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Discussione: Roma - Canterbury

  1. #1
    Estremismo Turoldo-Dossettiano
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    Predefinito Roma - Canterbury

    Eutanasia, Vaticano contro gli anglicani

    "Rischio di una grave deriva etica"

    CITTA DEL VATICANO - "La compassione invocata dai vescovi anglicani per i bambini prematuri gravemente ammalati nasconde in realtà il rischio di una grave deriva etica, quella che in diversi paesi sta portando a leggi che autorizzano l'eutanasia dei minori". A sostenerlo è il dicastero vaticano per la pastorale sanitaria per voce del card. Lozano Barragan.

    Questo in risposta alle affermazioni fatte, negli ultimi giorni, dalla Chiesa anglicana, che per la prima volta si aperta in merito alla possibilità dell'eutanasia passiva nel caso si tratti di neonati con gravissimi e irrimediabili handicap. E ha spiegato che è possibile che "ci siano situazioni in cui per un cristiano la compassione debba prevalere sul principio secondo cui la vita va preservata a tutti i costi".

    Immediate sono arrivate le opposizioni da parte del Vaticano che, attraverso il porporato messicano, ha spiegato: "Mettere fine alla vita di una persona innocente, anche nel caso di un bambino prematuro gravemente ammalato, equivale - spiega il porporato messicano - a praticare l'eutanasia, e questo resta un'azione illecita, oltre che un atto di crudeltà".

    Secondo il ministro vaticano della Sanità, "tutto questo è molto diverso dall'accanimento terapeutico". Il card.Barragan, infatti, è d'accordo con la decisione dei sanitari di astenersi da cure inutili, "quando cioè si tratta di un uso di medicinali inutili e sproporzionati che servono a prolungare la dolorosa agonia di una persona che sarebbe ormai vicina alla morte".

    E ancora: "Nessuno è obbligato ad accettare queste terapie. In questo caso possiamo parlare di compassione. Ma se si tratta di ammazzare, bisogna ricordarsi che il quinto comandamento dice non uccidere. La vita è nelle mani di Dio e noi non possiamo disporne".


    "Il problema - spiega il presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale sanitaria - è che in diversi paesi ora si vuole applicare l'eutanasia ai bimbi, oltre che agli anziani. E questa è una mostruosità. L'eutanasia è un'azione o omissione diretta ad estingere una vita e questo non lo ammettiamo. Di fronte alle aperture dei vescovi anglicani, dunque, non possiamo - conclude Barragan - che ricordare la posizione che è la stessa che la Chiesa ha di fronte al tema dell'eutanasia".

  2. #2
    Estremismo Turoldo-Dossettiano
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    Il card. Barragan, presidente del Pontificio consiglio per la salute
    Il Vaticano agli anglicani: mai l'eutanasia
    «La posizione della Chiesa non varia, la vita non appartiene all’uomo ma al Signore. Non si può togliere la vita a un innocente»

    CITTÀ DEL VATICANO - Decisa replica del Vaticano alla Chiesa anglicana sul tema dell'eutanasia nel caso di bambini nati prematura e gravemente malati, la quale ha inviato alla commissione scientifica indipendente «La posizione della Chiesa non varia, la vita non appartiene all’uomo ma al Signore», ha detto il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio consiglio per la pastorale della salute. «Non si può togliere la vita, con qualsiasi mezzo diretto o indiretto, a un essere innocente. L’eutanasia non è mai ammessa. E questo vale per i malati terminali e anche per i bambini, anche che nascono con gravi handicap».

    PARERE - La Chiesa anglicana aveva inviato un proprio parere alla commissione scientifica indipendente che sta valutando l'eticità di rianimare e curare piccoli venuti alla luce in condizioni disperate dopo gestazioni troppo brevi. «La Chiesa cattolica non impone, ma propone la sua dottrina», ha detto il card. Barragan. «La dignita della persona umana si basa su un principio numero uno, che è la vita e noi la vita la difendiamo dall’inizio fino al suo termine naturale. Mettere fine alla vita di una persona innocente, anche nel caso di un bambino prematuro gravemente ammalato, equivale a praticare l'eutanasia, e questo resta un'azione illecita, oltre che un atto di crudeltà. Tutto questo è molto diverso dall'accanimento terapeutico».
    NON UCCIDERE - Barragan condivide la decisione dei sanitari di astenersi da cure inutili, «quando cioè si tratta di un uso di medicinali inutili e sproporzionati che servono a prolungare la dolorosa agonia di una persona che sarebbe ormai vicina alla morte. Nessuno è obbligato ad accettare queste terapie. In questo caso possiamo parlare di compassione. Ma se si tratta di ammazzare, bisogna ricordarsi che il quinto comandamento dice non uccidere».


    13 novembre 2006

  3. #3
    Estremismo Turoldo-Dossettiano
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    Gli anglicani: lasciate morire i prematuri con gravi handicap
    La chiesa di Londra: per i neonati prevalga la compassione








    LONDRA — Il diritto alla vita per un neonato prematuro con gravissime malformazioni può essere superato dalla compassione. Alcuni bimbi troppo malati debbono essere lasciati morire. È questo il parere inviato dalla Chiesa d'Inghilterra alla commissione scientifica indipendente che sta valutando l'eticità di rianimare e curare piccoli venuti alla luce in condizioni disperate dopo gestazioni troppo brevi. «In alcuni casi può essere giusto evitare o sospendere il trattamento clinico, sapendo che questa scelta può portare forse, o probabilmente, o anche certamente alla morte», scrive il vescovo Tom Butler che a Londra regge l'importante cattedrale di Southwark. La lettera diffusa dall'Observer prosegue: «Ci possono essere casi nei quali, per un cristiano, la compassione può prevalere sulla regola che la vita dev'essere inevitabilmente preservata... le cure sproporzionate in nome del prolungamento della vita sono un esempio». Le parole sono scelte con evidente sofferenza: il religioso spiega che la decisione «letale» del medico dev'essere frutto di «manifesta riluttanza»; ma non si sottrae neanche all'argomento dei costi economici: «Il principio di giustizia implica che il costo delle cure e i costi di lungo termine per la sanità e la pubblica istruzione debbono essere valutati in termini di opportunità per il servizio sanitario di usare le risorse per salvare altre vite». Un pensiero netto e destinato a pesare sul rapporto del Nuffield Council di Bioetica che giovedì pubblicherà dopo due anni di studio le sue linee-guida per i medici del Regno Unito.

