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Discussione: Preghiere cattoliche

  1. #1
    cattolico refrattario
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    Predefinito Preghiere Del Cristiano

    PREGHIERE DEL CRISTIANO



    PREGHIERE DEL MATTINO



    APPENA SVEGLIATO

    In nòmine Pátris, et Fílii et Spíritus Sáncti. Amen.

    Nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo. Così sia.



    Atto di ringraziamento

    Vi adoro, o mio Dio, e vi amo con tutto il cuore. Vi ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Vi offro tutte le azioni della giornata; fate che siano tutte secondo la vostra santa volontà, per la maggior gloria vostra.
    Preservatemi dal peccato e da ogni male. La grazia vostra sia sempre con me e con tutti i miei cari. Così sia.



    Padre nostro

    Páter nóster, qui es in caelis, sanctificètur nómen túum, advèniat régnum túum, fíat volùntas tua, sicut in caelo et in terra.

    Pánem nóstrum quotidiánum da nóbis hòdie, et dimìtte nóbis dèbita nostra, sícut et nos dimìttimus debitòribus nóstris; et ne nos indùcas in tentatiònem; sed lìbera nos a malo. Amen.

    Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.

    Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non c'indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Così sia.



    Ave Maria

    Ave, Maria, gràtia plena. Dòminus técum; benedícta tu in mulièribus, et benedìctus frúctus véntris tui, Jésus.

    Sancta Maria, Máter Dei, ora pro nóbis peccatòribus, nunc et in hora mórtis nóstrae. Amen.

    Ave, o Maria, piena di grazia; il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del ventre tuo, Gesù.

    Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Così sia.



    Credo

    Credo in Deúm Pàtrem omnipotèntem, Creatórem caeli et terrae; et in Jesum Christum, Fílium ejus ùnicum, Dòminum nòstrum, qui concèptus est de Spìritu Sàncto, natus ex Maria Vìrgine, pàssus sub Pòntio Pilàto, crucifíxus, mòrtuus et sepùltus; descéndit ad ìnferos; tértia dìe resurréxit a mòrtuis; ascéndit ad caelos, sédet ad déxteram Dei Pàtris omnipoténtis; inde ventùrus est judicàre vivos et mòrtuos. Credo in Spìritum Sànctum, sànctam Ecclésiam cathòlicam, Sanctòrum Communiònem, remissiónem peccatòrum, càrnis resurrectiònem, vitam aetérnam. Amen.

    Io Credo in Dio Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figliuolo, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese all'inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente, di là ha da venire a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la Comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Così sia.



    Salve Regina

    Salve, Regìna, màter misericòrdiae, vita, dulcédo et spes nostra, salve. Ad te clamàmus, éxsules fílii Hévae. Ad te suspiràmus geméntes et fléntes in hac lacrimàrum valle. Eia érgo, advocàta nostra, ìllos tùos misericòrdes òculos ad nos convérte. Et Jesum, benedìctum frùctum véntris tui, nòbis post hoc exìlium osténde. O clémens, o pìa, o dùlcis Vìrgo Maria.

    Salve, o Regina, Madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva: a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, Avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci dopo questo esilio Gesù, il frutto benedetto del ventre tuo. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.



    Gloria al Padre

    Glòria Patri, et Fílio et Spirìtui Sáncto, sìcut érat in princìpio, et nunc, et semper, et in sáecula saeculórum. Amen.

    Gloria al Padre e al Figliuolo e allo Spirito Santo, come era nel principio, e ora, e sempre, e nei secoli dei secoli. Così sia.



    Angelo di Dio

    Angele Dei, qui cùstos es mei, me tibi commìssum pietàte supérna, illùmina, custòdi, rege et gubérna. Amen.

    Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Così sia.



    Eterno riposo

    Réquiem aetérnam dona eis, Dòmine, et lux perpétua lùceat eis. Requiéscant in pace. Amen.

    L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Così sia.



    Atto di Fede

    Mio Dio, credo fermamente quanto Voi, infallibile Verità, avete rivelato e la Santa Chiesa ci propone a credere. Ed espressamente credo in Voi, unico vero Dio in tre Persone uguali e distinte, Padre, Figliuolo e Spirito Santo. E nel Figliuolo incarnato e morto per noi, Gesù Cristo, il quale darà a ciascuno secondo i meriti, il premio o la pena eterna. Conforme a questa Fede voglio sempre vivere. Signore, accrescete la mia fede.



    Atto di Speranza

    Mio Dio, spero dalla bontà vostra, per le vostre promesse e per i meriti di Gesù Cristo, nostro Salvatore, la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla con le buone opere, che io debbo e voglio fare. Signore, che io non resti confuso in eterno.



    Atto di Carità

    Mio Dio, amo con tutto il cuore sopra ogni cosa Voi, Bene infinito e nostra eterna felicità, e, per amor vostro, amo il prossimo mio come me stesso, e perdono le offese ricevute. Signore, fate ch'io Vi ami sempre più.



    Atto di Dolore

    Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i vostri castighi, ma molto più perché ho offeso Voi infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo col vostro santo aiuto di non offenderVi mai più e di fuggirne le occasioni prossime del peccato. Signore, misericordia, perdonatemi.



    Al suono della campana, mattina, mezzogiorno e sera:


    Angelus Domini

    Angelus Domini nuntiavit Mariae, et concepit de Spiritu Sancto. Ave Maria, etc.

    Ecce Ancilla Domini, fiat mihi secundum verbum tuum. Ave Maria, etc.

    Et verbum caro factum est, et habitavit in nobis. Ave Maria, etc.

    V. Ora pro nobis, sancta Dei Genitrix.

    R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

    O r e m u s

    Gratiam tuam, quaesumus Domine, mentibus nostris infunde; ut qui, Angelo nuntiante, Christi, Filii tui incarnationem cognovimus, per Passionem ejus et Crucem ad Resurrectionis gloriam perducamur. Per eundem Christum Dominum nostrum. Amen.

    Nel tempo Pasquale dirai:

    Regina caeli, laetare alleluja.

    Quia, quem meruisti portare, alleluja.

    Resurrexit, sicut dixit, alleluja.

    Ora pro nobis Deum, alleluja.

    V. Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluja.

    R. Quia surrexit Dominus vere, alleluja.

    O r e m u s


    Deus, qui per resurrectionis Filii tui Domini nostri Jesu Christi mundum laetificare dignatus es: praesta, quaesumus, ut per ejus Genitricem Virginem Mariam, perpetuae capiamus gaudia vitae. Per eundem Christum Dominum nostrum. Amen.

    Tanto per l'Angelus Domini quanto per il Regina coeli indulgenza di dieci anni una volta al giorno. Plenaria una volta al mese se si recitano tutti i giorni.



    DURANTE IL GIORNO

    Cominciando a lavorare o a studiare, fatevi il segno della Croce e dite:

    Signore, a Voi offerisco questo lavoro (o questo studio).

    Prima di mangiare:

    Dio mio, benedite questo cibo e me, acciocché non vi commetta difetto, e tutto sia a vostra gloria.

    Dopo aver mangiato:

    Vi ringrazio o Signore, del cibo che mi avete dato.

    Quando suonano le ore:

    Gesù mio, io vi amo, non permettete che vi offenda.

    In tempo di tentazione:

    Gesù, Maria, aiutatemi: piuttosto morire che peccare.

    Se avete fatto qualche peccato:

    Dio mio, me ne pento con tutto il cuore; non voglio farlo più.

    Se è un peccato grave, confessatevi subito.



    PREGHIERE DELLA SERA



    Atto di ringraziamento

    Vi adoro, mio Dio, e vi amo con tutto il cuore. Vi ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno. Perdonatemi il male oggi commesso, e se qualche bene ho compiuto, accettatelo. Custoditemi nel riposo, e liberami dai pericoli. La grazia vostra sia sempre con me e con tutti i miei cari. Così sia.

    Pater, Ave, Gloria, Credo, Salve Regina, Angelo di Dio, Atti di Fede, di Speranza e di Carità. Esame di coscienza, Atto di Dolore e, pei Defunti il Salmo 129:

    De profundis

    De profundis clamavi ad te, Domine: * Domine, exaudi vocem meam.

    Fiant aures tuae intendentes, in vocem deprecationis meae.

    Si iniquitates observaveris, Domine: * Domine, quis sustinebit?

    Quia apud te propitiatio est, * et propter legem tuam sustinui te, Domine.

    Sustinuit anima mea in verbo eius, * speravit anima mea in Domino.

    A custodia matutina usque ad noctem, speret Israël, in Domino.

    Quia apud Dominum misericordia, * et copiosa apud eum redemptio.

    Et ipse redimet Israël, * ex omnibus iniquitatibus ejus.

    Requiem aeternam dona eis, Domine: et lux perpetua luceat eis.

