La situazione politica del Libano si sta avvicinando rapidamente alla rottura. Sentendosi rafforzati dall’attitudine delle truppe dell’Unifil, che non hanno finora mosso un dito per ostacolare l’evidente riarmo degli Hezbollah nel sud, i settori filosiriani sfidano apertamente il governo di Fouad Siniora.
Dopo che il presidente Emile Lahoud ha proclamato l’illegittimità del governo, che esprime la maggioranza parlamentare contraria al protettorato siriano, i ministri sciiti e quelli di Hezbollah si sono dimessi e, da ultimo, è giunta anche la rinuncia del ministro dell’Ambiente Yaacoub Sarraf, cristiano legato a Lahoud.
La complessa costituzione libanese, approvata per sancire la fine della guerra civile, prevede una costituzione paritetica tra le diverse confessioni degli organismi istituzionali, che le dimissioni dei ministri fanno saltare, allo scopo di provocare una crisi irrisolvibile.
Siniora non ha ceduto alle intimidazioni e ha riunito il governo che, con i ministri rimasti, ha approvato all’unanimità il provvedimento che autorizza
il processo internazionale per l’assassinio dell’ex premier Rafiq Hariri, la cui
responsabilità viene attribuita ai servizi siriani e ai loro sostenitori in Libano.
L’origine della crisi è la richiesta da parte di Hezbollah, la formazione terroristica responsabile del rapimento di soldati israeliani che ha provocato il recente conflitto, di ottenere maggiore peso politico, in modo da rendere del
tutto inefficace la parte fondamentale della risoluzione dell’Onu, che impegna
l’Unifil a garantire che sia l’esercito regolare libanese a riprendere il controllo del sud.
In Libano è sempre incombente il rischio che le contese tra etnie e religioni riattizzino le fiamme di una guerra civile mai definitivamente sedata.
La missione internazionale, inviata con regole incerte, invece di realizzare
la pacificazione della zona rischia di diventare ostaggio di un conflitto
intestino innescato da Hezbollah e dalla Siria, conflitto che non ha fatto nulla per evitare e che ora potrebbe finire per subire sulla sua pelle.
da il Fglio
saluti




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