secondaria superiore) ad essere l’unica titolare dell’assolvimento dell’obbligo. In questo senso abbiamo presentato un emendamento chiarificatore (l’unico sottoscritto unitariamente insieme a Rifondazione e Verdi) che riproduce letteralmente il programma dell’Unione sull’elevamento dell’obbligo di istruzione e la sua gratuità.

    Forse una delle più forti contraddizioni che emergono dalla lettura della Finanziaria è quella relativa all’incremento di 100 milioni di euro, in aggiunta ai cospicui finanziamenti già previsti dagli specifici capitoli di bilancio, a sostegno delle scuole non statali e in particolare delle scuole private paritarie. Abbiamo ravvisato in questo quasi un insolita continuità rispetto al centrodestra che paradossalmente premia ancora una volta i gestori delle scuole private. La nostra ferma contrarietà a qualsiasi forma di sostegno alle scuole non statali ci ha spinto a presentare un emendamento con il quale chiediamo la cancellazione di questa previsione e che le stesse risorse vengano destinate alla scuola statale.

    Università e ricerca. Per quanto riguarda l’Università, la distanza tra i contenuti della Finanziaria e le dichiarazioni di programma dell’Unione è tale da farci considerare profondamente negativi i suoi contenuti; nonostante la sempre affermata centralità dell’istruzione superiore, essa, insieme con la Ricerca, si presenta in realtà come uno dei settori più penalizzati dalla Legge di bilancio.

    Queste scelte, a nostro avviso, non lanciano il segnale forte che tutta l’Università italiana si attende dal nuovo governo, ed anzi trasmettono la convinzione della marginalità del sistema, che viene trattato come un oggetto su cui esercitare risparmi e riduzioni anziché un grande investimento.

    Anche qui, tra i punti di criticità, va denunciata l’assenza di una soluzione piena per il precariato. La Finanziaria non offre soluzioni al problema: in due anni si potranno assumere solo 50 precari negli enti di ricerca e circa 2000 nelle università, tra ricercatori e amministrativi: numeri che rappresentano briciole rispetto all'entità totale del fenomeno.

    In particolare negli enti di ricerca, all’interno del Fondo destinato alle assunzioni in deroga del personale di tutto il pubblico impiego, si prevede che il 20% vada alla stabilizzazione dei tempi determinati che hanno superato procedure selettive di natura concorsuale o previste da norme di legge e lavorato almeno tre anni anche non continuativi. Il requisito viene maturato anche da coloro che abbiano lavorato almeno per tre anni nell’ultimo quinquennio. I lavoratori a tempo determinato assunti con procedure diverse da quelle concorsuali possono essere stabilizzati previo superamento di prove selettive. Ciò significa che, a fronte dei circa 15.000 precari che attualmente operano negli Enti di Ricerca con contratti di varia natura, dai tempi determinati ai contratti di collaborazione e gli assegni di ricerca, solo una piccolissima parte sarebbe assunta a tempo indeterminato.

    Cuneo fiscale. Il cuneo fiscale, come è noto, è la differenza che esiste tra costo del lavoro per l´impresa e la retribuzione netta che il lavoratore riceve in busta paga. Poiché al cuneo concorrono prelievi sia a carico delle imprese che dei lavoratori, si pone il problema di come ripartire i benefici di una sua riduzione, problema che è stato risolto stabilendo che essi sarebbero stati ripartiti in 3 punti (60%) a favore delle imprese e 2 punti (40%) a favore dei lavoratori. La riduzione del cuneo fiscale e contributivo rappresenta uno dei punti basilari per il rilancio della competitività. Di tale riduzione beneficieranno sia la quota a carico del datore di lavoro sia quella a carico del lavoratore, per migliorare la capacità di competizione delle imprese italiane – attraverso una riduzione del costo del lavoro per unità di prodotto – e contemporaneamente per assicurare ai lavoratori un recupero in termini di reddito disponibile. Con un emendamento abbiamo inserito tra i criteri di selettività per poter accedere alla riduzione anche la deducibilità delle spese per investimenti in innovazione tecnologica, ricerca e competitività.

