Del Piero: il prossimo anno sara' una Juve da scudetto
09.11.2006 Source: Pravda.ru

Quando le sentenze di calciopoli hanno spedito la Juve in B per la prima volta nella sua ultracentenaria storia, Alessandro Del Piero da buon capitano non solo non ha avuto benche' il minimo dubbio, bensi' e' stato il primo ad accettare la nuova realta', esempio seguito successivamente in maniera spontanea da Nedved e Buffon e un po' meno spontanea da Trezeguet e Camoranesi, per citare solamente le stelle di prima grandezza dell'organico bianconero. E cosi', in occasione del suo 32esimo compleanno, capitan Del Piero, per la gioia dell'Italia bianconera, rilancia non solo le proprie ambizioni, ma anche e soprattutto quelle della sua Juve.

"Sono soddisfatto - dichiara Del Piero - i picchi sono stati solo in alto. Ho vinto il mondiale, il campionato e segnato molto gol, non vedo dove siano i problemi. La Juve non ha vissuto bel momento, ma non sono cose che riguardano il gioco e che non posso rimproverarmi". La sua carriera e' stata esclusivamente a tinte bianconere, anche se Del Piero ammette che ci sono stati momenti in cui poteva andare via: "Il primo dopo la vittoria in Coppa Intercontinentale, poi quando dissi "se non sono piu' necessario alla Juventus posso anche andarmene" e l’altro quest’estate. Ma sono legato a questa societa', da qualcosa di piu' di un rapporto lavorativo. Se fossi andato via per giocare in altre squadre avrei potuto guadagnare di piu', ma io qui ci sto molto volentieri per tanti motivi"

Poi, parlando del presente, Del Piero ha dichiarato: "Questa e' una stagione di sacrifici: la mia missione e' portare la Juve in A. La serie A ci manca tanto, e non vedo Inter e Palermo cosi' distanti dalle nostre prestazioni. Speriamo l’anno prossimo di avere uno spazio importante. La serie A e' orfana dei bianconeri, lo diciamo noi e lo dicono anche gli altri. La base della squadra attuale e' molto buona e con un piccolo sforzo societario potrebbe tornare nel calcio che conta molto prima dei cinque anni di cui ho sentito parlare. Penso ad esempio ad una immediata qualificazione in Champions League e, perche' no, anche lottare per lo scudetto".

E a proposito di un eventuale ritiro dall'attivita' agonistica, il capitano bianconero risponde: "Il declino non mi spaventa, non mi vedo in difficolta'. Io sono sempre qui anche se mi davano per finito 5 anni fa. Non posso star dietro a ciò che dicono opinionisti, vedo solo quello che faccio in campo, sono in forma, segno e sono decisivo. Gli allenatori a cui sono piu' legato? Ancelotti, che e' sempre andato avanti per la sua strada, e Marcello Lippi con cui ho condiviso 7 anni in bianconero e la vittoria al Mondiale. Le voci che lo danno sulla panchina del Milan? Non lo vedo in rossonero, non lo vedo proprio allenare in Italia, meglio se scegliesse di andare all’estero".