Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito Cosa dovrebbero pensare gli odiati?

    Sento spesso, on line come off line, dichiarazioni di persone che provano odio, risentimento, avversione e e sentimenti similari verso propri simili solo perché sono diversi da loro, poiché ritengo che tutte le opinioni siano legittime non entro nel merito, però a volte penso cosa debbono pensare i soggetti chiamati in causa da questa affermazioni, mi spiego, ammettiamo che io odi i celtiberi (faccio volutamente il nome di un'etnia che non dovrebbe più essere presente al mondo, quindi non ci dovrebbe essere una lega antidiffamazione o un'associazione che ne tuteli i diritti), e che li ritenga responsabili direttamente o indirettamente di tutti i problemi possibili e immaginabili, da quelli del mio condominio fino a quelli del sistema solare, questi cosa dovrebbero pensare del mio odio? Dire "sì, grazie, altrettanto a te" oppure infischiarsene, o ancora denunciarmi?
    Voi che ne pensate?
    Ultima modifica di subiectus; 08-02-10 alle 09:57

  2. #2
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    Predefinito Rif: Cosa dovrebbero pensare gli odiati?

    secondo me due smatafloni e un vaffanculo risolvono più crisi internazionali del consiglio di sicurezza dell'onu

  3. #3
    mai, eh...
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    Predefinito Rif: Cosa dovrebbero pensare gli odiati?

    Citazione Originariamente Scritto da subiectus Visualizza Messaggio
    Sento spesso, on line come off line, dichiarazioni di persone che provano odio, risentimento, avversione e e sentimenti similari verso propri simili solo perché sono diversi da loro, poiché ritengo che tutte le opinioni siano legittime non entro nel merito, però a volte penso cosa debbono pensare i soggetti chiamati in causa da questa affermazioni, mi spiego, ammettiamo che io odi i celtiberi (faccio volutamente il nome di un'etnia che non dovrebbe più essere presente al mondo, quindi non ci dovrebbe essere una lega antidiffamazione o un'associazione che ne tuteli i diritti), e che li ritenga responsabili direttamente o indirettamente di tutti i problemi possibili e immaginabili, da quelli del mio condominio fino a quelli del sistema solare, questi cosa dovrebbero pensare del mio odio? Dire "sì, grazie, altrettanto a te" oppure infischiarsene, o ancora denunciarmi?
    Voi che ne pensate?
    A me è successo di recente.

    Vado a cena da questa anziana scrittrice e c'erano altri invitati (tutti anziani). A un certo punto durante la cena parte una invettiva contro le persone della mia nazionalità, che va avanti per tutta la sera. Nessuno sapeva che io ho il passaporto di quella nazionalità e sono andati giù sul pesante, con tutto il cucuzzaro di pregiudizi, luoghi comuni, generalizzazioni.

    Non ho provato nulla in particolare, ma dopo un pò ho capito che loro non riuscivano a smettere. Era una compulsione, c'era sempre chi rilanciava, che aveva ancora un episodio da raccontare per corroborare la sua tesi razzista. E' stata una bella lezione di vita perché il razzismo è fatto così: le persone vi indugiano quando si sentono al sicuro e pensano che nessuno le sente ed evidentemente dà un enorme soddisfazione odiare e dir male di qualcuno comodamente seduti nel proprio salotto.

    Alla fine della cena, andando via, ho detto chi ero e si è creato un gelo terribile, fra loro. Perché hanno dovuto ripassare in rassegna nelle loro teste tutto quello che hanno detto. E sono sicura che non verrò più invitata: le persone odiano sentirsi in colpa e odiano chi gli ricorda i propri vizi.
    Ultima modifica di sugarbabe; 08-02-10 alle 11:32

    "I don't make any rules, Nick, I go with the flow."

  4. #4
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    Predefinito Rif: Cosa dovrebbero pensare gli odiati?

    Citazione Originariamente Scritto da Melusine Visualizza Messaggio
    A me è successo di recente.

    Vado a cena da questa anziana scrittrice e c'erano altri invitati (tutti anziani). A un certo punto durante la cena parte una invettiva contro le persone della mia nazionalità, che va avanti per tutta la sera. Nessuno sapeva che io ho il passaporto di quella nazionalità e sono andati giù sul pesante, con tutto il cucuzzaro di pregiudizi, luoghi comuni, generalizzazioni.

    Non ho provato nulla in particolare, ma dopo un pò ho capito che loro non riuscivano a smettere. Era una compulsione, c'era sempre chi rilanciava, che aveva ancora un episodio da raccontare per corroborare la sua tesi razzista. E' stata una bella lezione di vita perché il razzismo è fatto così: le persone vi indugiano quando si sentono al sicuro e pensano che nessuno le sente ed evidentemente dà un enorme soddisfazione odiare e dir male di qualcuno comodamente seduti nel proprio salotto.

