BELFAST - Ancora scontri nell'Irlanda del Nord tra estremisti cattolici e protestanti. Almeno 29 i feriti, di cui 11 civili e 18 agenti di polizia. I due gruppi si sono affrontati durante una parata di protestanti orangisti, che fiancheggiava il quartiere ultracattolico di Ardoyne. Centinaia i poliziotti in tenuta antisommossa presenti, fatti oggetto di lanci di pietre, mattoni e bottiglie incendiarie. Diverse persone sono state arrestate."Che sia ancora quello che un giorno era chiamata lotta per la libertà?Un po' di storia,per capire meglio:L'Irlanda è stata la prima colonia dell'Inghilterra, invasa, nel 1169, prima ancora del Galles e della Scozia. Ma a causa della resistenza indigena gli invasori si trovarono ridotti, dal XIV secolo, a controllare un piccolissimo tratto della costa orientale del paese, intorno a Dublino, e alcune città. Con la Riforma protestante di Enrico VIII (1534) l'Inghilterra si strutturò come Stato-nazione moderno, e diresse di nuovo contro l'Irlanda il proprio espansionismo, soprattutto ad opera della regina Elisabetta I (1558-1603), i cui eserciti riuscirono per la prima volta a prendere il controllo dell'intera isola (1603). Ad eccezione della zona di Dublino, già amministrata dagli Inglesi, la società irlandese era a quell'epoca una società tribale celtica, divisa in molti regni locali, di lingua gaelica, di religione cattolica. L'espansionismo militare inglese si avvantaggiò del frazionamento irlandese, ma visto che ciò non bastava ad assicurare il controllo del territorio, e volendosi presentare queste guerre all'opinione pubblica interna come crociata contro il Cattolicesimo e il (preteso) dominio papale, invece che come pura conquista coloniale, dalla fine del Cinquecento si curò di spossessare gli indigeni delle loro terre, rafforzando le conquiste militari con il trasporto di coloni protestanti inglesi e scozzesi che divenivano proprietari al posto degli abitanti irlandesi originari. Ma solo nell'Ulster, la più settentrionale delle quattro regioni storiche in cui è divisa l'Irlanda, la Plantation ad opera di coloni protestanti in maggioranza scozzesi, intrapresa da re Giacomo I nel 1610, ebbe effetti permanenti. Lo scontro tra le ribellioni dei "selvaggi Irlandesi" e le armate britanniche continuò per un altro secolo: sono ancora ricordate le campagne militari inglesi di sterminio guidate da Oliver Cromwell (1649-1652). Solo dal 1690-1692, con le battaglie del fiume Boyne e di Aughrim, gli Inglesi, nominalmente guidati dal loro nuovo Re protestante, Guglielmo d'Orange, ottennero un controllo incontrastato dell'Irlanda.
Le condizioni del dominio vennero rafforzate con le Leggi Penali, che proibivano di fatto l'esercizio della religione cattolica e l'uso della lingua gaelica irlandese, impedendo ai Cattolici/Gaeli di avere qualsiasi proprietà, a beneficio dei nuovi coloni protestanti di lingua inglese. Si toglieva loro anche qualsiasi diritto umano, civile, e politico: un Parlamento irlandese, dipendente dalla Corona d'Inghilterra, sarebbe stato eletto solo dai ricchi coloni protestanti di lingua inglese. Per 'Protestanti' si intendevano solo i membri della Chiesa anglicana, fedeli alla Corona: mentre i Calvinisti, Puritani o Presbiteriani, chiamati 'Dissidenti' (Dissenters), molto numerosi tra i coloni nel Nord dell'Irlanda, avevano i diritti civili e quello di proprietà, ma erano esclusi dal godimento dei diritti politici. La maggior parte degli aristocratici irlandesi dovette fuggire all'estero, in Francia, in Spagna, in Italia, ma la resistenza della popolazione contadina indigena continuò con azioni di guerriglia organizzate da società segrete irlandesi contro i nuovi proprietari terrieri conquistatori. Solo a partire dal 1778, per l'influsso della Rivoluzione americana, le parti più feroci delle Leggi Penali cominciarono a venire abrogate; nel 1793 venne persino reso il diritto di voto (ma non di candidarsi) ai Cattolici abbienti.
