La decisione di ascoltare i rappresentanti della Liff (Lega italiana per le famiglie di fatto) in commissione Affari Costituzionali della Camera, scatena le ire della Cdl che protesta e abbandona l'aula.
Il presidente della Commissione Mimmo Lucà difende la sua scelta: "Non mi aspettavo scoppiasse tutto questo pandemonio. L'audizione non era stata concordata ma mi sembrava doveroso e legittimo ascoltare questi signori".
La Pollastrini denuncia che "si è superato ogni limite".
Questa audizione si sarebbe dovuta svolgere assieme a quella dei rappresentanti delle famiglie italiane, e a quelli delle famiglie numerose. Per la Cdl "è un'offesa; non siamo stati avvertiti e, in più, il contesto non sarebbe stato giusto".
La Cdl quindi fa scoppiare una gazzarra e minaccia di andarsene. La Margherita, invece, cerca di prendere tempo e chiede un rinvio della audizione.
Invece, i rappresentanti della Liff vengono fatti entrare dal presidente Lucà, e nello stesso momento quelli della Cdl escono, mentre Bianchi e Mosella della Margherita protestano con il presidente.
Ne nasce un diverbio, che viene sedato immediatamente.
"L'audizione è stata illegittima", fa sapere Forza Italia. I deputati della Margherita Bianchi e Mosella affermano che "quello che è successo oggi ci fa venire in mente tante domande sulla nostra collocazione politica".
Gloria Buffo (ds), all'uscita, dice di essere "profondamente preoccupata perchè definsco grave che deputati dell'Ulivo si chierino con la Cdl fondamentalista".


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