Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Evasori e nullafacenti. I cattivi e i "buoni" per il vangelo secondo Prodi.

    Evasori e nullafacenti. I "cattivi" e i "buoni" per il vangelo secondo Prodi.
    E intanto, gli statali costano un terzo della finanziaria.
    Governo riformista????
    Ma dove ?






    MILANO - «Ci sono anche settori dell'impiego pubblico dove si lavora sodo, si lavora per due, anche per chi non lo fa. Ma ci sono anche sacche di non lavoro. Bisogna superarle per evitare generalizzazioni per tutelare chi lavora e distinguerlo dai nullafacenti». E' questa l'opinione del prof. Pietro Ichino, giuslavorista, docente universitario, autore di un recente libro sui «nullafacenti», che ha risposto in videochat alle domande dei lettori di Corriere.it. «C'è il nullafacente che è tale perché non lo si pone in condizione di fare - ha spiegato Ichino -. Ma c'è anche il nullafacente volontario, che ostenta il proprio rifiuto e il proprio assenteismo sostenendo di sapere di non poter essere licenziato. Questo è un insulto agli impiegati pubblici seri, quelli che lavorano».
    PREMIARE IL MERITO - Ichino, nel confronto con i lettori, ha ribadito la necessità di premiare il merito, anche per evitare l'umiliazione del lavoratore serio che a fine mese si vede retribuito come il suo collega assenteista o improduttivo. Per il giuslavorista è necessaria una riorganizzazione che parta dalla dirigenza, dove stanno le maggiori responsabilità dell'inefficienza del pubblico impiego, arrivando anche al licenziamento, teoricamente già possibile, di quei dirigenti che non riescono a rendere funzionali i servizi loro affidati. «Se io fossi al governo - ha poi detto Ichino - direi ai sindacati che dei soldi stanziati per i rinnovi contrattuali almeno un 25% vada solo a quei lavoratori che si impegnano di più. E non darei alcun aumento a quei lavoratori il cui rendimento è al di sotto di un livello minimo di efficienza».
    «EGUALITARISMO IMPERANTE» - A chi gli chiedeva come si sentisse nel ruolo di «nemico dei sindacati» cucitogli addosso dalla stampa, Ichino ha fatto notare che dopo gli ultimi articoli sul Corriere sul tema dell'improduttività del pubblico impiego sono state più le attestazioni di stima che le critiche. E molte sono arrivate proprio da lavoratori del settore pubblico. «Credo che il sindacato abbia perso il contatto con quella parte dei dipendenti pubblici che è esasperata per colpa dell'egualitarismo imperante - ha spiegato Ichino -. Negli anni 70 per questo egualitarismo spinto ci fu la marcia dei 40 mila, dei quadri intermedi. Oggi nel pubblico impiego i lavoratori sono ancora più schiacciati da qeusto egualitarismo eccessivo che non premia il merito».
    I PRECARI DEL PUBBLICO - A proposito del precariato nel settore pubblico, Ichino ha ricordato come ciò sia l'effetto di un trentennio di assunzioni spropositate che vengono oggi fatte ricadere sui giovani, che pure sarebbero disposti a lavorare sodo, con gravi ripercussioni sull'efficienza della stessa amministrazione pubblica. E questo a causa «eccessive rigidità» nella tutela dei lavoratori di ruolo, che sono di fatto «inamovibili» e che «intasano tutte le posizioni». In questo contesto si è affrontato anche il tema della mobilità interna al settore pubblico, vincolata oggi dalla necessità di un consenso allo spostamento da parte del lavoratore interessato. «Il trasferimento deve invece essere possibile anche senza l'approvazione dei diretti interessati - ha puntualizzato Ichino -. Soprattutto quando si tratta di coloro che un organismo di valutazione indipendente riconosca come poco produttivi».
    PUBBLICO E PRIVATO - Il problema dell'efficienza c'è anche al di fuori del settore pubblico, ha riconosciuto il giuslavorista rispondendo ad un lettore che facendo una sorta di outing ha rivelato di essere un lavotore del comparto privato che tuttavia passa il tempo davanti al pc senza nulla da fare. Ma la differenza - ha evidenziato Ichino - è che «se il management non pone rimedi, l'azienda fallisce. Invece nel settore pubblico non è così. Nessuno paga pegno per le situazioni di improduttività. Occorre invece il coraggio di fare come all'estero operando con trasferimenti e chiusura dei cosiddetti "rami secchi"».
    .