Sull'onda della Rivoluzione americana (1775-1783) e di quella francese (1789), delle Dichiarazioni dei diritti dell'uomo e del cittadino, propagandate nel mondo di lingua inglese dagli scritti di Tom Paine, in Irlanda una parte dei coloni angloscozzesi protestanti, soprattutto i Dissidenti (discriminati pesantemente fino al 1782), particolarmente numerosi nel Nord dell'isola, riconsiderarono completamente le relazioni con la madrepatria britannica, e decisero che, forse, dovevano allearsi con gli abitanti originari di lingua gaelica e di religione cattolica per creare una Irlanda repubblicana, completamente indipendente dall'Inghilterra. Nacque così, nell'Ottobre 1791, a Dublino e a Belfast, il movimento degli Irlandesi Uniti (United Irishmen). Loro leader fu Theobald Wolfe Tone (1763-1798), vero fondatore del Repubblicanesimo irlandese, che definì così gli scopi del movimento: "unire l'intero popolo d'Irlanda per spezzare il legame con l'Inghilterra, continua fonte di tutti i nostri mali politici, sostituendo il comune nome di Irlandesi alla denominazione religiosa di Protestanti, Cattolici e Dissidenti". Nel 1794 il movimento, proscritto dalle autorità inglesi, dovette entrare in clandestinità, stringendo accordi con la Francia rivoluzionaria, e preparando l'insurrezione di tutta l'Irlanda contro la dominazione inglese. L'amministrazione britannica reagì con due abili mosse: nel 1795 venne creato l'Ordine paramassonico di Orange (dal nome del casato di Guglielmo III, il vincitore degli Irlandesi sul Boyne), aperto a tutti i Protestanti (e dal 1834 anche a tutti i Dissidenti), di qualunque posizione sociale, purché giurassero di combattere il "Papismo" e di sostenere la Corona britannica; nel 1800 si riuscì ad ottenere, tramite il pagamento di grandi somme per corromperli, che la maggioranza dei nobili protestanti che costituivano il Parlamento d'Irlanda accettassero l'abolizione della loro autonomia e l'unione completa con l'Inghilterra (Act of Union). Gli Irlandesi Uniti, sostenuti da insufficienti spedizioni navali francesi, scatenarono tre grandi insurrezioni, nel 1796, nel 1798 ("L'anno della Libertà"), nel 1803; la più formidabile fu la seconda, domata dagli Inglesi al prezzo di più di cinquantamila morti, tra i quali quasi tutta la dirigenza del Movimento Repubblicano. Irlandesi di lingua Gaelica e Irlandesi di lingua Inglese, Irlandesi di religione cattolica e Irlandesi anglicani e dissidenti avevano combattuto, insieme, contro le giubbe rosse inglesi, pur venendo sconfitti: era nata l'Irlanda moderna. Per i Repubblicani irlandesi "la difficoltà dell'Inghilterra è l'opportunità per l'Irlanda", e l'I.R.B. decise di organizzare la rivolta dell'Irlanda contro l'Inghilterra approfittando della guerra mondiale, prendendo contatti con la Germania per ottenere le armi necessarie. L'inutile sacrificio di migliaia di Irlandesi nelle trincee del Fronte occidentale per una guerra che non era la loro e che sembrava interminabile rafforzava la propaganda antibritannica dei Repubblicani. L'I.R.B. costituì un Consiglio segreto per preparare l'insurrezione, di cui facevano parte tra gli altri il vecchio Feniano Tom J. Clarke (1857-1916), il poeta della rinascita gaelica e pedagogo Patrick H. Pearse (1879-1916) e il sindacalista James Connolly. L'insurrezione