
Originariamente Scritto da
anto777
in puglia dopo 4 anni tiprerndono grazie all'efficienza di questo governo di sinistra gli sbarchi dei clandestini
in solo 2 mesi 10 sbarchi complimenti
leuca (lecce)Inseguimento mozzafiato fra scafisti e finanzieri. Le Fiamme gialle ci hanno quasi rimesso una motovedetta che è stata più volte speronata dal gommone dei trafficanti di uomini. Ma, alla fine, gli scafisti sono stati raggiunti ed arrestati. Ed ora rischiano l'incriminazione anche per tentato omicidio. Si tratta di due greci, abili quanto determinati alla guida di un gommone lungo circa dieci metri con due motori fuoribordo. Sono loro i nuovi scafisti. Non più albanesi, ma greci. Fanno parte, probabilmente, di un'organizzazione che gestisce il traffico di disperati. Un traffico che viaggia su una rotta nuova. Le partenze dei gommoni non avvengono più dalle coste albanesi. Gli scafisti, adesso, partono da Corfù e attraccano a Punta Meliso, il solo tratto di costa nei dintorni di Leuca che consente di far scendere i clandestini senza scaricarli in mare. L'operazione è scattata durante la notte. Mezz'ora dopo le dodici, sul litorale di Leuca, 23 clandestini cingalesi sono stati rintracciati dal dispositivo interforze (composto da finanzieri, poliziotti e carabinieri) che durante la notte pattuglia il litorale. Il carico umano era stato appena scaricato da un gommone che, conclusa le operazioni, ha preso subito il largo. A quel punto è cominciato l'inseguimento. Le motovedette ed un elicottero della Guardia di finanza si sono messi all'inseguimento del natante. Per circa tre ore i finanzieri hanno tallonato gli scafisti che, pur di sfuggire alla cattura, non hanno esitato a speronare più volte l'imbarcazione della Finanza, danneggiandola. L'impatto ha aperto più di una crepa sulle fiancate dello scafo delle Fiamme gialle. Le manovre piratesche, filmate dai finanzieri, non sono bastate ai fuggitivi per farla franca. E, a circa venti miglia dall'isola di Corfù, gli scafisti sono stati bloccati e ammanettati. Gli arresti dei due greci confermano le ipotesi degli inquirenti, maturate dopo la ripresa degli sbarca nel Salento, sull'esistenza di una nuova rotta del traffico di essere umani. Spiega il procuratore aggiunto Cataldo Motta, che guida la Procura distrettuale antimafia di Lecce: «I clandestini arrivano in Grecia dall'Afghanistan utilizzando i mezzi tradizionali di comunicazione. Una volta giunti a destinazione, poi, si fermano per alcuni mesi, giusto il tempo di mettersi da parte un po' di denaro magari lavorando all'interno del porto». La traversata del Basso adriatico - stando alle dichiarazioni raccolte fra i clandestini - viene a costare dai duemila ai seimila euro. La Procura antimafia che coordina le indagini sul traffico di clandestini sospetta che in terra ellenica ci sia un'organizzazione capace di gestire arrivi e di programmare partenze degli extracomunitari Ora si indaga per accertare la presenza di un'eventuale organizzazione «gemella» che in Italia si preoccuperebbe di smistare i clandestini una volta sbarcati lungo le coste del Salento. Quello dell'altra notte è il decimo sbarco avvenuto sulle coste salentine da quando sono ripresi gli arrivi di clandestini. Dal 2002 il fenomeno era stato azzerato. Qualche arriva era stato registrato nel 2003. Ma dal 9 settembre scorso gli sbarchi sono ripresi con una certa regolarità. E da allora sono circa cento i clandestini rintracciati lungo il litorale dai finanzieri delle Compagnia di Otranto, Gallipoli, Lecce e Tricase nell'ambito dei servizi disposti dal comando provinciale della Guardia di Finanza.