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Discussione: IL P 40\26

  1. #1
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    IDEAZIONE E SVILUPPO

    PRIME FASI

    Il P-40, o più esattamente il P-26/40, era un carro italiano da 26 tonnellate (teoriche) ideato a partire dal 1939-40.
    Era stato pensato considerando che i carri cosiddetti Medi o 'M' non avrebbero potuto a lungo confrontarsi coi veicoli pariclasse esteri.
    In effetti in tutti gli altri paesi belligeranti gli esemplari medi tendevano a pesare oltre 20 tonnellate, specie quelli sovietici e inglesi.


    Il carro armato denominato P 40 rappresentò l'apice dello sforzo di adeguamento dell'industria bellica italiana al volgere della situazione su tutti i fronti di guerra.
    Lo sviluppo del progetto fu però colpevolmente rallentato da discussioni teoriche e problemi burocratici di ogni genere.


    Venne sviluppato soltanto dopo che fu decisa l'interruzione del progetto di sviluppo del carro M "sahariano" (una specie di Crusader italiano) e, sulla base dei progetti iniziali doveva essere inizialmente armato con un cannone corto da 75/18.
    La corazzatura venne impostata in modo assai simile agli 'M', ma l'analisi del T-34 di cui i tedeschi fornirono un esemplare catturato, comportò la riprogettazione dello scafo, che venne riallestito con una struttura meglio inclinata su tutti i lati dello scafo e torretta, mentre il cannone da 75 venne portato a 34 calibri e allungato.


    L'idea di realizzare il carro P.40 risale infatti all'incirca al mese di maggio del 1938 quando il generale Pariani, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, dette disposizioni all'ispettorato della motorizzazione sui progetti che era necessario sviluppare per i carri armati.
    In quella occasione fu confermato che le forze meccanizzate del regio esercito dovevano basarsi su tre tipo di carri:
    Mezzi leggeri destinati all'esplorazione denominati " L " ;
    Carri per il combattimento e per manovrare denominati medi o " M ";
    Carri pesanti che dovevano diventare dei centri mobili di fuoco e denominati " P ".

    Queste indicazioni vennero ulteriormente ribadite nel dicembre del 1938 nella prima circolare "Impiego delle unità carriste" dove fu meglio specificato il progetto del carro pesante.
    Il Carro P doveva avere un peso tra venti e venticinque tonnellate, una velocità di almeno 32 Km/h e una autonomia su terreno vario di almeno 10 ore.
    L'armamento richiesto era di tre mitragliatrici in torretta o in casamatta e un cannone da 47/32 in torretta girevole.
    Per alcuni mesi si discusse e poi il progetto venne sospeso per concentrarsi sui tipi medi.
    CETERUM CENSEO KARLPOPPER BANNANDUM EST

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

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  2. #2
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    Predefinito Rif: IL P 40\26

    SECONDA FASE

    MODIFICHE E SVILUPPO CONCRETO

    Del problema carro pesante si tornò a parlare nel luglio 1940, a guerra dichiarata.
    La netta contrapposizione tra lo Stato Maggiore del Regio Esercito (contrario a costruire "in Italia un carro armato pesante armato da cannone da 90 o da 75 e di tre mitragliatrici" prima di aver inviato delle commissioni di studio in Germania) e il potere politico che ostacolava la decisione del sottocapo di stato maggiore generale, generale Mario Roatta, aveva causato lo stop nei lavori.

    Paradossalmente i tecnici vennero esclusi dalla discussione e i fautori del carro P tenuti fuori dallo sviluppo dei piani di produzione perchè Roatta si era reso impopolare per varie ragioni, tra le quali spiccava il suo non essere riuscito a convincere il Fuhrer ad accettare un grande contingente italiano contro l'Inghilterra.
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  3. #3
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    Predefinito Rif: IL P 40\26

    Scrisse anni dopo lo stesso Roatta, ricordando polemicamente nelle sue memorie lo stato precario dell'armamento dell'Esercito italiano nella Seconda Guerra Mondiale ed in particolare sullo sviluppo del carro armato P.40:

    "Il carro armato P.40, che doveva equipaggiare due reggimenti per divisione nel 1941, all'armistizio non era ancora entrato in servizio.
    Migliorato, sulla carta, rispetto allo studio originale, armato con un cannone da 75/34 anziché con quello da 75/18 in un primo tempo previsto, la sua fornitura, in ragione di pochi esemplari al mese, avrebbe dovuto iniziarsi nel luglio- agosto 1943."

    In realtà al momento dell'armistizio non ne esisteva che un campione.

