Visualizzazione Stampabile
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Kronos
"L'8 per mille dato dagli italiani per l'arte
andato in gran parte per la guerra in Iraq"
ROMA - "Sono rimasta strabiliata che l'8 per mille dato dai cittadini italiani per l'arte, la cultura e il sociale sia andato in gran parte per la guerra in Iraq e solo una minima parte per la fame nel mondo". Lo ha detto il presidente del Fai, Fondo per l'ambiente in Italia, Giulia Maria Crespi aprendo il convegno nazionale, "La riscossa del patrimonio. Beni culturali, paesaggio e rilancio economico" a Roma. "A rivelarmelo è stato Enrico Letta - ha aggiunto - il quale a suo tempo lo aveva riferito in una conferenza stampa ma era stato riportato solo in un trafiletto di giornale".
(2006-11-10 12:55:57)
L'ennesima chicca di quel delinquente di Tremonti.
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
yurj
L'ennesima chicca di quel delinquente di Tremonti.
Adesso arriva Tolomeo e ti fa la predica ;) Rifletti Rifletti :rolleyes:
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Franzele
La notizia è di più di un anno fa...
E Nigrizia, rivista dei missionari comboniani, aveva scritto un articolo:
www.nigrizia.it/doc.asp?id=7241&IDCategoria=127
Ma, evidentemente, il nostro sistema informativo aveva qualcosa di più importante da farci sapere..
Un momento... nel leggere l'articolo inserito nel link sopracitato ad un certo punto si scopre che anche ALTRI hanno operato nello stesso modo...
Centrosinistra distratto
Ma è stato solo il perfido e cattivo governo Berlusconi ad aver creato i cittadini di serie A (quelli che, indicando come beneficiari gli enti religiosi, vedono rispettata la loro volontà) e quelli di serie B (che vedono tradita la loro scelta di destinare l’otto per mille allo stato)? Macché. Prodi, D’Alema e Amato, regnanti ulivisti a Montecitorio fino al 2001, si sono comportati allo stesso modo.
Nel 1997, dei 183 miliardi di lire affidati dai cittadini allo stato per opere sociali, l’esecutivo del professore bolognese ne erose 65 per finanziare la partecipazione italiana alla missione militare in Albania. Per la fame nel mondo? Zero lire. Due anni dopo, il Bruto D’Alema finanziò con 140 miliardi di lire gli interventi delle nostre forze militari nell’ex Jugoslavia, prelevandoli dai 201 miliardi dell’otto per mille a gestione statale.
Più generoso (?) di Prodi, invece, nel sostenere i progetti contro la fame nel mondo: 154 milioni, lo 0,07% dell’ammontare iniziale. Percentuale azzerata l’anno successivo, quando neppure uno degli undici progetti presentati fu finanziato. Mentre per missioni militari internazionali furono distolti, dall’otto per mille, 110 miliardi. Che salirono a 150 nel 2001.
Facendo un calcolo artigianale, e trasformando le lire in euro, negli ultimi dieci anni (dal 1995 al 2004) i soldi che i contribuenti italiani hanno scelto di destinare allo stato sono stati 953 milioni 825mila euro. Di questi, 320 milioni 281mila (33,5%) sono stati dirottati sui nostri rambo all’estero; 8 milioni 241mila euro (0,88%) hanno finanziato progetti contro la fame nel mondo. Un risultato anoressico. Fallimentare....
Segue anche una simpatica tabella del tipo... Chi è senza peccato scagli la prima pietra...
B.
-
ops.... ne ho aperto uno uguale.
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Kronos
e secondo te la giustificano? Io non capisco...ste cose si vengono a sapere...e chi paga per questo fatto (perchè non mi sembra proprio una cosa lecita...)??? :-01#53
Vale anche per i governi precedenti... in fondo paghiamo sempre NOI... ricordalo sempre...
B.
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
CioniMario
le guerre so i' principale bisnes de i ladri ..... se metti i ladri a cuccia potrebbe essere che un si fanno più guerre......
ma guerra o pace .... i ladri so sempre e solo ladri .....
sembrerà strano ma .... anche tra chi ammazza c'è quello che viene chiamato bòno ..... di ladri bòni a parte robin hud un se ne 'onosce ....
le guerre le fanno gli stati, per definizione. Che siano ladri è evidente - vivono rapinando i loro sudditi con quelle che chiamano tasse - non c'è bisogno di specificarlo:D
-
Missioni, così la sinistra usava l’8 per mille per l’ex Jugoslavia
Emanuela Fontana
da Roma
Sette marzo, anno 2000. Il governo D'Alema prorogava la missione militare in Kosovo. Tra le voci di copertura finanziaria, articolo 3, comma c-bis, si indicava uno dei canali di sovvenzione per la missione militare: 110 miliardi dalla quota dell'8 per mille spettante allo Stato. E così avvenne anche negli anni precedenti, perché l'utilizzo di una parte del gettito Irpef per la missione militare in Irak che il Fai, il Fondo per l'Ambiente Italiano, ha contestato al governo Berlusconi e che ha scandalizzato ieri stampa e politici, in realtà è una prassi. Una consuetudine, a ben vedere, più consolidata durante i governi di centrosinistra che nel quinquennio dell'esecutivo di Berlusconi.