    Requiescant in pace. Amen.

    Indulgenza di tre anni. Plenaria se recitato ogni giorno per un mese intero.



    Esame di coscienza

    Verso Dio: Amore di Dio sopra ogni cosa. Negligenze o omissioni nei doveri religiosi. Irriverenze in Chiesa. Santificazione della festa. Mancanza di rispetto verso persone o cose sacre. Dubbi sulla fede. Rispetto umano. Bestemmie. Imprecazioni. Mancanza di fiducia e di rassegnazione. Resistenza alla grazia.

    Verso il prossimo: Amore al prossimo per amor di Dio. Mancanza di sollecitudine, di obbedienza. Ostinazione. Durezza. Disprezzo. Freddezza. Maldicenze. False testimonianze. Violenze. Menzogne. Cattivi esempi. Incitamento al male. Scandalo. Ingiustizie. Danni alla reputazione o ai beni. Debiti. Furto. Doveri verso la Patria, verso la Società.

    Verso sé stessi: Vittoria sul nostro difetto principale. Superficialità. Generosità. Orgoglio. Vanità. Avarizia. Desideri, sguardi, letture, parole e azioni impure. Intemperanza. Gola. Mollezza. Immortificazione. Collera. Impazienza. Pigrizia nell'adempimento dei doveri del proprio stato.



    Giaculatorie

    Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l'anima mia.

    Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell'ultima agonia.

    Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con Voi l'anima mia.

    Indulgenze di sette anni per ogni invocazione. Indulgenza plenaria alle solite condizioni per ognuna delle suddette invocazioni se recitate ogni giorno per un mese intero.



    Lodi divine in riparazione delle bestemmie

    Dio sia benedetto:

    Benedetto il suo santo Nome;

    Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo;

    Benedetto il Nome di Gesù;

    Benedetto il suo Sacratissimo Cuore;

    Benedetto il suo Preziosissimo Sangue;

    Benedetto Gesù nel SS. Sacramento dell'Altare;

    Benedetto lo Spirito Santo Paraclito;

    Benedetta la gran Madre di Dio Maria Santissima;

    Benedetta la sua santa ed immacolata Concezione;

    Benedetta la sua gloriosa Assunzione;

    Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre;

    Benedetto S. Giuseppe, suo castissimo Sposo;

    Benedetto Dio nei suoi Angeli e nei suoi Santi.



    All'Arcangelo Michele

    Sancte Míchaël Archángele, defénde nos in práelio, contra nequítiam et insídias diáboli esto praesídium. Imperet illi Deus, súpplices deprecámur: tuque, Prínceps milítiae caeléstis, Sátanam aliosque spíritus malígnos, qui ad perditiónem animárum pervagántur in mundo, divína virtúte, in inférnum detrúde. Amen.

    O Santo Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, sii nostro presidio contro la malizia e le insidie del diavolo. Che Dio lo soggioghi, noi lo domandiamo supplicando: e tu, principe della milizia celeste, caccia nell'inferno Satana e gli altri spiriti maligni che a perdizione delle anime vanno errando per il mondo. Così sia.


  2. #2
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    Thread in rilievo permanente finchè esisterà Politicaonline.
    Ovviamente potete tutti aggiungere altre preghiere e devozioni (approvate dalla Chiesa)

    Guelfo Nero

  3. #3
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    SPECIALISSIMA INTENZIONE DI PREGHIERA PER IL CATTOLICESIMO INTEGRALE E LA DIFESA DELLA SANTA MESSA IN MILANO

    CARI AMICI,

    VI CHIEDO UNA PREGHIERA DAVVERO MOLTO SPECIALE PER LA LOTTA CONTRO IL NEO-MODERNISMO E PER LA DIFESA DELLA MESSA CATTOLICA E DEL CULTO EUCARISTICO IN MILANO.
    NON POSSO AGGIUNGERE PER ORA ALTRI PARTICOLARI.

    SANCTA MARIA ORA PRO NOBIS

    GUELFO NERO

  4. #4
    cattolico refrattario
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    non aggiungere....ma sono con te.

  5. #5
    Ludovico van
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    Originally posted by Oli
    INTERVENTO NON POLEMICO

    Credo ke valga molto di + una preghiera fatta col cuore ke 1000 fatte così, tanto x fare.
    Non so se possa servirti, ma anch'io che prima ragionavo così, dopo aver letto "La confessione di Durtal", mi sono sentito meglio. Mi ha aiutato. Certo bisognerebbe leggerla tutta, è davvero bella. Te ne copio un piccolo frammento. E' un dialogo tra il priore di un monastero che riceve Durtal, il quale dopo tanti anni decide di confessarsi.

    [...]"...e pregate ardentemente il Signore perchè voglia venirvi in aiuto. Ditemi: avete un rosario?"
    "No padre".
    "Nel vostro tono avverto una certa ostilità per il rosario". "Vi confesserò che questo modo meccanico di dir le orazioni non è di mio gradimento. Mi sembra che dopo qualche secondo non potrei più pensare a ciò che direi: finirei con l'imbrogliarmi e col balbettare davvero delle sciocchezze".
    "Se avete conosciuto dei padri di famiglia", soggiunse tranquillamente il priore, "avrete notato che i figli fanno loro carezze raccontando cose di poca importanza, e tuttavia essi stanno incantati ad ascoltarli. Perchè dunque credete che il Signore, che è un amorosissimo padre, non si compiaccia di ascoltare i suoi figli anche quando balbettano o dicono sciocchezze?"
    E dopo una pausa proseguì:"Il vostro pensiero lascia trasparire una specie di malizia diabolica. Dovete sapere che grandi grazie si riconnettono alla pratica del rosario: del resto proprio la santissima Vergine ha rivelato ai santi questa devozione, dichiarando di compiacersene, e ciò dev'esser sufficiente per farcelo amare.[...]"

    da La confessione di Durtal, di J. K. Huysmans

  6. #6
    cattolico refrattario
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    IL SANTO ROSARIO

    A chi recita la terza parte del Rosario indulgenza di 5 anni. Se assieme ad altri, sia in pubblico che in privato, indulgenza di 10 anni. Indulgenza plenaria nell'ultima domenica di ogni mese purché confessati e comunicati, si visiti una chiesa od oratorio pubblico e si sia recitata la terza parte del Rosario almeno tre volte la settimana nelle settimane precedenti.

    Indulgenza plenaria ogni volta che si sia recitata la terza parte del Rosario davanti al SS. Sacramento, sia pubblicamente esposto, sia riposta nel Tabernacolo.

    A chi recita le Litanie indulgenza di sette anni. Se sono recitate tutti i giorni per un mese intero, indulgenza plenaria alle consuete condizioni.

    V. Deus, in adjutorium meum intende.

    R. Domine, ad adjuvandum me festina.

    Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicuterat, in principio, et nunc et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

    Reciteremo divotamente la terza parte del Santo Rosario (o questo Santo Rosario) ad onore e gloria di Maria Santissima, e l'applicheremo a suffragio delle anime sante del Purgatorio, meditando i misteri.



    GAUDIOSI

    (lunedì e giovedì)

    Nel primo mistero gaudioso si contempla come alla Vergine Santissima fu annunziato dall'Angelo Gabriele, che doveva divenir Madre di Gesù Cri-sto Redentor nostro.

    Un Pater, dieci Ave, Gloria o Requiem.

    Nel secondo mistero si contempla, come la Vergine Santissima, avendo inteso che S. Elisabetta era per avere un figlio, si partì subito e andò a visitarla a casa sua e stette con essa tre mesi.

    Un Pater, dieci Ave, Gloria o Requiem.

    Nel terzo mistero si contempla la nascita del nostro divin Redentore nella città di Betlemme, nella mezzanotte, tra due animali nel presepio.

    Un Pater, dieci Ave, Gloria o Requiem.

    Nel quarto mistero si contempla come nel giorno della sua Purificazione la Vergine Santissima presentò Cristo nostro Signore nel tempio fra le braccia del vecchio Simeone.

    Un Pater, dieci Ave, Gloria o Requiem.

    Nel quinto mistero si contempla come Maria Santissima, avendo smarrito il suo Figliuolo, e cercatolo per tre giorni, alla fine del terzo giorno lo ritrovò in mezzo ai dottori che disputava, essendo di anni dodici.

    Un Pater, dieci Ave, Gloria o Requiem.



    DOLOROSI

    (martedì e venerdì)

    Nel primo mistero dei quali si contempla come il nostro Signor Gesù Cristo, facendo orazione nell'orto, sudò sangue.

    Un Pater, dieci Ave, Gloria o Requiem.

    Nel secondo mistero si contempla come Gesù Cristo fu flagellato nel Pretorio da Pilato e gli furono date innumerevoli battiture.

    Un Pater, dieci Ave, Gloria o Requiem.

