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Originariamente Scritto da
UgoDePayens
Ma con che criterio si decide che la "decisione" la prenda una persona "capace"?
E se ci ripensa un attimo prima? O un attimo dopo? Se insomma è troppo tardi, ma non è più in grado di comunicarlo ai medici?
Non può essere un criterio, quello che tu proponi. Più che risolvere un problema, lo moltiplica...
Il punto centrale è se un soggetto possa o meno decidere della vita e della morte. Che sia il paziente, il parente più stretto, il comitato etico, lo Stato o il Presidente della Repubblica poco cambia, alla fin fine.
Scusa, ugo ma cambia moltissimo.
In primo luogo la mozione di manfr all'inizio fa una sorta di elegia dell'omicidio-suicidio che ho tolto. In secondo ho escluso il mero coma non irreversibile.
Infine, rispetto a quanto dici, se permetti un conto è dare alla persona e solo ad essa il diritto di evitare l'accanimento e, in alcuni casi da stabilire ex lege, di concedersi il diritto alla dolce morte....
....altro è concederlo a parenti, tutori et similia, nel caso che il consenso non sia mai stato prestato. Ne va del diritto a decidere per se stessi e non per gli altri.
Con la proposta di Manfr sia i MINORI che coloro che NON avevano dato consapevolmente il CONSENSO (e non solo chi non si è espresso perchè indifferente...) verrrebbero comunque sottoposti ad eutanasia su semplice decisione di parenti o tutori...in pratica la loro volontà non varrebbe mai...visto che i casi per cui prevediamo l'eutanasia presuppongono sempre la non coscienza nell'ultimo stadio!!!!! Il suo primo comma della mozione verrebbe vanificato in ogni caso dal secondo!!!!
E' chiaro che firmare un tale atto significa assumersi la responsabilità di non poterlo modificare in condizioni estreme... ma è pur sempre un suo diritto consapevole, espresso e revocabile fino a che ne sia capace. Non una cosa insignificante, insomma.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
UgoDePayens
Ma gianfrà, non mi sembra proprio ortodosso firmare due mozioni diverse e in parte (pur minima) contrastanti, sulla medesima questione...
Via, possibile che non si trovi un forumista dei vostri disposto a mettere una firma? Sarebbe più corretto secondo me.
Come ho specificato Ugo la mia firma è per presentare la mozione e non per approvarla. Ho detto che al momento giusto esporrò la mia idea al riguardo su una materia cosi delicata. Ho firmato inoltre quella di yac76 perchè la considero forse più appropriata e su cui penso ci possa essere una maggiore convergenza in congresso.
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E sia, il mio era un appunto "formale", più che di sostanza. Fate un pò come volete...
Yac, chiedo scusa se non ho espresso bene il concetto: la tua mozione è evidentemente diversa (seppur in modo secondo me non sostanziale) da quella dei sinistri. Ma ho rilevato quelli che secondo me sono problemi strutturali: la moltiplicazione del problema e l'arbitrarietà della scelta.
Secondo me è molto, molto insidioso dire qualcosa in più del "sì" o del "no". Il "no MA" rischia di trasformarsi in un "sì MA". E viceversa.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
UgoDePayens
E sia, il mio era un appunto "formale", più che di sostanza. Fate un pò come volete...
Yac, chiedo scusa se non ho espresso bene il concetto: la tua mozione è evidentemente diversa (seppur in modo secondo me non sostanziale) da quella dei sinistri. Ma ho rilevato quelli che secondo me sono problemi strutturali: la moltiplicazione del problema e l'arbitrarietà della scelta.
Secondo me è molto, molto insidioso dire qualcosa in più del "sì" o del "no". Il "no MA" rischia di trasformarsi in un "sì MA". E viceversa.
Se ti riferisci al "laddove il tipo di decorso della malattia lo richieda"...volevo semplicemente dire che non si può pensare di ricorrere all'eutanasia se non per particolari casi e laddove l'interruzione dell'accanimento terapeutico possa essere controllato con antidolorifici. La pronuncia rimane sempre un SI o un NO da parte della persona.
Si può dire meglio, ma non essendo medico rischiavo di dire cavolate.
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Non è molto fine ma...
up!