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    Associazione Culturale Identità e Tradizione



    identita_tradizione@yahoo.it

    Da troppo tempo ormai le nostre comunità etniche sono divenute lande desolate nelle quali è sempre più difficile riconoscere e ri-trovare le nostre radici e le nostre Tradizioni di Popoli Europei. La Sovversione massonico-mondialista, attraverso l’immigrazione selvaggia, cerca di perseguire un vero e proprio tentativo di genocidio etno-culturale ai danni dei nostri Popoli, distruggendone le radici etno-culturali, promuovendo l’uniformizzazione egualitaria della mentalità ed omogeneizzando i costumi all’insegna dei valori edonistici, creando un vero e proprio meticciato, dove cresceranno solo i vuoti miti del capitalismo mondialista.
    Per questo è stata costituita l’Associazione Culturale Identità e Tradizione.
    Identità e Tradizione, più che una normale associazione culturale, è un vero sodalizio di Patrioti Etnonazionalisti che si sono posti come compito, come dovere imperativo, quello di salvaguardare l’immenso patrimonio etnonazionale, culturale, storico e linguistico dei Popoli Europei dai tentativi di sradicamento e d’alienizzazione posti in essere dall’ideologia mondialista, americanofila e terzomondista.
    Scopo principale dell’Associazione Culturale Identità e Tradizione è quello di promuovere ogni attività di tipo culturale, sociale, linguistico, storico, tendente alla valorizzazione ed alla difesa delle Identità e delle Tradizioni dei Popoli Europei ed alla diffusione del Pensiero Etnonazionalista e dell’Idea Völkisch.

    Il Presidente della Associazione Culturale Identità e Tradizione
    Silvano Lorenzoni

    Il Segretario della Associazione Culturale Identità e Tradizione
    Federico Prati

  2. #2
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    Associazioni identitarie Finalmente la cultura politica



    Viaggio tra la necessità di “insorgere” culturalmente per riscoprire e rinforzare la nostra identità collettiva di popolo: sapere ciò che si era per essere più di quel che si era. Come diceva Tolkien, «le radici profonde dei popoli non gelano»