    Nel terzo mistero si contempla, come Gesù Cristo, fu coronato di pungentissime spine.

    Un Pater, dieci Ave, Gloria o Requiem.

    Nel quarto mistero si contempla, come essendo Gesù Cristo condannato a morte, per sua maggior vergogna e dolore gli fu posto sopra le spalle il pesante legno della croce.

    Un Pater, dieci Ave, Gloria o Requiem.

    Nel quinto mistero si contempla, come Gesù Cristo, giunto sul monte Calvario, fu spogliato e confitto in croce con durissimi chiodi, dove era presente l'afflittissima sua Madre.

    Un Pater, dieci Ave, Gloria o Requiem.



    GLORIOSI

    (domenica, mercoledì e sabato)

    Nel primo mistero si contempla come il nostro Signor Gesù Cristo, il terzo giorno dopo la sua passione e morte risuscitò glorioso e trionfante per non mai più morire.

    Un Pater, dieci Ave, Gloria o Requiem.

    Nel secondo mistero si contempla come Gesù Cristo, quaranta giorni dopo la sua risurrezione, ascese al cielo con mirabil festa e trionfo, vedendolo la sua Madre Santissima con tutti i suoi discepoli.

    Un Pater, dieci Ave, Gloria o Requiem.

    Nel terzo mistero si contempla, come Gesù Cristo, sedendo alla destra del Padre, mandò lo Spirito Santo nel Cenacolo ove erano gli Apostoli con Maria Vergine congregati.

    Un Pater, dieci Ave, Gloria o Requiem.

    Nel quarto mistero si contempla, come la Vergine gloriosa, dodici anni dopo la risurrezione di nostro Signor Gesù Cristo, passò da questa vita e dagli Angeli fu assunta in cielo.

    Un Pater, dieci Ave, Gloria o Requiem.

    Nel quinto mistero si contempla, come la Vergine Santissima fu coronata dal suo divin Figliuolo e si contempla ancora la gloria di tutti i Santi.

    Un Pater, dieci Ave, Gloria o Requiem.

    Salve, Regìna, màter misericòrdiae, vita, dulcédo et spes nostra, salve. Ad te clamàmus, éxsules fílii Hévae. Ad te suspiràmus geméntes et fléntes in hac lacrimàrum valle. Eia érgo, advocàta nostra, ìllos tùos misericòrdes òculos ad nos convérte. Et Jesum, benedìctum frùctum véntris tui, nòbis post hoc exìlium osténde. O clémens, o pìa, o dùlcis Vìrgo Maria.



    LITANIE DELLA BEATA VERGINE MARIA

    Kyrie eléison.

    Christe, eléison.

    Kyrie, eléison.

    Christe, àudi nos.

    Christe, exàudi nos.

    Pater de coelis, Deus, miserere nobis

    Fili Redémptor mundi, Deus, miserere nobis

    Spíritus Sancte Deus, miserere nobis

    Sancta Trínitas, unus Deus, miserere nobis

    Sancta Maria, ora pro nobis

    Sancta Dei Génitrix, ora pro nobis

    Sancta Virgo vìrginum, ora pro nobis

    Mater Christi, ora pro nobis

    Mater divìnae gràtiae, ora pro nobis

    Mater purissima, ora pro nobis

    Mater castissima, ora pro nobis

    Mater inviolata, ora pro nobis

    Mater intemeràta, ora pro nobis

    Mater amàbilis, ora pro nobis

    Mater admiràbilis, ora pro nobis

    Mater boni consìlii, ora pro nobis

    Mater Creatòris, ora pro nobis

    Mater Salvatòris, ora pro nobis

    Virgo prudentissima, ora pro nobis

    Virgo veneranda, ora pro nobis

    Virgo praedicanda, ora pro nobis

    Virgo pòtens, ora pro nobis

    Virgo clémens, ora pro nobis

    Virgo fidélis, ora pro nobis

    Speculum iustítiae, ora pro nobis

    Sedes sapiéntiae, ora pro nobis

    Causa nostrae laetìtiae, ora pro nobis

    Vas spirituale, ora pro nobis

    Vas honorabile, ora pro nobis

    Vas insignie devotíonis, ora pro nobis

    Rosa mýstica, ora pro nobis

    Turris davìdica, ora pro nobis

    Turris ebùrnea, ora pro nobis

    Domus áurea, ora pro nobis

    Foederis àrca, ora pro nobis

    Iànua coeli, ora pro nobis

    Stella matutina, ora pro nobis

    Sàlus infirmòrum, ora pro nobis

    Refùgium peccatòrum, ora pro nobis

    Consolàtrix afflictòrum, ora pro nobis

    Auxìlium Christianòrum, ora pro nobis

    Regina Angelòrum, ora pro nobis

    Regina Patriarchàrum, ora pro nobis

    Regina Prophetàrum, ora pro nobis

    Regina Apostolòrum, ora pro nobis

    Regina Màrtyrum, ora pro nobis

    Regina Confessòrum, ora pro nobis

    Regina Vìrginum, ora pro nobis

    Regina Sanctòrum òmnium, ora pro nobis

    Regina sine labe originali concépta, ora pro nobis

    Regina in caelum assumpta, ora pro nobis

    Regina sacratissimi Rosàrii, ora pro nobis

    Regina pàcis, ora pro nobis

    Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, parce nobis, Domine.

    Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, exaudi nos, Domine.

    Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis.

    Sub tuum praesidium confugimus, sancta Dei Genitrix, nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus nostris, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo gloriosa et benedicta.

    V. Ora pro nobis, Sancta Dei Genitrix.

    R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

    O r e m u s

    Concede nos famulos tuos quaesumus, Domine Deus, perpetua mentis et corporis sanitate gaudere: et gloriosa beatae Mariae semper Virginis intercessione, a praesenti liberari tristitia et aeterna perfrui laetitia. Per Christum Dominum nostrum. - Amen.



    Novena dell'Assunzione di Maria Vergine

    (Comincia il 9 – Festa il 15 agosto)

    I. - Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale foste invitata dal vostro Diletto al cielo. - Ave.

    II. - Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale foste assunta dagli angeli santi in cielo. - Ave.

    III. - Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale foste incontrata da tutta la corte del cielo. - Ave.

    IV. - Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale foste ricevuta con tanto onore in cielo. - Ave.

    V. - Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale foste collocata alla destra del vostro Figlio in cielo. - Ave.

    VI. - Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale foste coronata con tanta gloria in cielo. - Ave.

    VII. - Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale foste salutata figlia, madre e sposa di Dio in cielo. - Ave.

    VIII. - Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale foste riconosciuta regina suprema di tutto il cielo. - Ave.

    IX. - Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale foste onorata da tutti gli spiriti ed i beati del cielo. - Ave.

    X. - Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale foste costituita avvocata nostra in cielo. - Ave.

    XI. - Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale cominciaste a pregare per noi in cielo. - Ave.

    XII. - Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale vi degnerete di ricevere noi tutti in cielo. - Ave.

    Poi si recitano le Litanie della Beata Vergine.

    V. Assumpta est Maria in coelum: gaudent angeli;

    R. Laudantes benedicunt Dominum.

    O r e m u s

    Onnipotens sempiterne Deus, qui Immaculatam Virginem Mariam, Filii tui Genitricem, corpore et anima ad caelestem gloriam assumpsisti; concede quaesumus; ut, ad superna semper intenti, ipsus gloriae mereamur esse consortes. Per eundem Christum Dominum nostrum. Amen.



    Novena dell'Immacolata Concezione

    (Comincia il 29 Nov. – Festa l'8 Dic.)

    CORONCINA

    Deus, in adiutorium meum intende.

    Domine, ad adjuvandum me festina.

    Gloria Patri, etc.

    O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi, che ricorriamo a Voi.

    I. - Eterno Divin Padre, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quella somma potenza con cui avete preservata Maria Vergine, vostra dilettissima Figlia, dalla colpa originale.

    Un Pater, quattro Ave ed un Gloria in fine; dicendo al principio di ciascuna Ave Maria: Sia benedetta la santa ed immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio.

    2. - Eterno Divin Figlio, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quella infinita sapienza, con cui avete preservata Maria Vergine, vostra vera e dolcissima Madre, dalla colpa originale.

    Pater noster, etc.

    3. - Eterno Divin Spirito, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell'immenso amore, con cui avete preservata Maria Vergine, vostra purissima Sposa, dalla colpa originale.

    Pater noster, etc.

    Poi si dica:

    Santissima Trinità, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quel singolarissimo privilegio concesso alla benedetta e gloriosa Madre di Maria Vergine, Sant'Anna, l'unica fra tutte le madri, umanamente feconde, che abbia concepita e data alla luce una prole del tutto esente dalla colpa di origine.

    Tre Gloria Patri, etc.

