Agenti del servizio segreto militare olandesi impegnati in Iraq hanno torturato decine di prigionieri durante interrogatori condotti nel novembre del 2003, con la copertura dei loro superiori. A rivelarlo e' stato oggi il quotidiano olandese 'De Volkskrant' che ha citato un portavoce del ministero della Difesa da cui e' arrivata una conferma dell'indiscrezione. "Sono accadute cose che hanno violato le istruzioni" ricevute dai soldati, ha detto la fonte. Le "ruvide tattiche di interrogatorio" ora sotto accusa sono state adottate dai militari olandesi nella sede di Samawah, nel sud dell'Iraq, dell'allora Autorita' provvisoria istituita dalla coalizione subito dopo la caduta del regime di Saddam Hussein. I prigionieri venivano prima bendati poi all'improvviso, tolta la fasciatura sugli occhi, esposti a una luce intensissima, con gravi rischi per la vista. Erano anche costretti ad ascoltare suoni a volume altissimo, veniva gettata loro addosso acqua perche' restassero svegli e a nessuno era concesso incontrare un avvocato. L'ammiraglio Luuk Kroon, l'ufficiale che comandava la squadra dei presunti torturatori, era al corrente di quanto accadeva, ma non lo riferi' alle autorita' giudiziarie. Per questo ora rischia come i suoi sottoposti. Il governo olandese non vuole ancora commentare.




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