......un deserto dove tu prete ti muovi a pelo d'acqua ,navigando a vista ,con la paura totale di commettere sbagli irrecuperabili in tutte le latitudini e direzioni che questi sbagli possono e possano avvenire .Il mio ministero di confessore e di padre spirituale( lo sono anch'io con timore e tremore ma anche con gioia,gioia umana perchè no,gioia cristiana. si gioia ...) vive forse soltanto di misericordia ( è il soltanto che brucia...)( la misericordia spesso anzi quasi sempre non tranquillizza nessuno nè il padre nè il figlio ,certo in dialetto siciliano le minchiate dei preti di tutte le tende molto probabilmente uccidono il figlio)
Ma non ho altra strada: la condivisione del carico leggero, la pesantezza degli stessi miei demoni, la mondanità come terreno comune,spartire inevitabilmente spazio e tempo, le regole del gioco del brodo in cui siamo inseriti , piacere e desiderio ,e , non mi sento assolutamente di esorcizzarli,di palettarli,di interpretarli.
Sono un presbitero uxorato eterosessuale praticante e il discorso qui diventa delicato ma va fatto e va fatto davanti al Signore anche davanti a voi fratelli e sorelle(sintattici ed asintattici) del forum.
Eterosessuale praticante nella mia relazione matrimoniale che dura da 30 anni ma non è essa a rendere legittimo(forse dico eresie...)l'esercizio(brutta parola) della sessualità mia con quella della mia sposa Nina. La legittimità ( se tale vocabolo tranquillizza...poi chi...) sta e si regge(è autorefenziale) nel fatto che ci si desidera ancora,ci si piace ancora, ci si sperimenta ancora, ci si è complici ancora ,ci si arde ancora senza se e senza e senza regole .il talamo matrimoniale non conosce regole
E allora il matrimonio? nella sede mistica e misterica e forse misteriossima e certamente (e spero che tutte le coppie sposate qui possiamo dir questo) non solo non è l'ignobile remedium concupiscentiae( e non mi importa chi mai l'abbia potuto dire ) ma è anche forse (la dico così)...santa lussuria