    A n t i f o n a

    Tota pulchra, es, Maria.

    Tota pulchra, es, Maria.

    Et macula originalis non est in te.

    Et macula originalis non est in te.

    Tu gloria Jerusalem.

    Tu laetitia Israël.

    Tu honorificentia populi nostri.

    Tu advocata peccatorum.

    O Maria!

    O Maria!

    Virgo prudentissima,

    Virgo clementissima,

    Ora pro nobis.

    Intercede pro nobis ad Dominum Jesum Christum.

    V. In Conceptione tua, Virgo Immaculata fuisti.

    R. Ora pro nobis Patrem, cujus Filium peperisti.

    Or e m u s

    Deus, qui per immaculatam Virginis Conceptionem dignum Filio tuo habitaculum praeparasti, quaesumus, ut qui ex morte ejusdem Filii tui praevisa eam ab omni labe praeservasti, nos quoque mundos, eius intercessione ad te pervenire concedas.

    Per eumdem Christum Dominum nostrum.



    Allegrezze della Beata Vergine Maria

    che possono servire di Novena in preparazione a qualunque sua festa

    I. - Rallegratevi, o Sposa dello Spirito Santo per quel contento che ora godete in paradiso, perché per la vostra purità e verginità siete esaltata sopra tutti i cori angelici. Ave Maria...

    II. - Rallegratevi, o vera Madre di Dio, per quel piacere che sentite in paradiso, perché siccome il sole quaggiù in terra illumina tutto il mondo, così Voi col vostro splendore adornate e fate risplendere tutto il paradiso. Ave Maria...

    III. - Rallegratevi, o Figliuola di Dio, per quel gaudio che ora godete in paradiso, perché tutte le gerarchie degli Angeli, Arcangeli, Troni, Dominazioni, e tutti gli spiriti beati che vi onorano, riveriscono e conoscono per Madre del loro Creatore, ad ogni minimo cenno vi sono obbedientissimi. Ave Maria...

    IV. - Rallegratevi, o ancella della Santissima Trinità, per la tanta allegrezza che sentite e godete in paradiso, perché tutte le grazie che domandate al vostro Figliuolo vi sono subito concesse; anzi, come dice S. Bernardo, non si concede grazia quaggiù in terra, che non passi prima per le vostre santissime mani. Ave Maria...

    V. - Rallegratevi, o serenissima principessa, perché Voi sola meritereste sedere alla destra del vostro santissimo Figliuolo, il quale siede alla destra dell'eterno suo Padre. Ave Maria...

    VI. - Rallegratevi, o speranza dei peccatori, rifugio dei tribolati, per la tanta allegrezza che avete in paradiso, perché tutti quelli che vi lodano e vi riveriscono in questo mondo, il Padre Eterno li premierà con la sua santissima gloria. Ave Maria...

    VII. - Rallegratevi, Madre, Figlia e Sposa di Dio, perché tutte le grazie e tutti i gaudii, allegrezze e favori che godete in paradiso, non si sminuiranno mai, anzi aumenteranno fino al giorno del giudizio e dureranno per tutti i secoli dei secoli. Così sia.



    I n n o

    Ave, maris Stella,

    Dei mater alma,

    Atque semper Virgo

    Felix coeli porta.

    Sumens illud Ave

    Gabrielis ore,

    Funda nos in pace,

    Mutans Hevae nomen.

    Solve vincla reis,

    Profer lumen caecis,

    Mala nostra pelle,

    Bona cuncta posce.

    Monstra te esse matrem;

    Sumat per te preces,

    Qui pro nobis natus,

    Tulit esse tuus.

    Virgo singularis,

    Inter omnes mitis,

    Non culpis solutos,

    Mites fac et castos.

    Vitam praesta puram,

    Iter para tutum,

    Ut, videntes Jesum,

    Semper collaetemur.

    Sit laus Deo Patri,

    Summo Christo decus,

    Spiritui Sancto,

    Tribus honor unus. Amen.

    Indulgenza di tre anni ogni volta. Plenaria alle solite condizioni, purché sia recitata ogni giorno per un mese intero.

    V. Ora pro nobis, sancta Dei Genitrix.

    R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

    O r e m u s

    Concede nos famulos tuos, quaesumus Domine Deus, perpetua mentis et corporis sanitate gaudere et gloriosa beatae Mariae semper Virginis intercessione a praesenti liberari tristitia et aeterna perfrui laetitia. Per Christum Dominum nostrum. Amen.



    Supplica alla Regina del Santo Rosario

    (da recitarsi l'8 Maggio e la prima Dom. d'Ottobre)

    Nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo. Così sia.

    I. - O augusta Regina delle Vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del santo Rosario, noi tutti figli vostri, che la vostra bontà ha prescelto in questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degli idoli e dei demoni, effondiamo con lagrime gli affetti del nostro cuore e con la confidenza di figli vi esponiamo le nostre miserie.

    Deh! da questo trono di clemenza, ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, su tutta la Chiesa; e vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita. Vedete, o Maria, quanti pericoli nell'anima e nel corpo ne circondano; quante calamità ed afflizioni ne costringono! O Madre, trattenete il braccio della giustizia del vostro Figlio sdegnato e vincete colla clemenza il cuore dei peccatori; sono pur nostri fratelli e figli vostri che costano Sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al vostro sensibilissimo Cuore. Oggi mostratevi a tutti, qual siete, Regina di pace e di perdono.

    II. - È vero, è vero che noi per primi benché vostri figliuoli, coi peccati torniamo a crocefiggere in cuor vostro Gesù e trafiggiamo novellamente il vostro Cuore. Sì, lo confessiamo siamo meritevoli dei più aspri flagelli. Ma Voi ricordatevi che sulle vette del Golgota raccoglieste le ultime stille di quel Sangue divino e l'ultimo testamento del Redentore moribondo. E quel testamento di un Dio, suggellato col Sangue di un Uomo-Dio, vi dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Voi dunque come nostra Madre, siete la nostra Avvocata, la nostra Speranza. E noi gementi stendiamo a Voi le mani supplichevoli, gridando: misericordia!

    Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle nostre anime, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici e di tanti che pur si dicono cristiani e pur dilacerano il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietà, deh! pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l'Europa, per tutto il mondo, che ritorni pentito al Cuore vostro. Misericordia per tutti, o Madre di misericordia. Salve Regina, etc.

    III. - Che vi costa, o Maria, l'esaudirci? Che vi costa il salvarci? Non ha Gesù riposto nelle vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie? Voi siete coronata Regina alla destra del vostro Figliuolo, redimita di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Voi distendete il vostro dominio per quanto son distesi i Cieli, ed a Voi la terra e le creature tutte che in essa abitano sono soggette. Il vostro dominio si stende sino all'inferno, e Voi sola ci strappate dalle mani di Satana, o Maria. Voi siete la onnipotente per grazia. Voi dunque potete salvarci. Che se dite di non volerci aiutare perché ingrati e immeritevoli della vostra protezione, diteci almeno a chi altri mai dobbiamo ricorrere per essere liberati da tanti flagelli. Ah, no! il vostro Cuore di Madre non patirà di veder noi, vostri figli perduti! Il Bambino che vediamo sulle vostre ginocchia, e la mistica corona che miriamo nella vostra mano, ci ispirano fiducia che noi saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in Voi, ci gettiamo ai vostri piedi, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, ed oggi stesso, sì oggi da Voi aspettiamo le sospirate grazie.



    Chiediamo la benedizione a Maria

    Un'ultima grazia ora vi chiediamo, o Regina, che non potete negarci in questo giorno solennissimo. Concedete a tutti noi l'amore vostro costante e in modo speciale la materna benedizione. No, non ci leveremo oggi dai vostri piedi, non ci staccheremo dalle vostre ginocchia, finché non ci avrete benedetti. Benedite, o Maria, in questo momento, il S. Pontefice. Ai prischi allori della vostra Corona, agli antichi trionfi del vostro Rosario, onde siete chiamata Regina delle Vittorie, deh! aggiungete ancor questo, o Madre: concedete il trionfo alla Religione e la pace all'umana società. Benedite il nostro Vescovo, i Sacerdoti, e particolarmente tutti coloro che zelano l'onore del vostro Santuario ….. Benedite infine tutti gli Associati al vostro novello Tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la divozione al vostro SS. Rosario.

    O Rosario bendetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, Vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, Torre di salvezza negli assalti d'inferno, Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell'ora d'agonia; a te l'ultimo bacio della vita che si spegne. E l'ultimo accento delle smorte labbra sarà il Nome vostro soave, o Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o unico Rifugio dei peccatori, o sovrana Consolatrice dei mesti. Siate ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in Cielo. Così sia.

    Ave Maria, etc.

    Salve Regina, etc.

