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    Predefinito L’accordo energetico sino-russo e gli equilibri geopolitici in Asia

    L’accordo energetico sino-russo e gli equilibri geopolitici in Asia
    Emanuele Scimìa, 7 novembre 2008



    La Cina segna un altro punto a proprio favore nella competizione di potenza asiatica. La scorsa settimana, a margine del Forum economico Russia-Cina di Mosca, il premier cinese Wen Jiabao e il suo omologo russo Vladimir Putin hanno firmato un accordo in materia energetica che potrebbe influenzare fortemente gli attuali equilibri geopolitici in Estremo Oriente, mettendo fine a una diatriba che si trascinava da almeno sei anni e che coinvolgeva anche il Giappone.

    I termini dell’intesa energetica sino-russa riflettono il principio ‘petrolio-per-crediti’: la compagnia Transneft (il monopolista statale che gestisce gli oleodotti russi) completerà infatti la costruzione di un oleodotto che collegherà la città siberiana di Skovorodino al hub petrolifero cinese di Daqing, nella provincia del Heilongjiang. La nuova pipeline, che costituirà un tratto della progettata ‘Siberian Pipeline’, sarà lunga circa 60 km e si congiungerà a una già esistente in territorio cinese.

    La Russia si impegna a consegnare alla Cina dai 300 mila ai 600 mila barili giornalieri di greggio (circa 15 milioni di tonnellate annue, il 4% del fabbisogno energetico cinese). In cambio, Pechino finanzierà per intero il tratto Skovorodino-Daqing del nuovo oleodotto siberiano. La Transneft riceverà un credito a lungo termine di 12 milioni di dollari, mentre 15 milioni saranno destinati alla Rosneft, la compagnia petrolifera di Stato russa.
    Nei piani di Mosca, la Siberian pipeline dovrà trasportare il petrolio russo fino alle coste del Pacifico. Con la firma dell’intesa, Pechino ha vinto la concorrenza di Tokyo, divenendo la prima opzione della Russia nella sua strategia energetica in Estremo Oriente. Il progetto alternativo, spalleggiato dai giapponesi, prevedeva di completare prima il tratto di oleodotto da Skovorodino a Nakhodka, porto siberiano sul Pacifico dal quale il Giappone avrebbe poi prelevato via mare il greggio.

    La scelta russa di privilegiare il progetto di Pechino è per i nipponici un chiaro smacco: Tokyo intendeva investire molto per il potenziamento del terminal marittimo di Nakhodka. A far gola alla Russia sono stati i crediti offerti dalla Cina, che si sono dimostrati essere più del doppio di quelli promessi dal Giappone. Putin ha sempre affermato, però, che Mosca “vuole mantenere la sua flessibilità in campo energetico ed evitare i rischi di rimanere vincolata a un solo mercato”. La Russia ha infatti interesse che la Siberian pipeline giunga anche a Nakhodka: una prospettiva che rende in parte meno amaro il rovescio subito dai giapponesi.

    Nella lotta per l’approvvigionamento delle risorse energetiche in Asia, quello conseguito della Cina la scorsa settimana a Mosca è il secondo successo in poco più di un anno. L’anno scorso, infatti, di questi tempi, i cinesi battevano la concorrenza indiana per il gas birmano. L’ex ‘Impero di Mezzo’, grande consumatore di energia come Giappone e India, ha un enorme bisogno di ridurre la propria dipendenza dal petrolio mediorientale e da quello africano, che sono trasportati per via marittima a costi piuttosto elevati.
    Gli aspetti economici dell’accordo energetico sino-russo si intrecciano naturalmente con quelli geopolitici. Per molti osservatori, Cina e Russia sono strategicamente complementari, in quanto hanno entrambe la necessità di controbilanciare il peso degli Stati Uniti in Asia. La diarchia Putin-Medvedev deve rispondere alle pressioni euro-atlantiche per la sua politica nel Caucaso (e in Asia Centrale) e Pechino rimane la migliore carta a disposizione: il petrolio russo dovrà servire a stemperare la freddezza cinese di fronte alle imprese belliche del Cremlino in Georgia. In questa ottica, la scelta tra una Cina alleata nella Shanghai Cooperation Organization e un Giappone pedina chiave del sistema di sicurezza americano nel Pacifico era sin troppo scontata.