    Alla fine della cena, andando via, ho detto chi ero e si è creato un gelo terribile, fra loro. Perché hanno dovuto ripassare in rassegna nelle loro teste tutto quello che hanno detto. E sono sicura che non verrò più invitata: le persone odiano sentirsi in colpa e odiano chi gli ricorda i propri vizi.
    insomma, ti sei trovata in mezzo a una congrega di teste di cazzo.
    immagino le loro facce (da culo) quando hanno realizzato di aver fatto una figura di merda cosmica...

    comunque è successo qualche volta anche a me. solo che io mando immediatamente affanculo
    Ultima modifica di senhor soares; 08-02-10 alle 13:44
    siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque e in ogni parte del mondo...è la qualità più bella di un rivoluzionario... (Ernesto Guevara de la Serna)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Cosa dovrebbero pensare gli odiati?

    Citazione Originariamente Scritto da Melusine Visualizza Messaggio
    A me è successo di recente.

    Vado a cena da questa anziana scrittrice e c'erano altri invitati (tutti anziani). A un certo punto durante la cena parte una invettiva contro le persone della mia nazionalità, che va avanti per tutta la sera. Nessuno sapeva che io ho il passaporto di quella nazionalità e sono andati giù sul pesante, con tutto il cucuzzaro di pregiudizi, luoghi comuni, generalizzazioni.

    Non ho provato nulla in particolare, ma dopo un pò ho capito che loro non riuscivano a smettere. Era una compulsione, c'era sempre chi rilanciava, che aveva ancora un episodio da raccontare per corroborare la sua tesi razzista. E' stata una bella lezione di vita perché il razzismo è fatto così: le persone vi indugiano quando si sentono al sicuro e pensano che nessuno le sente ed evidentemente dà un enorme soddisfazione odiare e dir male di qualcuno comodamente seduti nel proprio salotto.

    Alla fine della cena, andando via, ho detto chi ero e si è creato un gelo terribile, fra loro. Perché hanno dovuto ripassare in rassegna nelle loro teste tutto quello che hanno detto. E sono sicura che non verrò più invitata: le persone odiano sentirsi in colpa e odiano chi gli ricorda i propri vizi.
    Grazie per aver raccontato la tua esperienza, a dire il vero anch'io ho vissuto talvolta esperienze simili, ma (quel che è peggio) tra connazionali, anni fa i casi della vita mi hanno portato a vivere per qualche tempo al nord, a dir la verità il 99% delle persone che ho incontrato in quell'esperienza mi apprezzavano o criticavano per quello che ero e non per il luogo da dove venivo, però c'era sempre quell'1% che mi diceva "ah, sei di giù? Non sembra proprio" (evidentemente ritenevano che avessi dovuto portare rigorosamente baffetti, coppola e lupara), a dire il vero mi aiutava il saper camuffare l'accento, per cui talvolta mi capitava di dovermi sorbire una tirata anti-meridionale per poi dire al mio interlocutore che ero proprio uno di quegli "aliens" di cui parlava, io quindi non me la prendevo più di tanto (colui che aspira ad essere saggio non dovrebbe curarsi di queste cose), ma per questo mi chiedo cosa si debba fare se si è oggetti d'odio, forse grazie a questo cerco di apprezzare (o meno) un individuo per quello che è e non per la sua nazionalità, casta, religione, colore epidermico ed altro.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Cosa dovrebbero pensare gli odiati?

    Citazione Originariamente Scritto da Melusine Visualizza Messaggio
    A me è successo di recente.

    Vado a cena da questa anziana scrittrice e c'erano altri invitati (tutti anziani). A un certo punto durante la cena parte una invettiva contro le persone della mia nazionalità, che va avanti per tutta la sera. Nessuno sapeva che io ho il passaporto di quella nazionalità e sono andati giù sul pesante, con tutto il cucuzzaro di pregiudizi, luoghi comuni, generalizzazioni.

    Non ho provato nulla in particolare, ma dopo un pò ho capito che loro non riuscivano a smettere. Era una compulsione, c'era sempre chi rilanciava, che aveva ancora un episodio da raccontare per corroborare la sua tesi razzista. E' stata una bella lezione di vita perché il razzismo è fatto così: le persone vi indugiano quando si sentono al sicuro e pensano che nessuno le sente ed evidentemente dà un enorme soddisfazione odiare e dir male di qualcuno comodamente seduti nel proprio salotto.

    Alla fine della cena, andando via, ho detto chi ero e si è creato un gelo terribile, fra loro. Perché hanno dovuto ripassare in rassegna nelle loro teste tutto quello che hanno detto. E sono sicura che non verrò più invitata: le persone odiano sentirsi in colpa e odiano chi gli ricorda i propri vizi.
    Che figli di mignotta. Hai fatto bene a farli sentire in colpa, comunque.
    "Bad karma"

  7. #7
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    Predefinito Rif: Cosa dovrebbero pensare gli odiati?

    Citazione Originariamente Scritto da Melusine Visualizza Messaggio
    A me è successo di recente.