    Indulgenza di sette anni e indulgenza plenaria alle solite condizioni



    Cantico della Beata Vergine

    Magnificat * anima mea Dominum.

    Et exsultavit spiritus meus * in Deo, salutari meo.

    Quia respexit humilitatem ancillae suae: * ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes.

    Quia fecit mihi magna qui potens est * et sanctum nomen ejus.

    Et misericordiae ejus a progenie in progenies * timentibus eum.

    Fecit potentiam in brachio suo: * dispersit superbos mente cordis sui.

    Deposuit potentes de sede, * et exaltavit humiles.

    Esurienetes implevit bonis, * et divites dimisit inanes.

    Suscepit Israël, puerum suum, * recordatus misericordiae suae.

    Sicut locutus est ad patres nostros, * Abraham, et semini ejus in saecula.

    Gloria Patri, etc.

  7. #7
    cattolico refrattario
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    LA SANTA COMUNIONE



    PRIMA DELLA COMUNIONE



    Atto di fede e di adorazione

    O Dio nascosto e sconosciuto dalla maggior parte degli uomini, io vi credo e vi riconosco nel SS. Sacramento per mio Signore e Redentor mio, e vi adoro insieme cogli Angeli e Santi del Cielo e coi giusti della terra, e aver vorrei sentimenti degni della vostra presenza. Credo che ricevendo quell'Ostia adorabile, riceverò in corpo, sangue, anima e divinità il mio Gesù, quel medesimo che facendosi uomo si è caricato delle mie miserie, è morto per me sulla croce ed ora mi aspetta glorioso nel cielo. Lo credo, perché me l'avete detto Voi, verità infallibile, ed a gloria di questa fede darei volentieri anche la vita.



    Atto di umiltà e di contrizione

    Ma è mai possibile, o Gesù mio, che Voi, unigenito del Padre, splendore della gloria, Dio della Maestà, vogliate venire a questa creatura sì misera ed indegna da cui avete ricevuto tante ingratitudini ed oltraggi? O bontà ineffabile! O degnazione immensa del mio Gesù! Veramente tanta è la confusione, che per la mia indegnità io provo dinanzi a Voi, che vorrei quasi pregarvi con S. Pietro: Allontanatevi da me, o Signore, perché sono uomo peccatore. Ma la vostra bontà troppo mi obbliga, e d'altra parte, se Voi da me vi allontanaste, mia vita, mio unico bene, dove andar potrei per aver salute?

    Verrò dunque a godere di un favore sì grande, poiché Voi stesso me l'offrite sì amorevolmente.

    Ma al confronto della vostra bontà, oh! quanto più detestabili, conosco i miei peccati, avendo tanto offeso chi ha tanto amore per me e tanto merita di essere amato.

    Me ne dolgo, o mio Dio, e detesto tutti quegli oggetti indegni, che hanno distolto il mio cuore da Voi. Ah, potessi almeno averne quella contrizione, che Voi stesso aveste per me nell'orto degli ulivi, allorché non contento di piangere cogli occhi i miei peccati, li piangeste con lagrime di sangue in tutto il corpo. In avvenire, mio Dio, ve lo prometto, non più peccati, non più, ma solo amore.



    Atto di amore

    E chi amerò, se non amo il mio Creatore, il mio Redentore, il mio Padre, il mio Dio, l'unico e sommo mio bene? E non vi è bastato, o Signor mio, di dare il sangue e la vita per la mia salute, che avete ancora in questo Sacramento voluto darvi in maniera particolare tutto a me? E quel che più mi sorprende, Voi stesso tanto benignamente mi invitate e mi fate animo di unirmi in questo Sacramento con Voi. O amore veramente sopragrande e degno di un Dio!

    Uscite adunque dal cuor mio affetti terreni, che vi abbomino; date luogo al mio Signore. Sì, bontà infinita, sono tutto vostro, vi amo con tutto il cuor mio, vi amo sopra ogni cosa, vi amo più della mia vita, più di me stesso, e mi rincresce di avere un cuore sì freddo per amarvi. Oh, potessi fare che tutte le creature vi amassero quanto meritate! Serafini del cielo, Maria Santissima, fatelo voi per me, ed ottenetemi un cuore simile al vostro, sicché anch'io tutto arda dell'amor del mio Dio.



    Atto di speranza

    Ma che belle speranze devo mai concepire considerando tanta bontà e tanta degnazione del mio Signore! Quanti beni devo aspettare, vedendo che egli mi vuol donare perfino tutto se stesso? Sì, consòlati anima mia, per quanto siano grandi le tue miserie, il tuo Signore viene per rimediare a tutto ed arricchirti di tutti i tesori della sua misericordia. Egli stesso l'ha detto e si è avverato sempre.

    O dator di ogni bene, mio Gesù, tutto pieno di fiducia dunque nella vostra parola, io vengo a Voi. La mia povertà, le mie miserie, tutti i miei bisogni sono manifesti agli occhi vostri; tanto mi basta; io spero che Voi provvederete a tutto, e tutta la pienezza della vostra gratitudine verserete sopra di me a santificarmi. Ah caro mio bene! Per quanto mi diate di grazie e di favori, non mi darete mai tanto, quanto già mi date, dandomi tutto Voi stesso nella Santissima Eucaristia.



    Atto di desiderio

    Oh che più tardate, o Gesù mio, di venire a me? Venite, unico ed infinito mio bene, mio tesoro, mia consolazione, mio paradiso, mio tutto. Sospiro il momento di ricevervi, e vorrei ricevervi con quelle disposizioni sì sante, colle quali vi hanno ricevuto le anime a Voi più care. Tutti i loro meriti e i meriti vostri stessi, o buon Gesù, vi offro come miei per supplire alla mia indegnità. Venite adunque, non più differite, Gesù amabilissimo; venite a prendere possesso dell'anima mia, per farla abitazione vostra per sempre.



    DOPO LA COMUNIONE



    Atto di ringraziamento

    Mio Gesù benignissimo, siate il benvenuto nella povera casa dell'anima mia; Voi siete la vera luce degli occhi, il giubilo del mio cuore, vita amabilissima, sposo dolcissimo, unico mio bene. Vi amo, vi adoro e vi ringrazio di una degnazione così grande, e vi presento per me tutte le lodi e i ringraziamenti che vi sono dati in cielo ed in terra.

    O Patriarchi, o Profeti, o Angeli di Dio, che avreste voi fatto se aveste ricevuto dal vostro Signore un favore così grande, come or ora l'ha ricevuto questa misera creatura? Ma deh! per l'amore che avete al vostro Dio ottenete ancora a me tali sentimenti ed affetti, che dal mio cuore non si cancellino mai più.



    Atto di umiltà e di contrizione

    Ma dove vi trovate, o buon Gesù! In questo cuore ben più indegno di quella stalla dove siete nato al mondo, pieno di amor proprio e di affetti disordinati!

    Ora però a tutto rinunzio o Gesù mio, per possedere Voi solo; mi dolgo di tante offese a Voi fatte e di quanto si trova in me di spiacevole agli occhi vostri; vorrei avere il cuore della Vergine nostra Madre Maria Santissima per intrattenervi più degnamente. In avvenire non voglio Redentore carissimo, amar altri che Voi; voglio essere tutto vostro e non disgustarvi mai più.



    Atto di offerta

    A questo fine a Voi offro e consacro in corrispondenza di tanta bontà, tutto quanto ho e quanto sono, i miei pensieri, i miei affetti, la mia libertà, ma specialmente ..... e nelle vostre mani rimetto la vita, il corpo e l'anima mia, perché ne facciate quello che vi piace. Voi tutto vi donaste a me: è ben giusto che anch'io niente riservi e tutto mi doni a Voi. Ma Voi siete un Dio, io una misera creatura; pure Voi, o mio Gesù, che per vostra bontà gradiste la piccola offerta della vedova, perché di buon cuore dava tutto ciò che poteva dare, spero gradirete ancora l'offerta che io vi faccio di tutto me stesso, ed anzi la renderete più degna di Voi col santificarmi.



    Atto di domanda

    Sì, dolcissimo Salvatore, non vi basti di avermi dato tutto Voi stesso, ma datemi ancora i tesori e le grazie che portate con Voi. Voi vedete quanto mi abbisogna: tutto accordatemi. Non vi chiedo beni di terra se non in quanto li conoscete necessari al mio maggior bene e di mia famiglia; quello che istantemente vi cerco gli è la grazia di piangere i miei peccati, di ben soddisfare i miei doveri, di soffrire i travagli della vita, di amarvi finalmente, e di poter impiegare per Voi tutti i miei giorni fino all'ultimo respiro, il quale pur non sia che un sospiro d'amore, per cui venga ad amarvi perfettamente nel cielo.