Leggere per credere. Basta prendere la legge numero 44 del 2000 in cui si parla appunto del finanziamento delle missioni nella ex Jugoslavia. Ma parla ancora più chiaro una tabella pubblicata dal mensile dei frati comboniani Nigrizia, fonte d'informazione al di sopra d'ogni sospetto, che indica, anno per anno, le destinazioni della quota assegnata allo Stato dell'8 per mille. Nel 1997, durante il governo Prodi, il 35,4% di questa quota, più di 33 milioni di euro, era stata destinata al capitolo «fondi missioni militari», e zero euro (allora erano lire) alla fame del mondo. Nel 1999, governo D'Alema, i finanziamenti per le missioni militari con l'8 per mille erano passati al 69,5% della quota, mentre una piccola parte, lo 0,07% (79.534 euro) alla fame nel mondo. L'anno seguente, nel 2000, fu destinata più della metà dell'8 per mille alle missioni, e tornarono ad azzerarsi i contributi per il terzo mondo.
Con il governo Berlusconi, negli anni 2002 e 2003 non ci sono stati utilizzi di questa quota del gettito Irpef per le missioni militari, ma sono stati dati il 2,6% e il 2,5% dell'8 per mille spettante allo Stato ai Paesi poveri. La tabella arriva fino all'anno 2004, quando vengono indicati gli 80 milioni di euro per la missione in Irak che il Fai ha denunciato ieri, con 910mila euro (0,9%) alla fame nel mondo. L'ex ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, contesta comunque questo dato. E ha trovato talmente offensivo il fondo di Giovanni Valentini apparso ieri su La Repubblica che ha già «dato mandato ai legali di verificare se ci siano elementi per tutelare anche in sede giudiziaria i comportamenti corretti e trasparenti del governo di cui ho fatto parte». Giovanardi specifica anche che in quello stanziamento di 80 milioni nella finanziaria 2004 non c'era «nessuno specifico né generico riferimento alla missione italiana in Irak». Anche il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, insiste: «Il nostro governo non ha distratto alcun fondo dell'8 per mille per destinarlo alla guerra in Irak. Questa è la verità. Ci associamo perciò al giudizio dell'amico Giovanardi che definisce calunniosa la campagna montata da alcuni organi di informazione contro il governo Berlusconi».
Ieri i Verdi chiedevano l'intervento della Corte dei conti sulla vicenda Irak. Ma addirittura Nigrizia, il cui fondatore è stato padre Alex Zanotelli, volto di piazza della sinistra pacifista, lo scorso anno scriveva che il comportamento del centrodestra «è stato sempre meglio di quello che accadde nel 2000, quando ai progetti per la fame nel mondo furono assegnati zero lire». E a proposito dell'8 per mille alle missioni si faceva notare: «Prodi, D'Alema e Amato, regnanti ulivisti a Montecitorio fino al 2001, si sono comportati allo stesso modo».
Anche l'Aduc, l'associazione dei consumatori, in un dossier del 2001 citava la legge 21 aprile 1999, ancora governo D'Alema, con cui si assegnavano 100 miliardi di lire, 50 milioni di euro, per l'«autorizzazione all'invio in Albania ed in Macedonia di contingenti italiani nell'ambito della missione Nato per compiti umanitari e di protezione militare, nonché rifinanziamento del programma italiano di aiuti all'Albania e di assistenza ai profughi». Parte di questi fondi furono infatti utilizzati per la controversa missione Arcobaleno.
Per il rifinanziamento della missione in Afghanistan varato dal governo Prodi lo scorso agosto, verrà utilizzato invece un fondo di riserva (mille milioni di euro) previsto dalla finanziaria del 2005 del governo Berlusconi, in cui per la prima volta sono state assegnate quote di maggior gettito dell'erario a missioni militari.
Fonte:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=133132
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
cal451
Missioni, così la sinistra usava l’8 per mille per l’ex Jugoslavia
Emanuela Fontana
da Roma
Sette marzo, anno 2000. Il governo D'Alema prorogava la missione militare in Kosovo. Tra le voci di copertura finanziaria, articolo 3, comma c-bis, si indicava uno dei canali di sovvenzione per la missione militare: 110 miliardi dalla quota dell'8 per mille spettante allo Stato. E così avvenne anche negli anni precedenti, perché l'utilizzo di una parte del gettito Irpef per la missione militare in Irak che il Fai, il Fondo per l'Ambiente Italiano, ha contestato al governo Berlusconi e che ha scandalizzato ieri stampa e politici, in realtà è una prassi. Una consuetudine, a ben vedere, più consolidata durante i governi di centrosinistra che nel quinquennio dell'esecutivo di Berlusconi.