    Vado a cena da questa anziana scrittrice e c'erano altri invitati (tutti anziani). A un certo punto durante la cena parte una invettiva contro le persone della mia nazionalità, che va avanti per tutta la sera. Nessuno sapeva che io ho il passaporto di quella nazionalità e sono andati giù sul pesante, con tutto il cucuzzaro di pregiudizi, luoghi comuni, generalizzazioni.

    Non ho provato nulla in particolare, ma dopo un pò ho capito che loro non riuscivano a smettere. Era una compulsione, c'era sempre chi rilanciava, che aveva ancora un episodio da raccontare per corroborare la sua tesi razzista. E' stata una bella lezione di vita perché il razzismo è fatto così: le persone vi indugiano quando si sentono al sicuro e pensano che nessuno le sente ed evidentemente dà un enorme soddisfazione odiare e dir male di qualcuno comodamente seduti nel proprio salotto.

    Alla fine della cena, andando via, ho detto chi ero e si è creato un gelo terribile, fra loro. Perché hanno dovuto ripassare in rassegna nelle loro teste tutto quello che hanno detto. E sono sicura che non verrò più invitata: le persone odiano sentirsi in colpa e odiano chi gli ricorda i propri vizi.
    Ma perchè, di che nazionalità sei?
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  8. #8
    Bye bye & kisses
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    Predefinito Rif: Cosa dovrebbero pensare gli odiati?

    Citazione Originariamente Scritto da Melusine Visualizza Messaggio
    A me è successo di recente.

    Vado a cena da questa anziana scrittrice e c'erano altri invitati (tutti anziani). A un certo punto durante la cena parte una invettiva contro le persone della mia nazionalità, che va avanti per tutta la sera. Nessuno sapeva che io ho il passaporto di quella nazionalità e sono andati giù sul pesante, con tutto il cucuzzaro di pregiudizi, luoghi comuni, generalizzazioni.

    Non ho provato nulla in particolare, ma dopo un pò ho capito che loro non riuscivano a smettere. Era una compulsione, c'era sempre chi rilanciava, che aveva ancora un episodio da raccontare per corroborare la sua tesi razzista. E' stata una bella lezione di vita perché il razzismo è fatto così: le persone vi indugiano quando si sentono al sicuro e pensano che nessuno le sente ed evidentemente dà un enorme soddisfazione odiare e dir male di qualcuno comodamente seduti nel proprio salotto.

    Alla fine della cena, andando via, ho detto chi ero e si è creato un gelo terribile, fra loro. Perché hanno dovuto ripassare in rassegna nelle loro teste tutto quello che hanno detto. E sono sicura che non verrò più invitata: le persone odiano sentirsi in colpa e odiano chi gli ricorda i propri vizi.

    rego:

    Solo una parola, GRANDE. e bollino meritatissimo.

    (p.s: avrei voluto esserci per godermi lo spettacolo.)

  9. #9
    VIVERE INIMITABILE
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    Predefinito Rif: Cosa dovrebbero pensare gli odiati?

    Citazione Originariamente Scritto da Melusine Visualizza Messaggio
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    Vado a cena da questa anziana scrittrice e c'erano altri invitati (tutti anziani). A un certo punto durante la cena parte una invettiva contro le persone della mia nazionalità, che va avanti per tutta la sera. Nessuno sapeva che io ho il passaporto di quella nazionalità e sono andati giù sul pesante, con tutto il cucuzzaro di pregiudizi, luoghi comuni, generalizzazioni.

    Non ho provato nulla in particolare, ma dopo un pò ho capito che loro non riuscivano a smettere. Era una compulsione, c'era sempre chi rilanciava, che aveva ancora un episodio da raccontare per corroborare la sua tesi razzista. E' stata una bella lezione di vita perché il razzismo è fatto così: le persone vi indugiano quando si sentono al sicuro e pensano che nessuno le sente ed evidentemente dà un enorme soddisfazione odiare e dir male di qualcuno comodamente seduti nel proprio salotto.

    Alla fine della cena, andando via, ho detto chi ero e si è creato un gelo terribile, fra loro. Perché hanno dovuto ripassare in rassegna nelle loro teste tutto quello che hanno detto. E sono sicura che non verrò più invitata: le persone odiano sentirsi in colpa e odiano chi gli ricorda i propri vizi.
    non è che il gelo più che all'imbarazzo si riferiva all'errore commesso
    l'aver fatto entrare in casa un individuo di quella categoria ?
    Ultima modifica di Pompeo; 09-02-10 alle 16:30

  10. #10
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    Predefinito Rif: Cosa dovrebbero pensare gli odiati?

    Citazione Originariamente Scritto da Pompeo Visualizza Messaggio
    non è che il gelo più che all'imbarazzo si riferiva all'errore commesso
    l'aver fatto entrare in casa un individuo di quella categoria ?
    ostridicolo:


 

 

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