    Tardi vi ho conosciuto, o Bontà eterna! Tardi ho cominciato ad amarvi, o Bontà infinita! Ma datemi Voi tanto amore che vi ami ancora per il tempo che non vi ho amato, vi ami per quelli che vi offendono ancora, e sarò sempre contento di avere incominciato una volta ad amarvi, per continuare poi ad amarvi per tutti i secoli eterni in paradiso.



    Aspirazioni

    Anima di Cristo, santificatemi.
    Corpo di Cristo, salvatemi.
    Sangue di Cristo, inebriatemi.
    Acqua del Costato di Cristo, lavatemi.
    Passione di Cristo, confortatemi.
    O buon Gesù, esauditemi.
    Entro le vostre piaghe nascondetemi.
    Non permettete ch'io mi separi da Voi.
    Dal nemico maligno, difendetemi.
    Nell'ora della mia morte, chiamatemi.
    E fate ch'io venga a Voi a lodarvi co' vostri Santi nei secoli dei secoli. Così sia.
    Indulgenza di 300 giorni. Se recitata dopo la S. Comunione indulgenza di 7 anni. Indulgenza plenaria se recitata tutti i giorni per un mese intero.



    PREGHIERA A GESÙ CRISTO RE

    O Cristo Gesù, io vi riconosco per Re universale. Tutto ciò che è stato fatto, per Voi è stato creato. Esercitate pure sopra di me tutti i vostri diritti.

    Io rinnovo le promesse del battesimo rinunciando a Satana, alle sue pompe e alle sue opere, e prometto di vivere da buon cristiano. Ed in modo particolare mi impegno a far trionfare, con tutte le mie forze, i diritti di Dio e della vostra Chiesa.

    Cuore divino di Gesù, io vi offro le mie povere azioni allo scopo di ottenere che tutti i cuori riconoscano la vostra sacra Regalità; e affinché il Regno della vostra pace si stabilisca nell'universo intero. Così sia.

    Un Pater e un Ave secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

    Indulgenza plenaria una volta al giorno.



    ORAZIONI A GESÙ CROCEFISSO

    Eccomi, o mio amato e buon Gesù, che alla santissima vostra presenza prostrato, Vi prego col fervore più vivo a stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offendervi; mentre io con tutto l'amore e con tutta la compassione vado considerando le vostre cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Voi, o mio Gesù, il santo Profeta Davide: «Traforarono le mie mani e i miei piedi ed enumerarono tutte le mie ossa.»

    Recitando la suddetta preghiera dinanzi al Crocefisso, indulgenza di dieci anni. Dopo la S. Comunione indulgenza plenaria.

  8. #8
    cattolico refrattario
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    LA CONFESSIONE



    Preghiera prima dell'esame

    Mio Salvatore misericordioso, ho peccato e molto peccato contro di Voi per mia colpa, per mia grandissima colpa, ribellandomi alla vostra santa legge e preferendo a Voi, mio Dio e mio Padre celeste, misere creature e i miei capricci.

    Sebbene io non meriti che castighi, deh! non negatemi la grazia di ben conoscere, detestare e confessare sinceramente tutti i miei peccati, sì che possa ottenere il vostro perdono ed emendarmi davvero.



    Esame dei pensieri

    Pensate bene se coi pensieri avete mancato contro la fede, la carità, la castità; se avete pensato o fatto cose immodeste; se avete avuto odio o invidia contro qualcuno; se siete superbi, orgogliosi; se amate di più il mondo colle sue pompe, che il Signore e la salvezza dell'anima vostra.



    Esame delle parole

    Se avete invocato il nome di Dio, di Maria e dei Santi invanamente; se avete detto bugie; se avete tenuto discorsi brutti, se avete parlato male del prossimo e se avete cantato canzoni proibite dalla santa Chiesa.



    Esame delle opere

    Cercate se avete dato sfogo ad impeti di rabbia, di vendetta, di odio; se avete ideato o assecondato i vostri compagni in opere non pure; se siete immodesti; se credete alle superstizioni e ai sogni; se tenete o leggete libri immorali e se adoperate male il vostro tempo.



    Esame delle omissioni

    Se avete mancato di dire qualche peccato nell'ultima confessione; se non avete fatta la penitenza impostavi dal Sacerdote; infine se avete mancato di rispetto alla Chiesa; se non avete eseguito tutte le norme che essa vi insegna, non santificando la festa, trascurando le buone idee, la voce di Dio, le orazioni e i Sacramenti.



    Atto di contrizione

    Abbiate, o mio Dio, misericordia di me. Mi pento e mi dolgo dei miei peccati, perché ho offeso un Dio così buono, così grande come siete Voi, ed ho meritato di essere cacciato all'inferno.

    Me ne pento davvero. Ah! quanti giorni sprecati nell'offendervi e nel dannare l'anima mia! Sarebbe stato meglio che fossi morto prima.

    Fatemi in avvenire la grazia di fuggire tutte le occasioni di peccare, perché vi amo sopra ogni cosa, non voglio perdere il Paradiso, vostra dimora celeste.



    Preghiera

    Mio Dio, pei meriti di N. S. Gesù Cristo, pel suo Sangue immacolato sparso sulla Croce per la nostra salute, vi scongiuro per questo Sacramento di lavare l'anima mia da ogni peccato.

    Fate che, dopo questo santo aiuto, io rimanga sempre puro e continui ad amarvi e non più disgustarvi, perché vi amo sopra ogni cosa.



    DOPO LA CONFESSIONE

    Oh! quanto vi ringrazio, o Signore, che mi abbiate perdonato i miei peccati, mentre avreste potuto castigarmi e colpirmi colla vostra maledizione. Vi prego, in tutto quanto ebbi a mancare in questa e nelle passate confessioni, a voler supplire Voi colla vostra santa grazia. Fortificate Voi, o Signore, i miei proponimenti e fate che abbia sempre a fuggire le occasioni di peccato.

    Maria Santissima, Angeli e Santi del Paradiso, rendete al Signore le grazie per me; ditegli, quanto io gli sono riconoscente e quanto lo amo, e che prometto di essergli fedele per sempre.



    Giaculatoria

    O Gesù d' amore acceso

    Non vi avessi mai offeso.

    O mio caro e buon Gesù,

    Con la vostra santa grazia

    Non vi voglio offender più.

  9. #9
    cattolico refrattario
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    GIURAMENTI DI FEDE

    - Professio Fidei Tridentina
    - Giuramento antimodernistico
    - Professione di Fede
    - Giuramento di fedeltà
    - Rescritto ex Audientia Ss.mi


    LA «PROFESSIO FIDEI» TRIDENTINA

    Ego N. firma fide credo et profiteor omnia et singula, quae continentur in symbolo fidei, quo sancta Romana Ecclesia utitur, videlicet:

    Credo in unum Deum, Patrem omnipotentem, factorem coeli et terræ, visibilium omnium et invisibilium. Et in unum Dominum Jesum Christum, Filium Dei unigenitum. Et ex Patre natum ante omnia sæcula. Deum de Deo, lumen de lumine, Deum verum de Deo vero. Genitum, non factum, consubstantialem Patri: per quem omnia facta sunt. Qui propter nos homines, et propter nostram salutem fdescendit de coelis. Et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine: et homo factus est. Crucifixus etiam pro nobis; sub Pontio Pilato passus, et sepultus est. Et resurrexit tertia die, secundum Scripturas. Et ascendit in coelum: sedet ad desteram Patris. Et iterum venturus est cum gloria judicare vivos et mortuos: cujus regni non erit finis. Et in Spiritum Sanctum, Dominum et vivificantem: qui ex Patre Filioque procedit. Qui cum Patre, et Filio simul adoratur et conglorificatur: qui locutus est per Prophetas. Et unam, sanctam, catholicam et apostolicam Ecclesiam. Confiteor unum baptisma in remissionem peccatorum. Et exspecto resurrectionem mortuorum. Et vitam venturi sæculi. Amen.

    Apostolicas et ecclesiasticas traditiones reliquasque eiusdem Ecdesiae observationes et constitutiones firmissime admitto et amplector. Item sacram Scripturam iuxta eum sensum, quem tenuit et tenet sancta mater Ecclesia, cuius est iudicare de vero sensu et interpretatione sacrarum Scripturarum admitto, nec eam umquam, nisi iuxta unanimem consensum patrum accipiam et interpretabor.

    Profiteor quoque septem esse vere et proprie sacramenta Novae Legis a Iesu Christo Domino nostro instituta atque ad salutem humani generis, licet non omnia singulis necessaria, scilicet Baptimam, Confirmationem, Eucharistiam, Poenitentiam, extremam Unctionem, Ordinem et Matrimonium, illaque gratiam conferre, et ex his Baptismum, Confirmationem et Ordinem sine sacrilegio reiterari non posse. Receptos quoque et adprobatos Ecclesiae catholicae ritus in supradictorum omnium sacramentorum sollemni administratione recipio et admitto.