    La ricerca è partita dopo il lacerante dibattito giuridico e mediatico per il caso della piccola Charlotte Wyatt. Quando è nata, nell'ottobre del 2003, Charlotte pesava meno di mezzo chilo, misurava 20 centimetri e aveva gravi danni cerebrali e ai polmoni. I medici inglesi chiesero l'autorizzazione a staccare la spina perché la qualità della vita era «intollerabile»; i genitori volevano continuare. L'Alta Corte ascoltò i medici. Ma Charlotte continuò a vivere, anche se in stato vegetativo: oggi ha tre anni ed è attaccata alle macchine in ospedale. Il parere religioso della Chiesa anglicana è molto vicino al documento del Royal College di Ostetricia e Ginecologia che ha chiesto di considerare «l'eutanasia attiva» per neonati con gravissime disabilità. Secondo il Royal College «un bambino gravemente disabile può significare una intera famiglia disabile per il peso morale e economico della situazione». Se in questi casi l'eutanasia fosse accettata «potrebbe ridurre i casi di aborto, perché alcuni genitori accetterebbero il rischio» di aspettare la nascita e poi decidere in base alla gravità della situazione.

    I bimbi estremamente prematuri corrono rischi molto elevati di danni cerebrali. Sotto le 22 settimane il 98 per cento muore subito dopo il parto, dopo le 23 sopravvive il 17%, ma dopo le 26 settimane la possibilità di sopravvivenza, con i progressi clinici, sale all'80%. Alcune legislazioni hanno già affrontato il problema. In Olanda i medici non prestano cure ai nati prima delle 25 settimane di gestazione e per alcuni tipi di malattie come spina bifida e epidermolisi bollosa arrivano all'eutanasia. Il mondo scientifico è diviso. «Rischiamo di trasformare la natura fondamentale della professione medica in una forma di ingegneria sociale il cui scopo è di massimizzare i benefici per la società e decidere quali vite hanno valore», dice l'istituto di neonatologia dell'Università di Londra. E il «British Council of Disabled People» ammonisce che «introdotto il principio si arriverebbe inevitabilmente a dire anche agli anziani malati che la loro vita vale meno».



    Guido Santevecchi




    13 novembre 2006

  4. #4
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    Predefinito parole, parole, solo parole...

    Tutto quello che precede sono solo parole.

    La realtà dei fatti è che nell'Ospedale pediatrico di Genova Giannina Gaslini, di cui è Presidente il cardinale Arcivrscovo di Genova, i neonati prematuri in grave pericolo di vita che cioè sopravvivono solo grazie all'uso dei respiratori automatici, vengono tolti dal respiratore, per disavvezarli dall'uso del respiratore stesso, di venerdì pomeriggio, quando in pratica non è possibile trovare un avvocato in tutta la città, e se il neonato prematuro non ce la fa, viene ovviamente stilato l'atto di morte...

    Alla madre sola di fronte a ben tre medici viene consigliato di non fare neppure il funerale al piccino, perchè non è il caso...

    Viene detto alla famiglia che il bimbo, al momento in cui il respiratore fu staccato era già sordo, cieco e muto, ovvero un vegetale vivente...

    Questa è la realtà dei fatti.

    Tutto il resto sono solo parole.

  5. #5
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    La spina, al Gaslini, è stata staccata senza l'autorizzazione dei genitori

  6. #6
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    Ci sono gli estremi di querela per omicidio volontario.

  7. #7
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    Xenia pesiamo pero' le parole perche' se quello che dici e' vero e hai testimonianze bisogna denunciare alla magistratura. Altrimanti alimentiamo solo leggende metropolitane, come i radicali che dicono: "e' noto che l'eutanasia viene praticata in migliaia di casi l'anno nei nostri ospedali" bene i miei genitori lavorano in ospedale, mia madre e' anche un primario ed ha lavorato in molti ospedali anche al nord e di eutanasie non ne ha mai viste praticare impunemente, solo una volta e' capitato e l'infermiera e' stata incriminata.
    Ripeto se sono fatti allora si denuncino i fatti...
    UT UNUM SINT!

  8. #8
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    On ne peut bien écrire que de ce qu'on ignore
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    Citazione Originariamente Scritto da catholikos Visualizza Messaggio
    se quello che dici e' vero e hai testimonianze bisogna denunciare alla magistratura. Altrimanti alimentiamo solo leggende metropolitane
    Condivido totalmente.

    B.

  9. #9
    presbitero cristiano ortodosso
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    ed eretico perfino di se stesso -contraddisse e si contraddisse
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    Citazione Originariamente Scritto da catholikos Visualizza Messaggio
    Xenia p
    .
    Ripeto se sono fatti allora si denuncino i fatti...
    Condivido in pienezza

  10. #10
    Ut unum sint!
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    per una volta mi trovo d'accordo con Barsanufio e finanche con P.Giovanni
    UT UNUM SINT!

 

 
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