«Che in Italia si faccia del razzismo o dell´antisemitismo è cosa tanto importante nella sua apparenza politica quanto priva di peso nella sua sostanza reale. La purità della razza in questo popolo sul quale sono passate tante invasioni e che ha assorbito tante genti dai quattro punti cardinali, e il pericolo semita in una Nazione come la nostra dove perfino l´alta finanza, e perfino se manovrata dagli ebrei, non può non diventare qualcosa di cattolico (io, tra parentesi, so che tu e altre persone della tua famiglia aiutate gli ebrei, e non me ne dispiace, e penso che così potete constatare l´assoluta labilità delle nostre leggi razziali) sono evidentemente fandonie da lasciar scrivere a certi zelatori. Ma se le circostanze mi avessero portato a un Asse Roma-Mosca anziché a un Asse Roma-Berlino, avrei forse ammannito ai lavoratori italiani l´equivalente fandonia dell´etica stakanovista e della felicità in essa racchiusa»
Benito Mussolini alla sorella Edvige




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