scoppiò a Dublino il Lunedì di Pasqua del 1916: vi presero parte i reparti cittadini degli Irish Volunteers e la Irish Citizen Army (con la scusa che un carico di armi tedesche era stato intercettato i moderati nella dirigenza degli Irish Volunteers avevano mandato un contrordine dell'ultimo minuto ai reparti del resto dell'Irlanda). Fu emessa, in Gaelico e in Inglese, la Proclamazione della Repubblica d'Irlanda, sorretta dall'"Esercito d'Irlanda": era di fatto nato l'Esercito Repubblicano Irlandese (I.R.A., Irish Republican Army <http://www.geocities.com/info-irlanda/glossario.htm>). Gli insorti (definiti dalla stampa inglese "membri del Sinn Féin", anche se quel piccolo movimento non aveva avuto niente a che fare con la rivolta) resistettero per una settimana prima di venire schiacciati da forze inglesi preponderanti; ci furono più di 500 morti, in maggioranza civili vittime dei bombardamenti dell'artiglieria inglese. Oltre ai prigionieri che si erano arresi, gli Inglesi arrestarono tutti quelli noti come nazionalisti irlandesi radicali, che avessero o meno partecipato alla rivolta (circa 3.500 persone), e cominciarono a fucilare i leader dell'insurrezione, tra i quali i sette firmatari della Proclamazione della Repubblica. Lo stillicidio delle esecuzioni capitali e la brutalità del Governo britannico fecero mutare l'umore dell'opinione pubblica irlandese, che aveva dapprima considerato la fallimentare rivolta come l'impresa vana di una minoranza di esaltati. Nel giro di qualche mese l'opinione pubblica di tutta l'Irlanda, esclusi solo gli Unionisti <http://www.geocities.com/info-irlanda/glossario.htm>, si era stretta intorno ai prigionieri repubblicani: appunto prigionieri dell'I.R.A. e parenti dei fucilati, presentatisi a partire dal Febbraio 1917 come candidati del Sinn Féin <http://www.geocities.com/info-irlanda/glossario.htm> in alcune elezioni suppletive, vinsero con una grande maggioranza. Anche la gerarchia della Chiesa cattolica, prendendo atto del vento cambiato, abbandonò i moderati dell'I.P.P. e si schierò contro l'Inghilterra, che minacciava di estendere anche all'Irlanda la coscrizione obbligatoria. Nel frattempo i Repubblicani organizzavano l'I.R.A. nella clandestinità. Finita la guerra mondiale, alle elezioni generali britanniche del Dicembre 1918 i candidati repubblicani, presentatisi come Sinn Féin, stravinsero in Irlanda: su 104 seggi uninominali i Repubblicani <http://www.geocities.com/info-irlanda/glossario.htm> ne conquistarono 73, mentre 9 andavano ai moderati dell'I.P.P. e gli Unionisti <http://www.geocities.com/info-irlanda/glossario.htm> ottenevano gli altri 22 seggi (4 dallo speciale collegio universitario del Trinity College di Dublino, gli altri 18 in collegi dell'Irlanda del Nord-Est, dove i Protestanti orangisti erano maggioritari). I deputati del Sinn Féin <http://www.geocities.com/info-irlanda/glossario.htm> rifiutarono di sedersi nel Parlamento britannico: riunitisi a Dublino il 21 Gennaio 1919 riconfermarono la validità della Proclamazione della Repubblica del 1916 e si dichiararono Parlamento dell'Irlanda indipendente (Dáil Éireann), eleggendo Presidente della Repubblica il matematico Eamon De Valera (1882-1975, il più alto in grado tra i Volontari della rivolta di Pasqua sopravvissuti alla repressione).
