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    Predefinito Presentazione mozioni congressuali

    Le mozioni congressuali devono essere corredate da:
    1. Nome del candidato Presidente
    2. Proposta politica della mozione
    3. Lista firmatari

    Si attendono mozioni costruttive e per il bene di NFD.

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  2. #2
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    Predefinito Mozione "Autonomia e collaborazione"

    Mozione "Autonomia e collaborazione"

    Preambolo

    Cittadini congressisti della Nfd!
    Mi piace iniziare con questo termine, cittadini, forse meno usato rispetto ad amico o compagno termini entrambi carichi di significato, valore e tradizione. Tuttavia, il termine cittadino evoca il ricordo della Rivoluzione Francese. La Rivoluzione Francese, pur con tutti i limiti che ebbe, rappresenta un ideale al quale la nostra azione si richiama come lotta a tutti gli oscurantismi. Di quella lezione dobbiamo prendere questo aspetto sapendo discernere il male che vi fu che si chiama intolleranza del diverso.

    Ebbene, cari cittadini, amici, compagni della Nuova Frontiera Democratica, il nostro partito è oggi uno dei principali attori politici della scena polliana. Quando siamo nati pochi scommettevano su di noi ma ci abbiamo creduto, abbiamo creduto alla possibilità di dare vita a un partito di sinistra, laico, socialista, liberale in senso anglosassone, repubblicano e federalista.

    Ho detto di sinistra. Noi dobbiamo avere l’orgoglio di definirci di sinistra perché se sinistra vuol dire libertà e giustizia allora noi siamo di sinistra. Siamo di sinistra perché conosciamo il valore dell’equità che non significa rendere tutti identici ma ridurre le disparità e consentire, nel limite del possibile, la parità delle posizioni di partenza. Siamo di sinistra perché consideriamo la libertà un valore irrinunciabile e non intendiamo regalarlo alla destra. Libertà non solo da qualcosa ma anche libertà di fare, di conseguire ciò che desideriamo. Siamo di sinistra perché consideriamo la felicità un diritto dell’essere umano e siamo di sinistra perché riteniamo i valori altrettanto importanti dei rapporti economici. Il nostro modo di essere di sinistra ci allontana da chi ha costruito sulla sinistra un culto con i suoi sacerdoti che custodiscono gelosamente la verità. Costoro, ne siamo fermamente convinti, hanno perso il gusto del dubbio e si cullano nelle loro certezze.

    Siamo laici non perché anticlericali. Consideriamo la religione un fattore importante: tra noi ci sono atei, agnostici e credenti tutti accumunati dalla medesima preoccupazione: la Chiesa e lo Stato siano liberi ciascuno nel proprio ordinamento. La religione non può fondare la legge o il diritto ma la coscienza. Il peccato non può diventare reato. Questa norma vale in Italia come in Iran per questo noi auspichiamo un’evoluzione della società mondiale che sappia valorizzare il principio della libertà di scelta nel rispetto delle credenze di ciascuno. Non siamo per la libertà di pochi ma per la libertà di molti laddove essa non confligga con altri interessi. Siamo socialisti nel senso moderno del termini perché ci richiamiamo agli ideali migliori della socialdemocrazia italiana ed europea. Prampolini, Matteotti, Brandt, Olaf Palme ci sono maestri anche nel sacrificio della vita. E siamo liberali. Non abbiamo paura di questa parola come molti hanno a sinistra. Siamo liberali, o meglio liberal, perché crediamo in una società pluralista che sappia valorizzare i corpi intermedi anche a livello territoriale. Siamo liberali e socialisti perché, come si è detto, crediamo nella libertà e nella giustizia. Siamo repubblicani perché riteniamo parte del nostro dna l’insegnamento verso i doveri civici, siamo federalisti perché consideriamo prioritario il principio di autodeterminazione dei popoli e perché reputiamo che il potere politico debba situarsi il più vicino possibile ai cittadini.

    Non c’è nemmeno bisogno di elencare tutto ciò in cui crediamo. Noi siamo contro i totalitarismi ovunque essi si manifestino e di qualunque natura essi siano. Per noi non esistono regimi neri, rossi, teocratici: a noi basta sapere che sono negati i più elementari diritti umani e civili per esprimere una condanna. Siamo altrettanto fermamente contrari alla lotta a questi regimi con mezzi violenti e con la guerra.
    La guerra non risolve nulla e siamo contrari ad essa per ragioni etiche e per considerazioni pratiche: l’Iraq insegna che non è sulla punta delle baionette che si porta la democrazia, ma favorendo le relazioni tra le nazioni, finanziando i movimenti di opposizione, con la cultura e lo scambio.
    Siamo per una società aperta dove, non abbiamo paura a dirlo, si premi il merito ma non si dimentica chi resta indietro. Una società dove non vi siano rendite di posizione, dove si smantellano i privilegi di casta e di professione. Non dobbiamo avere paura di affermare queste cose. A volte ci troviamo soli nelle nostre battaglie ma se ci crediamo, se combattiamo, se decidiamo di andare con coraggio fino in fondo avremo la soddisfazione di avere ben seminato e sappiamo che la raccolta darà buoni frutti perché i nostri sono semi fruttiferi e fecondi.