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  2. #2
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    Ichino ha ragione; detto questo, la Finanziaria razionalizza le spese della pubblica amministrazione per 4 miliardi di €...

  3. #3
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo87Lp Visualizza Messaggio
    Ichino ha ragione; detto questo, la Finanziaria razionalizza le spese della pubblica amministrazione per 4 miliardi di €...
    pagare di più allo stesso modo efficienti e nullafacenti me lo chiami "razionalizzare" ????

    .

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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    pagare di più allo stesso modo efficienti e nullafacenti me lo chiami "razionalizzare" ????

    Infatti secondo me bisognerebbe essere molto più drastici, ma non si può fare tutto in una volta; inoltre ci sono oggettive difficoltà politiche che qualunque maggioranza incontra (ricordi la pantomima sul rinnovo dei contratti agli statali, 95 euro, no 100, no 101, no 105... con FI e Lega che volevano tagliare e poi UDC e AN che volevano mantenere il proprio serbatoio di voti?).

    Detto questo, non penso si possano accettare lezioni da chi ha fatto crescere la spesa corrente anno dopo anno.

  5. #5
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo87Lp Visualizza Messaggio
    Infatti secondo me bisognerebbe essere molto più drastici, ma non si può fare tutto in una volta; inoltre ci sono oggettive difficoltà politiche che qualunque maggioranza incontra (ricordi la pantomima sul rinnovo dei contratti agli statali, 95 euro, no 100, no 101, no 105... con FI e Lega che volevano tagliare e poi UDC e AN che volevano mantenere il proprio serbatoio di voti?).

    Detto questo, non penso si possano accettare lezioni da chi ha fatto crescere la spesa corrente anno dopo anno.
    vogliamo per una volta restare on topic?
    ai vostri elettori è stato detto che eravate un governo riformista.
    Ichino e altri giurislavoristi ed economisti vi hanno creduto.
    adesso cominciano a vedere che è la solita fuffa.
    anche gli elettori.
    anche su Pol, a parte te e altri giapponesi, che si ostinano a non vedere le cose come stanno, così occupati alla "difesa a tutti i costi".
    Dove pensate di arrivare, in questo modo?
    Il problema Ichino lo ha esposto.
    Tu dici che ha ragione, ma...
    Nicolais dice invece che il problema non è quello, ma la necessità di dare più fiducia ai giovani ( che frase fuffafuffa ).
    Allora ?
    .

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  6. #6
    a.k.a. tolomeo
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    Tagli di spesa ed efficienza nel pubblico impiego
    Il sindacato e i nullafacenti