Quello stesso giorno l'I.R.A. cominciò la Guerra d'Indipendenza (1919-1921), una guerra di guerriglia contro la polizia e l'esercito britannici, mentre il nuovo Stato irlandese si organizzava clandestinamente con propri tribunali, proprio sistema di tassazione e proprie assemblee elettive. La conduzione militare della guerra da parte dei Repubblicani si sviluppò su due fronti principali: con la guerriglia urbana che colpiva i centri di comando degli Inglesi, diretta a Dublino con mano ferrea e spettacolarità da Michael Collins (1890-1922), Ministro delle Finanze del Governo irlandese clandestino; e con le grosse operazioni di guerriglia rurale nell'Ovest del paese ad opera delle 'colonne volanti' dell'I.R.A., volte a distruggere unità inglesi e a precludere ad esse il controllo del territorio. Ai colpi inferti dall'I.R.A. le truppe britanniche e i famigerati Black and Tans (assoldati in Gran Bretagna per sostituire i poliziotti irlandesi della Royal Irish Constabulary, 'Régia Polizia Irlandese', che in numero crescente davano le dimissioni) reagivano con le rappresaglie, definite dal Governo inglese 'punizioni ufficiali', che consistevano nell'uccisione di civili irlandesi e nella distruzione delle loro proprietà.
Nel Nord-Est gli Unionisti, riorganizzata la U.V.F., scatenarono operazioni di "pulizia etnica" contro i Cattolici, considerati tutti sostenitori dei Repubblicani, col bilancio di 23.000 profughi nella sola Belfast. In quella zona, quindi, l'I.R.A. si dovette limitare ad operazioni difensive, cercando di organizzare la difesa dei quartieri e dei villaggi nazionalisti contro le scorrerie degli orangisti unionisti e delle forze britanniche ufficiali.Visto che l'unione di tutta l'Irlanda alla Gran Bretagna non era più sostenibile, dapprima gli Unionisti chiesero di separare tutte e nove le contee della regione storica dell'Ulster dal destino del resto dell'isola: era l'area massima su cui potevano contare su una piccola maggioranza (56%). Per la forza della guerriglia credettero più sicuro limitare la loro richiesta a sole sei contee, di cui solo quattro avevano allora una maggioranza unionista (Antrim, Down, Derry e Armagh), mentre le contee rurali di Fermanagh e Tyrone, a maggioranza nazionaliste (56,2% e 55,4%), venivano richieste per fornire un retroterra economico alla zona unionista. Nel Dicembre 1920 il Parlamento britannico staccò le 6 contee dal resto dell'Irlanda: vi si formò col terrore uno Stato basato sulla discriminazione religiosa ("Uno Stato protestante per gente protestante"), che dichiarò la propria indissolubile unione con la Gran Bretagna.
La guerra mondiale era stata propagandisticamente combattuta dalle potenze vincitrici come guerra per la libertà delle piccole nazioni: per l'opinione pubblica inglese la guerriglia in Irlanda e le atrocità della repressione britannica divennero sempre meno sostenibili. Il Governo britannico di Lloyd George propose un cessate il fuoco, e trattative, al Governo clandestino irlandese, e dall'11 Luglio 1921 entrò in vigore la Tregua. Saltata infine la tregua nel Gennaio 1976, i due successivi Segretari di Stato britannici per l'Irlanda del Nord, i laburisti Merlyn Rees e Roy Mason (dal Settembre 1976), precedendo le strategie della Thatcher, erano riusciti ad elaborare la nuova tattica inglese per vincere la guerra nella Provincia: 1) lotta a fondo contro l'I.R.A., senza più negoziati, fino al suo sradicamento o alla sua resa, unita ad una attenta gestione dell'informazione e della propaganda, cioè la soluzione militare della questione irlandese; 2) 'ulsterizzazione', da un lato uniformando le leggi repressive delle 6 contee a quelle del Regno Unito (le leggi speciali Emergency Provision Act, che nel 1973 sostituì lo Special Powers Act nella Provincia, e il Prevention of Terrorism Act per tutto il Regno, 1974), abolendo così, insieme all'internamento preventivo, anche lo status di 'prigioniero politico' fino ad allora riconosciuto ai Repubblicani, e istituendo tribunali speciali contro il 'terrorismo'; e dall'altro sostituendo il più possibile nei compiti di intelligence e di gestione politica della repressione le polizie locali (RUC e UDR) all'esercito britannico.
