Dal GdS di oggi, 11 novembre 2006
Stellette addio.
Il governatore strappa alla Difesa Calamosca, Sant'Elia, Monte Urpinu e molte altre aree
Vertice Soru-Parisi al ministero. Cagliari ora è libera dalle servitù
La Maddalena, Capo Frasca e Teulada: decisioni rinviate al prossimo incontro a Roma
Enrico Fresu
Dietro front, avanti march.E in fretta. I militari si ritirano da Cagliari: lasciano Monte Urpinu, tutto il promontorio di Calamosca, la Sella del Diavolo, il fortino di Sant'Ignazio, l'ex ospedale di San Michele, tutti gli spazi dell'aviazione davanti allo stagno di Molentargius fino all'ospedale Binaghi e i fortini davanti all'Ammiragliato in viale Colombo. La notizia della Cagliari liberata arriva dal vertice di Roma tra il governatore Renato Soru e il ministro della Difesa Arturo Parisi: strette di mano e sorrisi per una vittoria, quella della Regione, ottenuta
dopo più di vent'anni di battaglie contro il giogo delle servitù.
«IL MINISTRO PARISI», è scritto in una nota stilata dopo la firma dell'accordo, «ha consegnato al presidente Soru l’elenco degli immobili demaniali di Cagliari
per i quali sono immediatamente avviate le procedure di dismissione a favore della Regione ». Immediatamente, senza l'ostacolo dell'agenzia del Demanio. Da subito tornano ai sardi i patrimoni dei quali non hanno mai goduto. In casa loro. In cambio lo Stato ha chiesto che le spese di bonifica delle aree vengano accollate ai destinatari, settanta alloggi per i militari e 4milametri quadri di coperto per i magazzini. Ma la Sardegna non è solo Cagliari. Entro la fine dell'anno ci sarà un nuovo incontro. All'ordine del giorno altri due punti caldi: gli immensi terreni di Capo Frasca e il poligono di Teulada. Soru è partito con l'idea di chiedere le intere aree, ma per il responso bisognerà attendere il
prossimo vertice. Parisi ha ribadito la disponibilità di lasciare l'arsenale di LaMaddalena, ma prima vuole rassicurazioni sul destino dei dipendenti civili.
Sentenze rinviate, quindi. Ora c'è spazio per l'esultanza del sindaco di Cagliari, Emilio Floris. Prima una promessa: i paradisi naturali di Calamosca e della Sella del Diavolo non saranno intaccati dai mattoni: «Sarebbe una scelta folle e scellerata ». Poi i propositi: «Sfrutteremo le aree per centri di aggregazione,
sport, ambiente e cultura. Per un nuovo sviluppo della città, in una prospettiva internazionale, collaborando con Regione, privati e Università».■




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