
Originariamente Scritto da
Jan Hus
Dalla newsletter SDI
Finanziaria, gli emendamenti della Rosa nel Pugno
Per gli affitti una tassazione del 20%
“Meno tasse ma regole più ferree per le locazioni. Un emendamento alla Finanziaria firmato da Roberto Villetti propone di imporre un'aliquota fissa del 20% sugli affitti e di abolire tutte le detrazioni previste. Attualmente la tassazione sulle locazioni arriva toccare il 40% del canone perché quest'ultimo concorre alla formazione dell'imponibile Irpef. Anche il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, ha ipotizzato in una recente audizione alla Camera un'aliquota separata del 20% sugli affitti, un progetto a cui starebbero lavorando i tecnici, ma che necessita anche di misure antievasori per mettere a riparo le casse statali. Non a caso l'emendamento di Villetti prevede che chi possiede più immobili debba segnalare nella dichiarazione dei redditi la locazione o meno dell'appartamento, pena il pagamento di un'imposta calcolata su un reddito annuo presunto pari al 5% del triplo della rendita catastale degli immobili. Per agevolare l'emersione dei contratti in nero si propone al locatario che viva a sua volta in un appartamento in affitto, la deduzione dalla quota percepita dell'importo pagato per la propria locazione.
RnP: ammettere l’emendamento su l’8 per mille
La Rosa nel Pugno chiede il “riesame” di un emendamento alla finanziaria, dichiarato inammissibile, che chiedeva di modificare i criteri per la ripartizione dell'otto per mille, “prevedendo che i fondi derivanti da chi non esprime una scelta siano automaticamente destinati allo Stato”. Maurizio Turco sottolinea che l'inammissibilità è stata motivata col fatto che si tratterebbe di “materia regolata da accordi con la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose, sulla quale non è possibile intervenire direttamente con legislazione ordinaria”. Ma, per Turco, “l'emendamento che ho presentato insieme al presidente del gruppo Roberto Villetti intende modificare la legge n. 222 del 1985: una legge ordinaria espressamente richiamata dall'articolo 186 della finanziaria”.
E la motivazione per cui “sarebbe necessaria una procedura rinforzata per la sua modifica (ossia il previo accordo tra lo stato e la Chiesa cattolica), non trova alcun fondamento normativo”, perché l'articolo 7 della Costituzione “fa riferimento alla necessità di un tale accordo solo per quanto riguarda le modifiche dei Patti Lateranensi (ossia la legge di ratifica del Concordato del 1929, su cui la legge n. 222 del 1985 non interviene affatto). Per queste ragioni, che difenderemo in Commissione, abbiamo chiesto - conclude Turco - il riesame del nostro emendamento”.
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