    «Se un uomo non è disposto a battersi per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui». Il grande scrittore americano Ezra Pound per le sue idee (e senza aver mai torto un capello a nessuno!) venne incarcerato e giudicato un povero mentecatto dalla polizia del pensiero “democratico”, ma da uomo di tempra qual era, mai rinnegò le sue convinzioni e tenne duro fino alla morte, sfornando peraltro opere letterarie definite immortali da tutto il mondo. Il Pensiero Unico globalizzatore e mondialista oggi più di allora minaccia le identità, le tradizioni, le radici culturali dei popoli europei. Lo fa in maniera subdola, continua, 24 ore su 24, utilizzando le “armi” della comunicazione di massa: tv, radio, pubblicità, musica, letteratura, sociologia. E politica, naturalmente.
    Da noi è solo la Lega Nord il Movimento politico che apertamente denuncia la strategia mondialista di annientamento delle identità, delle differenze, della religione, dell’ethnos, fatta in nome e per conto di “valori” che ogni giorno ci vengono propinati e spacciati come “moderni”: i matrimoni tra omosessuali, l’utilizzo di droghe più o meno pesanti, l’esaltazione della società multirazziale, la tolleranza verso chi a casa nostra pretende di dettare legge (immigrati di ogni razza). La Lega Nord, dunque, come grande Movimento politico rappresenta un argine e una reazione che serve anche di sprone, talvolta, per i cosiddetti ”alleati” spesso dormienti o amanti della vita comoda.
    Ma insieme alla Lega, e vicine alla Lega, esistono e operano associazioni culturali che cercano, in mezzo a tante difficoltà, di alzare la bandiera dell’identità.
    CENTRO STUDI L’INSORGENTE
    Nel varesotto, ad Arcisate, troviamo il Centro Studi “L’Insorgente”, il cui animatore e responsabile è Sergio Terzaghi, membro del Movimento Giovani Padani e da anni studioso del pensiero identitario europeo. Il 15 ottobre scorso al primo convegno organizzato dal centro studi, a Varese, davanti a un uditorio attento e numeroso (oltre 400 persone) sono intervenuti il segretario nazionale della Lega Lombarda, Giancarlo Giorgetti, l’assessore regionale alla Cultura e Identità Ettore Albertoni, giornalisti illustri quali Massimo Fini e Maurizio Cabona, il saggista francese Alain De Benoist e il docente universitario Claudio Bonvecchio. Nomi importanti che ovviamente hanno reso assai soddisfatto Terzaghi.
    «Il nostro centro studi è nato il 7 novembre del 2004 - spiega a il federalismo - e si propone di mostrare i grandi limiti della globalizzazione selvaggia che va di pari passo con il tentativo di instaurare un pensiero unico mondialista. Il tutto a svantaggio dei popoli. Di qui la necessità di “insorgere” culturalmente per riscoprire e rinforzare la nostra identità collettiva di popolo: sapere ciò che si era per essere più di quel che si era».
    Il centro studi pubblica anche un periodico, L’Insorgente, giunto al suo quarto numero e si finanzia grazie alle iscrizioni dei soci, finora circa 200. Direttore del periodico è Massimiliano Capitanio.
    «È in preparazione il numero speciale di dicembre - annuncia Terzaghi -, che porteremo a Strasburgo, alla manifestazione indetta dalla Lega per quel mese. Noi che ci battiamo per un’Europa delle cento bandiere e contro questa Ue Superstato non possiamo mancare all’appuntamento davanti al Parlamento europeo. Dopo il successo del convegno del 15 ottobre stiamo già pensando di organizzarne un altro per il prossimo giugno. Come diceva Tolkien, le radici profonde dei popoli non gelano».
    Chi volesse aderire a L’Insorgente può farlo inviando 25 euro sul c/c 62134911 intestato a “Centro studi L’Insorgente”. Per informazioni esiste l’indirizzo mail cs.insorgente@libero.it e presto sarà in rete il sito internet www.insorgente.org.
    FONDAZIONE CAJETANUS
    Nata nel 1999, è presieduta dall’avvocato Diego Zoia, capogruppo leghista al comune di Inveruno (MI). Insieme a Diego, anche il fratello Marco si dimostra instancabile animatore dell’attività culturale della Fondazione. Che prende nome dal cardinale “caetano” (nel senso di Gaeta) Tommaso De Vio (1468-1534), il quale, creato cardinale da papa Leone X nel 1517, fu inviato in Germania, ad Augusta, dove difese il primato papale e sostenne la disputa con Lutero. L’anno seguente, venne nominato vescovo di Gaeta e partecipò alla Dieta di Francoforte, appoggiando la nomina a imperatore di Carlo V.
    Una fondazione di chiara ispirazione cattolica, quindi, ma che spazia anche a tematiche storico-culturali di primissimo livello.