    Scala mobile. La reintroduzione di un meccanismo automatico di rivalutazione delle retribuzioni costituirebbe un grande elemento di giustizia sociale, tale da ridurre sensibilmente la disuguaglianza prodottasi in questi anni, difendendo i settori più deboli e precari dei lavoratori e riducendo in questo modo notevolmente il ricatto occupazionale. Ripristinare la scala mobile vuol dire tornare ad avere salari in grado di reggere i colpi del caro vita, uscendo dalla assurda situazione che vivono oggi i lavoratori, costretti a scioperare per ottenere una parziale restituzione di quanto perso a causa dell'inflazione. Lo scivolamento verso la soglia di povertà di milioni di lavoratori e pensionati è un dato che nessuno può più mistificare, confermato anche dalle indagini dei principali istituti statistici nazionali e internazionali. E' tornata, dopo decenni dalla sua scomparsa, la cosiddetta sindrome della «quarta settimana» in virtù della quale pur lavorando, il salario non è più sufficiente a coprire le spese sostenute in un intero mese. Tale meccanismo di indicizzazione non è oggetto di alcuna disposizione all’interno della finanziaria pertanto ne abbiamo previsto la istituzione con un articolo aggiuntivo.

    Finanziamenti e varie disposizioni. Vi sono poi all’interno del testo varie disposizioni non direttamente riconducibili a grandi settori di intervento ma che a nostro avviso meritavano un’attenzione. Si pensi alla disposizione, che nell’ambito della riorganizzazione degli uffici periferici di pubblica sicurezza segna l’avvio da parte del governo della soppressione di presidi dello Stato sul territorio: prefetture, questure, comandi provinciali dei Carabinieri, direzioni interregionali della Polizia. Abbiamo presentato un emendamento, per effetto del quale sarebbe scongiurato il rischio di chiusura per le Prefetture e le Questure insediate nelle province con meno di 200 mila abitanti.

    Una norma prevede l'estensione dell'obbligo di copertura assicurativa sulle abitazioni private ai rischi derivanti da calamità naturali, misura che anche il precedente governo ha provato ad inserire, senza successo, nelle ultime Finanziarie, riuscendo solo ad attivare un Fondo di garanzia che aveva l'obiettivo di avviare un regime assicurativo, ma volontario. Ora, con la bozza di Finanziaria 2007, la copertura assicurativa contro i danni a fabbricati di proprietà dei privati viene estesa anche ai rischi derivanti da calamità naturali. Conseguentemente si prevede la riduzione del fondo per la protezione civile di 50 milioni di euro per il 2007 e di 100 milioni a decorrere dal 2008. A nostro avviso si configura come una nuovo balzello sulla casa. Inoltre le calamità naturali, a meno che non si tratti di zone ad alto rischio sismico, sono il più delle volte causate dall'incuria nella gestione del territorio e dalla mancata prevenzione, pertanto anche le conseguenze di carattere economico che ne derivano devono essere poste a carico dello Stato e non ricadere sulla fiscalità generale: ne chiediamo pertanto la soppressione.

    Tra i finanziamenti abbiamo ritenuto insufficiente la cifra stanziata per la Cooperazione allo sviluppo, anche se essa rappresenta una significativa inversione di tendenza rispetto alle precedenti finanziarie. Il lieve aumento dei fondi rispetto agli esigui 345 milioni di euro registrati nella finanziaria 2006 permette in realtà il ripristino dell’operatività minima della cooperazione. Non si tratta dei valori richiesti dalle Ong e sottoscritti dall’Italia negli impegni internazionali, ma pur sempre di un segnale di rinnovato interesse per la Cooperazione Internazionale, che avrà tanto più valore se verrà riconfermato l’impegno ad aumentare progressivamente i fondi fino a raggiungere gli standard previsti entro la legislatura e se sarà accompagnato dalla regolarizzazione dei flussi finanziari verso i progetti in corso o approvati.

    Tra i fondi abbiamo dirottato ulteriori risorse sul fondo della politiche sociali e sul fondo per le politiche abitative, e previsto di reistituire presso il ministero della solidarietà sociale il Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza.