    Sempre dalle memorie di Roatta :
    "E' da notare che la propaganda fascista - repubblicana fra i pochissimi dati citati a comprovare il perfetto attrezzamento dell'esercito italiano, ha affermato che il carro in parola, sarebbe entrato in servizio pochi mesi dopo l'armistizio.
    Orbene, a prescindere dal fatto che tale circostanza avrebbe potuto, caso mai, contribuire solo all'efficienza futura dell'esercito e non a quella del passato, il citare, a prova della modernità d'armamento, un carro armato che sarebbe entrato in servizio nel 1944, mentre era già in programma nel 1939, dimostra meglio di qualsiasi altro esempio quanto grandi fossero la incomprensione e l'incompetenza del fascismo in fatto di guerra moderna".

    Sebbene si possa dubitare delle ragioni di Roatta, che doveva discolpare se stesso da diverse gravi accuse, non ci sono ragioni per dubitare dell'esattezza delle sue parole in questo caso.
    In effetti la maggioranza dei nostri generali non era all'altezza nemmeno di immaginare nel 1939 gli sviluppi della guerra in cui erano entrati più per ragioni politiche che militari.
    Le precarie condizioni economiche dell'Italia in quel momento costituivano un ostacolo insormontabile alla reale partecipazione italiana alla guerra e il tempo avrebbe dimostrato il fatto che non era possibile fare niente per modificare questo stato di fatto.
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  4. #4
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    Predefinito Rif: IL P 40\26

    Si passò dalla "guerra in preparazione" alla "guerra combattuta" solo nel 1942 ed era troppo tardi.
    L'idea della guerra breve, a rimorchio dei tedeschi aveva persuaso tutta la dirigenza fascista e molti dei generali da salotto degli stati maggiori italiani.
    Solo alcuni dei più giovani ufficiali comprendevano l'importanza dei carri. Un unico alto ufficiale faceva eccezione, il generale Messe, ma una rondine non fa primavera. Soprattutto in guerra.

    Colmo dell'ironia, pare sia stato Mussolini a risolvere i contrasti tra gli alti ufficiali, mosso più da motivazione di prestigio che da reale comprensione del problema.
    Secondo un appunto di Roatta a Graziani in data 7-08-1940 gli avvenimenti si sarebbero svolti in questo modo:
    <Viene Ecc. Caracciolo che ha presentato, nella mattinata, al Duce i carri armati M13 ed L6 nonché la nuova autoblinda.>
    <Il Duce ha ordinato 2000 carri: 1000 L6, 500 autoblindo.>
    <Come carro pesante, il Duce ha approvato il tipo ( il campione sarà pronto tra un anno) da costruire in 500 esemplari e con le seguenti principali caratteristiche:
    due pezzi ( da 75/18 e da 20) abbinati in torretta; 3-4 mitragliatrici; peso 25 tonnellate; 5 uomini di equipaggio.>

    Nel tardo 1940 il lavoro riprese a velocità accellerata e venne ultimata una modifica completa del progetto di base.
    Il veicolo che ne venne fuori aveva una tecnica abbastanza avanzata, con la parte migliore riposante in un motore diesel, che, nella sua ultima elaborazione aveva potenza elevata a 420 hp, più o meno quella del diesel dei carri sovietici.
    Questo motore, progettato ex novo dalla FIAT, era però afflitto da considerevoli problemi di sviluppo che non furono mai completamente risolti.

    Il treno di rotolamento era costituito da ruotine assemblate su carrelli con sospensioni a balestra, assai simile a quello degli 'M', ma più solida e performante.
    Le corazze erano inclinate anche lateralmente e posteriormente, con uno spessore di 50 mm, e lo scudo del cannone raggiungesse anche i 60 mm, e lastre imbullonate. L'armamento era derivato dal cannone campale Ansaldo da 75 mm Mod. 37, lungo 34 calibri.
    Le munizioni erano 63 da 75 mm e solo 600 per le due mitragliatrici Breda da 8 mm, una coassiale e una contraerea.

    Comparato ai veicoli coetanei, avrebbe potuto essere un buon veicolo con prestazioni simili a quelle dei carri medi degli altri belligeranti.

    Le sue prestazioni erano peraltro inficiate dalla tecnologia superata o inaffidabile di vari componenti: la corazzatura era ancora imbullonata, la mobilità era un po' scarsa a causa delle sospensioni, che però erano adattissime a carri che non superavano i 40 km/h, mentre il motore era piuttosto inaffidabile.



    Rispetto ai pariclasse nasceva un po' tardi.
    Considerato equivalente al Pz.Kpfw. IV, il carro allora più comune nelle forse corazzate tedesche, venne ordinato in quantità dal Regio Esercito, nel 1942.
    Purtroppo non fece in tempo a giungere ai reparti prima dell'armistizio, sempre a causa di contrasti burocratici e scarsità di materiali.