    Contenuto della mozione “Autonomia e collaborazione”

    Con la presente mozione si intende rimarcare i valori nei quali crediamo, riportati nel preambolo, e s’intende agire a due livelli.
    Da un lato rivendicando l’orgoglio per l’originale sintesi che è alla base del nostro Partito. Orgoglio che poggia sulla nostra storia, le nostre azioni, il nostro modo d’essere. Dall’altro si ribadisce la prosecuzione della collaborazione con le altre forze del centrosinistra. Troppe volte ci siamo divisi e anche chi scrive ha contribuito a tali divisioni ma tali divisioni erano a suo tempo necessarie per rimarcare una diversità che resta un dato ineliminabile. Ora che la Nfd ha conquista un suo spazio politico autonomo e rispettato, ora è tempo di collaborare e di trovare un’azione condivisa.
    Certo, molte cose ci separano da alcuni partiti della coalizione. Su alcuni aspetti rivendico il diritto della Nfd di dire quel che pensa senza timori. Allo stesso tempo prometto un’azione limpida e leale ai nostri partner di coalizione. La rottura del centrosinistra, se mai dovesse avvenire e non ce lo auguriamo, non sarà opera della Nuova Frontiera Democratica.

    Se dovessimo tracciare con uno slogan l’azione che la Nfd dovrà intraprendere esso potrebbe essere “autonomia e collaborazione”. Autonomi e leali. Di questo potete stare certi.
    Opereremo affinché nel congresso di Pol prevalgano le voci meno burocratiche, più inclini a semplificare le procedure. Noi non amiamo chi calpesta le regole ma nemmeno chi ne è schiavo. Le regole servono. Senza regole c’è la giungla, con troppe regole la paralisi. Noi vogliamo operare in un contesto dove sia chiaro cosa è legittimo e cosa non lo è.

    Lotteremo contro gli estremismi. Pol conosce una forte rappresentanza di estrema destra. Costoro sono fascisti, lieti di dichiararsi tali. Verso il fascismo noi non abbiamo alcuna indulgenza. Come non l’abbiamo verso chi manifesta altri credi altrettanto carichi d’odio.

    Ci batteremo per il riconoscimento dei diritti delle minoranze. Sessuali, territoriali e linguistiche innanzi tutto. Sessuali perché reputiamo ormai tempo l’abbandono di assurdi stereotipi sulle scelte sessuali degli individui. A noi non interessano i gusti sessuali delle persone a noi interessa che non ci sia coercizione. Siamo per il riconoscimento delle minoranze linguistiche sudtirolesi e sarde in primis. Per noi non esiste l’Alto Adige, assurda denominazione fascista, ma esiste il Sudtirolo.
    Con l’autonomismo – quello democratico e realmente federalista, non quello xenofobo e urlato – noi andiamo a braccetto. Dividere per unire. Ecco il nostro motto e quindi auspichiamo il federalismo fiscale a livello nazionale.

    Noi siamo attenti al sociale. Proponiamo che il Congresso attui una sessione speciale sulla questione sociale a fini conoscitivi: disabilità, lavoro minorile, sfruttamento e caporalato. Ci sono tante competenze tra noi

    Chiediamo al Congresso la possibilità che congressisti di altra lingua (compresa la sarda e la tedesca) possano esprimersi in entrambe le lingue. Ecco un primo riconoscimento del valore della diversità.

    Noi rispettiamo chi la pensa diversamente ma chiediamo rispetto. Lo chiediamo ai nostri avversari ma lo chiediamo anche e a maggior ragione ai nostri alleati. Senza rispetto vengono meno le ragioni del nostro stare insieme. Ma noi siamo cocciuti e manterremo gli impegni presi.

    La Nfd intende proseguire sul terreno dell’unità a sinistra privilegiando l’asse con il Pds partito verso il quale ci sentiamo attratti per le sue posizioni e per la competenza di molti suoi membri. Questo non significa creare un patto a due, sarebbe assurdo e non realizzabile ma vuol dire gettare un ponte verso quel partito.

    Cittadini, ho detto molte cose e vi chiedo scusa della lunghezza di questa mozione. Molto altro sarebbe da dire. Vi sollecito nuovamente ad essere orgogliosi di appartenere a questa nobile famiglia che associa il meglio della tradizione riformista. Qualcuno ci accusa di essere moderati. Mai accusa fu più sbagliata. Chi più di noi è estremo nel perseguire le proprie idee? In questo senso siamo estremisti nella radicalità rivoluzionaria del nostro disegno liberalsocialista.
    La Nuova Frontiera Democratica è un sogno in Italia. Su Pol è realtà. Siamo orgogliosi di tutto ciò.
    Orgoglio, orgoglio, orgoglio! E allo stesso tempo sappiamo lavorare con umiltà per il bene del centrosinistra unito su Pol.


    Permettetemi, infine, una piccola nota autobiografica. Scrivo su Pol dal lontano (forumisticamente) 2002. Mi sono avvicinato e poi allontanato dalla vita politica di Pol. Ora, come ho già detto, intendo riprendervi parte a pieno titolo. Sulla base di queste considerazioni formulo la mia candidatura a Presidente della Nuova Frontiera Democratica. Invito i congressisti che si riconoscessero nelle mie parole a sottoscrivere la presente mozione. In ogni caso mi si consentano due ultime considerazioni.
    La prima, riguarda un sentito ringraziamento a Enrico per l’ottimo lavoro svolto e per i risultati ottenuti. La seconda è una rassicurazione. Qualunque sia l’esito della votazione delle mozioni il sottoscritto continuerà il proprio impegno militante all’interno di questa fantastica avventura che ha nome Nuova Frontiera Democratica.

    Cittadini! A noi tutti spetta un compito gravoso che è quello di tenere alte le insegne del socialismo liberale, del repubblicanesimo, del pensiero laico e federalista. Giganti sono i maestri ai quali ci ispiriamo. Speriamo di esserne degni.
    Ricordiamo il motto di Carlo Rosselli: “Il socialismo è liberalismo in azione, è libertà che si fa per la povera gente”. Questa è la nostra stella polare, la nostra bussola nell’agire. Libertà, democrazia, giustizia, autonomia.
    Viva la Nfd! Viva la libertà, viva la giustizia, viva la democrazia, viva il federalismo!

    Cittadino Willy

 

 

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