    Anche riguardo al fondo per la non autosufficienza abbiamo previsto un aumento di stanziamento, questo perché nel testo presentato dal governo la dotazione finanziaria, appare assolutamente inadeguata rispetto alle finalità del fondo stesso. Infatti, il dibattito sviluppatosi nella precedente legislatura e le conclusioni della Commissione Affari Sociali della Camera, avevano indicato un orizzonte economico pari a circa 5 miliardi di euro per il finanziamento delle prestazioni legate al Fondo. Abbiamo aumento le risorse a favore della Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele II” di Roma, già fortemente penalizzata negli anni del dissennato governo Berlusconi nel corso dei quali le risorse in suo favore si sono sempre più assottigliate fino quasi a scomparire e a paralizzarne il normale funzionamento. Le somme disponibili per il funzionamento dell'Istituto, che ammontavano a 3.098.000 euro nell'anno finanziario 2000, sono state progressivamente e gravemente erose dai provvedimenti di compressione della spesa pubblica, fino a giungere ai 2.350.000 euro, previsti dalla finanziaria del 2006 del tutto insufficienti anche a coprire le spese correnti più essenziali. In tal modo è stato seriamente compromesso perfino il raggiungimento delle finalità istituzionali che la legge assegna alla Biblioteca nazionale centrale di Roma.

    In tema di pace abbiamo presentato un emendamento che vuole sopprimere la previsione dell'autorizzazione finanziaria automatica annuale sulle missioni militari italiane all'estero, lasciando però in vigore solo il fondo ad hoc da cui attingere, appositamente istituito nell’ambito di previsione della spesa del ministero dell’Economia e delle finanze per porre fine alla pratica dei «saccheggi» a parti del bilancio dello Stato per la copertura degli oneri derivanti da tali missioni.


  2. #2
    Hanno assassinato Calipari
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    mi sembrano delle buone iniziative, alcune sono state incluse nella finanziaria?

  3. #3
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    Sono tutte in votazione e devono ancora essere votate.
    Cmq, e questo è il punto importante è che la Sinistra Radicale nel suo complesso, il partito al quale sono iscritto, e gli altri partiti della stessa, con il solito spirito di responsabilità, sa benissimo che questa è una finanziaria di centro-sinistra perchè c'e' un governo di centro-sinistra, e cerca di incidere per quello che può in relazione ai voti-parlamentari che possiede.

    Chiedo di leggere attentamente gli emendamenti del PdCI a tutti coloro che aprono questo thread e vedere se non sono condivisibili da parte del popolo, dagli strati "strati" medi e bassi, e magari se si potesse, vedere postati gli emendamenti del resto della Sinistra (Radicale).

    E infine aggiungo: quando andiamo a votare e mettiamo la crocetta deleghiamo PERSONE e fra di noi, o con la gente parliamo di Sinistra Radicale, Comunismo, socialismo, riformismo, all'atto poi chi e come cerca di incidere in maniera concreta e seria per difendere gli interessi della massa, perchè quando in questo Paese si vota una finanziaria non c'e' la foto di Stalin o di Quintino Sella, ma proprio queste cose qui, che sono regole e idee di base, è ovvio quindi che io mi chieda e richieda perchè le masse non si sentano quasi "in obbligo" di rivolgersi a certi soggetti politici piuttosto che altri, perchè questi sono i risultati e le proposte nel concreto, senza tanti giri di parole.

  4. #4
    Hanno assassinato Calipari
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    la sinistra radicale, come la dipingi tu, non esiste.

    Ad esempio Bianchi si e' astenuto sul Mose, invece di votare contro.

  5. #5
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    Semmai è come tu ed altri non volete ke esista e per questo sulla CARTA non esiste

    In ogni caso se hai gli emendamenti di Rifondazione puoi sempre postarli, cosi' facciamo dei confronti e vediamo se ci sono delle differenze e/o compensazioni.Stesso discorso vale per gli emendamenti dei Verdi.