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  5. #5
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    Predefinito Rif: IL P 40\26

    DISCUSSIONI, RITARDI E CRISI BELLICHE

    Anche altri paesi belligeranti visto il successo ottenuto dai tedeschi con il Pz tipo IV con il cannone da 75 L 24 avevano nel frattempo realizzato nuovi carri con il cannone lungo da 75 mm. Nacquero così il Grant americano e il T34 sovietico che entrò in azione contro i tedeschi già nel luglio del 1941.

    Invece in Italia si continuava a discutere e a disperdere energie in sterili discussioni teoriche.
    Al progetto presentato da FIAT si contrappose uno di Ansaldo chamato P75 (intendendo con questo il calibro principale montato), che riprendeva la soluzione a più torrette girevoli indipendenti. Abbastanza simile a quelle del carro sperimentale tedesco Naubaufahrzeug, peraltro abbandonato da anni.
    Il motore previsto era a 12 cilindri contrapposti Diesel da 450 cavalli. Naturalmente anche questo progetto era indietro nella fase di sviluppo, anche più di quello rivale.

    In seguito si aprì la discussione sull'opportunità di adottare un cannone mitragliera Breda da 20 mm come arma secondaria o addirittura unica del carro.
    Alla fine del 1941 venne scartata la mitragliera da 20 mm e scelto un obice da 75/18 quale armamento principale. Il progetto FIAT prevalse e si decise di dotarlo di un Diesel Spa 342 a 12 cilindri a V con potenza di 330 cv.
    E con questo tipo di mezzo vennero iniziate le prove nel dicembre del 1941.
    Le prove si svilupparono nei primi mesi del 1942.

    La situazione operativa era nel frattempo peggiorata a causa dell'entrata in servizio di mezzi come i T-34/85, i Panther e i Cromwell.

    Peraltro, nello sforzo di correre ai ripari,dall'estate del 1941 si pensò a riprodurre su licenza tedesca il Panzer Mark III.
    Di questo carro i tedeschi concessero la licenza il 5 agosto 1941, senza che in Italia se ne avviasse la produzione.
    Tale licenza fu poi sostituita nel 1942 per poter costruire il Mk IV, di nuovo senza effetti concreti.
    Infine i tedeschi ci concessero nel 1943 la possibilità di costruire il Panther.
    Il tentativo non ebbe seguito per il forte ostruzionismo posto dal duopolio Fiat- Ansaldo di fronte all'ingresso nel mercato carristico nazionale di altre ditte quali la OTO , la Lancia, l'Alfa Romeo e la Reggiane, necessario per la produzione su licenza dei mezzi tedeschi.


    Niente venne fatto per affrontare la necessità impellente di alimentare i reparti al fronte con nuovi carri armati per sostituire quelli perduti in combattimento e la contemporanea esigenza di costruire nuove linee per la produzione e il montaggio dei nuovi tipi di carri.

    In questo periodo si continuò ad aggiornare il progetto del P.40 con l'adozione prima di un cannone da 75/32, poi con la modifica della casamatta per aumentare l'inclinazione delle piastre di corazzatura come nel T 34 e poi ancora con la sostituzione del motore diesel con un derivato a benzina lo Spa 242 da 420 cv .
    Ultima modifica fu la definitiva adozione del cannone da 75/34.

    Questo progetto così come descritto fu denominato P.40 celere e fu oggetto di una prima commessa per 500 esemplari assegnata il 22 aprile 1942 anche se il prototipo venne presentato per l'omologazione solo nell'ottobre successivo.

    Sempre nell'aprile del 1942 l'Ansaldo aveva dato inizio alla costruzione di un semovente da 149/40 che " utilizzando quanto più possibile le parti dei complessi campali in lavorazione, ne permettesse l'installazione su uno scafo cingolato derivato da quello del P.40".
    Nello stesso periodo veniva richiesto lo studio per la sistemazione dell'obice da 105 sempre sullo scafo del carro pesante.
    Questo progetto però venne abbandonato a favore di un semovente che utilizzasse al massimo gruppi e complessi del carro M 15/42 già in produzione, mentre per il semovente da 149 venne terminato con l'utilizzo del propulsore a benzina previsto per il carro celere Sahariano.

