Accordo con Usa per ingresso Russia nel Wto
Mosca e Washington hanno siglato un'intesa che concede via libera a Putin per entrare nell'Organizzazione mondiale del Commercio
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HANOI (VIETNAM) - La Russia e gli Stati Uniti hanno firmato un accordo bilaterale finalizzato all'ingresso di Mosca nell'Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto). Si tratta di un passo avanti decisivo per il Cremlino che da 13 anni attende di entrare nell'organismo internazionale. Ora, l'intesa con gli Usa rimuove uno degli ultimi ostacoli al raggiungimento dell'obiettivo.
Il documento è stata firmato dal ministro russo per lo Sviluppo Economico e il Commercio, German Gref, e dal rappresentate americano per il Commercio, Susan Schwab, a margine del summit dell'Apec, l'associazione per la cooperazione economica Asia-pacifico e prima di un incontro tra i leader dei due Paesi, George W. Bush e Vladimir Putin. «Indubbiamente, l'accordo è un pietra miliare sostanziale nell'integrazione della Russia nell'economia globale», ha commentato Gref, annunciando di voler completare il processo di adesione per la metà del 2007. Il presidente Usa ha definito l'accordo «buono per gli Stati Uniti e buono per la Russia». Secondo alcuni osservatori, l'appoggio della Casa Bianca alla domanda della Russia di adesione al Wto è motivato dalla sconfitta elettorale dei Repubblicani alle elezioni di metà mandato. Secondo tale ricostruzione, Bush vorrebbe ottenere, in cambio, l'appoggio russo sul alcuni temi internazionali come l'Iraq e l'Iran. Gref ha però negato la circostanza, sottolineando che «l'accordo base è stato delineato prima delle elezioni americane».
COLLOQUI USA-CINA - Bush ha poi incontrato il presidente cinese Hu Jintao, a margine dei lavori del vertice dell'Apec di Hanoi, chiedendo l'aiuto di Pechino per la crisi nordcoreana e invitando i cinesi a consumare prodotti americani. Per quanto riguarda il nucleare nordcoreano, il portavoce dell'ufficio del Consigliere per la sicurezza nazionale di Bush, ha detto che Bush e Hu hanno raggiunto «un accordo sulla direzione ed i passi da intrprendere», condividendo «posizioni molto simili». E per quanto riguarda la spinosa questione commerciale, Bush avrebbe scelto una linea più morbida - rispetto alle precedenti lamentele per la legge cinese troppo permissiva in materia di copyright - sottolineando di «condividere la visione del presidente Hu, invitando il suo paese a diventare una nazione di consumatori e non di risparmiatori. «Naturalmente - ha detto ancora Bush - con tutti gli scambi commerciali che ci sono tra i nostri due paesi, ci saranno sempre dei problemi, ma in ogni caso entrambi abbiamo uno spirito di reciproco rispetto e desiderio di affrontare i problemi».
19 novembre 2006


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