L'orizzonte strategico prevedeva Ia non utilità di un ritiro inglese dall'Irlanda del Nord. La motivazione ufficiale era, ed è, che le 6 contee (artificialmente ritagliate dall'Irlanda nel 1920) devono poter continuare a far parte del Regno Unito "fino a quando lo desidererà la maggioranza della loro popolazione". Le motivazioni reali riguardavano le conseguenze di un ritiro inglese dall'Irlanda: il ritiro dalla prima colonia inglese avrebbe finito di far crollare, sul piano del prestigio interno e internazionale, il già esangue mito britannico dell'Impero, ancora però fondante per lo Stato; un ritiro avrebbe inoltre con ogni probabilità prodotto fenomeni pericolosi, sul modello dell'OAS dei coloni francesi in Algeria; la prosecuzione della guerra in Irlanda del Nord permetteva al contrario alla Gran Bretagna di avere un esercito professionale perfettamente addestrato, forse il migliore del mondo sul piano tattico (tutti i reggimenti britannici si avvicendavano in turni di quattro mesi nella Provincia; dopo le recenti riduzioni, i turni sono diventati di sei mesi); inoltre, cosa che oggi può sembrare ridicola, ma che aveva il suo peso negli anni '70, le 6 contee erano un ottimo laboratorio di gestione politico-militare di un conflitto a bassa intensità, quale un domani poteva presentarsi in Inghilterra, scaturito dallo scontro sociale.
La decisione del Governo britannico, guidato ora dal laburista James Callaghan (succeduto a Wilson nell'Aprile 1976), di perseguire una soluzione prevalentemente militare della crisi irlandese, era favorita anche dal Governo di Liam Cosgrave nella Repubblica del Sud (1973-1977), composto da una coalizione tra Fine Gael <http://www.geocities.com/info-irlanda/glossario.htm> e Labour Party <http://www.geocities.com/info-irlanda/glossario.htm>. Giunto al potere in seguito ad un rovescio elettorale del Fianna Fáil <http://www.geocities.com/info-irlanda/glossario.htm>, partito almeno nominalmente votato all'unità e all'indipendenza dell'Irlanda, tale Governo si mosse su una linea filobritannica, intensificando la repressione del Movimento Repubblicano <http://www.geocities.com/info-irlanda/glossario.htm>.
In questo quadro di ripresa dell'iniziativa militare e di controllo dell'informazione da parte dello Stato britannico, cui si aggiungeva, presso la popolazione nazionalista delle 6 contee, la stanchezza di otto anni di disordini e di guerra, il Movimento Repubblicano dovette ristrutturarsi completamente per sopravvivere. La generazione dei combattenti degli anni '70 prese con qualche contrasto la guida politica e militare dell'I.R.A. e del Sinn Féin. Sul piano complessivo il significato della svolta, portata a termine tra il 1977 e il 1980, fu di mettere la politica al primo posto, cancellando la possibilità di derive militariste. Il militante repubblicano, indipendentemente dalle sue funzioni politiche o militari, doveva essere militante complessivo. Il Sinn Féin doveva divenire partito politico di massa, capace di operare tra la popolazione intervenendo sui problemi della vita quotidiana e organizzando l'agitazione legale su temi concreti, non solo con una mera funzione di appoggio propagandistico alla guerra condotta dall'IRA. In questa chiave i Repubblicani eletti al Parlamento di Dublino e nelle amministrazioni locali delle 6 e delle 26 contee dell'Irlanda avrebbero dovuto, gradualmente, accettare di occupare i loro seggi (mentre fino a quel momento per tradizione i candidati repubblicani eletti si rifiutavano di farlo, non riconoscendo la legittimità di quegli organi legislativi): con un loro gioco di parole, "the bullet and the ballot", 'la pallottola e insieme la scheda elettorale'. Sul piano strategico l'Irlanda unita, democratica e non confessionale, obbiettivo storico del Movimento Repubblicano, andava sostanziata e costruita nei suoi aspetti sociali ed economici attraverso un movimento di lotta di massa in entrambe le parti dell'Irlanda, che non poteva necessariamente esprimersi soltanto con la lotta armata contro gli Inglesi. La svolta politica del Movimento Repubblicano non avvenne senza contrasti: una minoranza di militanti, guidata da parte della dirigenza degli anni Settanta, si oppose all'abbandono dell'astensionismo verso il Parlamento di Dublino, e costituì nel 1986 il Republican Sinn Féin <http://www.geocities.com/info-irlanda/glossario.htm>.