    Per la Cina è fondamentale rompere ogni ipotesi di accerchiamento nei propri confronti, in particolare dopo che l’accordo nucleare indo-americano è divenuto finalmente operativo e dopo che Giappone e India hanno siglato lo scorso mese un accordo in materia difensiva di portata storica. A parte il Trattato di sicurezza nippo-americano, Tokyo ha infatti sottoscritto una intesa del genere solo con l’Australia: Pechino guarda con timore a una possibile alleanza quadripartita tra le quattro democrazie dell’area indo-pacifica. Il sistema delle alleanze in Asia rimane ancora allo stato ‘fluido’. Dagli ultimi eventi, però, si comincia a intravedere una bozza di nuovo ordine regionale, che – dati il peso e la forza degli attori in gioco – coinciderà presumibilmente con il futuro equilibrio di potenza globale: sempre che a Bruxelles finalmente qualcuno non si decida a battere un colpo.

    http://www.paginedidifesa.it/2008/scimia_081107.html

  2. #2
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    Questo perchè Gazprom sta accusando forti segni di crisi e gli unici in grado di fare investimenti di tale portata a breve termine sono proprio i cinesi.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da ulver81 Visualizza Messaggio
    Questo perchè Gazprom sta accusando forti segni di crisi e gli unici in grado di fare investimenti di tale portata a breve termine sono proprio i cinesi.
    Si pero'...un megacazzo gigante nel culo dell'Ue.
    Quando sara' a termine, i russi potranno dire all'europa: se non compri tu, vendiamo ai cinesi. E in questo modo vanificare qualsiasi contromossa economico/finanziaria dell'Ue verso la Russia, ad oggi l'unico mezzo che abbiamo per opporci al ricatto energetico russo.
    Tra le altre cose, la quasi totalita' degli idrocarburi dall'asia centrale e dal caspio ci arrivano...via Russia.
    L'Ue sta imboccando la strada della rottura definitiva con Mosca, dalla quale non ci possono che venire fastidi.

  4. #4
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    Vorrà dire che anche agli altri leader toccherà regolarsi con Putin come fa già Berlusconi.

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    Citazione Originariamente Scritto da epiros Visualizza Messaggio
    Si pero'...un megacazzo gigante nel culo dell'Ue.
    Quando sara' a termine, i russi potranno dire all'europa: se non compri tu, vendiamo ai cinesi. E in questo modo vanificare qualsiasi contromossa economico/finanziaria dell'Ue verso la Russia, ad oggi l'unico mezzo che abbiamo per opporci al ricatto energetico russo.
    Tra le altre cose, la quasi totalita' degli idrocarburi dall'asia centrale e dal caspio ci arrivano...via Russia.
    L'Ue sta imboccando la strada della rottura definitiva con Mosca, dalla quale non ci possono che venire fastidi.
    Vero.L'Ue sta facendo quest'azzardo.L'Italia può ancora contare sul berlusca e sui suoi affari in terra russa (che perderli significherebbe un megacazzo gigante in culo per lui e figli....).La differenza sostanziale è questa: i cinesi ci mettono la faccia con gli uomini di governo e i denari dei loro immensi capitali, la Ue le solite compagnie distaccate dai governi centrali, governi più impegnati in questo momento a salvare le banche più che l'economia reale.Gazprom ha si sperperato inutilmente i propri capitali in cazzate (quando dicevo che i russi sono troppo spendaccioni nei riguardi dei cinesi....Vedi quella ccacata di Gazprom city), ma può contare nell'alleato cinese per quel che concerne nuovi investimenti.

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    Citazione Originariamente Scritto da ServoDellaGleba Visualizza Messaggio
    Vorrà dire che anche agli altri leader toccherà regolarsi con Putin come fa già Berlusconi.

    Berlusconi ha le sue ragioni (e i suoi affari che han fatto bestemmiare non poco i tanti appaltatori italiani impegnati nell'edilizia in Russia).Gli altri leaders , Schroeder a parte che si è fatto assumere, cos'hanno da offrire?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da ulver81 Visualizza Messaggio
    Berlusconi ha le sue ragioni (e i suoi affari che han fatto bestemmiare non poco i tanti appaltatori italiani impegnati nell'edilizia in Russia).Gli altri leaders , Schroeder a parte che si è fatto assumere, cos'hanno da offrire?
    In questo caso continuino pure a invocare il rispetto delle regole democratiche e dei diritti umani.