Leggere per credere. Basta prendere la legge numero 44 del 2000 in cui si parla appunto del finanziamento delle missioni nella ex Jugoslavia. Ma parla ancora più chiaro una tabella pubblicata dal mensile dei frati comboniani Nigrizia, fonte d'informazione al di sopra d'ogni sospetto, che indica, anno per anno, le destinazioni della quota assegnata allo Stato dell'8 per mille. Nel 1997, durante il governo Prodi, il 35,4% di questa quota, più di 33 milioni di euro, era stata destinata al capitolo «fondi missioni militari», e zero euro (allora erano lire) alla fame del mondo. Nel 1999, governo D'Alema, i finanziamenti per le missioni militari con l'8 per mille erano passati al 69,5% della quota, mentre una piccola parte, lo 0,07% (79.534 euro) alla fame nel mondo. L'anno seguente, nel 2000, fu destinata più della metà dell'8 per mille alle missioni, e tornarono ad azzerarsi i contributi per il terzo mondo.
Con il governo Berlusconi, negli anni 2002 e 2003 non ci sono stati utilizzi di questa quota del gettito Irpef per le missioni militari, ma sono stati dati il 2,6% e il 2,5% dell'8 per mille spettante allo Stato ai Paesi poveri. La tabella arriva fino all'anno 2004, quando vengono indicati gli 80 milioni di euro per la missione in Irak che il Fai ha denunciato ieri, con 910mila euro (0,9%) alla fame nel mondo. L'ex ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, contesta comunque questo dato. E ha trovato talmente offensivo il fondo di Giovanni Valentini apparso ieri su La Repubblica che ha già «dato mandato ai legali di verificare se ci siano elementi per tutelare anche in sede giudiziaria i comportamenti corretti e trasparenti del governo di cui ho fatto parte». Giovanardi specifica anche che in quello stanziamento di 80 milioni nella finanziaria 2004 non c'era «nessuno specifico né generico riferimento alla missione italiana in Irak». Anche il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, insiste: «Il nostro governo non ha distratto alcun fondo dell'8 per mille per destinarlo alla guerra in Irak. Questa è la verità. Ci associamo perciò al giudizio dell'amico Giovanardi che definisce calunniosa la campagna montata da alcuni organi di informazione contro il governo Berlusconi».
Ieri i Verdi chiedevano l'intervento della Corte dei conti sulla vicenda Irak. Ma addirittura Nigrizia, il cui fondatore è stato padre Alex Zanotelli, volto di piazza della sinistra pacifista, lo scorso anno scriveva che il comportamento del centrodestra «è stato sempre meglio di quello che accadde nel 2000, quando ai progetti per la fame nel mondo furono assegnati zero lire». E a proposito dell'8 per mille alle missioni si faceva notare: «Prodi, D'Alema e Amato, regnanti ulivisti a Montecitorio fino al 2001, si sono comportati allo stesso modo».
Anche l'Aduc, l'associazione dei consumatori, in un dossier del 2001 citava la legge 21 aprile 1999, ancora governo D'Alema, con cui si assegnavano 100 miliardi di lire, 50 milioni di euro, per l'«autorizzazione all'invio in Albania ed in Macedonia di contingenti italiani nell'ambito della missione Nato per compiti umanitari e di protezione militare, nonché rifinanziamento del programma italiano di aiuti all'Albania e di assistenza ai profughi». Parte di questi fondi furono infatti utilizzati per la controversa missione Arcobaleno.
Per il rifinanziamento della missione in Afghanistan varato dal governo Prodi lo scorso agosto, verrà utilizzato invece un fondo di riserva (mille milioni di euro) previsto dalla finanziaria del 2005 del governo Berlusconi, in cui per la prima volta sono state assegnate quote di maggior gettito dell'erario a missioni militari.
Fonte:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=133132
Ripropongo il link all'articolo di Nigrizia:
www.nigrizia.it/doc.asp?id=7241&IDCategoria=127
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
DrugoLebowsky
l'Italia investe nella Difesa ufficilamente l'1,5% del PIL. In realtà sarà anche il 10% :D
Del tutto falso.
L'Italia riserva alla Funzione Difesa lo 0.98% del PIL. Meni di qualsiasi altro paese dell'Europa Occidentale.
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
wildweasel
Del tutto falso.
L'Italia riserva alla Funzione Difesa lo 0.98% del PIL. Meni di qualsiasi altro paese dell'Europa Occidentale.
Ma tu sei quello di finanzaonline?