A chi, di solito galilei - indi circoncisi nello spirito e pericolosi diffusori della peste semita meglio conosciuta come "monoteismo" - o pecorecci etno-nazionalisti nostrani, parla e straparla di "sacri romani imperi" pure un po' germanici e cose del genere più o meno esatte, vorrei segnalare un articolo veramente superlativo e, lasciatemelo dire, risolutivo di equivoci che per troppo tempo ci siamo portati dietro.
Sto parlando di Roma tradìta, note sulla regalità carolingia di Giovanni Damiano pubblicato nel numero 55 di Margini di luglio 2006. Margini costa un solo euro e può essere ordinato tramite le Edizioni di Ar.
Ve ne riporto l'incipit:
"Di contro ai re merovingi, i cui "criteri di legittimità regale erano il sangue e l'acclamazione", Pipino, padre del futuro Carlo Magno, si fa ungere nel 754 e.v. dal papa Stefano II. In tal modo, la stirpe carolingia riceve "l'unzione sacra regale secondo il modello veterotestamentario, e quindi con un crisma spirituale che, riconnettendosi alla 'stirpe di Davide' per mezzo di Cristo e del suo vicario Pietro era de iure e de facto giudaico"."
Il resto è tutto da leggere con estrema attenzione. Acquistare quindi.
Saluti.


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