  8. #8
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    China, Russia call for more regional cooperation

    BEIJING, Nov. 8 (Xinhua) -- A senior Chinese leader called here on Friday for beefed-up cooperation between northeast China and Russia's Far East. In a meeting with Alex Safonov, the Russian president's representative in the Far East, Vice Premier Li Keqiang said regional cooperation had been the new highlight of bilateral ties.
    "Northeast China and Russia's Fast East region should make good use of the favors of nature and grasp the opportunity for cooperation," Li said.
    He suggested the two should exploit each other's advantages, establish and improve their cooperation mechanism and further promote cross-border infrastructure construction such as roads, bridges and ports.
    Li also said China would work with Russia to take their strategic partnership to a new level.
    Safonov agreed with Li, saying the two countries had huge potential for cooperation. As the representative of the Russian president in the Far East, Safonov said he would further contribute to such cooperation.
    The Fast East region had received some 400 teenagers from China's quake-hit southwestern Sichuan Province for rehabilitation in July and August, representing one-fourth of the teenagers invited to the country by Russian President Dmitry Medvedev.
    Safonov visited the teenagers during their three-week stay in the region.

    http://news.xinhuanet.com/english/20...t_10327647.htm

    Si stanno persino accordando per la costruzione di infrastrutture nel Far East russo.......

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    Vero.L'Ue sta facendo quest'azzardo.L'Italia può ancora contare sul berlusca e sui suoi affari in terra russa (che perderli significherebbe un megacazzo gigante in culo per lui e figli....).La differenza sostanziale è questa: i cinesi ci mettono la faccia con gli uomini di governo e i denari dei loro immensi capitali, la Ue le solite compagnie distaccate dai governi centrali, governi più impegnati in questo momento a salvare le banche più che l'economia reale.Gazprom ha si sperperato inutilmente i propri capitali in cazzate (quando dicevo che i russi sono troppo spendaccioni nei riguardi dei cinesi....Vedi quella ccacata di Gazprom city), ma può contare nell'alleato cinese per quel che concerne nuovi investimenti.
    E il vero problema e' che l'Italia si e' convinta di poter sostenere l'economia reale italiana garantendosi enromi commesse e affari per Enel, Eni, Agip e Saipem, le uniche realmente inserite (e tanto anche) in Russia e Asia Centrale.
    Intanto i russi vengono e ci comprano le acciaierie Lucchini...tanto per dire quanto siamo fessi.
    I russi sono totalmente incapaci di creare un'economia solida, hanno bisogno delle nostre tecnologie e capacita' (imprenditorialita'), solo che noi invece di mandargli aziende serie, gli mandiamo gli avvoltoi di stato che cercano di arraffare il piu' possibile, facendoli incazzare e facendoci chiudere le porte in faccia. E' un po come gli inglesi che starnazzano per il trattamento riservato a BP...cazzo quelli avevano spuntato (con Eltsin) royalties al 5% (cinque! Quasi sempre sono ALMENO al 50%), e nel dopo Eltsin gli hanno imposto di rinegoziare il contratto, che si sono rifiutati di fare.

    Proprio noi italiani avremmo, volendo, enormi margini in Russia, basti pensare all'aeronautica (Alenia) che gia' collabora, o anche a tutta l'ingegneria nucleare: ci sono gia' diverse universita' e imprese (Ansaldo) che cooperano con omologhe russe nello sviluppo di nuove tecnologie ad oggi esclusivamente italo-russe (si pensi ai reattori a piombo). In questi giorni si parla anche di commesse prese da Finmeccanica (oltre il miliardo di euro) nel settore ferroviario.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da ServoDellaGleba Visualizza Messaggio
    In questo caso continuino pure a invocare il rispetto delle regole democratiche e dei diritti umani.
    Il problema e' che l'UE o si muove assieme o se ne va a puttane.
    Gli unici in grado di muoversi da solis ono Francia e Germania, l'Italia invece basta che a Francoforte scoreggino o a Washington starnutiscano e noi siamo fregati. Col debito pubblico alle stelle, la casta incompetente al potere, la mafia che dilaga e un popolo totalmente rincoglionito, non siamo in grado di portare avanti una politica autonoma, e se gli altri vogliono ci inculano.

 

 
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