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    Talking Continuano le colpe di Moratti , Tronchetti , Rossi e Buora

    GEA, Moggi e altri 7 a rischio processo: 232 giocatori, ecco come Moggi e Zavaglia aggiravano le norme. Le minacce. Chiellini e la nazionale. Scandalo Trezeguet

    21:11 del 20 novembre

    GEA: Moggi e altre 7 persone a rischio processo


    E' terminata a Roma l'inchiesta sui presunti illeciti della Gea, la societa' di procura di calciatori di cui era a capo Alessandro Moggi. Si va verso la richiesta di rinvio a giudizio per lo stesso Alessandro Moggi, il padre Luciano, Franco Zavaglia, Davide Lippi, Riccardo Calleri, Luciano Gaucci, Pasquale Gallo e Francesco Ceravolo. Stralciate le posizioni di Chiara Geronzi, Giuseppe De Mita e Tommaso Cellini.

    Nel mirino degli inquirenti che indagano sulla Gea ci sono i rinnovi contrattuali di David Trezeguet e di Manuele Blasi alla Juventus, i trasferimenti di Nicola Amoruso (alla Juve e poi al Perugia), di Giorgio Chiellini e Davide Baiocco (Juventus) e di Giovanni Tedesco (Perugia). Secondo i pm quelle operazioni avvennero in seguito alle pressioni esercitate sui calciatori affinchè rescindessero il proprio rapporto con i loro procuratori, tra questi Antonio Caliendo e Stefano Antonelli, ed si affidassero alla Gea World.

    I legali di Alessandro Moggi, Paolo Rodella e Giulia Bongiorno, sono convinti dell'innocenza del loro assistito e sono pronti a dare battaglia dopo il deposito degli atti sull'inchiesta Gea e il probabile rinvio a giudizio del figlio dell'ex dg della Juve. "Dopo un attento esame degli atti - hanno detto - inizieremo a contestare punto per punto le accuse e siamo convinti di potere dimostrare l'assoluta estraneità di Moggi dai capi di imputazione".

    GEA: "Chiellini vieni con noi e avrai la nazionale". Lo scandalo Trezeguet

    Il trasferimento nella più blasonata Juventus nonché "la possibilità di ottenere una convocazione nella nazionale di calcio grazie al rapporto parentale esistente tra Davide e Marcello Lippi". È quanto fu prospettato al difensore Giorgio Chiellini nel luglio del 2004. Quell'episodio viene contestato dai pm romani a Luciano e Alessandro Moggi nonché a Davide Lippi. Dietro quella prospettiva - si legge nell' avviso di chiusura indagine - c'era, per il calciatore, la necessità di affidare la procura ad Alessandro Moggi, cosa che poi avvenne in concomitanza del passaggio di Chiellini alla Juventus.
    Per la cronaca il giocatore venne convocato 8 volte in Nazionale (la prima il 18 novembre 2004, l'era Lippi in azzurro si era aperta nel luglio precedente), disputando 6 partite.

    Del passaggio di Nicola Amoruso dal Napoli alla Juve e, successivamente, al Perugia devono rispondere, per i pm, i due Moggi e Francesco Ceravolo, mentre per il trasferimento di Davide Baiocco dal Perugia alla Juve, oltre ai Moggi anche Luciano Gaucci. Quest'ultimo è imputato anche per le pressioni esercitate su Giovanni Tedesco e Fabio Gatti affinché cambiassero procuratore. Altre pressioni, secondo l'accusa, sarebbero state esercitate sui calciatori Ilyas Zeytulaev, Victor Budianskiy e Ruslan Nigmatullin.
    I rinnovi contrattuali di David Trezeguet e di Manuele Blasi alla Juventus; i trasferimenti di Nicola Amoruso (dapprima alla Juventus e poi al Perugia), di Giorgio Chiellini e Davide Baiocco (Juventus) e di Giovanni Tedesco (Perugia). Sono alcuni dei casi citati nel capo di imputazione sulla Gea. Secondo gli inquirenti quelle operazioni avvennero in seguito alle pressioni esercitate sui calciatori affinché rescindessero il proprio rapporto con i loro procuratori, tra questi Antonio Caliendo e Stefano Antonelli, e si affidassero alla Gea World. Luciano Gaucci, in particolare, è coinvolto nell' inchiesta in relazione ai trasferimenti di Baiocco e di Tedesco. Il suo contributo - è detto nel capo di imputazione - era finalizzato ad ottenere agevolazioni dalla Gea.
    Nel corso dell'audizione in Procura a Trezeguet venne mostrata una lettera, inviata a lui, al padre e alla Juve, da Caliendo. In quel documento, del 30 dicembre 2002, l'agente evidenziava "che la società bianconera, di fatto, lo aveva estromesso dalle trattative e che Alessandro Moggi, con l'appoggio del padre Luciano, aveva condotto una azione diffamatoria nei suoi confronti in modo da screditarlo" agli occhi del calciatore e "indurlo a revocargli la procura". L'attaccante francese ha così precisato di fronte ai magistrati: "Non capisco le ragioni per cui quella lettera sia stata trovata nella sede della Gea. Io non l'ho mai consegnata loro né tantomeno penso l'abbia fatto mio padre". Caliendo, ascoltato in procura il 26 maggio scorso, ha confermato le pressioni di Moggi sul francese e ha detto che era noto che il figlio dell'ex dg bianconero "aveva libero accesso al ritiro della Juve, entrava negli spogliatoi e durante gli allenamenti sedeva in panchina, contrariamente alle disposizioni del regolamento dei procuratori".
    "La nostra difesa inizia oggi. Ora abbiamo la possibilità di conoscere le accuse che vengono mosse". Così l’avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Alessandro Moggi, ha commentato l’atto di conclusione delle indagini depositato dalla Procura di Roma per l’inchiesta sulla Gea.".
    gazzetta.it