    «Il fiore all’occhiello della nostra attività culturale - racconta Zoia - sono i convegni di Studi Mitteleuropei, effettuati presso il Duomo di Milano, fatti non all’insegna di uno sterile nostalgismo per l’Austria Felix, ma per valorizzare la nostra storia e le nostre radici storiche. Il prossimo anno dedicheremo un grande convegno alla figura dell’imperatore Francesco Giuseppe, in quanto cadranno i 90 anni dalla sua morte. In un’epoca in cui la nostra Mitteleuropea è minacciata da avversari pericolosi (islamismo, terrorismo, mondialismo) occorre serrare le fila e rinforzare la memoria di ciò che siamo stati per restare ancora ciò che siamo».
    Presto la Cajetanus stamperà un periodico, mentre per avere informazioni sulle modalità di iscrizione si può digitare l’indirizzo mail info@cajetanus.it. È in corso di allestimento anche il sito della Fondazione: www.cajetanus.it.
    ASSOCIAZIONE CULTURALE TERRA E POPOLO
    Presieduta da Massimiliano Bastoni, leghista della prima ora, l’Associazione culturale Terra e Popolo ha la sua sede a Milano, presso il Centro identitario Bassano del Grappa (dal nome della via milanese in cui è ubicata).
    «Il Centro e l’Associazione si propongono come baluardo a difesa delle fasce più deboli della società milanese (anziani, giovani e disabili) e laboratorio per la creazione di eventi e percorsi culturali - racconta Bastoni -. Per favorire la riscoperta e la divulgazione delle tradizioni della nostra cultura, della nostra identità e delle diverse opinioni verranno organizzati congressi e dibattiti, allestite mostre fotografiche ed esposizioni e celebrate giornate commemorative e, in via sperimentale, escursioni per la riscoperta del patrimonio storico, artistico e paesaggistico della nostra terra».
    «Ormai le grandi città padane, Milano in testa, sonno assaltate da delinquenza, spaccio di droga, prostituzione, criminalità di matrice extracomunitaria - evidenzia Bastoni -. È ora di rialzare la testa, di lanciare un messaggio politico e culturale ben preciso: padroni a casa nostra! Lo fa la Lega, certo, e a maggior ragione lo faremo anche noi, che non per niente abbiamo scelto di avere la sede in una delle zone di Milano più multirazziali, il quartiere di via Padova. La bandiera di Terra e Popolo e le nostre attività culturali significano la volontà dei milanesi e dei lombardi di riappropriarsi della propria terra».
    Digitando l’indirizzo internet www.centrobassano.org si potranno avere tutte le informazioni sull’associazione e sul centro identitario milanese.
    ASSOCIAZIONE CULTURALE IDENTITÀ E TRADIZIONE
    Spostandoci verso est troviamo l’Associazione Identità e Tradizione che ha sede a Riva del Garda (Tn). È presieduta da Silvano Lorenzoni, consigliere comunale leghista di Sandrigo (Vi), mentre segretario è Federico Prati, attivissimo militante leghista di Riva.
    «Da troppo tempo le Nazioni Padano-Alpine e quelle Europee, sono divenute terre nelle quali è sempre più difficile riconoscere e ritrovare le nostre radici etniche e le nostre millenarie Tradizioni di Popoli d’Europa - spiega Prati -. I Poteri Forti e la Finanza apolide, attraverso l’invasione extraeuropea, cercano di perseguire un vero e proprio “genocidio etnoculturale” ai danni dei Popoli d’Europa, distruggendone le identità etniche, storiche, culturali e spirituali, promuovendo l’uniformizzazione egualitaria della mentalità ed omogeneizzando i costumi all’insegna dei valori edonistici, creando un vero e proprio meticciato, dove cresceranno solo i vuoti miti del capitalismo mondialista. È per dire no a tutto questo che bisogna riaffermare con forza la posizione dell’etnonazionalismo völkisch, ovvero di popolo. È per questo che un gruppo di Patrioti ha deciso di costituire il 23 settembre 2003 a Venezia l’Associazione culturale Identità e Tradizione».
    «Più che una normale associazione culturale, si tratta di un vero sodalizio di Patrioti etnonazionalisti - tiene a precisare Prati - che si sono posti come compito quello di salvaguardare l’immenso patrimonio etnonazionale, culturale, storico e linguistico dei Popoli Padano-Alpini ed Europei dai tentativi di sradicamento e di alienizzazione posti in essere dall’ideologia mondialista, americanofila e terzomondista. Scopo dell’Associazione culturale Identità e Tradizione è, dunque, quello di promuovere ogni attività di tipo culturale, sociale, linguistico, storico, tendente alla valorizzazione ed alla difesa delle Identità etniche e delle ancestrali Tradizioni dei Popoli Padano-Alpini ed Europei ed alla diffusione del pensiero etnonazionalista».
    L’Associazione Culturale Identità e Tradizione stampa Ethnos, un bollettino interno con cadenza trimestrale, e recentemente ha pubblicato presso le “Effepi Edizioni” di Genova il libro "Scritti etnonazionalisti - Per un’Europa delle Piccole Patrie" a firma di Federico Prati e Silvano Lorenzoni.
    Per contattare l’Associazione si può scrivere scrivere alla e-mail
    identita_tradizione@yahoo.it.