Sul piano militare l'IRA avrebbe dovuto ristrutturarsi completamente, abbandonando (tranne che sulla carta) la sua organizzazione territoriale di milizia di autodifesa di massa, divenuta vulnerabile per il perfezionamento delle tecniche politiche, giuridiche e militari di repressione, e adottando invece una struttura cellulare-piramidale basata sulle A.S.U. (Active Service Units, 'Unità in servizio attivo').
La strategia di Londra per una soluzione 'interna' e intransigentemente repressiva della guerra nelle 6 contee sembrò rafforzata dalla vittoria elettorale dei Conservatori guidati da Margaret Thatcher nel Maggio 1979. Era inoltre favorita dai fenomeni terroristici che affliggevano l'Europa proprio in quegli anni, permettendo sul piano propagandistico la spiccia equiparazione dei guerriglieri dell'IRA, impegnati in una guerra di liberazione nazionale e con solide radici tra la popolazione, coi terroristi politici operanti in altri paesi. Proprio dall'estate di quell'anno, però, i Repubblicani irlandesi tornarono ad avere l'iniziativa sul piano militare, con alcune operazioni spettacolari (tra le quali la battaglia di Warrenpoint, in cui caddero 18 soldati britannici), e sul piano politico poterono dimostrare di avere un più forte appoggio da parte della popolazione nazionalista, anche per via del coinvolgimento emotivo creato dalla lotta sempre più estrema dei prigionieri politici. Infatti sulla mobilitazione di massa in sostegno ai prigionieri il Sinn Féin costruì in tutta l'Irlanda una più efficiente struttura di partito, capace di affrontare efficacemente anche le campagne elettorali.Nel 1981, con gli eventi causati dallo sciopero della fame fino alla morte iniziato dal comandante dei prigionieri repubblicani, Bobby Sands (1954-1981), la convinzione britannica di riuscire alla lunga a sconfiggere la lotta di liberazione nelle 6 contee guidata dai repubblicani irlandesi si dimostrò infine illusoria. Infatti, anche se la lotta dei prigionieri fu tecnicamente sconfitta (il Governo Thatcher non cedette sulla loro richiesta di ripristinare formalmente lo status di prigioniero politico, nonostante la morte di 10 scioperanti della fame), lo Stato britannico subì un grave colpo sul piano del prestigio: la questione irlandese ritornò sulle pagine dei mass-media internazionali, mentre in Irlanda Bobby Sands e poi altri prigionieri, candidati in elezioni suppletive ai Parlamenti di Londra e di Dublino, venivano eletti con un successo superiore ad ogni previsione. Il tentativo britannico di 'criminalizzare' i Repubblicani irlandesi era evidentemente fallito. La forza della resistenza irlandese venne confermata dall'elezione al Parlamento di Londra nel 1981, nel seggio che era stato di Sands, di Owen Carron del Sinn Féin, e nel 1983, a Belfast Ovest, di Gerry Adams, artefice della svolta repubblicana, mentre sul piano militare l'IRA continuava ad agire, spesso con operazioni spettacolari (attentato contro la Thatcher, Ottobre 1984).
Dal sito: www.fnfirenze.it




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