    Omnia et singola, quae de peccato originali et de iustificatione in sacrosancta Tridentina synodo definita et declarata fuerunt, amplector et recipio.

    Profiteor pariter in missa offerri Deo verum, proprium et propitiatorium sacrificium pro vivis et defunctis, atque in sanctissimo Eucharistiae sacramento esse vere, realiter et substantialiter corpus et sanguinem una cum anima et divinitate Domini nostri Iesu Christi, fierique conversionem totius substantiae panis in corpus, et totius substantiae vini in sanguinem, quam conversionem catholica Ecclesia transsubstantiationem ap pellat. Fateor etiam sub altera tantum specie totum atque integrum Christum verumque sacramentum sumi.

    Constanter teneo purgatorium esse, animasque ibi detentas fidelium suffragiis iuvari; similiter et sanctos una cum Christo regnantes venerandos atque invocandos esse, eosque orationes Deo pro nobis offerre, atque eorum reliquias esse venerandas. Firmiter assero, imagines Christi ac Deiparae semper virginis, nec non aliorum sanctorum, habendas et retinendas esse, atque eis debitum honorem ac venerationem impertiendam; indulgentiarum etiam potestatem a Christo in Ecclesia relictam fuisse, illarumque usum Christiano populo maxime salutarem esse affirmo.

    Sanctam catholicam et apostolicam Romanam Ecclesiam omnium Ecclesiatum matrem et magistram agnosco; Romanoque pontifici, beati Petri apostolorum principis successori ac Iesu Christi vicario veram oboedientiam spondeo ac iuro.

    Cetera item omnia a sacris canonibus et oecumenicis conciliis, ac praecipue a sacrosaneta Tridentina synodo [et ab oecumenico concilio Vaticano, tradita, definita ac declarata, praesertim de Romani pontificis primatu et infallibili magisterio], indubitanter recipio atque profiteor; simulque contraria omnia, atque haereses quascumque ab Ecclesia damnatas et reiectas et anathematizatas ego pariter damno, reicio et anathematizo.

    Hanc veram catholicam fidem, extra quam nemo salvus esse potest, quam in praesenti sponte profiteor et veraciter teneo, eamdem integram et immaculatam usque ad extremum vitae spiritum constantissime, Deo adiuvante, retinere et confiteri atque a meis subditis vel illis, quorum cura ad me in munere meo spectabit, teneri, doceri et praedicari, quantum in me erit, curaturum, ego idem N. spondeo, voveo ac iuro: sic me Deus adiuvet, et haec sancta Dei Evangelia.

    Io N. con fede sicura credo e professo tutto e singolarmente quanto è contenuto nel simbolo di fede di cui fa uso la santa romana Chiesa, cioè:

    Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili; ed in un solo Signore Gesù Cristo, Figlio unigenito di Dio, e nato dal Padre prima di tutti i secoli, Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non fatto, consustanziale al Padre; per mezzo di lui furono create tutte le cose; egli per noi uomini e per la nostra salvezza discese dai cieli, e s'incarnò per opera dello Spirito Santo da Maria Vergine, e si fece uomo; fu anche crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, patì e fu sepolto; e risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture, e salì al cielo, siede alla destra del Padre, e tornerà di nuovo con gloria a giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà mai fine; (credo) nello Spirito Santo, Signore e vivificante, che procede dal Padre e dal Figlio; il quale è adorato e glorificato insieme col Padre e col Figlio; il quale parlò per mezzo dei profeti; e (credo) nella Chiesa una, santa cattolica e apostolica. Professo esservi un solo Battesimo per la remissione dei peccati, ed aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

    Fermissimamente ammetto ed accetto le tradizioni ecclesiastiche e le altre osservanze e costituzioni della stessa Chiesa. Ammetto pure la sacra Scrittura secondo l'interpretazione che ne ha dato e ne dà la santa madre Chiesa, alla quale compete giudicare del senso genuino e dell'interpretazione delle sacre Scritture, né mai l'intenderò e l'interpreterò se non secondo l'unanime consenso dei padri.

    Confesso anche che sono sette i veri e propri sacramenti della Nuova Legge istituiti da Gesù Cristo nostro Signore e necessari, sebbene non tutti a tutti, per la salvezza del genere umano, cioè: battesimo, confermazione, eucaristia, penitenza, estrema unzione, ordine e matrimonio; e che infondono la grazia, e che di essi il battesimo, la confermazione e l'ordine non si possono reiterare senza sacrilegio. Accetto e riconosco inoltre i riti ammessi ed approvati della Chiesa cattolica per la solenne amministrazione di tutti i sacramenti sopra elencati.

    Accolgo e accetto in ogni parte tutto quanto è stato definito e dichiarato nel sacrosanto concilio di Trento riguardo il peccato originale e la giustificazione.

    Parimenti credo che nella messa viene offerto a Dio un sacrificio vero, proprio e propiziatorio per i vivi e i defunti, e che nel santissimo sacramento dell'eucaristia c'è veramente, realmente e sostanzialmente il corpo e il sangue assieme all'anima e alla divinità di nostro Signore Gesù Cristo, e che avviene la conversione di tutta la sostanza del pane in corpo e di tutta la sostanza del vino in sangue, la qual conversione la Chiesa cattolica chiama transustanziazione. Confesso anche che sotto una sola specie si riceve tutto integro Cristo e un vero sacramento.

    Ritengo senza esitazione che esiste il purgatorio e che le anime ivi rinchiuse sono aiutate dai suffragi dei fedeli; similmente poi che si devono venerare e invocare i santi che regnano con Cristo, che essi offrono a Dio le loro preghiere per noi e che le loro reliquie devono essere venerate. Dichiaro fermamente che si possono ritrarre e ritenere le immagini di Cristo e della sempre vergine Madre di Dio, come pure degli altri santi, e che ad esse si deve tributare l'onore dovuto e la venerazione. Affermo inoltre che da Cristo è stato conferito alla Chiesa il potere delle indulgenze e che il loro uso è della massima utilità al popolo cristiano.

    Riconosco la santa, cattolica ed apostolica Chiesa romana come madre e maestra di tutte le Chiese, e prometto e giuro obbedienza al romano Pontefice, successore di san Pietro principe degli apostoli e vicario di Gesù Cristo.

    Accetto e professo ancora senza dubbi tutte le altre cose insegnate, definite e dichiarate dai sacri canoni e in particolare dal sacrosanto concilio di Trento [e dal concilio ecumenico Vaticano] [specialmente quanto al primato e al magistero infallibile del romano Pontefice]: nel contempo anch'io condanno, rigetto e anatematizzo tutte le dottrine contrarie e qualunque eresia condannata, rigettata ed anatematizzata dalla Chiesa.

    Io N. prometto, mi impegno e giuro, con l'aiuto di Dio, di mantenere e conservare tenacissimamente integra ed immacolata fino all'ultimo respiro di vita questa stessa vera fede cattolica, fuori della quale nessuno può essere salvo, che ora spontaneamente professo e ammetto con convinzione, e di procurare, per quanto sta in me, che sia ritenuta, insegnata e predicata ai miei soggetti e a coloro di cui mi sarà affidata la cura nel mio ministero. Così faccio voto, così prometto e giuro; così mi aiutino Dio e questi santi Vangeli di Dio.

  10. #10
    cattolico refrattario
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    IL GIURAMENTO ANTIMODERNISTA
    cfr. Acta Apostolicæ Sedis, 1910, pp. 669-672

    Ego N. firmiter amplector ac recipio omnia et singula, quae ab inerranti Ecclesiae magisterio definita, adserta ac dedarata sunt, praesertim ea doctrinae capita, quae huius temporis erroribus directo adversantur.
    Ac primum quidem: Deum, rerum omnium principium et finem, naturali rationis lumine per ea quae facta sunt (Rom 1,20), hoc est, per visibilia creationis opera, tamquam causam per effectus, certo cognosci, ideoque demonstrari etiam posse, profiteor.

    Secundo: externa revelationis argumenta, hoc est facta divina, in primisque miracula et prophetias admitto et agnosco tamquam signa certissima divinitus ortae Christianae religionis, eademque teneo aetatum omnium atque hominum, etiam huius temporis, intellegentiae esse maxime accommodata.

    Tertio: firma pariter fide credo Ecclesiam, verbi revelati custodem et magistram, per ipsum verum atque historicum Christum, cum apud nos degeret, proxime ac directo institutam eamdemque super Petrum, apostolicae hierarchiae principem, eiusque in aevum successores aedificatam.