    Gianluca Savoini

    http://www.ilfederalismo.net/1/14_pa...3=PAG_09&P04=4

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    Popoli padano-alpini alla ricerca dell’identità perduta

    Un’associazione e un sito internet per salvaguardare il patrimonio etno-culturale, i costumi e la storia.
    La minaccia multiculturale, che distrugge qualsiasi legame.

    a troppo tempo ormai le nostre comunità etno-nazionali, le Nazioni Padano-Alpine, sono divenute terre nelle quali è sempre piú difficile riconoscere e ritrovare le nostre radici etniche e le nostre millenarie tradizioni di popoli padano-alpini. Lo Stato italiano, attraverso l’immigrazione selvaggia, strumento dei poteri forti e dei potentati economici, cerca di perseguire un vero e proprio tentativo di genocidio etno-culturale ai danni dei nostri popoli, distruggendone le radici etno-culturali, promuovendo l’uniformizzazione egualitaria della mentalità ed omogeneizzando i costumi all’insegna dei valori edonistici, dove cresceranno solo i vuoti miti del capitalismo mondialista.

    Per questo una ventina di patrioti padano-alpini (Insubri, Lombardo Orientali, Trentino-Tirolesi,Veneti, Romagnoli…) ha deciso di costituire a Venezia il 21 settembre 2003 quest’associazione etno-nazionalista. L’Associazione Culturale Identità e Tradizione, più che una normale associazione culturale è un vero sodalizio di patrioti padano-alpini che si sono posti come compito, come dovere imperativo, quello di salvaguardare l’immenso patrimonio etno-nazionale, culturale, storico e linguistico dei popoli padano-alpini dai tentativi di sradicamento e d’alienizzazione posti in essere dall’ideologia mondialista, americanofila e terzomondista. Opporsi, dunque, all’alluvione allogena che sta confondendo e deformando la stessa conformazione antropetnica dei nostri Popoli. Lo scopo di quest’invasione è chiaro: distruggere ogni legame etnico, culturale, tradizionale, la memoria ancestrale degli Avi, per imporre un modello di società di tipo multirazziale e multireligiosa dove a popoli liberi perché consapevoli della propria identità etno-culturale verrà sostituita una massa acefala e apolide. Scopo principale dell’Associazione Culturale Identità e Tradizione è quindi quello di promuovere ogni attività di tipo culturale, sociale, linguistico, storico, tendente alla valorizzazione ed alla difesa delle Identità e delle Tradizioni dei popoli padano-alpini e alla diffusione del pensiero etno-nazionalista ed etno-federalista.

    Silvano Lorenzoni
    Il Presidente dell'Associazione Culturale Identità e Tradizione
    Federico Prati
    Il Segretario dell'Associazione Culturale Identità e Tradizione

    Popoli padano-alpini alla ricerca dell’identità perduta
    Un’associazione e un sito internet per salvaguardare il patrimonio etno-culturale, i costumi e la storia.
    La minaccia multiculturale, che distrugge qualsiasi legame.

    a troppo tempo ormai le nostre comunità etno-nazionali, le Nazioni Padano-Alpine, sono divenute terre nelle quali è sempre piú difficile riconoscere e ritrovare le nostre radici etniche e le nostre millenarie tradizioni di popoli padano-alpini. Lo Stato italiano, attraverso l’immigrazione selvaggia, strumento dei poteri forti e dei potentati economici, cerca di perseguire un vero e proprio tentativo di genocidio etno-culturale ai danni dei nostri popoli, distruggendone le radici etno-culturali, promuovendo l’uniformizzazione egualitaria della mentalità ed omogeneizzando i costumi all’insegna dei valori edonistici, dove cresceranno solo i vuoti miti del capitalismo mondialista.

    Per questo una ventina di patrioti padano-alpini (Insubri, Lombardo Orientali, Trentino-Tirolesi,Veneti, Romagnoli…) ha deciso di costituire a Venezia il 21 settembre 2003 quest’associazione etno-nazionalista. L’Associazione Culturale Identità e Tradizione, più che una normale associazione culturale è un vero sodalizio di patrioti padano-alpini che si sono posti come compito, come dovere imperativo, quello di salvaguardare l’immenso patrimonio etno-nazionale, culturale, storico e linguistico dei popoli padano-alpini dai tentativi di sradicamento e d’alienizzazione posti in essere dall’ideologia mondialista, americanofila e terzomondista. Opporsi, dunque, all’alluvione allogena che sta confondendo e deformando la stessa conformazione antropetnica dei nostri Popoli. Lo scopo di quest’invasione è chiaro: distruggere ogni legame etnico, culturale, tradizionale, la memoria ancestrale degli Avi, per imporre un modello di società di tipo multirazziale e multireligiosa dove a popoli liberi perché consapevoli della propria identità etno-culturale verrà sostituita una massa acefala e apolide. Scopo principale dell’Associazione Culturale Identità e Tradizione è quindi quello di promuovere ogni attività di tipo culturale, sociale, linguistico, storico, tendente alla valorizzazione ed alla difesa delle Identità e delle Tradizioni dei popoli padano-alpini e alla diffusione del pensiero etno-nazionalista ed etno-federalista.
    Silvano Lorenzoni
    Il Presidente dell'Associazione Culturale Identità e Tradizione
    Federico Prati
    Il Segretario dell'Associazione Culturale Identità e Tradizione

