Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto in materia di previdenza complementare. Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta. "In questo modo - ha affermato il ministro del Lavoro Cesare Damiano - si consente di cominciare a raccogliere nei fondi il Tfr già da gennaio 2007". Una posizione sulla quale pesa il no del ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero. "Ho votato contro", ha detto il ministro di Rifondazione.
Secondo Damiano "per anticipare il decollo si dovranno fare alcune correzioni per adeguare i fondi alla raccolta del tfr. Entro il 31 dicembre 2006 i fondi pensione dovranno quindi aggiornare statuti e regolamenti, adeguandoli alla nuova normativa perchè possano avere tutti le stesse caratteristiche, mentre entro, il 31 marzo 2007, le forme pensionistiche individuali devono essere attuate mediante contratti di assicurazione sulla vita che prevedano la costituzione di un patrimonio autonomo e separato".
Damiano ha inoltre affermato che si sta lavorando anche per avviare la previdenza complementare nel settore del pubblico e ha spiegato che nei giorni scorsi si sono svolti incontri con il ministro della Funzione pubblica, Luigi Nicolais, e il sottosegretario all'Economia, Vincenzo Visco proprio per discutere del tema dei fondi pensione per i dipendenti pubblici.
"Considero grave, tanto più in vista della prossima discussione sulle pensioni, che il Governo proceda sul tema del Tfr senza tener conto del programma con il quale è stato eletto e dell'opinione di tutta la sua maggioranza". Ha detto Ferrero.
"Su questo punto - aggiunge il ministro - ho votato contro perché la proposta che ci è stata sottoposta anticipa di fatto un intervento sui fondi pensione in linea con la riforma Maroni a cui eravamo stati totalmente contrari e non tiene conto di un punto importante del programma dell'Unione. Faccio riferimento al punto del programma che prevede la possibilità da parte dei lavoratori di destinare i propri fondi all'Inps per la creazione di un fondo integrativo pubblico".
Anche nella Cgil restano dei malumori. In particolare il segretario Guglielmo Epifani è tornato oggi sull'emendamento non concordata che ha riacceso ieri una polemica tra sindacati e governo: "E' stato presentato un emendamento - dice Epifani - che non corrisponde all' accordo, senza dirci nulla. Prendo atto delle rassicurazioni date dal sottosegretario Sartor, ma deve essere chiaro che è una materia delicata sulla quale non si scherza". Più ottimista Luigi Angeletti della Uil: "Il governo rispetterà i patti e varerà una formulazione esattamente come quella concordata". (www.repubblica.it)
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Però il ministro Ferrero non si dimette...quando è proprio lui che sottolinea il ''tradimento'' del governo rispetto a quello che sta scritto nel programma dell'Unione...
Poveretti,compatiamo la loro totale mancanza di minima dignità.




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