    GEA, ecco le minacce di Moggi a Baldini e Grabbi

    Tra le accuse contestate a Luciano Moggi dai pm romani che hanno indagato sulla Gea ci sono anche le minacce rivolte all'ex direttore sportivo della Roma Franco Baldini e al calciatore Corrado Grabbi. Nel primo caso si fa riferimento alle pressioni esercitate nel 2000 sull'ex dirigente giallorosso perché intercedesse con i giocatori romanisti "affinchè - si legge nel capo di imputazione - rilasciassero procure sportive ad Alessandro Moggi e Franco Zavaglia. Evento non verificatosi per cause indipendenti dalla sua volontà, consistite nel rifiuto di Baldini di intercedere presso i giocatori". A parlare della circostanza con gli inquirenti era stato lo stesso Baldini in occasione di una deposizione fatta il 10 maggio scorso: "Luciano Moggi - dichiarò Baldini - ebbe a 'rimproverarmi' del fatto che da quando c'ero io il figlio Alessandro nonché Zavaglia non avevano più facilità ad acquisire le procure sportive dei giocatori del settore giovanile della Roma, avvertendomi che il nostro era 'un lavoro particolare, un anno si lavora da una parte, un anno dall'altra e un anno non si lavora'. Gli risposi che le sue minacce con me non avevano effetto in quanto io stesso stavo cercando un pretesto per uscire dal calcio".
    Per quanto concerne l'episodio Grabbi, gli inquirenti romani contestano all'ex dg della Juventus di aver intimato al calciatore "con toni perentori e arroganti di smentire un'intervista all' Espressonella quale riferiva le angherie subite nel corso della sua carriera da parte di Luciano Moggi nonché le pressioni subite da Alessandro Moggi affinchè gli concedesse la procura sportiva". Il 21 giugno scorso Grabbi dichiarò alla Guardia di Finanza che nel 1995, epoca in cui militava nella Juventus, "dopo un paio di mesi da quando Alessandro Moggi cessò di esercitare pressioni su di me per conferirgli la procura, Luciano Moggi mi chiamò in sede, pretendendo che andassi da solo. Mi mise fuori rosa nonostante avessi già fatto altre partite ed avessi già segnato diversi gol, dicendomi che avevo fatto una rissa in discoteca al Sestriere il 31 dicembre 1994, cosa non vera. Moggi mi addebitò tale episodio dicendomi che glielo aveva detto un certo maresciallo. Dopo un paio di giorni tale notizia fu pubblicata sui giornali a livello nazionale". Da gazzetta.it

    GEA: Indagini, 232 calciatori sotto procura. Ecco come Moggi e Zavaglia aggiravano le norme

    Duecentotrentadue giocatori riconducibili alla Gea World. Sono tutti elencati nella tabella allegata allo avviso di conclusione delle indagini della procura di Roma. Il provvedimento riporta anche i vari accertamenti compiuti dal nucleo provinciale di polizia tributaria della guardia di finanza, come quelli supportati dalla documentazione inviata dalla magistratura di Torino, e relativi ai "moduli federali rossi stipulati tra Gea e societa' di calcio, rinvenuti presso la sede della Gea, privi del timbro di avvenuti deposito presso la Figc-commissione agenti di calciatori". In merito a questi, "sussistono situazioni di incompatibilita' in capo agli agenti Alessandro Moggi e Francesco Zavaglia, che naturalmente la commissione non avrebbe potuto rilevare vista la mancata registrazione". I mandati sono quelli dei calciatori Giuliano Giannichedda, Manuele Blasi e Salvatore Fresi. Nell'atto vengono enumerate poi, per alcuni calciatori, le scritture private mediante le quali veniva conferito alla Gea "in esclusiva e irrevocabilmente l'incarico di gestire l'immagine, il nome e la firma dell'assistito". Tra le verifiche delle Fiamme gialle anche quelle che hanno permesso di appurare la contraffazione di fatture per 770 cravatte Marinella. La Repubblica

  2. #2
    Forumista assiduo
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    Borrelli boia
    no al calcio moderno


    Non arriva qualche milanista monocefalo a difendere a spada tratta, il sistema mafia ? e a spandere merda gratuita su Rossi e Borrelli...

  3. #3
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Vi ricordate quando Iaquinta (in quel momento mandava in gol ogni pallone che toccava) non giocò contro la Juve per divergenze sul rinnovo contrattuale? Puntualmente rinnovato qualche giorno dopo, sicuramente sotto minacce. Guai a pensare male, ma casualmente l'Udinese è tra le squadre "controllate" nelle pagine dei pm, e nel giro Gea figura Leonardi, direttore generale di quell'Udinese...

    Un altro esempio dei milioni che ci sono per dire come la Piovra (Gea e dintorni) non è un'invenzione di nessuno, ma la semplice realtà...

 

 

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