    http://www.ilfederalismo.net/0/14_pa...46&sd=20040628

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    Etnonazionalismo ultima trincea d’Europa
    La nuova proposta editoriale si propone il non facile compito di illustrare e far conoscere un pensiero che “ridesti” quell’ancestrale spirito popolare da troppo “narcotizzato” dai nemici dei Popoli d’Europa
    È appena uscito in libreria un volume dal titolo impegnativo e sicuramente, visti i tempi, politicamente scorretto.
    Etnonazionalismo ultima trincea d’Europa, Effepi Edizioni - scritto da due esponenti della Lega Nord, Federico Prati e Silvano Lorenzoni. Diretto “continuatore” del primo libro scritto dal duo trentino-tirolese (Scritti etnonazionalisti - Per una Europa delle Piccole Patrie), la nuova proposta editoriale si propone il non facile compito di illustrare e far conoscere il pensiero etnonazionalista. In esso gli autori cercano di evidenziare quali siano le risposte che il pensiero etnonazionalista fornisce in materia di Federalismo, immigrazione allogena, mondialismo multirazziale, globalizzazione, famiglia tradizionale.
    «Nel testo si spiega compiutamente quale sia la vera nozione di Volk e quali siano le reali radici del pensiero cosiddetto völkisch - spiega Federico Prati -. Con questo secondo libro, che fa parte di un piano editoriale articolato nella pubblicazione di tre testi dedicati al pensiero etnonazionalista, noi autori tentiamo di “ridestare” quell’ancestrale “Volksgeist” (spirito popolare) da troppo tempo “narcotizzato” dai nemici dei Popoli d’Europa: massoneria, liberismo, marxismo, mundialismo».
    Il vostro è un libro prettamente antimondialista, quindi?
    «Questo testo, come il precedente, rappresenta pertanto un piccolo, ma significativo, contributo alla battaglia meta-politica condotta da tutti quei Patrioti europei che, lottando per la libertà delle proprie Nazioni etniche, vogliono contrapporsi al Sistema mondialista. È, infatti, necessario “restituire” ai nostri Popoli quell’essenza smarrita e così preziosa che è la facoltà e la volontà d’essere se stessi. L’auspicio di questi scritti, dunque, è far sì che i nostri Popoli riacquistino quell’aspetto spirituale, quei profondi legami decretati dalle più remote forze naturali che costantemente identificano un uomo, prima che come singolo soggetto, come discendente di un Popolo e della propria Terra».
    Rischiate di passare per razzisti, ve ne rendete conto?
    «I veri razzisti sono quelli che in nome di una perversa società multirazziale che ha fallito ovunque vorrebbero decretare la fine della storia e delle identità dei popoli. Noi invece pensiamo sia doveroso elogiare le differenze tra i popoli, mantenendone vive le peculiari tradizioni, senza volerli annientare in un melting-pot che rappresenta la marcia funebre della nostra ultramillennaria civiltà europea. Solo dopo aver “riconfermato” la priorità di quei valori che nelle più ataviche energie dell’Ethnos hanno la loro origine, si potranno rinvenire le possenti forze che giacciono nel più profondo dell’anima dei Popoli Padano-Alpini ed Europei e che vanno nel senso della volontà di ritornare finalmente padroni della propria Terra». Come scriveva Heinrich von Sybel, «una nazione che non conserva il vincolo tra i suoi membri viventi e i loro antenati è prossima a scomparire, così come intristisce l’albero a cui si sono tagliate le radici. Ciò che eravamo ieri lo siamo ancora oggi».
    Oggi però la parola d’ordine nei confronti degli immigrati extracomunitari è “integrazione”. Cosa c’è che non va in questo proposito, secondo voi?
    «L’integrazione, e quella di massa in particolare, è una pianta che solo apparentemente cresce e fruttifica in modo sano e rigoglioso. In realtà produce frutti nel migliore dei casi acerbi, quando non avvelenati, e questo perché le sue radici non affondano nel suolo della patria, ma poggiano bensì su un arido strato di necessità e utilitarismo; la linfa che scorre nel suo tronco e nei suoi rami è una linfa estranea, non è la nostra e non lo sarà mai. Solo un intelligente ritorno alle tradizioni e alla pienezza di un comune sentire che sgorghi dal cuore e non sia mediato dal cervello o suggerito da convenienze di bottega, potranno allontanare da noi il pericolo di scomparire come civiltà, come popolo, come persone».
    Per ordinare il libro via internet si può richiederlo all’indirizzo

    effepiedizioni@hotmail.com.
    Telefonicamente rivolgersi al numero 338.9195200

    Gianluca Savoini

    http://www.ilfederalismo.net/0/14_pa...46&sd=20060116

 

 

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