    Alla proposta di individuare i dipendenti pubblici totalmente improduttivi e di incominciare a tagliare lì, piuttosto che tagliare sugli investimenti o sui servizi pubblici che funzionano (Corriere, 24 agosto), i sindacalisti del settore hanno risposto, come previsto, con un «no» secco: niente licenziamenti; semmai «mobilità» e incentivi. Però hanno riconosciuto che il problema esiste, e in misura non trascurabile. Questo è già un passo avanti notevole: tutti dunque concordano che nell'amministrazione pubblica c'è una quota rilevante di nullafacenti.
    Allora, che cosa intende fare di questi nullafacenti il ministro della Funzione pubblica? Continuare a voltar la testa altrove e a pagar loro lo stipendio a tempo indeterminato, mentre si taglia sulla spesa utile e sugli investimenti, sarebbe oggi intollerabile: non dimentichi, il ministro, che non si tratta dei lavoratori deboli e poco produttivi, ma di persone che non fanno proprio nulla, non ci sono e quando ci sono è come se non ci fossero; una categoria che alligna solo nel settore pubblico. È giusto ascoltare con la massima attenzione quel che dice il sindacato, ma nella materia di sua competenza, cioè in quella della protezione dei lavoratori; i nullafacenti, per definizione, non sono lavoratori.
    Esaminiamo, comunque, le tesi dei sindacalisti su questo problema. La prima: licenziare non si deve, mai.
    Ma non sono forse licenziamenti anche i prepensionamenti di impiegati anziani che il governo sta studiando in questi giorni, con il tacito consenso degli stessi sindacalisti? E licenziando gli anziani, non si rischia di privare indiscriminatamente gli uffici pubblici di competenze talvolta preziose e insostituibili? Se ridurre gli organici bisogna, non è meglio incominciare con l'impiegato totalmente improduttivo, riservandogli per due o tre anni un trattamento di disoccupazione pari alla pensione anticipata che verrebbe data altrimenti all'anziano produttivo, e ovviamente verificando che non abbia un'altra occupazione nascosta e che sia davvero disponibile a un'occupazione regolare? Veniamo alla proposta alternativa della «mobilità ».
    I sindacati del settore pubblico fino a oggi si sono sempre opposti in modo fermissimo a qualsiasi trasferimento autoritativo di dipendenti pubblici: la «mobilità» che essi propongono è solo quella «volontaria ». Ma questa non risolve il problema: nessun impiegato nullafacente ha mai acconsentito a trasferirsi in un ufficio dove si deve lavorare sul serio. In molti casi, poi, anche il trasferimento autoritativo non risolve il problema: per esempio, se un professore non insegna, perché ha altre cose da fare o perché non conosce la materia che dovrebbe insegnare, trasferirlo altrove significa soltanto infliggere il danno ad altri studenti. I sindacalisti del settore pubblico sostengono poi che il problema potrebbe essere risolto con gli incentivi economici. Tutti noi, però, conosciamo la determinazione con cui loro stessi hanno sempre perseguito gli aumenti salariali indifferenziati e hanno di fatto impedito l'attivazione di sistemi retributivi capaci di premiare impegno e produttività.
    È comunque evidente che non può essere un premio di produzione a sradicare il fenomeno dei nullafacenti. A me sembra che la sola soluzione efficace sia quella a) di un organo indipendente di valutazione che individui i nullafacenti, almeno quelli più smaccati (operazione relativamente facile); b) di una norma che stabilisca nella massima inefficienza e inutilità il criterio prioritario di scelta da applicare per la riduzione del personale pubblico, incominciando dai dirigenti; c) diunprocedimento giudiziale nelquale il giudice, quando annulli un licenziamentoimpugnato, accerti altempostesso chi altro debba essere licenziato secondo la corretta applicazione dei criteri stabiliti, previa, ovviamente, chiamata in causa del nullafacente interessato, a garanzia del suo diritto di difesa.
    Questa soluzione ai sindacati del settore pubblico non piace? Ne propongano un’altra;manon le chiacchiere che si sono sentite fin qui: una soluzione vera, incisiva, efficace. Certo, per essere efficace qualsiasi soluzione comporterà maggior rigore in un sistemache per decenni è stato intollerabilmente lassista. D'altra parte, la lotta alle rendite—comesi è appenavisto nella vicenda del decreto Bersani — qualche durezza la richiede («la rivoluzione non è un pranzo di gala»). E la posizione di rendita dei nullafacenti del settore pubblicononmerita indulgenza maggiore rispetto a quelle, tutto sommato meno costose per la collettività, dei tassisti edi alcune categorie di liberi professionisti.
    Da una parte c'è l'interesse dei nullafacenti a continuare a godere della rendita che finora è stata loro assicurata; dall'altra c'è l'interesse della maggioranza dei lavoratori pubblici—quelli veri—a una retribuzione adeguata, l'interesse dei precari a uscire dall'apartheid cui sono stati finora condannati, l'interesse della collettività a non veder tagliare gli investimenti necessari per lo sviluppo economico del Paese.
    In questo conflitto di interessi i sindacalisti del settore pubblico da che parte stanno?
    Pietro Ichino



    Dove sono i "sindacalisti" del forum ?

    .

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  7. #7
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    Gli aumenti contrattuali non hanno niente di meritorio.
    Anche nelle aziende private gli aumenti per i bambini buoni si danno distribuendo un apposito budget su indicazione dei dirigenti d'area.

 

 

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