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E'un periodo nel quale sto rivedendo le mie posizioni in tema di laicità statuale. Per molto tempo ho dato l'8 per mille allo stato. Ultimamente sto dando l'8 per mille alla chiesa valdese. Questo non avviene solo perchè questa partecipa all'assegnazione del non optato o perchè non spende soldi dell'8 per mille per il sostentamente del suo clero. No, anzi. Generalmente , noi laici in materia di stato e chiesa siamo un po' tutti liberisti: lo stato non intervenga e sia una mano invisibile a determinare come si manifesterà la volontà dei cittadini di fronte a questa impostazione , ho però tratto alcune diverse conclusioni
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Quasi sempre, quanti non hanno uno specifico pensiero religioso, quanti si dichiarano atei od agnostici, sono , non sempre per carità, più portati a transigere nei rapporti tra stato e chisa rispetto a quanti sono su posizioni religiose non indifferenti o perchè credenti di questa o quella religione, o perchè individualmente non indifferenti a tali temi come ad esempio teisti od altro. Non a caso è più facile trovare uno stato laico dove più di una religione è presente con un certo rilievo che dove vi è una sola grande, numericamente, religione rispetto ad altre minori.
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Vi sono ,inoltre, in Italia numerosi cattolici che non condividono l'idea ufficiale della chiesa in numerose materie eppure sperano più che las chiesa cambi che non pensare ad essere loroa cambiare chiesa. Ma non è detto che se le cose cominciano a cambiare non si verifichi un fenomeno di ampia trasformazione della collocazione religiosa degli italiane in tempi anche abbastanza veloci
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Del resto anche nell'ottocento vi era chi, come Cattaneo, riteneva, per l'appunto, che fosse più facile trovare la libertà religiosa la dove alcune grandi religioni stavano l'una di fronte all'altra. Del resto, sappiamo tutti come per Mazzini non fosse certo indifferente il pensiero religioso degli italiani. Con questo, non penso di aderire a questa o quella religione; mi sto solo chiedendo e sto chiedendo a voi se anche in questo campo non si possa pensare ad un progetto democratico diverso da quello liberale. Progetto diversio che .da parte mia, vi è comunque sempre stato se non altro nel preferire alla ben nota formula cavourriana , quella luzzattiana di libere chiese instato sovrano
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Ho letto solo il titolo del thread e il nome di Dahrendorf, quindi non posso dire molto, però una cosa la dico.:D Dahrendorf è indubbiamente un grande cervello, ma santoddio un po' di ottimismo...una volta che scrivesse "l'inizio di...". Solo fine del laicismo, fine dell'UE, fine dei parlamenti...:D
Quando ho tempo leggo tutto, al momento devo impomatarmi e farmi bello per andare a laurearmi...:eek:
(incrociate le dita per me, che mi sto ca#ando sotto...).
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Alberich
H
Quando ho tempo leggo tutto, al momento devo impomatarmi e farmi bello per andare a laurearmi...:eek:
(incrociate le dita per me, che mi sto ca#ando sotto...).
AUGURI , se invece di cacarti sotto, di cachi sopra la lode è assicurata
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Continuo dopo i quattro post su stato e chiesa. Ritengo inoltre che ad una diversa teologia finisca sempre con l'esseci una diversa eccleliologia, il diverso modo di organizzarsi di molte chiese protestanti o dell'ebraismo, rispetto al cattolicesimo dipende anche da modi diversi di essere della loro religione. Ma una diversa teologia ed una diversa ecclesiologia porta anche ad un diverso modo di rapportarsi rispetto allo stato. Le diverse richieste avanzate dalla tavola valdo-metodista in occasione della loro intesa con lo stato non è stato causato solo dalla loro posizione minoritaria, ma anche da una diversa impostazione culturale. Il fatto che in materia di rapporti tra stato e chiesa, ma anche direttamente in materia di divorzio o di aborto visiano posizioni diverse da quella cattolica non significa assolutamente nulla per il nostro laicismo? O questo deve vivere in una torre d'avorio e cercar norme che prescindano dallo svilupparsi concreto delle diverse concezioni religiose? Lo pongo come problema
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Alberich
Ho letto solo il titolo del thread e il nome di Dahrendorf, quindi non posso dire molto, però una cosa la dico.:D Dahrendorf è indubbiamente un grande cervello, ma santoddio un po' di ottimismo...una volta che scrivesse "l'inizio di...". Solo fine del laicismo, fine dell'UE, fine dei parlamenti...:D
Quando ho tempo leggo tutto, al momento devo impomatarmi e farmi bello per andare a laurearmi...:eek:
(incrociate le dita per me, che mi sto ca#ando sotto...).
sono di corsa, ma non potevo non augurarti un "in bocca al lupo" ( una volta ai miei tempi si rispondeva "in c..o alla balena", si dice ancora?) e farti i miei complimenti.
ad majora e fraterni saluti
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seguito di 11 12 13 14 17 - I laici di fine ottocento e di fine novecento, repubblicani compresi, non di rado cercarono di appoggiare i movimenti di tresformazione all'interno del mondo religioso (ad esempio, anche se modesto) appoggio agli ex preti, impegno che divenne significativo in occasione dell'attacco a Buonaiuti, qualcosa del genere, come alzata di scudi, avenne, non per unex prete ma per undocente della Cattolica, sul caso Cordero in occasione del referendum sul divorzio. Credo che poco ora si faccia in questo senso, sembrando il tutto un problema che non ci riguardi, talvolta mi chiedo se è proprio così, pur consapevole che tale interesse possa risultare strano per un laico integrale. IL guai è che mancano associazioni collaterali che possano , con credibilità, operare in questo campo. Sono stato per anni iscritto all'Assoc. per la Libertà Religiosa in Italia, fondata da g. Salvemini in tempi di persecuzioni dei protestanti e poi splendidamente diretta da Luigi Rodelli. Ma oggi non intravvedo nulla di smile all'orrizonte.
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Caro edera,
mi ero perso totalmente questo sviluppo del 3d.
Metti giustamente in luce il tema di non ridure tutto alla contrapposizione
laici religiosi , perche´da laici non possiamo ignorare come la pluralita´delle posizioni religiose possa essere un punto di forza per chi aspira ad una societa´secolarizzata .
E´ il paradosso di Lewis in “il suicidio dell´ islam” quando attribuisce alla terrificante intolleranza delle varie fazioni cristiane fra di loro la necessita´di “inventare “ lo stato laico.
L´islam avrebbe avuto l “sfortuna” di essere un po´ meno intollerante e di potersi tenere la confusione fra sfera religiosa e sfera politica.
In quest´ottica ribadisco che il punto per me fondamentale dei cattolici che non accettano di ragionare con la testa delle gerarchie per cio` che riguarda l´agire politico. Ancora una volta ricordo che le grandi battaglie degli anni ´70 furono vinte per l´ azione determinante dei “cattolici per il no” : per questo mi chiedo non varrebbe la pena di riflettere sul dogma di tanti amici ( a cui di pancia mi sentirei di aderirire anch´io) i laici con i laici e i cattolici con i cattolici ?