    P.S E POI NON CERKIAMO COME AL SOLITO DI FARE MURO CONTRO MURO ANDANDO CONTRO SENSO STESSO DEL THREAD,PERKE' SE FOSSE COSI' ALLORA POTREI RISPONDERTI CHE: IL GOVERNO DI CSX NON E' QUELLO A CUI ADERISCE RIFONDAZIONE, IN QUANTO FERRERO HA VOTATO CONTRO PER QUANTO RIGUARDA IL TFR....MA POI LUI E RIFONDAZIONE CI STANNO DENTRO CON PRESIDENTE DELLA CAMERA E MINISTRI AL LORO POSTO.....e allora....che discorsi sarebbero....cerkiamo di essere seri ognitanto

  6. #6
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    Ottimi emendamenti, in special modo quelli sulla Sanità e sul Precariato, spero vivamente vengano accolti in finanziaria.. almeno quello sui ticket sanitari...la cui impostazione odierna è scandalosa.

    Sarebbe interessante se anche gli altri partiti (o meglio, i forumisti "attivisti" di tali partiti) postassero i propri emendamenti...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da asti_sinistra Visualizza Messaggio


    FINANZIARIA: TUTTI GLI EMENDAMENTI DEL PDCI






    Per quanto riguarda l’emergenza legata al precariato, siamo convinti che serva un piano di stabilizzazione che dia certezze alle centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori costretti ad immaginarsi ogni giorno un futuro. Per questo abbiamo presentato degli emendamenti, alcuni di questi già approvati dalla commissione Lavoro, che prevedono la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione, stabilizzazione, peraltro, che non comporta alcun sostanziale aggravio di spesa per lo Stato, dal momento che questi lavoratori vengono già pagati dalle singole Amministrazioni di provenienza.





    QUALCOSA SI MUOVE:

    Nuove assunzioni, largo ai precari. Arriva la norma per l' assunzione dei precari negli enti locali e in numerose altre amministrazioni pubbliche, compresi gli enti di ricerca. Un emendamento presentato dal governo, e considerato ammissibile dalla Presidenza della Camera, stabilisce che gli Enti Locali - ma anche le agenzie fiscali, i Vigili del fuoco, i corpi di polizia e gli enti pubblici non economici - nel programmare le prossime assunzioni debbano riservare il 50% dei posti a precari. Cioè a lavoratori con i quali "hanno stipulato uno o più contratti di collaborazione coordinata e continuativa, per la durata complessiva di almeno un anno raggiunta alla data del 29 settembre 2006".

    E QUALCOSA PURTROPPO NO!

    Ticket pronto soccorso. Aumenta di 4 euro il ticket del pronto soccorso previsto dalla Finanziaria. E non si applicherà solo ai codici bianchi, che non hanno alcuna urgenza, ma anche alle richieste di assistenza catalogate con il codice verde, cioè di media urgenza, da affrontare entro le due ore. Il costo del ticket di pronto soccorso sale da 23 a 27 euro, ma saranno esentati gli assistiti di età inferiore ai 14 anni.

    DEL RESTO NON E' UN GOVERNO DI SINISTRA, MA DI CENTRO-SINISTRA, E QUINDI I RISULTATI CI SONO PER "NOSTRO" CONTO, A META', CERTO, MEGLIO META' CHE NULLA, PER QUESTO CHE NE FACCIAMO PARTE, MA LO RICORDO DI NUOVO, QUANDO SI VA A VOTARE E SI APPONE LA CROCETTA...........RICORDARSI SEMPRE CHE I RISULTATI POI SONO PRATICI, E NON SI PARLA DI STALIN O DI QUINTINO SELLA......

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da danny78 Visualizza Messaggio
    Ottimi emendamenti, in special modo quelli sulla Sanità e sul Precariato, spero vivamente vengano accolti in finanziaria.. almeno quello sui ticket sanitari...la cui impostazione odierna è scandalosa.

    Sarebbe interessante se anche gli altri partiti (o meglio, i forumisti "attivisti" di tali partiti) postassero i propri emendamenti...
    E .....come vedi sui ticket sanitari le cose proprio proprio bene non vanno............se è vero che ne sono esenti gli ultrassessantacinquenni e (novità) i minori di 14 anni, il ticket aumenta di 4 euro.

