suzzara (Mantova)
Nessun luogo di culto per Allah? Il sindaco apre le porte del Comune


Per la serie non c’è limite al peggio ora i sindaci di sinistra “regalano” agli islamici perfino le chiavi del Comune. Succede a Suzzara, nel Mantovano, dove il primo cittadino ha concesso la Sala Civica in esclusiva alla comunità musulmana fino al prossimo 31 dicembre. Una notizia che ha creato scalpore e visto che le associazioni e i partiti che normalmente utilizzano gli spazi comunali si sono ritrovati “sfrattati” e hanno dovuto scegliere soluzioni alternative per i loro incontri.
Insomma il sindaco Anna Bonini dopo aver concesso il palazzetto dello sport Marmiroli alla comunità islamica per festeggiare il termine del ramadan finito il 22 ottobre, ora allarga l’offerta ai figli di Maometto.
Come leggiamo sulla Gazzetta di Mantova i rappresentanti delle forze politiche e delle associazioni di volontariato, che nei giorni scorsi avevano chiesto a loro volta l’utilizzo della sala delle pubbliche riunioni, hanno dovuto optare per altri luoghi alternativi.
«Ma nessuna richiesta è stata rifiutata - fa sapere Bonini -. Abbiamo messo a disposizione per tutti altri luoghi. Che gli islamici serva un centro ormai è assodato. Quindi in attesa di trovare un luogo adatto a questo, abbiamo deciso di concedere loro la sala civica fino a fine anno. Per loro spostarsi continuamente è difficile: hanno tappeti e tante altre cose ingombranti. In ogni caso la sala civica non è mai stata molto richiesta. Quindi per gli altri abbiamo proposto soluzioni alternative».
L’altra associazione culturale denominata “Il ponte del dottor Martini” presieduta da Amin Karrat in occasione della festa del ringraziamento di fine Ramadan ha organizzato per domenica 12 novembre, alle 20, al Centro sociale di via Libertà 32 un incontro dal titolo “Stare insieme arricchisce la cultura e rafforza il rapporto umano” dove verranno offerti piatti della cucina dei vari Paesi musulmani.

dipendenti della compagnia di bandiera non potranno pregare e usare lo Hijab
E il Marocco vieta il velo


Niente velo nè preghiera, siamo marocchini. Beati loro. Dal 7 novembre gli impiegati della compagnia aerea marocchina “Royal Air Maroc” non possono interrompere il loro lavoro per svolgere le cinque preghiere rituali islamiche nè possono pregare all’interno degli uffici o nel luogo di lavoro.
Come leggiamo su Dagospia in una circolare diffusa dalla società, ripresa dal sito arabo della Bbc si chiede agli impiegati della compagnia aerea di “non ripetere gli errori del passato usando la scusa della preghiera per trascorrere le ore di lavoro fuori dagli uffici”.
Si tratta di una decisione senza precedenti se si pensa che la linea aerea è di proprietà della famiglia reale di Rabat, in un paese in cui il monarca Muhammad VI è anche il “principe dei credenti” e quindi autorità religiosa oltre che politica.
I primi a protestare sono stati i rappresentanti del partito islamico “Al-Adala wa al-Tanmiya” che parlano di violazioni della libertà di culto. Ma il provvedimento è contestato anche dagli stessi impiegati della compagnia aerea, secondo i quali è ormai proibito anche pregare in alcune stanze predisposte per questo scopo, chiuse dalla direzione, o uscire dall’ufficio per recarsi alla moschea più vicina.
Nonostante ciò la direzione della compagnia aerea sembra irremovibile e ha deciso di non incontrare i rappresentanti dei lavoratori che vogliono discutere di questo provvedimento. La decisione di proibire la preghiera durante gli orari di lavoro si aggiunge a quella emanata sempre
da padania.com
che dire: due facce della stessa medaglia?