    Quarto: fidei doctrinam ab apostolis per orthodoxos patres eodem sensu eademque semper sententia ad nos usque transmissam, sincere recipio; ideoque prorsus reicio haereticum commentum evolutionis dogmatum, ab uno in alium sensum transeuntium, diversum ab eo, quem prius habuit Ecclesia; pariterque damno errorem omnem quo divino deposito, Christi sponsae tradito ab eaque fideliter custodiendo, sufficitur philosophicum inventum, vel creatio humanae conscientiae, hominum conatu sensim efformatae et in posterum indefinito progressu perficiendae.

    Quinto: certissime teneo ac sincere profiteor, fidem non esse caecum sensum religionis e latebris «subconscientiae» erumpentem, sub pressione cordis et inflexionis voluntatis moraliter informatae, sed verum assensum intellectus veritati extrinsecus acceptae ex auditu, quo nempe, quae a Deo personali, creatore ac Domino nostro dicta, testata et revelata sunt, vera esse credimus, propter Dei auctoritatem summe veracis.

    Me etiam, qua par est reverentia, subicio totoque animo adhaereo damnationibus, declarationibus, praescriptis omnibus, quae in encyclicis litteris Pascendi et in decreto Lamentabili continentur, praesertim circa eam quam historiam dogmatum vocant.

    Idem reprobo errorem affirmantium, propositam ab Ecclesia fidem posse historiae repugnare, et catholica dogmata, quo sensu nunc intelleguntur, cum verioribus Christianae religionis originibus componi non posse.

    Damno quoque ac reicio eorum sententiam, qui dicunt Christianum hominem eruditiorem induere personam duplicem, aliam credentis, aliam historici, quasi liceret historico ea retinere, quae credentis fidei contradicant, aut praemissas adstruere, ex quibus consequatur, dogmata esse aut falsa aut dubia, modo haec directo non denegentur.

    Reprobo pariter eam Scripturae sanctae diiudicandae atque interpretandae rationem, quae, Ecclesiae traditione, analogia fidei et apostolicae Sedis normis posthabitis, rationalistarum commentis inhaeret, et criticam textus velut unicam supremamque regulam haud minus licenter quam temere amplectitur.

    Sententiam praeterea illorum reiicio, qui tenent, doctori disciplinae historicae theologicae tradendae aut iis de rebus scribenti seponendam prius esse opinionem ante conceptam sive de supernaturali origine catholicae traditionis, sive de promissa divinitus ope ad perennem conservationem uniuscuiusque revelati veri; deinde scripta patrum singulorum interpretanda solis scientiae principiis, sacra qualibet auctoritate seclusa eaque iudicii libertate, qua profana quaevis monumenta solent investigari.

    In universum denique me alienissimum ab errore profiteor, quo modernistae tenent in sacra traditione nihil inesse divini, aut, quad longe deterius, pantheistico sensu illud admittunt, ita ut nihil iam restet nisi nudum factum et simplex, communibus historice factis aequandum: hominum nempe sua industria, solertia, ingenio scholam a Christo eiusque apostolis inchoatam per subsequentes aetates continuantium.

    Proinde fidem patrum firmissime retineo et ad extremum vitae spiritum retinebo, de charismate veritatis certo, quad est, fuit eritque semper in episcopatus ab apostolis successione (1), non ut id teneatur, quod melius et aptius videri possit secundum suam cuiusque aetatis culturam, sed ut numquam aliter credatur, numquam aliter intellegatur absoluta et immutabilis veritas ab initio per apostolos praedicata (2).

    Haec omnia spondeo me fideliter, integre sincereque servaturum et inviolabiliter custoditurum, nusquam ab us sive in docendo sive quomodolibet verbis scriptisque deflectendo. Sic spondeo, sic iuro, sic me Deus adiuvet, et haec sancta Dei Evangelia.
    Io N. fermamente accetto e credo in tutte e in ciascuna delle verità definite, affermate e dichiarate dal magistero infallibile della Chiesa, soprattutto quei principi dottrinali che contraddicono direttamente gli errori del tempo presente.
    Primo: credo che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza e può anche essere dimostrato con i lumi della ragione naturale nelle opere da lui compiute (cf Rm 1,20), cioè nelle creature visibili, come causa dai suoi effetti.

    Secondo: ammetto e riconosco le prove esteriori della rivelazione, cioè gli interventi divini, e soprattutto i miracoli e le profezie, come segni certissimi dell'origine soprannaturale della religione cristiana, e li ritengo perfettamente adatti a tutti gli uomini di tutti i tempi, compreso quello in cui viviamo.

    Terzo: con la stessa fede incrollabile credo che la Chiesa, custode e maestra del verbo rivelato, è stata istituita immediatamente e direttamente da Cristo stesso vero e storico mentre viveva fra noi, e che è stata edificata su Pietro, capo della gerarchia ecclesiastica, e sui suoi successori attraverso i secoli.

    Quarto: accolgo sinceramente la dottrina della fede trasmessa a noi dagli apostoli tramite i padri ortodossi, sempre con lo stesso senso e uguale contenuto, e respingo del tutto la fantasiosa eresia dell'evoluzione dei dogmi da un significato all'altro, diverso da quello che prima la Chiesa professava; condanno similmente ogni errore che pretende sostituire il deposito divino, affidato da Cristo alla Chiesa perché lo custodisse fedelmente, con una ipotesi filosofica o una creazione della coscienza che si è andata lentamente formando mediante sforzi umani e continua a perfezionarsi con un progresso indefinito.

    Quinto: sono assolutamente convinto e sinceramente dichiaro che la fede non è un cieco sentimento religioso che emerge dall'oscurità del subcosciente per impulso del cuore e inclinazione della volontà moralmente educata, ma un vero assenso dell'intelletto a una verità ricevuta dal di fuori con la predicazione, per il quale, fiduciosi nella sua autorità supremamente verace, noi crediamo tutto quello che il Dio personale, creatore e signore nostro, ha detto, attestato e rivelato.

    Mi sottometto anche con il dovuto rispetto e di tutto cuore aderisco a tutte le condanne, dichiarazioni e prescrizioni dell'enciclica Pascendi e del decreto Lamentabili, particolarmente circa la cosiddetta storia dei dogmi.

    Riprovo altresì l'errore di chi sostiene che la fede proposta dalla Chiesa può essere contraria alla storia, e che i dogmi cattolici, nel senso che oggi viene loro attribuito, sono inconciliabili con le reali origini della religione cristiana.

    Disapprovo pure e respingo l'opinione di chi pensa che l'uomo cristiano più istruito si riveste della doppia personalità del credente e dello storico, come se allo storico fosse lecito difendere tesi che contraddicono alla fede del credente o fissare delle premesse dalle quali si conclude che i dogmi sono falsi o dubbi, purché non siano positivamente negati.

    Condanno parimenti quel sistema di giudicare e di interpretare la sacra Scrittura che, disdegnando la tradizione della Chiesa, l'analogia della fede e le norme della Sede apostolica, ricorre al metodo dei razionalisti e con non minore disinvoltura che audacia applica la critica testuale come regola unica e suprema.

    Rifiuto inoltre la sentenza di chi ritiene che l'insegnamento di discipline storico-teologiche o chi ne tratta per iscritto deve inizialmente prescindere da ogni idea preconcetta sia sull'origine soprannaturale della tradizione cattolica sia dell'aiuto promesso da Dio per la perenne salvaguardia delle singole verità rivelate, e poi interpretare i testi patristici solo su basi scientifiche, estromettendo ogni autorità religiosa e con la stessa autonomia critica ammessa per l'esame di qualsiasi altro documento profano.

    Mi dichiaro infine del tutto estraneo ad ogni errore dei modernisti, secondo cui nella sacra tradizione non c'è niente di divino o peggio ancora lo ammettono ma in senso panteistico, riducendolo ad un evento puro e semplice analogo a quelli ricorrenti nella storia, per cui gli uomini con il proprio impegno, l'abilità e l'ingegno prolungano nelle età posteriori la scuola inaugurata da Cristo e dagli apostoli.

    Mantengo pertanto e fino all'ultimo respiro manterrò la fede dei padri nel carisma certo della verità, che è stato, è e sempre sarà nella successione dell'episcopato agli apostoli (1), non perché si assuma quel che sembra migliore e più consono alla cultura propria e particolare di ogni epoca, ma perché la verità assoluta e immutabile predicata in principio dagli apostoli non sia mai creduta in modo diverso né in altro modo intesa (2).

    Mi impegno ad osservare tutto questo fedelmente, integralmente e sinceramente e di custodirlo inviolabilmente senza mai discostarmene né nell'insegnamento né in nessun genere di discorsi o di scritti. Così prometto, così giuro, così mi aiutino Dio e questi santi Vangeli di Dio.


    1 IRENEO, Adversus haereses, 4, 26, 2: PG 7, 1053.
    2 TERTULLIANO, De praescriptione haereticorum, 28: PL 2, 40.

 

 
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