    Come si vede, ancora progetti, ma nessuna realizzazione pratica.
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  6. #6
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    Prove di tiro a Genova Cornigliano 1942

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  7. #7
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    Sotto le insegne tedesche
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  8. #8
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    Per quanto riguarda il P:40 risulta essere di un certo interesse un appunto del 6 dicembre 1942 tratto dal diario del Maresciallo Cavallero che all'epoca era ancora capo di Stato maggiore Generale:

    <Ricevo il generale von Horsting: offerta del nuovo carro "Pantera" tedesco>.
    <Lo Informo che noi abbiamo il P.40 ed abbiamo un programma di costruzione>.<Aggiungo che mi dichiaro per l'unità d'armamento e che, quanto all' M15, è previsto di diminuire la sua produzione a mano a mano che subentra il P.40>
    < Tuttavia siamo lieti dell'offerta. Faccio però presente che occorrono tre mesi e poi bisogna pensare all'attrezzatura e che se ci danno subito questa macchina avremo un notevole guadagno di tempo. Il generale von Horsting concorda ed informa che si recherà a Berlino a conferire in merito. Si rimane inoltre di intesa che due tecnici tedeschi verranno a vedere il P.40 e due tecnici italiani andranno poi con essi a vedere il Panther.>
    <Ricevo Ago. Mi informa che in realtà il P.40 non esiste ancora e che devono essere esaminati tutti i problemi inerenti alla trasformazione del motore a benzina e o dell'adattamento del motore T4 del PzIV al carro>
    <Telefono all'Ecc. Ago per ottenere la concessione del motore Maybach>
    < Emerge la necessità di mandare avanti il P.40 con motore Maybach e migliorare la corazzatura. A questo punto dovrò nuovamente prendere contatti con von Horsting>




    Il prototipo del P75 Rivale del P40
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  9. #9
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    Il P40 invece non riuscì a diventare operativo prima dell'8 settembre 1943 a causa di una serie di problematiche sorte nella fase di realizzazione.
    Il principale ostacolo fu creato dai problemi sorti ad adottare un motore progettato ex nuovo la cui messa a punto continuava a non essere raggiunta, nonostante gli sforzi congiunti dei tecnici Ansaldo e FIAT.
    La comparsa del T34 e le informazioni ricevute dai tedeschi al riguardo avevano innescato tra l'altro nuove polemiche tra gli addetti e spinsero verso un riesame totale dei problemi caratterizzanti un carro che solo in Italia si poteva ormai definire pesante (in base ad una anacronistica denominazione)

    Per aumentare la protezione e la mobilità , l'Ansaldo e la Fiat ponevano allo studio il carro P.43 derivato direttamente dal P.40 con maggior corazzatura sul frontale e una nuova torretta, e il P.43 bis, armato con un cannone da 90/42 derivato dall'antiaereo da 90mm.

    La Spa, proponeva i motori 343 da 460 cv e 344 da 700 cv entrambi a Diesel.
    Si trattavo comunque solo di propositi in quanto nel febbraio del 1943 lo Stato Maggiore nel preparare la richiesta di armi e materiali da inviare al generale Warlimont, scriveva chiaramente in un promemoria:
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  10. #10
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    Richiesta di armi: i dati relativi sono in possesso dell'Ufficio Operativo.
    Tra tali richieste sono da comprendere: il motore Maybach per il carro P.40 e il carro Pantera per i quali sono stati ceduti da parte germanica i necessari disegni.
    Tale particolare questione viene trattata personalmente dal generale Mattioli in accordo con il colonnello Secco e d'intesa con l'Ecc. Ago.

    La versione migliorata, rimasta sulla carta, venne chiamata semplicemente progetto P.43, ma lo sviluppo di questo ulteriore prototipo non ebbe seguito anche perché la produzione del P.40 procedeva ancora con estremo rilento, impantanata da inefficienze e da lotte intestine in seno alle alte sfere delle forze armate.

    Al momento della resa italiana nel settembre 1943 solo 1 mezzo era stato assegnato ai reparti del Regio Esercito, per la valutazione operativa, mentre le ricostituite divisioni corazzate italiane venivano equipaggate con i tipi medi M migliorati, oramai irrimediabilmente obsoleti.

    Così il P40 venne requisito e usato solo dai tedeschi, che lo utilizzarono in qualche reparto corazzato, in compiti secondari.
    Fra l'8 settembre 1943 e l'aprile 1944 vennero costruiti 101 esemplari di P 40, oltre ad altri 40 privi di motore.
    Gli scafi incompleti vennero utilizzati come fortini lungo la Linea Gotica.

    Gli esemplari completi andarono ad equipaggiare tre compagnie corazzate tedesche, tutte operanti sul territorio italiano.
    Il veicolo venne valutato anche dall'OKH tedesco sostanzialmente pari al Panzer IV, e se ne rilevarono le migliorie, come le corazze molto inclinate, rimaste verticali nel Panzer IV-H.
    Ne fu apprezzata la velocità superiore rispetto ai Panzer IV (H e J) che arrivavano al massimo ai 38 km/h.


    Le loro vicende si fusero con quelle oscure della Repubblica di Salò, così solo poco è stato riportato nelle cronache.
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