La Regione, su spinta della Lega, pronta ad avviare l’iter per avere più autonomia
Piemontesi più vicini al federalismo
Elena Maccanti
Tempi certi per l’avvio del federalismo in Piemonte sulla base della Costituzione vigente: li ha chiesti e ottenuti la Lega Nord dopo un braccio di ferro di una settimana con la maggioranza di centro sinistra che guida la Regione.
«Se avremo tempi certi sull’attuazione del federalismo in Piemonte - aveva avvisato il capogruppo del Carroccio a Palazzo Lascaris, Oreste Rossi, giovedì scorso - siamo pronti a riaprire il dialogo con la maggioranza. Diversamente, sarà guerra, a partire dalla seduta del Consiglio regionale di lunedì (ieri, ndr), quando approderà in aula l’assestamento di bilancio».
Ieri mattina, la prima vittoria: nella riunione della Commissione Affari Istituzionali, convocata prima della seduta del Consiglio regionale, si è stabilito che a partire dalla metà di dicembre la Commissione inizierà a lavorare sulla proposta di deliberazione che avvia l’iter per chiedere allo Stato maggiori competenze e l’attuazione del federalismo fiscale, con l’impegno di arrivare all’esame dell’aula entro la fine di marzo.
«Entro novembre - ha dichiarato il presidente della Commissione, Aldo Reschigna (DS) - presenterò in Commissione un documento con il percorso metodologico che intendiamo seguire. Acquisiremo la proposta di deliberazione già depositata dalla Lega Nord, il documento illustrato in aula dalla presidente Mercedes Bresso e le proposte di federalismo su cui stanno lavorando Toscana, Lombardia e Veneto. Avremo a disposizione tre mesi di effettivo lavoro e mi auguro che sapremo andare oltre le contrapposizioni ideologiche».
«Una bella vittoria - commenta Rossi - che non è la vittoria della Lega Nord, ma di tutti i piemontesi. Abbiamo chiesto e ottenuto il rispetto degli accordi sottoscritti martedì scorso in occasione del dibattito in aula sul federalismo, impegni che purtroppo non erano stati onorati dalla presidente Bresso, che aveva preferito cedere ai ricatti della sinistra radicale. Abbiamo perso tempo in un inutile muro contro muro per arrivare allo stesso punto».
Il dibattito di martedì scorso, chiesto dalla Lega Nord anche alla luce delle aperture di Bresso al federalismo, si era arenato proprio sulle divisioni interne al centro sinistra. La Lega Nord, insieme alla Casa delle Libertà, aveva abbandonato l’aula prima della votazione degli ordini del giorno per protesta nei confronti della presidente, che aveva disatteso, secondo gli esponenti del centro destra, gli impegni assunti prima dei lavori dell’aula, «quando - ricorda Rossi - si era concordato che si sarebbe presentato un documento sul federalismo contenente i tempi entro i quali la competente commissione avrebbe dovuto presentare una proposta di deliberazione al Consiglio». «Gli interessi di bottega e le divisioni del centro sinistra - prosegue il capogruppo leghista - in quell’occasione hanno però prevalso su quelli del Piemonte. La maggioranza ha preferito cedere al ricatto della sinistra radicale, che durante il dibattito ha criticato pesantemente quelle che ha definito fughe in avanti verso il federalismo da parte della presidente Bresso, e ha presentato un documento annacquato, che rinviava ogni decisione alla commissione senza individuare tempistiche. Non potevamo accettarlo. Si correva il rischio che tutto finisse in un gran polverone. Senza tempi certi, la sinistra radicale avrebbe continuato a tenere sotto scacco la presidente. E allora potevamo dire addio alle riforme».
Da qui l’aut aut intimato dalla Lega Nord la scorsa settimana: se non ci sarà l’impegno a calendarizzare con tempi certi il provvedimento, bloccheremo i lavori dell’aula, compresa la manovra di assestamento di bilancio. Il messaggio è arrivato forte e chiaro. Tra poco più di un mese si inizierà a lavorare sul provvedimento, a partire dalla materie su cui il Piemonte intende puntare nella trattativa con il governo. La Lega Nord ha già le idee molto chiare. Sono quelle contenute nella proposta di deliberazione già presentata al Consiglio regionale nello scorso settembre, all’indomani degli Stati Generali di Paesana. Sanità, infrastrutture, istruzione, ambiente, giustizia, energia e ricerca: sono le materie individuate nella piattaforma allegata alla proposta di deliberazione, su cui la Lega Nord intende puntare l’attenzione. «Siamo partiti - prosegue Rossi - dalle materie di più diretto impatto sui cittadini e sulle imprese, ambiti la cui gestione a livello regionale può garantire un più efficace impatto dell’intervento pubblico. Su queste basi ci confronteremo con le altre forze politiche. Al di là delle materie, sarà però fondamentale stabilire che l’attribuzione di nuove competenze dovrà essere accompagnata dalla possibilità di reperire le risorse necessarie, ovverosia il federalismo fiscale, che è la base per poter iniziare la trattativa con il governo».
LA PADANIA
[Data pubblicazione: 07/11/2006]
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bene, bravi, bisss....spiegatemi perchè si sono persi 5 anni???? ve lo dico io perchè...avete galleggiato (come gli str...sull'acqua) questa è la verità. Devolution con interesse nazziunale e cazzzz vari...ma era già tutto previsto dalla costituzione, ah sì?
IN UN PAESE CIVILE qualcuno chiederebbe i risarcimenti per le prese per il culo?
V E R G O G N A![]()




spiegatemi perchè si sono persi 5 anni???? ve lo dico io perchè...avete galleggiato (come gli str...sull'acqua) questa è la verità. Devolution con interesse nazziunale e cazzzz vari...ma era già tutto previsto dalla costituzione, ah sì?
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