    Sulla questione "emendamenti" degli altri partiti, sarebbe davvero cosa buona come hai richiesto, che venissero postati.
    Ovviamente gli emendamenti del PdCI erano sul sito ufficiale, in versione (diciamo leggibile e "tradotta"), e quindi per me e' stata piu' facile, ma fra tutti gli iscritti ci sarà pure qualcuno che ha qualcosa....spero....ANKE PER VEDERE LA QUALITA' DEGLI EMENDAMENTI, PIU' CHE LA QUANTITA'....VEDERE COME I PARTITI SI MUOVONO IN TUTTI I SENSI, DAL FISCO, ALLA LACITA' LEGATA AL FISCO (ESEMPIO STRUTTURE DI PROPRIETA' DELLA CHIESA)...ECC.....

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da asti_sinistra Visualizza Messaggio


    FINANZIARIA: TUTTI GLI EMENDAMENTI DEL PDCI





    Sanità. Con analoga nettezza ribadiamo la nostra contrarietà alle misure di compartecipazione dei cittadini alle spese sanitarie, come i ticket, che incidono ulteriormente sul reddito dei lavoratori dipendenti. Com’è noto, la Finanziaria ha introdotto il ticket per le prestazioni erogate in regime di pronto soccorso e quello sull’assistenza specialistica ambulatoriale. Ove lo scopo della misura per i servizi di pronto soccorso fosse stato quello di incentivarne un uso responsabile da parte del cittadino, sarebbe stato senz’altro condivisibile, tuttavia è previsto che chi recandosi presso un pronto soccorso risulta avere un codice bianco (basso grado di urgenza) debba pagare 23 euro, mentre chi risulta avere un codice verde debba pagare 41 euro. La misura quindi è palesemente intesa a recuperare le spese per le prestazioni erogate (maggiori per il codice verde che oltre alla visita medica, prevede anche esami di diagnostica) e non a generare virtuosità tra gli utenti. Inoltre è stato introdotto un ticket aggiuntivo alla quota fissa pari a 10 euro a ricetta sulle prestazioni specialistiche ambulatoriali per gli assistiti non esenti.

    Il problema dell'appropriatezza delle prestazioni di pronto soccorso è certamente un problema reale: il cronico sovraffollamento dei pronto soccorsi infatti può determinare una riduzione della qualità del servizio, rendendolo incapace di far fronte alle situazioni di reale emergenza che costituiscono la funzione specifica delle strutture di soccorso. Le vere cause di questo problema non derivano però da un atteggiamento perverso del cittadino, che pertanto dovrebbe essere punito attraverso il ticket, ma dal cattivo funzionamento dell'intero sistema sanitario. Per queste ragioni con un emendamento ne abbiamo previsto l’abolizione.




    12:10 Ministero Salute: ticket meno caro, aumentano esenzioni
    Sul ticket del pronto soccorso il ministero della Salute spiega che sarà meno caro "del 35%". Prima dell'emendamento presentato ieri alla Camera le quote a carico dei non esenti erano così composte: 23 euro per le prestazioni non urgenti (il cosiddetto codice bianco) e 41 euro per le prestazioni urgenti (il codice verde, con esclusione dei traumi e degli avvelenamenti). Con l'emendamento viene invece unificata a 27 euro la quota per tutti i codici ed in più vengono esentati i bambini fino a 14 anni indipendentemente dal reddito. Complessivamente le entrate dalla manovra da questo ticket passeranno dai 100 milioni di euro a 65 milioni con una riduzione del gettito del 35%.

    12:11 Sgobio (Pdci): ticket sbagliati, vanno cancellati
    "I ticket sanitari? Anche con la nuova riformulazione noi continuiamo a considerarli sbagliati e spingeremo fino all'ultimo momento utile della discussione sulla Finanziaria affinchè il governo li cancelli". Così il capogruppo alla Camera del Pdci, Pino Sgobio, sui ticket sanitari inseriti in Finanziaria.

    Ticket sanitario, secondo il ministero della Salute non aumenta. Resta contrario al provvedimento il Pdci.

 

 

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