Lars Von Trier
A cura della redazione di Novopress Italia
Nato a Copenhagen, in Danimarca, il 30 Aprile 1956, il regista Lars Von Trier (il Von è auto-aggiunto) ha risollevato le sorti del cinema danese con le sue opere, sempre discusse e particolarissime. Cresciuto in una famiglia (il papà non era il suo vero padre) che crea intorno a lui un clima di libertà ssoluta, Lars si ritrova a fare il padre di se stesso, incontrando non pochi problemi.
Frequenta la Scuola di Cinema Danese e dirige quindi i suoi primi film. Ma è con la sua graduazione all’università che comincia il suo vero percorso. Nel 1984 da vita infatti alla trilogia Europa: a l’ “Elemento del Crimine” segue nel 1987 “Epidemic” e “Europa”(anche chiamato “Zentropa”) nel 1991. I tre film fanno il pieno di premi tra il Festival di Cannes ed altre grandi rassegne cinematografiche.
Per avere i fondi necessari per i suoi nuovi progetti produce per la televisione le serie “Il Regno” ed “Il Regno II”, una serie ambientata in un grande ospedale danese, a metà tra il thriller-horror e la commedia, descritto come il “Twin Peaks” europeo.
Nel 1995 sua madre, in punto di morte, gli confessa che quello che credeva essere il suo vero padre (di origine ebraica) in realtà non lo è. Sconvolto, Lars si converte al Cattolicesimo.
Nel 1996 vince il Gran Premio a Cannes con il drammatico “le Onde del Destino”.
Firma il manifesto del cinema “Dogma95″ con altri registi e nel 1998 dirige il secondo film, figlio di questo stile estremamente minimalista (il primo film del genere, il drammaticissimo “Festen” è diretto da Thomas Vinterberg) dal titolo “Gli idioti”, che solleva moltissime polemiche.
Nel 2000 vince nuovamente il Festival di Cannes con “Dancer in the dark”, musical drammatico interpretato dalla cantante islandese Bjork.
Con il grande successo ottenuto, Von Trier da’ luce al suo nuovo progetto, una trilogia avente come protagonista di fondo, gli Stati Uniti d’America: primo capitolo il teatralissimo “Dogville”, datato 2003, interpretato dalla diva di Hollywood Nicole Kidman.
Il secondo capitolo ha come titolo “Manderlay”, ed il terzo, ancora in preparazione, si intitolerà “Wasington”.
Mica male per uno che afferma di avere tutte le fobie del mondo con queste parole: “Io fondamentalmente ho paura di tutto ciò che non è fare film”.
Chiaro, no?





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