"Essere severi non è la priorità"
Paolo Cento: iniziamo a chiudere i Cpt
Impronte digitali obbligatorie per identificare tutti gli immigrati, e inasprimento delle pene per chi le altera con l'abrasione dei polpastrelli. Questi, in sostanza, i punti centrali della proposta di legge presentata dai diessini Luciano Violante e Pietro Marcenaro, per cercare di fare distinzione tra l'immigrato che lavora e quello che delinque. Ma, il verde Paolo Cento dissente: "Inasprire le pene – spiega – non significa risolvere il problema".
Onorevole, Violante e Marcenaro hanno presentato una proposta che, tra l'altro, raddoppia le pene per chi distrugge le impronte digitali. Che ne pensa?
"Credo che essere severi con chi occulta la propria identità, non sia la priorità. Inasprire la pene significa prendersela ancora una volta con i più deboli senza risolvere il problema. E poi, non dimentichiamo che il diritto alla privacy va garantito a tutti, immigrati e non".
Violante dice che è un metodo utile per separare gli immigrati che lavorano e quelli che delinquono. Concorda?
"Quello che serve non è questo".
E che cos'è?
"Servono norme di integrazione per gli immigrati e sono favorevole a garantirle. C'è bisogno di misure concrete, e non della solita demagogia che non porta a niente".
Tra l'altro, già nella Bossi-Fini è previsto il rilievo fotodattiloscopico. Con questa proposta che cosa cambierebbe?
"Raddoppiano le pene. Insomma, il centrosinistra quando era opposizione ha fortemente criticato la legge della Cdl sull'immigrazione. Per questo dico che bisogna essere coerenti, ripeto, senza cadere nella sterile demagogia".
Lei ha parlato di priorità. Da cosa bisognerebbe partire, allora?
"Ad esempio dai Cpt (centri di permanenza temporanei, ndr).Bisogna chiuderli perché sono luoghi dove si perde completamente la libertà. Non aiutano l'integrazione razziale, anzi. Sono delle carceri, e non centri di accoglienza".
E che altro?
"La lotta al lavoro nero. E' necessario fare riemergere tutti gli immigrati che lavorano clandestinamente, anche perché in questo modo non solo si aiuta l'extracomunitario, ma si combatte anche la criminalità".
Manuela D'Argenio


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